Futuro sciistico dell'Etna

Area di discussione su argomenti di montagna in generale.

Futuro sciistico dell'Etna

Messaggioda Coriolano della Floresta » sab gen 28, 2006 15:51 pm

La Regione Sicilia sembra fermamente intenzionata a investire sul turismo sciistico e montano nell'isola.
Da un pò di mesi si è acceso il dibattito attorno l'imminente progetto di legge sui poli turistici che punta sul miglioramento della stazione sciisitica madonita di Piano Battaglia ma soprattutto sulla trasformazione dell'Etna in una meta sciistica internazionale in grado di competere con le Alpi.
Dopo le eruzioni che hanno distrutto gli impianti negli anni scorsi allo stato attuale la funivia ha ripreso a funzionare e anche alcune seggiovie e sciovie sono state ripristinate. L'arrivo dei turisti sembra consistente.
A questo punto l'idea è di proseguire nella ricostruzione degli impianti nelle due stazioni di Linguaglossa e Nicolosi, incrementare il numero di piste e di impianti di risalita e quello dei rifugi. Inoltre dovrebbe sorgere una terza stazione a Bronte e nascere così il versante sciistico Nord Ovest. L?obiettivo ultimo è che le tre stazioni costituiscano un polo sciistico unico legato insieme dagli impianti e da collegamenti con bus e fuoristrada. Il fascino del vulcano, le piste lunghe e ampie, senza alberi ai bordi e a un?altitudine tra i 2000 e i 3000 metri, la possibilità anche di praticare lo sci di fondo, lo sci alpinismo e l?escursionismo dovrebbero garantire circa l?economicità del progetto. Inoltre la maggior parte delle strutture garantirebbero una più agevole fruizione anche nel periodo estivo.
Le uniche proteste arrivano dagli ambientalisti mentre le comunità montane sollecitano fortemente la realizzazione. Il timore degli ambientalisti è che gli impianti deturpino il Parco dell?Etna mentre i comuni e la Regione che sostengono l?idea garantiscono per il minimo impatto ambientale e denunciano l?attuale stato di scarsa fruizione del Vulcano. Politicamente sembra che la protesta abbia poche possibilità di riuscire a impedire interamente l?opera dal quale dipende il destino economico di molti paesi ormai in via di spopolamento. E? più probabile che ottenga di indurre comunque a realizzarla nel modo meno invasivo possibile. La polemica è comunque ancora accesa e lo sarà fino a quando nei prossimi mesi l?Assemblea regionale non delibererà in via definitiva.
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Messaggioda giudirel » sab gen 28, 2006 16:31 pm

Beh... in fondo al contrario delle massacrate dolomiti l'Etna ha gia dimostrato di sapersi liberare dal tumore funivie.
Tifo per lui.
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Messaggioda Coriolano della Floresta » mer feb 01, 2006 16:14 pm

Oggi su Repubblica c'è una pagina dedicata alle Alpi e al suo sfruttamento turistico. Forse una riflessione in tal senso potrà essere utile per valutare il modo più opportuno di sfruttare turisticamente l'Etna. :roll:
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Messaggioda julius » gio feb 02, 2006 12:08 pm

E' incredibile - probabilmente solo in Italia cose del genere possono succedere - che si continuino a progettare infrastrutture ad alto impatto ambientale nel cuore di aree a parco di elevatissima importanza ambientale (vedi Etna e Madonie ) !!!
Suggerirei di investire della questione la Commissione Europea,che recentemente ha dimostrato di saper intervenire molto efficacemente (ad esempio aprendo una procedura di infrazione contro i lavori di realizzazione del cosiddetto MOSE nella laguna di Venezia ) quando si violino le direttive in materia dis alvaguardia ambientale.
Basta inviare un esposto circostanziato al Commissario europeo per l'ambiente.
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Messaggioda Coriolano della Floresta » gio feb 02, 2006 17:03 pm

Non sarei così drastico. E' importante discutere come realizzare il minimo di opere indispensabili e con il minore impatto possibile. Credo che i dibattiti che in questi mesi si stanno susseguendo porteranno a questo risultato. (le madonie sono uno scenario a se perchè li si tratta solo di ammodernare quanto già esiste)
Non è ipotizzabile impedire la realizzazione di strutture turistiche per varie ragioni. Intanto la popolazione locale le richiede fortemente per salvare la stessa esistenza delle comunità montane. In questo momento il parco è economicamente di scarso aiuto per chi ci vive. Il turismo non decolla. Sostanzialmente si riduce tutto a migliaia di escursionisti giornalieri in visita al cratere e che sostano poche ore nei pressi del Rifugio Sapienza. Per il resto solo pochi turisti occasionali in estate in qualche agriturimo, un pò di amanti del trekking e qualche settimana di sci in inverno. Senza una rete di impianti nuova e più valida, idonea sia per l'inverno che per l'estate, rifugi e ricettività, l'Etna non garantirà nel futuro l'esistenza delle comunità che vivono li da secoli.
Inoltre ricordiamoci che la natura se non è vissuta dai cittadini è molto più in pericolo di quanto si possa pensare. Allo stato attuale nessuno si ricorda dell'Etna e quando un bene naturale cade nel dimenticatoio possono avvenire nel silenzio abusi di ogni tipo. Un parco vivo con molti visitatori è sicuramente più tutelato.
Penso che la cosa migliore sia trovare un compromesso per garantire gli interventi minimi per il rilancio turistico senza devastare il parco. Da evitare alcuni scempi compiuti sulle Alpi con hotel a 5 piani e roba del genere.
Non so quale sia l'utilità di coinvolgere la commissione europea sul tema. Alcuni gruppi ambientalisti volevano invece portare avanti l'idea dell'Etna come parco nazionale così da sottrarlo ai poteri locali. Questa ipotesi, oltre a non essere molto democratica, è incostituzionale poiché legislazione e governo nazionale per via dello Statuto siciliano non hanno alcun potere sul territorio in questione.
Comunque nei prossimi giorni il dibattito dovrebbe riaccendersi visto che entro febbraio sarà approvata la finanziaria regionale.
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Messaggioda julius » sab feb 04, 2006 23:45 pm

Scusami per la franchezza,ma trovo che tu abbia una concezione assai singolare di democrazia...
Cioè,secondo te democrazia significa che le cosiddette "comunità locali" (vorrei vedere quanto in effetti gli elettori siano informati su costi ed effetti di certi progetti !) possono fare ciò che vogliono,anche a costo di deturpare in maniera irreversibile la più importante area vulcanica d'Europa ?? Forse non conosci la legge quadro sulle aree protette (legge n. 394/1991): ebbene ti consiglierei di leggerla con attenzione!
Non è con presunti progetti di valorizzazione basati esclusivamente su impianti sciistici che si può rilanciare l'economia dell'Etna e delle Madonie. Esistono alternative ben più durature e valide,quanto alla situazione attuale personalmente trovo che le decine di pullmann che salgono fin quasi in vetta al cratere impolverando gli escursionisti che procedono a piedi siano già una cosa fuori posto.
QUINDI MI AUGURO CHE GLI AMBIENTALISTI - a cui mi associo - RIESCANO A FERMARE QUESTI PROGETTI ASSOLUTAMENTE INSENSATI!
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Messaggioda Zio Vare » dom feb 05, 2006 0:00 am

julius prenditi una camomilla.
E' pieno di parchi in Italia che esistono solo sulla carta e che vincolano esclusivamente gli abitanti di aree già depresse economicamente senza apportare reali vantaggi. Non è che la situazione migliora se fai l'avvocato difensore dell'ambientalismo (spesso purtroppo un po' miope) consigliando di leggere la legge quadro sui parchi. Le leggi si conoscono benissimo ma sulle Alpi siamo specialisti ad interpretarle come ci pare.
Siamo tutti bravi a dire "non fate nulla ci sono un sacco di alternative valide per far decollare l'economia" ma poi queste parole fanno fatica a trovare riscontro nella realtà delle popolazioni locali.
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Messaggioda julius » dom feb 05, 2006 11:11 am

Caro amico...non so perchè gli appelli al sedativo vengano indirizzati sempre a noi ambientalisti che difendiamo le bellezze del paese e non a chi non ha altro di meglio da inventarsi che improbabili demanii sciabili in aree dove la neve c'è sì e no per 1 mese all'anno....
Secondo te/voi, i turisti che possono recarsi in Sicilia e sull'Etna ci verrebbero per sciare ?? O piuttosto per le bellezze storiche,artistiche e naturalistiche ??
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Messaggioda Coriolano della Floresta » dom feb 05, 2006 11:22 am

La legge nazionale se vuoi i siciliani possono anche leggerla per cultura generale ma sicuramente la sua potestà si ferma a Villa San Giovanni :wink: Lo Statuto siciliano, II legge costituzionale della Repubblica Italiana, prevede che ogni bene demaniale, naturale, culturale, etc...e qualsiasi bene prima appartenente allo Stato costituisce il Demanio della Regione Sicilia. Inoltre concede all'Assemblea parlamentare regionale siciliana la legislazione esclusiva su questi beni con l'unico vincolo di non andare contro i principi fondamentali della costituzione italiana, limite analogo che deve rispettare la legislazione nazionale.
Detto questo la legislazione siciliana è meno peggio di quello che si possa credere. Innanzitutto in Sicilia la Regione ha creato un assessorato al territorio e ambiente molto prima che a Roma nascesse il ministero analogo. Parliamo dei primi anni 70. La prima legge che parla di parchi e riserve è del 1982 e anche questa in anticipo su quella nazionale e ha dato vita alla riserva marina di Ustica, la prima in Italia. In questo ultimo caso è stato cercata anche l?intesa con la legislazione e il governo nazionale. Comunque le leggi in Sicilia sono quella del 6 maggio 1981 n 98, 14/88, 71/95, 34/96. La Sicilia non ha parchi nazionali perché non può averne. Sarebbe incostituzionale. La Regione ha istituito 5 parchi (a giorni diventeranno 6) e diverse riserve anche marine. Tutte però sono soggette esclusivamente alla normativa regionale.
In Sicilia esistono parecchie emergenze ambientali e serissimi problemi di abusivismo e questo è certo. Tuttavia è doveroso precisare che alcune delle leggi siciliane prevedono vincoli molto più severi di quelli nazionali e gli ambientalisti siciliani vanno orgogliosi delle conquiste normative inserite nei testi legislativi. Non è la nazionalità della legislazione che garantisce dagli scempi. Attraversa lo stretto e percorri l?Italia e troverai scempi indipendentemente da chi ha emanato la norma. La legge da sola non tutela nulla.
Detto questo mi sembra singolare questa idea flessibile di democrazia di un certo ambientalismo. Quando la volontà locale coincide con quella degli ambientalisti a quel punto si contesta il centralismo e le scelte di Roma compiute sulla testa degli abitanti. Quando al contrario la volontà locale dissente da quella ambientalista si invoca Roma e l?interesse nazionale. Non credo sia molto democratico accentrare poteri e lasciare decidere a un pugno di tecnici di un ministero e ai loro consulenti universitari pseudo ambientalisti il destino di interi paesi. Come sono d?accordo che le politiche pubbliche non possono passare sulla testa dei cittadini (vedi il Ponte sullo Stretto) così anche quelle di tutela dell?ambiente.
Detto questo bisogna chiarire che l?emendamento alla finanziaria siciliana è stato presentato da alcuni sindaci del luogo che sono anche deputati regionali. Le comunità in maggioranza sono favorevoli prima di tutto perché il turismo alternativo ed ecosostenibile è quello che è stato proposto in questi anni sull?Etna come la panacea dei problemi ma ha dato scarsissimi risultati. A questo punto la popolazione locale si sta lanciando anima e corpo sul turismo a 360 gradi e non punta solo sullo sci o sull?escursionismo montano. Tuttavia vuole le strutture e i grandi numeri e ti assicuro che non si convincerà mai che gli abitanti delle Alpi possono arricchirsi con il turismo mentre loro devono morire di fame e non sfruttare il Vulcano.
E? ovvio che l?Etna è patrimonio dell?umanità e l?interesse generale deve essere tenuto in conto da quello locale. Si tratta di trovare un equilibrio. La comunità locale può sfruttare il Vulcano tenendo presente di non dovere compromettere un bene dell?umanità. Non è però condivisibile che l?interesse nazionale o dell?umanità stabilisca in che condizioni debba vivere e debba operare il locale. Altrimenti che l?Italia o l?Europa mantengano con trasferimenti gli abitanti dell?Etna e a quel punto vedrai che se ne staranno a casuccia contenti a guardare la televisione senza lavorare. Siccome questo è improponibile sarebbe meglio evitare scontri feroci che non portano a nulla. Inoltre le condizioni politiche ed elettorali non sono favorevoli agli ambientalisti. E? meglio che discutano serenamente mettendo nel conto che un certo numero di funivie e seggiovie e qualche rifugio non potranno evitarlo. E? importante che si riesca a farle con il minimo impatto possibile e su questo penso che la possibilità di trovare un?intesa sia ampia. La politica dello scontro condurrebbe solo ad agire senza il consenso degli ambientalisti e a interventi ben più invasivi.
Sulle Madonie per fortuna le cose vanno meglio e tra il parco e il turismo montano, sciistico e culturale nei paesi medievali dell?area un certo equilibrio esiste. Non c?è il problema di scegliere tra sfruttamento intensivo o meno. Li si tratta solo di ammodernare gli impianti sciistici esistenti e migliorare un po? la ricettività. La settimana scorsa si è già raggiunta un?intesa.
Personalmente a me piace andare su in montagna e godermi le Madonie, i Nebrodi o l?Etna senza chiasso e turismo di massa. Sono giovane e ho anche la capacità fisica di potere godere punti dei parchi naturali dove la maggioranza non può andare. Qualcuno invece potrebbe ma non va perché non ha questa sensibilità. Non siamo tutti eguali. Bisogna però tenere presente che l?ambiente non può essere tutelato per un?elite. Non è politicamente ed economicamente possibile. Occorre evitare a ogni costo il turismo che inquina e devasta ma bisogna tenere nel conto che un vero e praticabile equilibrio tra visitatori e natura deve essere cercato e trovato.

p.s. comunque sull?Etna c?è molta più neve di quanto tu possa credere. Parliamo di un altezza tra i 2000 e i 3000 metri e la nuova stazione sorgerebbe nel punto più innevato del Vulcano. Gli impianti in discussione sono poi destinati anche al turismo estivo.
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Messaggioda AlbertAgort » dom feb 05, 2006 12:03 pm

spero che durante i lavori ci sia una piacevole colata lavica, anzi, una ogni volta che iniziano i lavori...poi voglio vedere se desistono
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Messaggioda Zio Vare » dom feb 05, 2006 12:38 pm

julius ha scritto:chi non ha altro di meglio da inventarsi che improbabili demanii sciabili in aree dove la neve c'è sì e no per 1 mese all'anno....
Secondo te/voi, i turisti che possono recarsi in Sicilia e sull'Etna ci verrebbero per sciare ?? O piuttosto per le bellezze storiche,artistiche e naturalistiche ??

Sull'Etna c'è poca neve e se va bene per 1 mese all'anno? E' vero, è solo una montagnola di 3000 metri. Non mi pare che le Alpi con i loro impianti di risalita siano baciate dalle perturbazioni perenni, soprattutto ultimamente. Se un siciliano vuole sciare prenderà un aereo per Cortina e le Dolomiti, patrimonio dell'umanità che mai sono state deturpate da impianti di risalita ed infrastrutture altamente impattanti!
Se tu credi che io non voglia difendere le bellezze del paese, il suo grande patrimonio artistico e naturalistico ti sbagli di grosso. Probabilmente in Sicilia sarebbe molto più urgente lottare contro l'abusivismo edilizio selvaggio piuttosto che prendersela con un impianto di risalita.
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Messaggioda Coriolano della Floresta » dom feb 05, 2006 14:03 pm

AlbertAgort ha scritto:spero che durante i lavori ci sia una piacevole colata lavica, anzi, una ogni volta che iniziano i lavori...poi voglio vedere se desistono


Tutti questi progetti riguardano aree dove la probabilità di eruzioni è bassissima. Una probabilità non significativa tanto da rendere l'impresa economicamente sostenibile. Stessa cosa per le stazioni già esistenti di Linguaglossa e Nicolosi dove la ricostruzione è già avviata e in parte fruibile.
Comunque da dove nasce tutta questa cinica voglia di vedere le opere dei siciliani distrutte? :roll:

Giustissimo Zio vare. L'Etna è alta 3350 metri e la neve c'è da dicembre ad aprile.
A me l'anno scorso in vacanza la cosa che ha dato più fastidio delle Dolomiti non erano gli impianti di risalita o i rifugi vicino le piste. Piuttosto gli hotell a 4 o 5 piani con piscina e altro e soprattutto il numero enorme di queste strutture vicine l'una all'altra. Questo è da evitare sull'Etna ma attualmente non è neanche in discussione una cosa del genere.
La lotta ambientalista in Sicilia va condotta per ottenere la demolizione di alcuni scempi vicino le coste e soprattutto per fermare l'ipotesi folle del ponte!!!!!
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Messaggioda Zio Vare » dom feb 05, 2006 15:31 pm

Coriolano della Floresta ha scritto:Le comunità in maggioranza sono favorevoli prima di tutto perché il turismo alternativo ed ecosostenibile è quello che è stato proposto in questi anni sull?Etna come la panacea dei problemi ma ha dato scarsissimi risultati. A questo punto la popolazione locale si sta lanciando anima e corpo sul turismo a 360 gradi e non punta solo sullo sci o sull?escursionismo montano. Tuttavia vuole le strutture e i grandi numeri e ti assicuro che non si convincerà mai che gli abitanti delle Alpi possono arricchirsi con il turismo mentre loro devono morire di fame e non sfruttare il Vulcano.

Questo è un punto molto molto importante, che purtroppo dà scacco (matto?) a tanti fiumi di parole sulle bellezze naturali.
Qual è la stagione turistica in Sicilia per la maggior affluenza? Suppongo l'estate. In estate il turista escursionista che arriva da Bologna per farsi un po' di mare lo vedo davvero male mentre arranca sulle pendici del vulcano sotto il sole siculo d'agosto. Esattamente come chi va in vacanza durante l'estate in Calabria non si mette a salire l'Aspromonte. Il periodo ideale per l'escursionismo dovrebbero essere la primavera e l'autunno, ma quanti vanno in Sicilia in quel periodo a camminare? C'è qualche dato oggettivo al di là dei migliori auspici che possiamo fare? Rimane l'inverno. O vai con gli sci o vai con le racchette. Quanti sono gli escursionisti siciliani appassionati di scialpinismo e/o racchette da neve? Quanti sarebbero invece gli sciatori siciliani che andrebbero volentieri a sciare sulle pendici dell'Etna?
Esiste nel turista siciliano (inteso come abitante del posto che si sposta nella propria regione) quello che noi diamo per scontato vivendo a contatto con le Alpi, quella "cultura montana" che poi porta gente sui monti non solo per sciare ma anche per camminare? Oppure l'immaginario è quello di un autoctono svizzero appassionato di immersioni in mare?
Sembra un problema piuttosto complesso, mi sembra anche abbastanza asurdo dar contro ad un impianto di risalita sull'Etna quando qua ci costruiscono cabinovine fino dentro al Monte Rosa con il beneplacito di Piemonte e Valle d'Aosta e a fianco di un parco naturale (dell'alta val sesia).
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Messaggioda Coriolano della Floresta » dom feb 05, 2006 19:38 pm

Dunque quello sull'Etna vuole essere un investimento a 360°. Si vuole fare in modo che ci possa essere turismo tutto l'anno e con tipologie differenti. Si vuole incrementare l'escursionismo sul vulcano, il trekking nel parco, l'alpinismo, lo sci alpino e di fondo, lo scialpinismo, il turismo nei paesi del comprensorio, etc...Sicuramente però uno degli obiettivi primari è incentivare lo sci invernale dei siciliani ma soprattutto dei turisti italiani e stranieri. L'Etna attira tutto l'anno molta utenza extrasiciliana e si vorrebbe a questo punto farla diventare una meta per lo sci gettonata a livello internazionale. Lo scopo è di agire su tutti i fronti ma dare particolare spazio al turismo invernale delle settimane bianche come sulle alpi. E' quello che ti assicura una presenza e un ritorno in denaro consistente. Gli stessi impianti dovrebbero incentivare il turismo montano estivo. Poiché appunto consentirebbe di trascorrere vacanze sul vulcano e visitarlo a un numero maggiore di turisti rispetto gli appassionati di trekking o alpinismo fisicamente in grado di farsi 20-30 km al giorno sotto il sole.

Riguardo lo scialpinismo in Sicilia esiste e ci sono parecchi appassionati. Rientra tra le attività del C.A.I e del C.A.S e ci sono posti bellissimi dove praticarlo. Tuttavia è ovvio che da solo non può assicurare numeri di rilievo. In Sicilia ci sono molte alternative alla montagna e quindi non molti si volgono a queste attività e la maggior parte che si cimenta con gli sci resta alla pratica su pista. Inoltre parliamo di un'isola e quindi non è che gli appassionati di scialpinismo possano ogni fine settimana scorazzare da una regione all'altra come sulle Alpi. La pratica dello sci in Sicilia è legata a quello su pista e agli impianti.
La cultura montana locale non è assente ma da sola per consistenza e per la condizione di isolamento geografico non garantisce la sopravvivenza economica. Occorre il turismo tutto l'anno, siciliano, italiano e straniero e differenziato nella sua tipologia.
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Messaggioda Coriolano della Floresta » dom feb 05, 2006 19:38 pm

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Messaggioda Coriolano della Floresta » dom feb 05, 2006 19:39 pm

vedi sopra
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Messaggioda julius » lun feb 06, 2006 19:08 pm

Beh,se tu sei un aderente del ClubAlpinoSiciliano,mi auguro fortemente che il CAI sia di ben altro avviso !!!
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Messaggioda Coriolano della Floresta » lun feb 06, 2006 20:53 pm

Io non parlo a nome del C.A.S. che sulla questione non si è pronunciato ufficialmente. Io esprimo solo opinioni personali. Riguardo il C.A.I non conosco la loro posizione in merito. Ho letto solo un articolo dove una sezione si pronunciava favorevolmente mentre un altro articolo dove esprimevano un parere diverso e di dissenso. Forse avranno un dibattito interno in merito. Non lo so. Non sono addentro le vicende dell'altro sodalizio.
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Messaggioda Zio Vare » lun feb 06, 2006 21:41 pm

julius ha scritto:Beh,se tu sei un aderente del ClubAlpinoSiciliano,mi auguro fortemente che il CAI sia di ben altro avviso !!!

quante volte il CAI si è espresso su certe tematiche parlando espressamente di soluzioni pratiche, realistiche, economicamente rilevanti, piuttosto che rimanere su vaghe dichiarazioni di intenti?
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Messaggioda julius » lun feb 06, 2006 23:50 pm

A proposito: è inesatto affermare che "in Sicilia non possono esistere parchi nazionali perchè ciò sarebbe incostituzionale". Tale affermazione dimostra ancora una volta la poca conoscenza della normativa,prima fra tutte della legge 394/1991. I principi fondamentali di tale legge,che rappresenta una delle cosiddette leggi di grande riforma socio-economica,si applicano anche nei riguardi dell'ordinamento siciliano. E non a caso,in tale legge, l'Etna figurava tra le cosiddette "aree di reperimento" per la futura istituzione di un parco nazionale. Di cui,tra parentesi,ha tutte le caratteristiche. La distinzione tra parco nazionale e parco regionale ha a che vedere,lo sottolineo,con la diversa rilevanza da un punto di vista ambientale,storico,scientifico, non tanto con questioni di distinta competenza politico-amministrativa.
Ma,lo ripeto per l'ultima volta,bisognerebbe conoscere un po' meglio le leggi prima di lanciarsi in certi proclami...
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