Free Tibet!!STOP all'invasione ed alla repressione!

Spazio per messaggi e discussioni a tema libero.

Free Tibet!!STOP all'invasione ed alla repressione!

Messaggioda GIANKO » mer mar 11, 2009 17:39 pm

Ragazzi, vorrei aprire una discussione su un argomento che proprio in questi ultimi giorni ha messo di nuovo in risalto una situazione di oppressione poitica ed una forte discriminazione razziale: sto parlando delle ultime vicende accorse a dei monaci tibetani.
Ieri 10 marzo ricorreva il 50esimo anniversario della fallita rivolta del popolo tibetano contro il governo cinese; proprio poco prima di questa ricorrenza, nella provincia cinese di Qinghai, ci sono stati degli scontri con le forze dell'ordine cinesi contro dei manifestanti in cui erano presenti anche dei monaci tibetani. In seguito ai disordini, la polizia cinese ha prelevato centonove monaci tibetani per sottoporli a "ri-educazione" politica. Lo scrive l'edizione online del britannico "The Times", precisando che il "sequestro" dei 109 monaci del monastero di Lutsang, nella provincia di Qinhang, è solo una delle tante misure straordinarie adottate da Pechino per scongiurare eventuali disordini anti-cinesi. Fra i provvedimenti eccezionali, il divieto di ingresso ai visitatori stranieri, già scattato, in circa un quarto del territorio della Cina.
Perfetto, questa è la cronaca e adesso voglio scrivere qualche mio pensiero in merito.....
In una terra meravigliosa come il Tibet, a cui credo che la maggior parte degli iscritti a questo sito siano vicini per passione e per dovuto reverenziale rispetto nei confronti degli abitanti e di quelle vette così alte e così ardue, è ancora possibile che un governo estremamente dittatoriale, totalitario ed inesorabilmente oppressivo possa ancora terribilmente perseguire quei poveri uomini per il solo fatto di essere buddisti tibetani??
E' da più o meno 60 anni che questa popolazione subisce le angherie e le torture di un regime (e non chiamatelo governo!)che è esclusivamente volto all' oppressione di parola, di stampa e di pensiero di questa minoranza etnica, abituata ormai a facili ed inspiegabili torture.
Perchè nonostante il "Regime Rosso" cinese provochi ancora tali soprui, nè i media, nè la stampa, nè tantomeno i Capi di Stato riescano a dare un vero e proprio parere sulla faccenda??
In Italia basta il ricorso ad una multa di un vigilino qualsiasi di una sperduta provincia che ne esce un caso nazionale con le solite frasi "Governo ladro, polizia fascista", etc....etc....
Ragazzi, credo che solo quello che sta accadendo al popolo tibetano possa essere paragonabile ad una vera discriminazione razziale a cielo aperto e sotto gli occhi di tutti, senza che peraltro nessuno ne parli (come invece accade in altri moderni casi di conflitti etnici), nonostante questi monaci non abbiano muscoli da mostrare, AK-47 da imbracciare e missili da lanciare.
Loro rivendicano solo il riconoscimento dell'indipendenza della propria magnifica terra, senza belligeranza, senza armi, ma solo con la voglia di far saper al mondo che il Regime che adesso li assoggetta, è un regime totalitario che non gli permette di eprimersi, di pensare, di vivere.
Cerchiamo di sostenere la loro causa, anche solo con l'innalzamento del discorso mediatico in capitolo.


Gianko.
"Vivi come se fosse il tuo ultimo giorno, pensa come se fossi immortale!"
Avatar utente
GIANKO
 
Messaggi: 12
Iscritto il: lun mar 09, 2009 14:45 pm
Località: Roma...ma ora Firenze!

Messaggioda five.eight* » mer mar 11, 2009 17:53 pm

già fatto.
è ben peggio di discriminazione razziale. La Cina ha come obiettivo unico, a qualunque costo, il non riconoscimento dell'indipendenza della regione del Tibet (Tibet Autonomous Region o TAR) lo fa da quando, dopo la dominazione mongola, ci fu la riunificazione. Periodicamente la repressione violenta si inasprisce e, come negli ultimi periodi, anche a noi ne giunge voce e ce ne indignamo. Attaccare i monaci è vergognoso, ma vuol dire per loro attaccare la voce e la forza della cultura e ancor peggio della cultura pacifica.

Quoto per il dar voce a quanto accade - non a caso ti faccio notare la bandiera che ho in firma.
Avatar utente
five.eight*
 
Messaggi: 1021
Images: 31
Iscritto il: mar gen 23, 2007 1:52 am
Località: Sweetfield - Milano

Messaggioda Chief Tambaler » mer mar 11, 2009 18:05 pm

Quanto mi piacerebbe andare in Tibet.....
ma bisogna lasciarli tanti-troppi soldi a quei tiranni di Pechino....
e allora boicotto....
Non saprei che altro fare...non comprare cose fatte in cina?
Si, è difficile, ma possibile...
Montagna vissuta: tempo per respirare....
Reinhard Karl
Avatar utente
Chief Tambaler
 
Messaggi: 500
Iscritto il: gio apr 10, 2008 9:23 am

Messaggioda GIANKO » mer mar 11, 2009 18:30 pm

Dimenticavo che, logicamente, per quanto mi rimane possibile io cerco di non acquistare oggetti direttamente riconducibili ad aziende cinesi, BOICOTTO e basta!
Poi per il resto rimango quasi obbligato acomprare marchi italiani, ma con manodopera cinese! :evil:
"Vivi come se fosse il tuo ultimo giorno, pensa come se fossi immortale!"
Avatar utente
GIANKO
 
Messaggi: 12
Iscritto il: lun mar 09, 2009 14:45 pm
Località: Roma...ma ora Firenze!

Messaggioda five.eight* » mer mar 11, 2009 18:57 pm

io dopo 2 viaggi in Cina, (al di là della questione Tibet)ho deciso che avrei fatti di tutto per evitare collaborazioni di lavoro (ero andato per questo), di acquistare prodotti made in china e di favorire in qualsiasi modo quel governo (purtroppo non i poveri cittadini che farebbero bene ad organizzare velocemente una rivoluzione)
Allo stesso modo ho preso distanze da quelle che (nel mio campo) sono le aziende che producono là e faccio tutto il possibile (questo per mio credo e scelta economico/politica) per tornare al totale e vero artigainato made in Italy. Scelta molto molto costosa in tutti i sensi. Pagherà all lunga, paga in coerenza.
Avatar utente
five.eight*
 
Messaggi: 1021
Images: 31
Iscritto il: mar gen 23, 2007 1:52 am
Località: Sweetfield - Milano

Messaggioda Petek » gio mar 12, 2009 10:42 am

five.eight* ha scritto:io dopo 2 viaggi in Cina, (al di là della questione Tibet)ho deciso che avrei fatti di tutto per evitare collaborazioni di lavoro (ero andato per questo), di acquistare prodotti made in china e di favorire in qualsiasi modo quel governo (purtroppo non i poveri cittadini che farebbero bene ad organizzare velocemente una rivoluzione)
Allo stesso modo ho preso distanze da quelle che (nel mio campo) sono le aziende che producono là e faccio tutto il possibile (questo per mio credo e scelta economico/politica) per tornare al totale e vero artigainato made in Italy. Scelta molto molto costosa in tutti i sensi. Pagherà all lunga, paga in coerenza.


Sono d'accordo che sia giusto boicottare la Cina, sia come meta turistica/alpinistica (purtroppo) sia come merce importata (dalle magliette all'aglio). Chi non ha i soldi per i manufatti artigianali made in Italy può sempre comperare produzioni industriali prodotte nell'est europeo + Turchia, sud-est asiatico, america del sud,...
Cmperare solo il made in Italy artigianale non è alla portata di tutti...
Petek
 
Messaggi: 125
Images: 1
Iscritto il: dom gen 25, 2009 18:38 pm

Messaggioda selma » gio mar 12, 2009 11:40 am

Mi sembra però giusto dare risalto anche al punto di vista cinese della questione e credo, sulla base della mia esperienza (che sto vivendo ora) in Cina, che questo articolo rispecchi piuttosto bene il pdv dell maggior parte della gente con cui ho parlato.

se qualcuno per amor di cronca e discussione volesse postarlo anche "di là" mi farebbe piacere, dal momento che io non posso farlo perchè qua è sotto firewall da un paio di settimane...boh!

cmq ecco il pezzo:

(CNN) -- For most people in the world, freedom of religion is of such paramount importance and warrants all the legal and constitutional respect and protection. It is fair to say that this concept has been imbedded in numerous people's mind such that any accusation of its violation almost automatically triggers waves of condemnation.That may explain why so many people, especially in the West, are so agitated if they conclude that the Tibetan question boils down to freedom of religion, or, even worse, to its violation.However, their agitation will be significantly muted if they are reminded that, while freedom of religion is of paramount importance, it is equally important to keep church and state separate, lest disasters and tragedies ensue.(...)Anyone in a major Western country advocating freedom of religion to the disregard of separation of church and state will be either marginalized or held with ultra suspicion. If a clergy does so in the United States, his church will lose tax exemption and all the other privileges of a religious institution. Mankind knows too well that mixing church and state together can be a recipe for disasters, especially in a diverse and heterogeneous society.
Therefore, what looks as a matter of freedom of religion to many people in the West is viewed by China more importantly as a matter of separation of church and state. But why such sharp contrasts?
Many people in the West eagerly embrace the Dalai Lama as a spiritual leader. China would wish His Holiness were indeed nothing but a spiritual leader, otherwise many problems would have been much simpler to resolve. What looks like a spiritual leader to many in the West is viewed by China as less a spiritual leader than a political activist with dangerous political motivations.
It goes without saying that religious differences need to be handled with extra care and sensitivity. Human history has been plagued with wars and conflicts either in the name of religion or in the excuse of religion with ulterior motives. Therefore, whenever religion is touched upon, normally "your religion for you and my religion for me" is a good guidance for avoiding calamities. If anyone in the West wants to convert to Tibetan Buddhism and revere the Dalai Lama, or the 14th Dalai Lama to be more accurate, as not only a spiritual leader, but as the reincarnation of all the previous 13 Dalai Lamas and, more amazingly, as the reincarnation of the great God Avalokite Svara, China, rather than having any grudges against him, probably would treat him with all the due respect as a true believer. But China views many Western sympathizers of the Dalai Lama, especially those Western politicians, as having ulterior political motives aimed at infringing upon China's sovereignty and territorial integrity. But why such sharp contrasts?
The Tibetan issue has become a major divider and sensationalizer in the world today. But if reason prevails over passion, the following simple truths may be shocking to learn for those much agitated people:
- No single country or government in the world recognizes Tibetan independence. All the countries and governments in the world and all the international organizations recognize Tibet as part of China. Therefore, if anyone wants to achieve Tibetan independence, or use religion as an excuse to achieve such independence, he will challenge the collective wisdom of mankind.
- China is like the United States in one crucial respect: both believe their countries are indivisible and will fight to death any attempt, both domestic and foreign, to split their countries. That is why Abraham Lincoln is revered as a great American president, and that is why the Chinese nation of 56 ethnic groups, including the Tibetans, are united in their opposition against any attempt to split China.
- On the other hand, any genuine caring for religious matters and social and economic development in Tibet, and any well-intended and constructive criticisms aimed at improving the situation in Tibet, will not only be welcomed by all the people in China, including our Tibetan brothers and sisters, but also by the Chinese government.
Therefore, let's avoid mixing apples with oranges, or oranges with apples. Let's avoid any double talk. If one is using "Free Tibet" as an expedient alternative for "Independent Tibet," then don't complain about China's wrath at his real motivation. If one is advocating freedom of religion to the disregard of the separation of church and state, then don't complain about being accused by China as a hypocrite. If one is mesmerized by the Dalai Lama as a spiritual leader or even the reincarnation of God, he should not accuse China for being cool-headed enough to see through the religious veil which covers major political agendas.
For those who warn China that, being in his mid-70s, Dalai Lama's earthly years may be numbered and his eventual passing away may turn Tibetan diaspora and some Tibetans in China into violence and terror, the word of caution is that, now that the whole world is caught in deteriorating financial and economic crisis, any attempt to use violence and terror to further damage global stability and security will be condemned as a public enemy and dealt with as such. It is ludicrous to fancy that any threat of violence or terror will bent the will of China.
On the other hand, China needs to continue the dialogue with the Dalai Lama and his followers both at home and abroad, and seek a mutually convenient solution. From China's perspective, the bottom line is loud and clear: if the Dalai Lama is indeed nothing but a spiritual leader, then the solution can be quick and easy; if the Dalai Lama is wearing the spiritual hat for political purposes, then nothing will be easy.(...)

Victor Zhikai Gao
selma
 
Messaggi: 3
Iscritto il: gio mar 12, 2009 11:29 am
Località: kunming, china

Messaggioda five.eight* » gio mar 12, 2009 16:05 pm

Selma, grazie per il contributo ma mi sembra un'articolo veramente troppo americano (non sono antiamericano per partito preso)
Cioè rispettiamo le differenze di credo e le autorità di tale fede ma se una regione autonoma(TAR) pacifica e pacifista chiede l'indipendenza (pacificamente) dopo una storia di dominazione, per metterla a tacere faccio un massacro.
E' come se il governo italiano iniziasse a sparare in Alto Adige.......

La Cina si sente (come gli Stati Uniti) forte per la sua capacità di mantenersi unita (ndt)? La Cina con questo non fa che confermare la politica dittatoriale del suo regime. Non fa che confermare le politiche ottuse di controllo che opera a 360° e che, per mio conto la stanno (per fortuna ) portando allo sfacelo.
Avatar utente
five.eight*
 
Messaggi: 1021
Images: 31
Iscritto il: mar gen 23, 2007 1:52 am
Località: Sweetfield - Milano

Messaggioda arteriolupin » gio mar 12, 2009 17:03 pm

Il mio timore è che la politica cinese non la stia portando allo sfacelo.

La Cina attua null'altro che quella millenaria politica imperialista, antidemocratica per essenza, che sola conosce come forma di governo e di esistenza...

Non è corretto parlare di riunificazione del Tibet. Per quanto mi riguarda (ma sono Occidentale ed Europeo) si può parlare solo di annessione.

Il Governo Cinese, per mantenere alto lo sviluppo, ha bisogno di mantenere alto il numero di propri schiavi a disposizione...
Si, uso il termine "schiavi", perché, date le condizioni di lavoro imposte in Cina, non mi riesce semplice parlare di operai o lavoratori...
Viene violata ogni minima regola di democrazia, vengono disattese le condizioni minime di vita, i diritti umani, il libero pensiero...

Però, siccome ai tanti Stati che fanno finta di avere a cuore la questione la situazione cinese fa solo comodo, nessuno ha motivo di far sì che ci possa essere un movimento di liberazione. Significherebbe mettere in ginocchio un potenziale serbatoio di sfruttamento legalizzato della manodopera...
Gli stessi Stati occidentali che fanno finta di avere a cuore il Tibet si mettono in pace la coscienza ascoltando uan tantum il Dalai Lama...
Poi... Ragioni "diplomatiche" e commerciali fanno sì che sia meglio prostrarsi davanti al gigante elefantiaco cinese... Troppi gli interessi.
Non vedo una fine o una implosione prossime...
Le si vedevano ai tempi di Mao... E nessuna implosione è avvenuta.
Non hanno nemmeno cambiato gli slogan. Hanno addirittura trovato il sistema per far coincidere feudalesimo e marxismo... E vi attendete una implosione del sistema?
C'è solo da sperare che le differenti province riescano ad organizzarsi, a dotarsi di sistemi libeir di comunicazione ed informazione... Che vogliano liberarsi dall'oppressione e dalla schiavitù. Ma una politica ed un insegnamento millenario fa sì che la maggior parte dei cinesi abbia paura della democrazia e veda in uno Stato totalitario, potente, la continuità rispetto algi imperatori prima, a Mao poi, che sono la unica condizione di vita che conoscono e che immaginano per la propria terra.

triste dirlo, ma provate a sentire la maggioranza die cinesi e vi risponderà che la democrazia occidentale è solo per l'Occidente, non per la Cina.
...Se tuti i bechi gavesse un lampion... Gesummaria che iluminasiòn!

Canto popolare veneto
Avatar utente
arteriolupin
 
Messaggi: 5420
Iscritto il: mar gen 29, 2008 12:05 pm
Località: Milano (ma 100% veneto del Basso Piave)

Messaggioda selma » gio mar 12, 2009 17:07 pm

beh,con questo articolo ho voluto riportare l'opiniione dellla maggior parte di cinesi con cui ho parlato finora.
ciò non significa che sia la MIA opinione..
cmq di positivo c'è che qu nello yunnan, dove la minoranza tibetana è piuttosto forte, non riesco a trovare forme di discriminazione nei loro confronti.

riguardo a ciò che penso io..
beh, spassionatamente e in linea di principio dovrebbero dargliela, ma se ciò succedesse dovrebbero pure accordarla allo xinjiang (a maggioranza musulmana e detentore di circa il 30% delle risorseminerarie dell'intera cina) alla mongolia interna, al sichuan e alla regione che ha come capitale Dalien...
quindi a conti fatti sarebbe un grosso problema.

e inoltre, personalmente, trovo francamente più scxandalosa la situazione in israele, perchè il tibet è praticament sempre stato cinese ( a parte nella prima metà del 900 se non sbaglio) mentre israele..va beh, si sae non ho voglia di far polemiche inutili sullo stato israeliano e quello palestinese...

cmq a scanso di equivoci...sono pienamente d'accordo che NON si può sparare sulla folla solo per mitigare il dissenso ma tant'è...Cina!!

alberto.
selma
 
Messaggi: 3
Iscritto il: gio mar 12, 2009 11:29 am
Località: kunming, china

Messaggioda selma » gio mar 12, 2009 17:15 pm

ah, e quoto in toto l'intervento di arterio aggiungendo che la maggior parte dei cinesi che vive nelle città se la passa piuttosto bene.
basta andare a fare un giro nelle campagne per cambiare ida però.
e non oso immaginare come sia andare a nord ovest, tipo nello xinjiang appunto perchè non mi ci fanno andare.
alla stazione volevo comprare un biglietto ma mi hanno detto:
-non si può.
-perchè?
-perchè le regole le fa il governo e non gli stranieri.

e poi, egoisticamente, se vogliamo continuare ad avre il livello di vita che stimo tenendo adesso,c'èsolo da sperare che la cina resti la fabbrica del mondo, se no (peer usare un francesismo) ce l'abbiamo in culo tutti quanti, noi europei prima di tutti...

a meno che la cina non delocalizzi nell'africa ma la vedo improbabile..
selma
 
Messaggi: 3
Iscritto il: gio mar 12, 2009 11:29 am
Località: kunming, china

Messaggioda grenoble » gio mar 12, 2009 17:20 pm

L'occupazione del Tibet avvenne in un epoca in cui le telecomunicazioni erano vitali e le alture erano luoghi strategici.
Ora quelle alture sono meno strategiche vista l'evoluzione tecnologica e l'uso di satelliti ma non per questo possono mollare la presa.
La Cina è un grandissimo paese, enorme, noi siamo microscopici in confronto eppure da noi già ci sono spinte secessioniste, immaginate in Cina.
E' naturale che in queste grandi nazioni il governo debba operare con il pugno di ferro è l'unico modo per tenerle compatte ed evitare che si sgretolino. L'unione sovietica è un chiaro esempio...
Per questa ragione penso che la Cina non lascierà mai la presa sul Tibet, significherebbe creare un precedente, un precedente che non vogliono, un precedente troppo pericoloso.
Ci vorrebbe un compromesso, una sorta di semilibertà, creare una regione a statuto speciale. In questo modo i tibetani ritroverebbero parte della loro libertà e la Cina potrebbe sperare di non aver innescato un pericoloso vortice micronazionalista.
Purtroppo penso che nessuna delle due parti sia disposta ad accettare un compromesso e temo che la questione Cina-Tibet non sarà altro che la versione asiatica del conflitto mediorientale tra la Palestina e Israele.
Avatar utente
grenoble
 
Messaggi: 1980
Iscritto il: gio nov 23, 2006 0:21 am


Torna a Parole in libertà

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 5 ospiti

Forum.Planetmountain.com

Il Forum è uno spazio d’incontro virtuale, aperto a tutti, che consente la circolazione e gli scambi di opinioni, idee, informazioni, esperienze sul mondo della montagna, dell’alpinismo, dell’arrampicata e dell’escursionismo.

La deliberata inosservanza di quanto riportato nel REGOLAMENTO comporterà l'immediato bannaggio (cancellazione) dal forum, a discrezione degli amministratori del forum. Sarà esclusivo ed insindacabile compito degli amministratori stabilire quando questi limiti vengano oltrepassati ed intervenire di conseguenza.