Falco5x ha scritto:Enzolino ha scritto:Hai ragione. Non si tratta di accanimento terapeutico.Falco5x ha scritto: In primo luogo chiamare l'alimentazione accanimento terapeutico... ci sarebbe da discutere.
In secondo luogo mi chiedo se sia giusto aggrapparsi alle parole di chi non può più ritrattarle neanche volendo.
Quante volte mi sono scoperto a cambiare idea su qualcosa, solo perché mi sono pervenuti elementi di conoscenza che prima non avevo? Tante.
Quante volte abbiamo detto "se mi trovassi paralizzato la farei subito finita", e poi invece abbiamo dubitato scoprendo paralitici attaccati alla vita e pieni di gioia di vivere più di noi !
Insomma io credo che le parole di qualcuno quando era in buona salute non possono essere tirate fuori a posteriori e usate come autorizzazione sul documento della sua eliminazione.
Il discorso etico deve essere fatto per intero e partendo da zero; occorre prima decidere se sia eticamente giusto accettare senza alcuna riserva l'autodeterminazione degli individui alla propria morte (anche se magari vogliono porre termine alla propria vita in un momento di semplice depressione), e poi occorre decidere se sia giusto usare al medesimo fine frasi dette magari vent'anni prima e in altri contesti.
Sono argomenti che richiedono profonda riflessione e ai quali non mi sento preparato.
Il punto, pero', ruota sul principio di autodeterminazione.
Principio che il tuo discorso annullerebbe in toto.
Se una persona fa una scelta, prima di perdere l'opportunita' di poter esprimere il suo pensiero in caso d'incidente, che senso ha dire "si ... ma forse dopo avrebbe potuto cambiare idea ..."?
Secondo me non ha alcun senso.
Secondo me la tua e' una forzatura, com'e' una forzatura (ma anche una strumentalizzazione) quella del governo di voler continuare ad alimentare lo stato vegetativo, ed aggiungo, la sofferenza, di Eluana.
Qua il nocciolo della questione è proprio l'autodeterminazione. Ed è proprio su questo che dovrebbe vertere il primo e fondamentale dibattito, il resto viene dopo.
Certo che se uno si vuole suicidare prima o poi ci riesce in barba a ogni legge. Ma da questo ad avallare il suicidio come pratica consentita e anzi agevolata dalla legge ce ne corre (i supermercati venderebbero i kit-suicidio come oggi vendono i test di gravidanza?)
E dico dibattito perché non credo che questa autodeterminazione possa essere assunta con leggerezza come un diritto scontato. Almeno parliamone, perché su questo non ho delle convinzioni precise.
Una cosa è però sicura: in una società civile non possiamo mai essere totalmente liberi, fare ciò che vogliamo. Scegliendo di vivere in una società civile abbiamo anche accettato degli obblighi verso di essa che ci impediscono di essere completamente autodeterminanti. Non voglio saltare subito alle conclusioni perché, come ho già detto, serve prima un dibattito; certo è però che siamo connessi in una rete di relazioni, dipendenze e affetti, per cui obblighi e diritti sono sempre in perenne e dialettica contesa tra loro, e nesuna decisione può avere le caratteristiche della scontatezza.
secondo me te stai generalizzando troppo il discorso ... quì non si parla di suidicio, ma di decidere, ognuno liberamente se essere o non essere a farsi tenere in vita in caso di condizioni di vita che non sono più di vita... insomma che senso ha stare bloccati in un letto a vegetare incoscientamente? ... già se uno fosse cosciente sarebbe diverso ... ti ricordi di Welby? lui ha voluto morire, un'altro signore nelle sue stesse condizioni (col quale mi scuso ma non ricordo il nome) no e continua a vivere, si vede che trova la vita gratificante anche in quel modo, ma bene sono contento per lui e che continui a vivere fino a 300 anni! dobbiamo rispettare le decisioni di tutti ... mi sembra che il discorso sia diverso dal depresso che si vuole suicidare, per quanto la depressione sia una malattia grave, ma sono cose completamente diverse stiamo parlando di persone che vivono delle esistenze difficili, probabilmente per Welby vivere a quel modo era insopportabile e non riusciva più a sopportarlo, un altro nelle stesse identiche condizioni ce la fa ... non possiamo certo metterci a dire che uno a torto o l'altro ha ragione e non possiamo certo obbligare uno a vivere e l'altro a morire, che ognuno faccia ciò che si sente ... somma quì c'è al governo un partito che dice di essere "il polo delle libertà" beh la lasciamo un po' di liberta e di lasciarci decidere se vogliamo o meno certe cure?
