da Drugo Lebowsky » mar feb 10, 2009 11:22 am
premetto che non sono un esperto scialpinista, non sono particolarmente appassionato (roba da due-tre gite all'anno) e tanto meno ho la presunzione d'essere esperto di manti nevosi.
mi permetto alcune considerazioni a margine.
- quando qlcn ci lascia la pelle, a prescindere da mille altre considerazioni, a botta calda non è di buon gusto esprimere considerazioni personali che anche se indirettamente sono a questi riferibili; non è bigottismo, ma solo una forma di rispetto per chi non c'è più.
- in ogni discussione (da sempre...) si nota una impossibilità di comunicare in quanto a chi si riferisce ad un qlcs di specifico spesso viene risposto da altri in termini totalmente generici; o viceversa.
spesso un concetto generico, nello specifico perde totalmente senso; o viceversa.
- entrando parzialmente in merito, dire genericamente che andare a sciare con pericolo 4 è "da cretini" è una arrogante e gratuita generalizzazione; esistono tantissime gite classiche dove da un pdv morfologico il pendio non può essere soggetto a scaricamento; a meno di non andar su con una pala meccanica e cominciare a scavare...
queste gite ovviamente vanno seguite pedissequamente per il tracciato sicuro: se uno non lo conosce o non lo sa leggere, è ovviamente bene che non si prenda rischi inutili. ma in tal caso il soggetto è evidentemente privo di conoscenze di base e quindi non è soggetto da considerare nel novero di "chi rischia"; chi non sa, rischia comunque a prescindere.
- chi va... son cazzi suoi.
per principio si presume abbia il debito bagaglio culturale per sapere cosa sta facendo.
e sinceramente, visto il gran numero di sciatori che attualmente si muovono anche in caso di manto istabile, si presume che graziaddio abbiano in maggior parte il buon senso di seguire tracciati assolutamente sicuri.
poi, è un fatto statistico, più gente si muove, più è probabile che qualcuno "sbagli" per inesperienza o superficialità.
ma tornando all'origine del discorso, non è corretto tacciare di cretinismo i tanti scialpinisti che sanno quello che fanno per gli errori di pochi.
- resto perplesso dal fatto che molti giovani siano estremamente pronti ad accettare acriticamente quanto venga consigliato da altri.
mi spiego: se un ARPA emette un bollettino in cui il fattore di pericolo potenziale è tale da "sconsigliare le gite fuoripista...", questo "consiglio" è un dovere da parte dell'ente; ma tornando a cose già dette, è un discorso generico.
sinceramente, se ripenso ad un pò di tempo fa, eravamo assai meno disposti ad ascoltare "quello che diceva il tiggì..."; la voglia era di far sempre di testa propria.
avremo avuto anche culo, ma forse un pò di occhio e di conigliaggine ci ha fatto sempre tornar giù nonostante alcune cazzate.
ma eravamo consci di fare delle cazzate.
non riesco a spiegarmi decentemente...
voglio dire: mi pare che oggidì vi siano molti giovani che anzichè avere intrinsecamente quel senso di "ribellione" (controllata! ... che sennò saremmo stati tutti dei sid vicious...) che caratterizza(va) chi è giovane, sia dominante il buon senso di adeguarsi, di accettare sempre i consigli dati da "chi sa".
acriticamente; al punto da insultare chi non si adegua, ma ragiona con la sua testa.
boh... non capisco; e mi scuso per le banalità.