missione di pace... o di guerra???

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missione di pace... o di guerra???

Messaggioda simo il 4 CG » ven set 01, 2006 10:03 am

Con l'accordo della coalizione del neoduce Berlusconi e la sponsorizzazione di Napolitano
L'Italia interventista di Prodi e D'Alema calza il casco blu per la missione di guerra in Libano
La missione coinvolgerà 2.700 soldati e costerà 600 milioni l'anno. "Sostegno convinto" del PRC. Bush: "Italia coraggiosa"

Salutata dal premier Prodi dal ponte della portaerei Garibaldi, benedetta da Napolitano e accompagnata dal sostegno dell'intero parlamento nero, da AN a Rifondazione, e tra gli applausi persino di alcuni gruppi e movimenti "pacifisti", il 29 agosto è partita dal porto di Brindisi l'imponente spedizione militare italiana che andrà a schierarsi nel Libano nell'ambito della "forza di interposizione" prevista dalla risoluzione 1701 dell'Onu.
Si tratta di una forza di 2.500 uomini, che diventeranno quasi 2.700 a schieramento ultimato, comprendente truppe di terra, cacciabombardieri Harrier basati sulla Garibaldi ed elicotteri, che è stata stanziata con un decreto approvato a tambur battente e all'unanimità dal Consiglio dei ministri il 28 agosto, e che sarà convertito in legge dal parlamento con tutta calma nelle prossime settimane. Il costo di questa nuova missione di guerra travestita da operazione di "peacekeeping" si annuncia fin da ora enorme, anche se il ministro della guerra Parisi cerca di nasconderlo e minimizzarlo: 187 milioni di euro solo da qui a fine anno, 600 per il prossimo anno, a suo stesso dire; e non ha ancora voluto chiarire come verrà reperita tutta questa montagna di soldi. Non certo sopprimendo la missione di guerra in Afghanistan, giacché il ministro ha già ribadito seccamente che le due missioni sono tra loro assolutamente compatibili.
Tra i paesi che hanno inviato o invieranno caschi blu in Libano l'Italia ha il contingente più numeroso e importante; anche più della Francia, che invierà circa 2.000 uomini e che mantiene per ora il comando operativo sul campo per un altro anno, dopodiché lo cederà all'Italia. All'Italia però è affidato fin da ora il comando strategico dell'intera missione, che eserciterà da un'apposita "cellula" presso il Palazzo di Vetro a New York. E questo dà la misura del ruolo politico e militare di primo piano che il nostro Paese si è ritagliato in questa ennesima missione di guerra sotto le bandiere dell'Onu.

Missione "di pace" o di guerra?
Diciamo missione di guerra, e non di "pacificazione", come la spacciano osannandola i falsi comunisti, i trotzkisti e i falsi pacifisti che le reggono il sacco, perché solo chi è sprovveduto o in mala fede può credere che una risoluzione dell'Onu scritta e imposta dagli Usa, dopo aver lasciato mano libera per un mese alla furia omicida e devastatrice di Israele, e solo dopo che i suoi protetti sionisti stavano perdendo la guerra e la faccia sul terreno contro l'eroica e incrollabile resistenza di Hezbollah, sia stata fatta per difendere gli aggrediti libanesi dagli aggressori sionisti e per portare la "pace" nella regione.
Basta leggere la risoluzione 1701 e le "regole di ingaggio" per verificare facilmente che la forza dell'Onu non è affatto una forza di "interposizione" imparziale, ma ha il compito di "finire il lavoro sporco" a nome e per conto di Israele, disarmando Hezbollah, provocando e minacciando la Siria e l'Iran e facendo del Libano un docile e servile protettorato dell'imperialismo occidentale. Quando mai si è vista una forza di "interposizione" che si stanzia nel Paese aggredito, anziché nel Paese aggressore, o quantomeno in ambedue, lasciando gli aggressori liberi di occupare territorio altrui, stabilire impunemente blocchi navali ed aerei, "dare la caccia" ai capi della resistenza libanese dovunque si ritenga opportuno, dichiarando per di più apertamente di prepararsi a scatenare una nuova guerra nel giro dei prossimi mesi?
Non dice nulla il fatto che l'Hitler della Casa bianca, Bush, abbia elogiato come "forte e coraggiosa" la decisione interventista del governo Prodi, e che insieme al boia Olmert abbia fortemente e apertamente sponsorizzato il comando italiano della missione al posto della stessa Francia? E se ancora non basta ci sono le dichiarazioni della ministra degli Esteri sionista, Livni, che alla Farnesina, nel ringraziare "l'amico D'Alema" (amico di Israele, ovviamente), ha espresso il suo "apprezzamento per la decisione del governo italiano e la sua determinazione per la completa e piena applicazione della risoluzione 1701: dando cioè per scontata non certo la semplice "interposizione", ma l'attiva azione di disarmo di Hezbollah e di sorveglianza armata al confine siriano, e aprendo con ciò inquietanti interrogativi sugli accordi presi in segreto con il governo Italiano.
Si vedano anche le dichiarazioni di Cossiga, che dati i suoi legami internazionali e con i servizi segreti non parla a caso: "Temo che molti in Italia non abbiano ancora capito. Lì si andrà a sparare, purtroppo" (intervista a "Il Giornale" del 27 agosto). Oppure quelle del rinnegato e filosionista Fassino, secondo il quale "i nostri soldati non vanno soltanto a garantire che il governo di Beirut sia pienamente sovrano e possa predisporre lo smantellamento di Hezbollah, ma anche per tutelare Israele da chi lo voglia distruggere". Tutelare l'aggressore e disarmare l'aggredito: questa per bocca del leader del principale partito di governo la vera consegna ordinata alla missione militare italiana in Libano!
Quanto all'"imparzialità" della forza Onu basterebbe pensare al trattato militare segreto tra Italia e Israele, firmato da Berlusconi ma non denunciato dal governo Prodi e quindi tutt'ora in vigore, all'uso delle basi militari Usa in Italia e Germania per il transito dei rifornimenti bellici a Israele, ai due sottomarini atomici recentemente donati dalla Germania allo Stato sionista, alla politica fortemente antisiriana e antiraniana dispiegata ultimamente dalla Francia, per capire che si tratta di una balla colossale per mascherare malamente lo schieramento pro-Israele dei principali Paesi contribuenti.

Il filo nero della politica interventista italiana
Prodi e D'Alema proclamano a ogni pie' sospinto di aver "riportato l'Italia tra i grandi" con questa missione di guerra. Parlano anche di "grande opportunità", di "occasione storica" per l'Italia e per l'Europa, vantandosi di aver impresso una "svolta" alla politica estera italiana rispetto al governo Berlusconi, assecondati in questo dai rimbambiti trotzkisti del PRC, del PdCI e de "il manifesto". In realtà non c'è nessuna "svolta", perché nella sostanza è la stessa politica interventista, guerrafondaia ed espansionista di Berlusconi, come quest'ultimo infatti non smette di ricordare loro.
L'unica differenza è che il neoduce la intendeva rigorosamente all'ombra di Bush e della bandiera a stelle e strisce, mentre il governo di "centro-sinistra" preferisce ammantarla dietro le bandiere dell'Onu e della Ue, pur coltivando attivamente l'alleanza con gli Usa, per dare alla sua politica interventista una veste più "multilaterale" e accattivante. Ma è pur sempre la stessa politica interventista, guerrafondaia e imperialista, mirata in particolare all'espansione nel Mediterraneo e verso il Medio Oriente, che risale a Craxi, agli stessi governi Prodi 1 e D'Alema, ripresa dal governo Berlusconi e ora di nuovo dal governo Prodi 2, su su fino a Mussolini e ala sua politica di grande potenza nel Mediterraneo e in Africa.

Vergognosa complicità di "sinistra radicale" e falsi pacifisti
È agghiacciante il consenso politico plebiscitario che si è realizzato a sostegno di questa missione di guerra. Non soltanto quello più che logico, per quanto abbiamo appena detto, offerto dalla Casa del fascio di Berlusconi, che l'economista borghese democristiano Prodi si vanta pure di "tenere costantemente informato" nell'ambito dello spirito "bipartisan" patriottardo, militarista e interventista patrocinato anche da Napolitano. Ma ancor di più quello vergognosamente offerto dai leader trotzkisti, "pacifisti" e "non violenti" del PRC, da "il manifesto" e dai dirigenti revisionisti del PdCI. Basti pensare agli editoriali della trotzkista luxemburghiana Gagliardi, su "Liberazione", a sostegno sperticato dell'intervento, come quello in cui sostiene che "il contingente vuol consentire alla pacificazione di tramutarsi in processo di pace. Per essere pacifisti conseguenti, oggi è essenziale provarci".
Per il revisionista Diliberto, addirittura, non sarebbe stato necessario nemmeno un voto in parlamento, visto che la missione era voluta da tutti. Quanto al quotidiano trotzkista di via Tomacelli, si è distinto con gli editoriali di Rossana Rossanda, invocante l'intervento della "vile Europa", e quello di Parlato per il quale "il dado è tratto" e finalmente "l'Europa ha battuto un colpo" e si parte. Inoltre tutti costoro, senza eccezione, si spellano le mani per osannare la cosiddetta "svolta" della politica estera italiana operata dal rinnegato D'Alema.
Altrettanto vergognosa è la giravolta di 180 gradi fatta da alcuni gruppi come la Tavola della Pace, l'Arci e altre organizzazioni "pacifiste", che non hanno esitato a plaudire alla missione di guerra in Libano sostenendo che questa sarebbe "diversa" dalle altre perché c'è l'Onu ed è veramente "di pace". Ma anche in Iraq e in Afghanistan c'è in varie forme l'Onu, dov'è la sostanziale differenza? Sono arrivati al punto di trasformare la programmata marcia per la pace di Assisi (peraltro semifallita, sia per le diverse associazioni pacifiste che non hanno aderito, sia per la scarsa partecipazione), in una squallida passerella per i politici della destra e della "sinistra" del regime neofascista e in un grottesco spot a sostegno dell'Onu e della missione in Libano.
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Messaggioda Gianbo » ven set 01, 2006 10:09 am

ho fatto un fioretto e non parlo...
:roll:
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Messaggioda tclimb_2 » ven set 01, 2006 10:11 am

altri due articolucci interessanti riguardo la missione ed il nostro velista di acqua dolce. e' un po lungo ma interessante. buona lettura

::::::::::::

DI CARLO BERTANI

«Non perder l'ora; ma parla, e chiedi a lui, se più ti piace».
Dante Alighieri ? Inferno ? Canto XIII

Mentre si stanno ancora stilando i tristi inventari della guerra in Libano ? circa 1500 morti libanesi e 250 israeliani ? Tel Aviv ha ripreso con regolarità la mattanza a Gaza: dal 28 giugno ad oggi, i morti palestinesi a Gaza sono stati 225 (fra i quali ben 62 bambini) e 900 feriti (ANSA, 30 /8/2006).
Quando fu decisa la missione in Libano, mi par di ricordare che il Ministro D?Alema ?non escluse? l?invio di un contingente ONU anche a Gaza, perché è intollerabile che quotidianamente s?ammazzi la gente (i 62 bambini erano ?terroristi??) nel silenzio più assoluto delle cancellerie europee. Non è molto ?fine?, via, ammettiamolo.

E passi che, oramai, Washington non tenti nemmeno più di recuperare un minimo di credibilità nel mondo arabo: quel poco che rimaneva sta svanendo con il sangue che arrossa le strade dell?Iraq, ma noi andiamo là per una missione di pace. O no? Il pericolo che i soldati italiani corrono non è quello di prendersi un razzo da Hezbollah oppure una bomba da un aereo israeliano: i danni possono farli solo i politici, con le loro dichiarazioni poco attente alla realtà internazionale, soprattutto per uno che di mestiere fa il Ministro degli Esteri.
La dichiarazione sorprendente di Massimo D?Alema riguarda il disarmo di Hezbollah: mentre tutti sembrano d?accordo per un graduale accorpamento delle milizie sciite nell?esercito libanese, Massimino Settebellezze se ne esce bello bello a dichiarare che ?se la Siria non smetterà di rifornire Hezbollah, la comunità internazionale non rimarrà indifferente?.

Ora, Massimino, sappiamo che tu vivi tranquillo fra Roma, Gallipoli e la tua sontuosa barca a vela, ma così non è per i militari italiani che fra pochi giorni si troveranno catapultati fra l?esercito israeliano al quale brucia ancora il sederino per la constatazione di non essere riuscito a distruggere Hezbollah e le milizie sciite che sono fiere d?aver fermato Tzahal. Non si tratta proprio di una scampagnata ? questo il governo italiano lo ha più volte ricordato ? ma se così non è, proprio il Ministro degli Esteri italiano deve mettercela tutta per dar fuoco alle polveri? Si potrà replicare che la risoluzione 1701 prevede ?il disarmo delle milizie?, ma non si fa cenno a chi debba disarmarle:

art. 8
? Full implementation of the relevant provisions of the Taif Accords, and of resolutions 1559 (2004) and 1680 (2006), that require the disarmament of all armed groups in Lebanon, so that, pursuant to the Lebanese cabinet decision of 27 July 2006, there will be no weapons or authority in Lebanon other than that of the Lebanese State;

-- no foreign forces in Lebanon without the consent of its Government;
-- no sales or supply of arms and related materiel to Lebanon except as authorized by its Government;
-- provision to the United Nations of all remaining maps of land mines in Lebanon in Israel?s possession;

Esecuzione completa delle disposizioni relative degli accordi di Taif e delle risoluzioni 1559 (2004) e 1680 (2006), che richiedono il disarmo di tutti i gruppi armati in Libano, di modo che, conforme alla decisione del governo libanese del 27 luglio 2006, non ci siano armi od altre autorità in Libano tranne quelle dello stato libanese;

-- non ci siano forze straniere nel Libano senza il consenso del relativo governo;
-- non ci sia vendita o rifornimento di armi nel Libano tranne quelle autorizzate dal governo libanese;
-- consegna alle Nazioni Unite di tutte le mappe dei campi minati nel Libano ancora in possesso d?Israele;

Nella risoluzione ? in moltissimi punti ? si richiama alla responsabilità del governo di Beirut per il disarmo di Hezbollah: per quale motivo?
Il compito di gestire le forze armate di un paese spetta al legittimo governo di quella nazione ed a nessun altro: sarebbe un precedente assai rischioso ? per l?ONU ? creare un precedente grazie al quale siano le Nazioni Unite a decidere della politica di difesa di una nazione.
Il caso dell?Afghanistan fu diverso; in quel caso, il governo talebano di Kabul era riconosciuto da soli tre stati: Arabia Saudita, Pakistan (!) ed Emirati Arabi Uniti, mentre il governo libanese è pienamente riconosciuto in tutti i consessi internazionali.

Israele ha quindi ragione quando addossa al governo di Fouad Siniora la responsabilità delle azioni militari di Hezbollah: il problema è che Hezbollah è un partito politico, ed è difficile sostenere che si tratti di una forza straniera, giacché è composta da libanesi.
La presenza di militanti d?altre nazionalità non deve stupire troppo: siriani e libanesi si considerano quasi un solo popolo (furono entrambi colonizzati dai francesi) ed è inutile qui ricordare che le ?frontiere di burro? del Medio Oriente nascono dalle squadrette con le quali i solerti geografi inglesi e francesi le tracciarono sulle mappe, che non avevano alcun riscontro con le realtà locali.

Il ?disarmo? di Hezbollah è quindi un problema d?assetto interno libanese ? che il Libano dovrà risolvere ? ma nessun potere esterno al Libano (tanto meno Israele, che ha dovuto ricorrere all?ONU per salvare la faccia in una situazione militare che diventava sempre più critica) può esigere che Hezbollah sia disarmato.
Ovviamente, una forza armata riceve rifornimenti: se la Siria invia rifornimenti ad Hezbollah ed il governo libanese non si oppone (o non ha la forza per farlo, il che dimostra chi veramente rappresenta politicamente il Libano) vogliamo inviare i nostri soldati sulla frontiera con la Siria per farli massacrare dai più che certi attacchi (di qualsiasi tipo) che andrebbero a subire? Massimino, rifletti un attimo e magari correggiti: puoi sempre affermare che il tuo pensiero è stato ?distorto? dalla stampa tanto, con le sovvenzioni che ricevono annualmente dal governo, stai certo che faranno retromarcia, reciteranno il mea culpa e si cospargeranno il capo di cenere.

Sempre per l?annosa questione delle armi, il sottoscritto ha la ventura d?abitare proprio sotto un corridoio aereo, e qualche volta riesce a notare i velivoli commerciali che strapazzano i cirri, lassù, nel silenzio delle alte quote. Ebbene, nei giorni della guerra era tutto un passa e ripassa di strani voli che sembravano commerciali, ma che dal rumore dei motori ? quel buu-buu basso ? non parevano carichi di gente che andava in vacanza. No, erano i C117 dell?USAF che portavano i rifornimenti d?armi ad Israele: non lo sapevi? Sì, volano bassi ? fra i 10 ed i 15.000 piedi ? perché sono così carichi che non ce la fanno a volare più alti: con quel che pesano quelle bombe da una tonnellata e quelle a frammentazione! Sbaglio o sono proibite? Chiedilo magari ad Annan, lui dovrebbe saperlo. La sera del 10 agosto mi recai alla spiaggia per vedere qualche stella cadente ? cosa vuoi, noi comuni mortali chiediamo solo un po? di salute e di riuscire a pagare il mutuo, mica veleggiamo su yacht da milioni di euro ? e, mannaggia se riuscii a vederne una!
Sì, c?era qualche nuvola, ma che traffico!
In un?oretta e mezza ne contai sette: alcuni volavano a coppie, altri soli soletti e tutti si dirigevano verso sud est come una mandria, una carovana di some colme d?esplosivo.
Mi è venuto allora un dubbio: chi decide chi può ricevere rifornimenti e chi no? Bella domanda vero?

Non mi sembra che le bombe israeliane (con targa USA) si comportino meglio dei razzi (con targhe siriane, iraniane, ecc) di Hezbollah: Oddio, forse si comportano meglio: la ?partita? è finita con un centinaio di civili israeliani massacrati dai razzi che giungevano dal Libano e con un migliaio di civili libanesi spappolati dalle bombe israeliane. Sì, le armi americane si comportano meglio, hanno una ben diversa reputazione.
C?è qualcuno ? che so io, un ?Comitato Planetario della Buona Bomba? ? che pone l?imprimatur sui rifornimenti d?armi? C?è un apposito ufficio che timbra le bombe ad una ad una, mette una targhetta, un segno con il pennarello indelebile, cosicché noi possiamo riconoscere una bomba buona da una cattiva? Oppure dobbiamo giudicarle solo dopo che sono scoppiate? Dai, diccelo?

No, perché ci assalgono dei dubbi che giungono da lontano, dal 1999, dal Kosovo. Rammenti? Ricordiamo tutti la solerzia con la quale concedesti l?uso delle basi italiane per bombardare Belgrado, poi ? all?improvviso ? crepi l?avarizia! Inviasti anche i nostri AMX a buttar bombe, ovviamente buone. Nulla da eccepire per gli aerei: sappiamo che gli AMX cadono da soli ? fino ad oggi 18 sono caduti in esercitazione, parecchi piloti morti, perché per risparmiare hanno montato su un aereo da combattimento il motore di una cinquecento, al punto che alcuni anni fa la magistratura italiana (unico caso al mondo!) sequestrò tutti e quanti gli AMX dell?AMI ? ma non era proprio il caso di mandarli a piovere sulla testa dei poveri jugoslavi! E poi: che figura, dai?

La Grecia ? nostra cara vicina e maestra di vita, che ricambiammo nel 1941 con un attacco da rubamazzetto per averci insegnato i rudimenti della civiltà ? rifiutò agli americani l?uso dei porti e degli aeroporti greci: hai capito te che razza di filosofi?
La curiosità che ci coglie è quella di sapere se anche questa volta hai concesso l?uso delle nostre aerovie per trasportare le bombe americane ad Israele, bombe buone, lo abbiamo notato, e se qualcuno ci ha detto qualcosa in merito. Sì, perché ci coglie un dubbio: le bombe, forse, non sono buone o cattive per loro natura, ma ogni governo può decidere in autonomia del loro valore morale (!). Se i greci si sono permessi ? nel 1999 ? di giudicare ?cattive? le bombe americane, perché tu le consideri tutte buone? Guarda che bisogna osservare sempre con attenzione: il settebello non vale mica come il sei di picche!

Per quanto riguarda la consegna delle mappe dei campi minati ? un aspetto non poco importante, perché è su quelle mine che ci lasciano la pelle i civili ? siamo certi che Israele lo ha già fatto: confermi Massimino? Beh, altrimenti?chiedilo di nuovo ad Olmert, prova a genufletterti, a metterti in testa la kippà?prova a corteggiare la Livni oppure manda Fini, che ha delle ?aderenze? in loco?
Ah, c?è un?altra cosa che devi chiedere ad Olmert ? quando lo vedi, per carità, senza fretta ? che riguarda anch?essa la risoluzione 1701:

art. 5
Also reiterates its strong support, as recalled in all its previous relevant resolutions, for the territorial integrity, sovereignty and political independence of Lebanon within its internationally recognized borders, as contemplated by the Israeli-Lebanese General Armistice Agreement of 23 March 1949;

Inoltre reitera il suo forte richiamo, come ricordato in tutte le relative risoluzioni precedenti, per l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza politica del Libano all'interno dei relativi confini internazionalmente riconosciuti, come contemplato dall'accordo generale Israeliano-Libanese d?armistizio del 23 marzo 1949;

Ma Porca l?oca! Scusa se mi è scappata?stiamo qui a raccontarci mille storielle su chi deve ritirarsi per primo, chi deve aspettare la forza ONU, chi deve rimanere e chi deve migrare, chi sono quelli autorizzati a stare a sud del Litani e quelli che invece possono pescare solo sulla riva nord?e questi è dal 1949 che non rispettano le risoluzioni dell?ONU? Massimino, spiegaci l?arcano: perché nel terzo millennio ? nella grande Era Acquariana della pace e della prosperità per tutti i popoli ? dobbiamo andarci ad impelagare con un accordo di pace del 1949?!? Ma, israeliani e libanesi, stavano in pace od in guerra? Tu lo sai?

Per quel che so io non lo sanno più nemmeno loro, ma c?è un altro aspetto che mi sembra interessante; il Libano non è ritenuto uno stato, una nazione, un paese come tanti altri: è uno stato-sandwich, anzi è quasi un salame od un prosciutto, perché gli israeliani non l?hanno invaso ed occupato a più riprese tutto intero, ma a fette. Sharon se ne fece una bella abbuffata nel 1982 ? quasi mezzo chilo tagliato a fette spesse, ed un po? gli rimase sullo stomaco, bisogna ammetterlo ? e forse perché era un po? indigesto gli israeliani se ne andarono, ma non da tutto il Libano: qualche fettina rimase attaccata alla carta, di quelle che restano dimenticate nel fondo del frigorifero e che si finisce per darle al gatto.

Se la politica internazionale si è ridotta a comportarsi come un pizzicagnolo ? con la mano sudata appoggiata all?affettatrice ? allora c?è speranza per tutti! Io sono un ?innamorato? della Dalmazia: che dici, se entro in politica riuscirò a comprare tre etti dell?isola di Pago oppure quattro fette di Lussino?
Fammi sapere, perché mi piace osservare le dolci pennellate delle barche a vela sull?azzurro del mare, soprattutto se hanno due alberi e tante vele, come la tua.

Vorrei raccontarti altre storielle, sapere cosa ne pensi della riunione di 600 capitribù iracheni che hanno solennemente giurato di non ammazzarsi più fra di loro, ma so che hai tanto da fare e che sei pure un po? incavolato perché hai passato un?estate di m? mentre Berlusconi aveva un sacco di tempo libero e si trastullava con la barca in Sardegna. Che dici, i capitribù iracheni sono sinceri? E se non sono loro a soffiare sul fuoco dello scontro etnico in Iraq, c?è qualcun altro che ci prova? Magari perché non sa più che pesci pigliare e teme di non farcela a vincere le prossime elezioni, nonostante le macchinette della Diebold?

No, perché la teoria dell?affettatrice può essere applicata anche all?Iraq. La Turchia vuole due etti di Kurdistan? Si può vedere?intanto ha già spostato fior di truppe sul confine?
Rimangono gli avanzi, i resti delle cene mai concluse. Che ne facciamo del Kosovo? Una parte la consumiamo subito e quel che resta lo infiliamo nel congelatore? E della Bosnia?
Dai, rispondici, raccontaci veramente come stanno le cose perché ? sai ? un giorno o l?altro potremmo stufarci di farcelo fare a fette, e non sarebbe proprio un gran brutto giorno.

::::::::::::

da ripensaremarx

Il sinistro "baffetto" è finalmente tornato quello dell'aggressione alla Jugoslvia al servizio di Clinton. Ha oggi dichiarato: "Se la Siria fa filtrare armi verso gli Hezbollah, non staremo a guardare". Per uno che parlava di "difesa integrata" riferendosi alle missioni di bombardamento dei nostri aerei nel suddetto conflitto del 1999, questo linguaggio equivale a dire che si sparerà se necessario per favorire il disarmo degli Hezbollah. Meno male; sarebbe in effetti augurabile che il nostro esercito provi le stesse sofferenze che hanno dovuto subire gli israeliani nei loro 34 giorni di aggressione al Libano.

Abbiamo per un soffio - per mene politiche - evitato una bella lezione in Jugoslavia dove avremmo fatto una brutta esperienza se ci fosse stata l'invasione di terra; nulla di meglio che provare il nostro coraggio con gli Hezbollah e altri. Comunque, per sfortuna, il nostro Stellone ci salverà per un po' di tempo, p erché sia Hezbollah che Israele hanno da recuperare forze per il prossiomo round. E poi, come capiva Pasolini Zanella, conservatore, la guerra in Libano fa parte di un confronto geopolitico più vasto, e non è escluso che il luogo di questo scontro subisca spostamenti, di volta in volta. Peccato, un vero peccato!

:::::::
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Messaggioda quilodicoequilonego » ven set 01, 2006 10:31 am

beh, in fondo la prima mossa della sinistra è stata liberare 20.000 criminali, non c'è che da aspettarsi di tutto :roll:


per la Vostra gioia :wink:
enzo
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Messaggioda Silvio » sab set 02, 2006 22:34 pm

quilodicoequilonego ha scritto:beh, in fondo la prima mossa della sinistra è stata liberare 20.000 criminali, non c'è che da aspettarsi di tutto :roll:


per la Vostra gioia :wink:



con te 20.001


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Re: missione di pace... o di guerra???

Messaggioda Gen_Lee » dom set 03, 2006 23:09 pm

simo il 4 CG ha scritto:La missione coinvolgerà 2.700 soldati e costerà 600 milioni l'anno. .


Forse sarebbe meglio se con quei soldi ci facessimo dell'altro. :cry:
Dür per duraa.
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Re: missione di pace... o di guerra???

Messaggioda franz79 » dom set 03, 2006 23:39 pm

simo il 4 CG ha scritto:Con l'accordo della coalizione del neoduce Berlusconi e la sponsorizzazione di Napolitano
L'Italia interventista di Prodi e D'Alema calza il casco blu per la missione di guerra in Libano
La missione coinvolgerà 2.700 soldati e costerà 600 milioni l'anno. "Sostegno convinto" del PRC. Bush: "Italia coraggiosa"

Salutata dal premier Prodi dal ponte della portaerei Garibaldi, benedetta da Napolitano e accompagnata dal sostegno dell'intero parlamento nero, da AN a Rifondazione, e tra gli applausi persino di alcuni gruppi e movimenti "pacifisti", il 29 agosto è partita dal porto di Brindisi l'imponente spedizione militare italiana che andrà a schierarsi nel Libano nell'ambito della "forza di interposizione" prevista dalla risoluzione 1701 dell'Onu.
Si tratta di una forza di 2.500 uomini, che diventeranno quasi 2.700 a schieramento ultimato, comprendente truppe di terra, cacciabombardieri Harrier basati sulla Garibaldi ed elicotteri, che è stata stanziata con un decreto approvato a tambur battente e all'unanimità dal Consiglio dei ministri il 28 agosto, e che sarà convertito in legge dal parlamento con tutta calma nelle prossime settimane. Il costo di questa nuova missione di guerra travestita da operazione di "peacekeeping" si annuncia fin da ora enorme, anche se il ministro della guerra Parisi cerca di nasconderlo e minimizzarlo: 187 milioni di euro solo da qui a fine anno, 600 per il prossimo anno, a suo stesso dire; e non ha ancora voluto chiarire come verrà reperita tutta questa montagna di soldi. Non certo sopprimendo la missione di guerra in Afghanistan, giacché il ministro ha già ribadito seccamente che le due missioni sono tra loro assolutamente compatibili.
Tra i paesi che hanno inviato o invieranno caschi blu in Libano l'Italia ha il contingente più numeroso e importante; anche più della Francia, che invierà circa 2.000 uomini e che mantiene per ora il comando operativo sul campo per un altro anno, dopodiché lo cederà all'Italia. All'Italia però è affidato fin da ora il comando strategico dell'intera missione, che eserciterà da un'apposita "cellula" presso il Palazzo di Vetro a New York. E questo dà la misura del ruolo politico e militare di primo piano che il nostro Paese si è ritagliato in questa ennesima missione di guerra sotto le bandiere dell'Onu.

Missione "di pace" o di guerra?
Diciamo missione di guerra, e non di "pacificazione", come la spacciano osannandola i falsi comunisti, i trotzkisti e i falsi pacifisti che le reggono il sacco, perché solo chi è sprovveduto o in mala fede può credere che una risoluzione dell'Onu scritta e imposta dagli Usa, dopo aver lasciato mano libera per un mese alla furia omicida e devastatrice di Israele, e solo dopo che i suoi protetti sionisti stavano perdendo la guerra e la faccia sul terreno contro l'eroica e incrollabile resistenza di Hezbollah, sia stata fatta per difendere gli aggrediti libanesi dagli aggressori sionisti e per portare la "pace" nella regione.
Basta leggere la risoluzione 1701 e le "regole di ingaggio" per verificare facilmente che la forza dell'Onu non è affatto una forza di "interposizione" imparziale, ma ha il compito di "finire il lavoro sporco" a nome e per conto di Israele, disarmando Hezbollah, provocando e minacciando la Siria e l'Iran e facendo del Libano un docile e servile protettorato dell'imperialismo occidentale. Quando mai si è vista una forza di "interposizione" che si stanzia nel Paese aggredito, anziché nel Paese aggressore, o quantomeno in ambedue, lasciando gli aggressori liberi di occupare territorio altrui, stabilire impunemente blocchi navali ed aerei, "dare la caccia" ai capi della resistenza libanese dovunque si ritenga opportuno, dichiarando per di più apertamente di prepararsi a scatenare una nuova guerra nel giro dei prossimi mesi?
Non dice nulla il fatto che l'Hitler della Casa bianca, Bush, abbia elogiato come "forte e coraggiosa" la decisione interventista del governo Prodi, e che insieme al boia Olmert abbia fortemente e apertamente sponsorizzato il comando italiano della missione al posto della stessa Francia? E se ancora non basta ci sono le dichiarazioni della ministra degli Esteri sionista, Livni, che alla Farnesina, nel ringraziare "l'amico D'Alema" (amico di Israele, ovviamente), ha espresso il suo "apprezzamento per la decisione del governo italiano e la sua determinazione per la completa e piena applicazione della risoluzione 1701: dando cioè per scontata non certo la semplice "interposizione", ma l'attiva azione di disarmo di Hezbollah e di sorveglianza armata al confine siriano, e aprendo con ciò inquietanti interrogativi sugli accordi presi in segreto con il governo Italiano.
Si vedano anche le dichiarazioni di Cossiga, che dati i suoi legami internazionali e con i servizi segreti non parla a caso: "Temo che molti in Italia non abbiano ancora capito. Lì si andrà a sparare, purtroppo" (intervista a "Il Giornale" del 27 agosto). Oppure quelle del rinnegato e filosionista Fassino, secondo il quale "i nostri soldati non vanno soltanto a garantire che il governo di Beirut sia pienamente sovrano e possa predisporre lo smantellamento di Hezbollah, ma anche per tutelare Israele da chi lo voglia distruggere". Tutelare l'aggressore e disarmare l'aggredito: questa per bocca del leader del principale partito di governo la vera consegna ordinata alla missione militare italiana in Libano!
Quanto all'"imparzialità" della forza Onu basterebbe pensare al trattato militare segreto tra Italia e Israele, firmato da Berlusconi ma non denunciato dal governo Prodi e quindi tutt'ora in vigore, all'uso delle basi militari Usa in Italia e Germania per il transito dei rifornimenti bellici a Israele, ai due sottomarini atomici recentemente donati dalla Germania allo Stato sionista, alla politica fortemente antisiriana e antiraniana dispiegata ultimamente dalla Francia, per capire che si tratta di una balla colossale per mascherare malamente lo schieramento pro-Israele dei principali Paesi contribuenti.

Il filo nero della politica interventista italiana
Prodi e D'Alema proclamano a ogni pie' sospinto di aver "riportato l'Italia tra i grandi" con questa missione di guerra. Parlano anche di "grande opportunità", di "occasione storica" per l'Italia e per l'Europa, vantandosi di aver impresso una "svolta" alla politica estera italiana rispetto al governo Berlusconi, assecondati in questo dai rimbambiti trotzkisti del PRC, del PdCI e de "il manifesto". In realtà non c'è nessuna "svolta", perché nella sostanza è la stessa politica interventista, guerrafondaia ed espansionista di Berlusconi, come quest'ultimo infatti non smette di ricordare loro.
L'unica differenza è che il neoduce la intendeva rigorosamente all'ombra di Bush e della bandiera a stelle e strisce, mentre il governo di "centro-sinistra" preferisce ammantarla dietro le bandiere dell'Onu e della Ue, pur coltivando attivamente l'alleanza con gli Usa, per dare alla sua politica interventista una veste più "multilaterale" e accattivante. Ma è pur sempre la stessa politica interventista, guerrafondaia e imperialista, mirata in particolare all'espansione nel Mediterraneo e verso il Medio Oriente, che risale a Craxi, agli stessi governi Prodi 1 e D'Alema, ripresa dal governo Berlusconi e ora di nuovo dal governo Prodi 2, su su fino a Mussolini e ala sua politica di grande potenza nel Mediterraneo e in Africa.

Vergognosa complicità di "sinistra radicale" e falsi pacifisti
È agghiacciante il consenso politico plebiscitario che si è realizzato a sostegno di questa missione di guerra. Non soltanto quello più che logico, per quanto abbiamo appena detto, offerto dalla Casa del fascio di Berlusconi, che l'economista borghese democristiano Prodi si vanta pure di "tenere costantemente informato" nell'ambito dello spirito "bipartisan" patriottardo, militarista e interventista patrocinato anche da Napolitano. Ma ancor di più quello vergognosamente offerto dai leader trotzkisti, "pacifisti" e "non violenti" del PRC, da "il manifesto" e dai dirigenti revisionisti del PdCI. Basti pensare agli editoriali della trotzkista luxemburghiana Gagliardi, su "Liberazione", a sostegno sperticato dell'intervento, come quello in cui sostiene che "il contingente vuol consentire alla pacificazione di tramutarsi in processo di pace. Per essere pacifisti conseguenti, oggi è essenziale provarci".
Per il revisionista Diliberto, addirittura, non sarebbe stato necessario nemmeno un voto in parlamento, visto che la missione era voluta da tutti. Quanto al quotidiano trotzkista di via Tomacelli, si è distinto con gli editoriali di Rossana Rossanda, invocante l'intervento della "vile Europa", e quello di Parlato per il quale "il dado è tratto" e finalmente "l'Europa ha battuto un colpo" e si parte. Inoltre tutti costoro, senza eccezione, si spellano le mani per osannare la cosiddetta "svolta" della politica estera italiana operata dal rinnegato D'Alema.
Altrettanto vergognosa è la giravolta di 180 gradi fatta da alcuni gruppi come la Tavola della Pace, l'Arci e altre organizzazioni "pacifiste", che non hanno esitato a plaudire alla missione di guerra in Libano sostenendo che questa sarebbe "diversa" dalle altre perché c'è l'Onu ed è veramente "di pace". Ma anche in Iraq e in Afghanistan c'è in varie forme l'Onu, dov'è la sostanziale differenza? Sono arrivati al punto di trasformare la programmata marcia per la pace di Assisi (peraltro semifallita, sia per le diverse associazioni pacifiste che non hanno aderito, sia per la scarsa partecipazione), in una squallida passerella per i politici della destra e della "sinistra" del regime neofascista e in un grottesco spot a sostegno dell'Onu e della missione in Libano.


ma dai...lasciamo i poveri hezbollah giocare in pace con i loro innocenti bengala...
oppure lasciamo che israele finisca il lavoro sporco...

insomma che ci andiamo a fare?
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Re: missione di pace... o di guerra???

Messaggioda Silvio » lun set 04, 2006 1:01 am

Gen_Lee ha scritto:
simo il 4 CG ha scritto:La missione coinvolgerà 2.700 soldati e costerà 600 milioni l'anno. .


Forse sarebbe meglio se con quei soldi ci facessimo dell'altro. :cry:



ogni tanto ricompari, eh ????


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Re: missione di pace... o di guerra???

Messaggioda Gen_Lee » mar set 05, 2006 23:16 pm

Silvio ha scritto:
Gen_Lee ha scritto:
simo il 4 CG ha scritto:La missione coinvolgerà 2.700 soldati e costerà 600 milioni l'anno. .


Forse sarebbe meglio se con quei soldi ci facessimo dell'altro. :cry:



ogni tanto ricompari, eh ????


:wink: :wink: :wink:


Già... :lol:
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Messaggioda MarcoS » mar set 05, 2006 23:54 pm

aggiungovi un'analisi sulla situazione generale dell'area e possibili,preoccupanti, sviluppi del prossimo futuro. Spiacente ma english required.

http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=CHO20060904&articleId=3147

e, fresca fresca: bush, impudente e senza vergogna annuncia che l'iran è peggio di Al Qaida e Amadinejad un "tiranno". Altra benzina sul fuoco della prossima desiderata guerra.

E in Iraq diverse fonti riportano una crescente difficoltà nel controllo del territorio da parte alleata. Almeno un terzo del paese è di fatto sotto il controllo della resistenza e gli usa aumenteranno gli effettivi a 140 000 uomini richiamando in servizio anche i militari in servizi sedentari.
Nel contempo ne perdono 64 solo in agosto.

a franz: mi sembra che i "bengala" dei cattivi hezbollah abbiano fatto meno danni delle armi di Sion, che a quanto pare non si è fatta scrupolo neppure di usare cluster bomb sui civili. Ah, nel frattempo ci si è dimenticati dei palestinesi, che continuano a prendere legnate e a vedersi le case tirate giù dai bulldozer con la stella di david.
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Messaggioda Silvio » mar set 05, 2006 23:57 pm

MarcoS ha scritto:aggiungovi un'analisi sulla situazione generale dell'area e possibili,preoccupanti, sviluppi del prossimo futuro. Spiacente ma english required.

http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=CHO20060904&articleId=3147

e, fresca fresca: bush, impudente e senza vergogna annuncia che l'iran è peggio di Al Qaida e Amadinejad un "tiranno". Altra benzina sul fuoco della prossima desiderata guerra.

E in Iraq diverse fonti riportano una crescente difficoltà nel controllo del territorio da parte alleata. Almeno un terzo del paese è di fatto sotto il controllo della resistenza e gli usa aumenteranno gli effettivi a 140 000 uomini richiamando in servizio anche i militari in servizi sedentari.
Nel contempo ne perdono 64 solo in agosto.

a franz: mi sembra che i "bengala" dei cattivi hezbollah abbiano fatto meno danni delle armi di Sion, che a quanto pare non si è fatta scrupolo neppure di usare cluster bomb sui civili. Ah, nel frattempo ci si è dimenticati dei palestinesi, che continuano a prendere legnate e a vedersi le case tirate giù dai bulldozer con la stella di david.



è un altro franz che non capisce una fava, sono in molti.
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Re: missione di pace... o di guerra???

Messaggioda crimp » mer set 06, 2006 2:55 am

simo il 4 CG ha scritto:
contro l'eroica e incrollabile resistenza di Hezbollah,


:roll:

Intendevi di Siria E Iran magari? Sarebbe come dire " Contro L'eroica e incrollabile resistenza della camorra che sconfiggeva le forze dell'esercito...
Non che adori gli Israeliani tutt'altro, ma da questo fare eroi chi usa i civili come scudi umani ce ne passa eh. Poi francamente l'Islam m'ha proprio rotto il c***o sai? In tutte le sue forme e sfumature,
e ciao
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Re: missione di pace... o di guerra???

Messaggioda MarcoS » mer set 06, 2006 10:51 am

crimp ha scritto:.. :roll:

Intendevi di Siria E Iran magari? Sarebbe come dire " Contro L'eroica e incrollabile resistenza della camorra che sconfiggeva le forze dell'esercito...


non li metterei proprio sullo stesso piano. il paragone mi pare un po' forzato. Invece se Sion ha dietro gli interessi USA e GB (o viceversa) invece va bene? Si perche loro sono i nostri, i cowboy. Gli altri sono gli indiani, ragheads, sand niggers che non si comportano come noi, e coi quali abbiamo i conti aperti da un migliaio di anni...

crimp ha scritto:Non che adori gli Israeliani tutt'altro, ma da questo fare eroi chi usa i civili come scudi umani ce ne passa eh.


eroi per questo magari no, son d'accordo però uno usa le armi di cui dispone. si chiama guerra asimmetrica. Del resto anche Sion ha usato civili innocenti come bersagli. E stendiamo un velo pietoso sui molti US happy triggers...

crimp ha scritto:Poi francamente l'Islam m'ha proprio rotto il c***o sai? In tutte le sue forme e sfumature,
e ciao


Beh, anche se per ovvii e svariati motivi cuturali di base trovo difficile comprenderne e accettare diversi tratti dell'islamismo (meglio sarebbe dire DEGLI islamismi, ché sono diversi), penso che per certi versi come religione sia più "sana" del demenziale "cristianesimo" capital-fondamentalista che spopola in molti stati dell'Unione. E che tiene bordone alla attuale follia guerrafondaia del governo.

e islam, guerra al terrorismo e palle varie sono solo fumo e specchi. questa è una guerra per il controllo di aree strategiche e fonti energetiche.
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Messaggioda Simone76 » mer set 06, 2006 11:58 am

Io dico sol che dovevamo venir via subito dall'Iraq e invece siamo andati subito in Libano. :(

Coerenza politica. :?
SONO COSI' FELICE CHE SCORREGGIO ARCOBALENI


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Messaggioda davi » mer set 06, 2006 12:01 pm

Simone76 ha scritto:Io dico sol che dovevamo venir via subito dall'Iraq e invece siamo andati subito in Libano. :(

Coerenza politica. :?


con la differenza però dell'ONU.
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Messaggioda quilodicoequilonego » mer set 06, 2006 12:10 pm

davi ha scritto:
Simone76 ha scritto:Io dico sol che dovevamo venir via subito dall'Iraq e invece siamo andati subito in Libano. :(

Coerenza politica. :?


con la differenza però dell'ONU.


e che ci vanno con le magliette del Che e le bandiere arcobaleno :lol: :lol: :lol:
enzo
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In arrampicata, cosa c'è di più artificiale del trapano ?
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Messaggioda MarcoS » mer set 06, 2006 12:20 pm

davi ha scritto:....


con la differenza però dell'ONU.[/quote]

l'ONU, capirai!
va a vedere di chi ha sempre prevalentemente difeso gli interessi l'ONU...
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Messaggioda davi » mer set 06, 2006 12:33 pm

quilodicoequilonego ha scritto:
davi ha scritto:
Simone76 ha scritto:Io dico sol che dovevamo venir via subito dall'Iraq e invece siamo andati subito in Libano. :(

Coerenza politica. :?


con la differenza però dell'ONU.


e che ci vanno con le magliette del Che e le bandiere arcobaleno :lol: :lol: :lol:


c'è poco da ridere: il pacifismo è una cosa seria. Non penso che altrettanto serio sia l'esercito americano:

ragazzi di vent'anni rastrellati dal più povero proletariato urbano semianalfabeti, con scarsa preparazione, esaltati da slogan patriottardi privi di spessore, mandati allo sbaraglio.

E il popolo iracheno che, intervistato, diceva: ci avevano detto che sarebbero venuti a costruire palazzi, a portare reti telefoniche, a sistemare le strade, a creare mercati, a portare benessere e ricchezza: qui noi invece vediamo solo armi!
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Messaggioda davi » mer set 06, 2006 12:36 pm

MarcoS ha scritto:
davi ha scritto:....


con la differenza però dell'ONU.


l'ONU, capirai!
va a vedere di chi ha sempre prevalentemente difeso gli interessi l'ONU...[/quote]
vedremo. io per il momento mi illudo
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Messaggioda quilodicoequilonego » mer set 06, 2006 13:05 pm

David Rugge, impara a quotare please, non fare come Marcos :twisted:


e poi magari, quando hai tempo...(so che sei mooooolto impegnato coi sindacati) togliti il paraocchi
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