
Poi se viene fuori qualche scandalo o qualche scoop non sarà certo grazie alle telefonate(distrutte).

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22.09.06
ROMA (Reuters) - Il Consiglio dei ministri ha approvato questa sera un decreto legge che vieta l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche illegali e ne impone la distruzione.
Lo hanno annunciato, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, il ministro dell'Interno Giuliano Amato e il ministro della Giustizia Clemente Mastella.
Il decreto stabilisce che il contenuto delle intercettazioni illegali non può costituire in nessun caso una prova da utilizzare nei processi.
Parlando da Vasto, dove è in corso la festa dell'Italia dei valori, il presidente del Consiglio Romano Prodi ha detto che sul testo "c'è l'accordo con i leader dell'opposizione".
"Il decreto punisce penalmente la detenzione [dei dossier], ma civilmente la pubblicazione delle intercettazioni", ha spiegato Amato.
"Il giudice può comminare a carico del direttore o del vice direttore di un giornale e dell'editore responsabile una somma determinata in ragione di 50 centesimi per ogni copia stampata ovvero da 50.000 a un milione di euro a seconda dell'entità del bacino di utenza, in caso di diffusione via radio, tv o telematica . L'entità della riparazione non può essere in ogni caso inferiore a 20.000 euro", ha aggiunto Amato.
"Quindi, se a qualcuno viene in mente di pubblicare su un giornale che vende 15 copie, comunque paga non meno di 20.000 euro. Questo scoraggia la pubblicazione sui giornali di tiratura ridotta".
A margine della conferenza stampa, Amato ha spiegato che "per il giornalista il decreto non vale, vale per l'editore o per i direttori".
Il governo ha varato il provvedimento sull'onda dell'indagine e degli arresti condotti dalla Procura di Milano nei confronti di diversi dipendenti e manager di Telecom Italia.
Il Consiglio dei ministri, iniziato questa mattina, si era aggiornato al pomeriggio per una seconda sessione dei lavori che è iniziata alle 17,40 per poi terminare alle 18,10.
"Con questo provvedimento vogliamo riportare serenità, non è possibile che chiunque telefoni debba avere paura di interferenze illegali", ha detto Mastella.
I cronisti hanno chiesto ad Amato se l'introduzione delle nuove norme possa pregiudicare le indagini della Procura milanese, che in base a quanto stabilito dal decreto dovrà distruggere tutti i dossier acquisiti nell'inchiesta sui dipendenti Telecom.
"Non ne nascerà alcun problema per il giudice, nascerà per chi ha masterizzato questi file", ha risposto Amato.
Anzi, secondo Amato "i magistrati saranno contenti, perché noi abbiamo ribadito con forza che gli unici a poter disporre delle intercettazioni sono loro".
Sul caso è intervenuto da Vasto anche il leader dell'Italia dei Valori e ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro, sostenendo che l'inchiesta milanese è solo all'inizio.
"Quello che abbiamo scoperto è ancora la punta di un iceberg", ha dichiarato a margine della festa dell'Idv l'ex magistrato del pool "Mani Pulite".
"All'appello manca il burattinaio e la ragione per cui ha messo in piedi tutto questo. Annuso -- facendo riferimento al suo passato di magistrato -- che se non succede ancora qualcosa che ferma il treno in corsa, spero che si possa accertare (il mandante, il burattinaio) quanto prima, nel giro di qualche giorno".