Estrema similitudine

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Estrema similitudine

Messaggioda Davide62 » ven set 22, 2006 19:52 pm

Ripropongo un mio vecchissimo topic del 2002, uno di quelli che fu ingoiato assieme a molti altri per errore dell'admin :roll: .
Non so per quale ragione, ma ho scoperto di avere una cartella con alcuni miei vecchi 3d 8O .
Comunque eccolo qua.

La cronaca alpinistica delle grandi montagne dell?Himalaya e del Karakorum è costellata di episodi che vanno al di là della normale comprensione.
Sono storie di lotte e di fatiche innominabili, storie fatte di pura determinazione, di sfinimenti, di congelamenti, di scelte imperscrutabili e talvolta di abbandoni.
Non ho idea di come ci si possa sentire a 8000 metri, persi su un versante immenso, lontani da tutte le sicurezze, sfiniti dalla tosse e rintronati dalla mancanza d?ossigeno.
Non mi immagino nemmeno quello che si possa provare a quelle quote quando , dopo aver raggiunto la vetta, si rientra verso il campo più alto con la notte incipiente e lo spauracchio di un bivacco nella neve, magari a più di 8000 metri.
Men che meno riesco a comprendere il terrore che attanaglia quando, chiusi in un fragile guscio di nylon, si sente mugghiare la bufera per giorni e giorni.
Le mie esperienze alpinistiche si limitano alla nostre alpi, mi è capitato di dover bivaccare inaspettatamente e senza il necessario, mi è anche capitato di essere preso dal maltempo, mi è pure accaduto di avere un compagno ferito o di soccorrerne altri, però ho sempre avuto la certezza e la sicurezza di trovarmi in posti relativamente remoti e, in ogni caso facilmente raggiungibili da eventuali mezzi di soccorso.
Al di là di ogni giudizio, peraltro inopportuno, e al di là di ogni sterile polemica sull?etica, leggendo alcuni racconti è stato giocoforza chiedermi come io avrei reagito, come mi sarei comportato e quali scelte avrei intrapreso nelle condizioni di coloro che stavano vivendo attimi al limite d?ogni cosa.
Ho riletto per la trecentesima volta quelle che secondo me sono tra le più drammatiche e umane pagine di letteratura alpina, mi riferisco al libro di Kurt Diemberger ?Il nodo infinito?.
Credo che ciò che è accaduto sia noto ai più, giorni perduti, cadute di valanghe, morti a raffica, bufere, ecc. ecc.
Quell?estate 1986 fu terribile sul K2.
Dopo svariati giorni chiusi nelle tende nel bel mezzo del monsone sulla spalla del K2, dopo che Diemberger ha perso la sua compagna (di cordata e di vita), una breve schiarita mette in moto il gruppo dei superstiti per tentare di scendere dalla montagna .
Sono momenti davvero terribili, dove bisogna prendere decisioni definitive e probabilmente fatali per alcuni.
L?immagine di Alan Rouse delirante e immobile che chiede acqua, i tedeschi impantanati nella neve alta che gesticolano farneticanti, sferzati dal vento indifferente alla loro agonia?????.
Riporto testualmente alcune frasi del capitolo intitolato ?Fuga dalla zona della morte?
- Alan nel sonno continua a farneticare. Non so cosa fare, anche se so di non aver scelta: Potrei solo restare quassù a morire-???????..- Sì Alan, devo scendere. Ma non posso toglierti la speranza di avere dell?acqua, se ancora mi comprendi..? Alan, vado?vado a cercare dell?acqua???????.La vita è laggiù, ha detto Mrowka. Quassù c?è solo morte.-
E con queste terribili parole comincia una discesa che lascerà sulla montagna altre 3 persone abbandonate al proprio destino, allo sfinimento e al delirio.
Credo che sia difficile ,se non impossibile, interpretare i pensieri di coloro che hanno dovuto affrontare simili scelte.
In certi momenti forse vale il famoso ?si salvi chi può?, forse è come essere in guerra?.non so.
Sta di fatto che quando leggo quelle pagine provo dolore e pena sia per i morti,sia per coloro che hanno potuto scegliere di vivere accollandosi un fardello di decisioni che solo chi ha provato e vissuto quelle condizioni può prendere.
Un?estrema similitudine: non esiste al mondo nessuna attività che assomigli di più alla vita dell?alpinismo.
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Messaggioda Zio Vare » ven set 22, 2006 22:13 pm

davide hai inventato l'archeologia forumistica 8) 8)
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Messaggioda lucasignorelli » ven set 22, 2006 22:27 pm

Alan nel sonno continua a farneticare. Non so cosa fare, anche se so di non aver scelta: Potrei solo restare quassù a morire-???????..- Sì Alan, devo scendere. Ma non posso toglierti la speranza di avere dell?acqua, se ancora mi comprendi..? Alan, vado?vado a cercare dell?acqua???????.La vita è laggiù, ha detto Mrowka. Quassù c?è solo morte.-
E con queste terribili parole comincia una discesa che lascerà sulla montagna altre 3 persone abbandonate al proprio destino, allo sfinimento e al delirio.


http://www.animeinfo.org/featured/ranma ... /rbgs.html
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