telecom story

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telecom story

Messaggioda tclimb_2 » ven set 22, 2006 10:07 am

Maurizio Blondet
Fonte: www.effedieffe.com


Perché vi scandalizzate adesso per gli affari sporchi di Telecom?
La frode e il saccheggio sono stati compiuti già all?inizio, nella sua «privatizzazione».
Fu nel 1997, quando il governo Prodi mise sul mercato le azioni telefoniche in possesso del Tesoro. E vendette quelle azioni - cosa nostra, pagate da noi contribuenti in mezzo secolo - per una cifra minima: tant?è vero che si vide, in un anno, che Telecom valeva sul mercato cinque volte di più (più 514 %).
Insomma Prodi svendette un patrimonio nostro e dello Stato.
Un regalo per amici e privilegiati.

Vero è che l?enorme rialzo fu in parte dovuto ad altre frodi del governo.
Si proclamò che di Telecom si voleva fare una public company; i piccoli risparmiatori furono invitati a comprare da una campagna martellante (e infatti comprarono l?85%).
La fiducia dei risparmiatori fu artificialmente accresciuta dall?affermazione, emanata dal Tesoro, che la AT&T, il colosso USA delle telecomunicazioni, s?era precipitata a comprare ben il 2,4% della nostra Telecom: una presenza che aumentava il prestigio e dunque il valore di Telecom. Ebbene, era una menzogna.
Quel 2,4 % restò parcheggiato al Tesoro, fino a quando AT&T rese pubblico che non aveva mai pensato di comprare alcunchè.
Ministro del Tesoro era allora Ciampi, il padre della patria.
Direttore generale, Mario Draghi.
Al vertice di Telecom fu nominato l?immarcescibile, il sempre intoccabile Guido Rossi.
In realtà, il potere fu assegnato a un «nocciolo duro» di vari proprietari, ciascuno dei quali possedeva lo 0,5 %, lo 0,6 %: fra cui Ifil (Agnelli), i soliti capitalisti senza capitale.

Prima ancora della privatizzazione, il più bell?affare sporco di Telecom: nel ?97 compra il 29 % di Telekom Serbia, pagando a Milosevic 878 miliardi di lire.
Rivenderà questa quota a Telekom Serbia, cinque anni dopo (caduto Milosevic), per 378 miliardi: con una perdita del 57%.
Su questo delitto il Polo, Paolo Guzzanti in testa, faranno una così rumorosa «indagine», da pasticciare le cose in modo tale, che nulla si scoprirà e nessuno sarà condannato.
E' stata tutta una serie di affari schifosi, in pura perdita, a portare il debito Telecom a 40 miliardi di euro, il costo di tre finanziarie lacrime-e-sangue.
Nel 1997, quando il governo (Prodi) privatizza Telecom, ne ricava 11,8 miliardi di euro.
Lo Stato esce dalle telecomunicazioni, si proclama.
Ma nel 2001 ENEL - società pubblica - rientra nelle telecomunicazioni comprando Infostrada, una concorrente di Telecom, ma più piccola.
E per quale cifra? 11 miliardi di euro.
Ma che c?entra Infostrada, direte voi.
C?entra e spiega come avvenne il saccheggio.
Infostrada è, sostanzialmente, la vecchia rete telefonica interna delle Ferrovie dello Stato.
Il governo (Prodi) vendette questa preziosa infrastruttura, nostra e pagata da noi, ad Olivetti (De Benedetti) per 700 miliardi di lire, pagabili con comode rate in 14 anni.
E Olivetti la vendette subito alla tedesca Mannesman per 14 mila miliardi di lire, mica a rate, ma in unica soluzione.
Non è un bel regalo, un patrimonio nostro ceduto a un amico loro a un ventesimo del suo valore?
Nessuno fu incarcerato per questo.
Anzi, uno sì: Lorenzo Necci, onesto manager delle Ferrovie, cercò di opporsi.
Giuliano Amato e Massimo D?Alema gli consigliarono di non fare il difficile, di dare la rete a Olivetti senza tirare sul prezzo.
Necci non capì l?amichevole consiglio.

La magistratura lo incriminò subito dopo, le sue telefonate intercettate divennero di pubblico dominio, lo attendevano mesi di carcerazione preventiva.
Poi assolto.
D?Alema va al governo, e comincia il saccheggio firmato Colaninno.
Questo «capitano coraggioso» dalemiano s?è accaparrato Olivetti, e con questa dà la scalata a Telecom.
Con irregolarità mostruose: ma quando la Consob, con Spaventa a capo, vuol vederci chiaro, un colloquio a quattrocchi di D?Alema con Spaventa spaventa Spaventa (che non è un ardito, ed ha di fronte l?esempio di Necci).
Un caso soltanto: nell?offerta pubblica d?acquisto, Colaninno è costretto ad aumentare l?offerta, da 10 a 11,5 euro ad azione, perché il titolo in Borsa è salito.
Da quel momento ovviamente Colaninno ha estremo interesse che il titolo non salga più sul «libero mercato».
Che fa?
Si scopre che in quei giorni lui e soci vendono di soppiatto le azioni in loro possesso e di cui dichiarano al mercato di essere pronti a comprarne di più: per farne calare il corso.
I capitani coraggiosi realizzano tra l?altro una plusvalenza di 50 miliardi con questa vendita occulta, perché hanno approfittato del rialzo da loro stesso determinato con l?annuncio di voler acquistare a 11,5 anziché a 10.
In altri Paesi, ciò si chiama aggiotaggio e insider trading, e porta in galera.
In Italia no, quando governa D?Alema.
Colaninno si scusa, e finisce lì.
La scalata venne definita dal Financial Times «una rapina in pieno giorno».

Colaninno non ha soldi, ma amici e ingegno.
Controlla al 51 % una società fantasma, la Hopa, che controlla il 56 % di un?altra entità chiamata Bell, la quale controlla il 13,9 % di Olivetti, la quale a sua volta controlla il 70% di Tecnost, che controlla il 52 % di Telecom.
Fatti i conti, Colaninno e i suoi complici controllano Telecom detenendone l?1,5 %.
Saggia minuscola partecipazione: Telecom ha già 30 mila e passa miliardi di debiti, e deve pagare il debito con rate di 6,600 miliardi l?anno, un rateo mangia-profitti.
Qualche curiosità si appunta, in queste scatole cinesi, sulla Bell: non si sa chi ne siano i soci.
A garantire la trasparenza della Bell interviene direttamente il capo del governo, D?Alema.
Chissà perché.
Due giornalisti di Repubblica scoprono un perché possibile: tra i soci fondatori di Bell compare un capitalista collettivo chiamato Oak Fund, con sede alle Cayman.
Oak Fund significa, tradotto, Fond o Quercia, e risulta un fondo gestito in esenzione fiscale, in un paradiso vietato dalla legge italiana, da soci anonimi con quote al portatore.
Sarà a causa di questo Fondo Quercia che Marco Travaglio parlerà, a proposito dei nuovi comunisti, come di gente «entrata al governo con le pezze al culo e uscitane coi miliardi»?
Sarà per questo che, come testimoniò Colaninno, dopo la sua OPA il ministro Bersani gli telefonò gridandogli: «E vai!», esultante alla romagnola?
O che Prodi esalò un giorno: «Se avessi fatto io il 2 % di quel che sta facendo D?Alema per influenzare le decisioni di aziende quotate sui mercati sarei già crocifisso»?
Certo è che ci furono dei bei guadagni dai saccheggi di Colaninno.
Colaninno stesso ne è uscito, dopo il disastro da lui provocato, supermiliardario.
Ma non è il solo.
Prendiamo per esempio la SEAT, che gestisce la pubblicità.
Apparteneva a Telecom, e fu dismessa.
Anzi no: ne fu poi ricomprato da Tele com il 20 % (perché se la società committente possiede almen! o il 20 % della società cui affida la pubblicità, può farlo a trattativa privata evitando la gara d?appalto: in gara c?era il gruppo Fininvest, che di pubblcità s?intende un po?).

Chi acquistò SEAT (Comit - De Agostini ed altri, ammucchiati in una società chiamata «Otto») a 1.955 miliardi per il 61%, la rivende trenta mesi dopo a Colaninno, che ne acquista il 20 % a 7200 miliardi; poi un altro 17 % a 5 mila miliardi, e un altro 8 % per 5750 miliardi.
Insomma, una cosa acquistata a 1.955, viene venduta subito dopo a 16 mila e passa.
A fornire i soldi alla «Otto» per il fortunato acquisto è Dario Cossutta, figlio dell?Armando, alto dirigente della Banca Commerciale - che è anche socia della «Otto».
Ma gli altri soci, che dovrebbero pagare le imposte sulle plusvalenze dopo la splendida vendita al mille %, si trasformano prontamente in società lussemburghesi.
Chi sono i padroni?
Non si sa; tutta una catena di società anonime che finiscono in paradisi fiscali: si ignora chi abbia incassato la plusvalenza miracolosa senza pagare le tasse, in un?operazione voluta dal governo (Prodi) di allora.
Magari qualche partito?
Magari qualche gemello di un qualunque Oak Fund alle Cayman?
Non chiedete a me.
Vi ho raccontato solo quattro cose, delle molte che basterebbero per sbattere in galera l?intera sinistra di governo italiana, la grande saccheggiatrice del patrimonio pubblico con le «privatizzazioni».
Io, poi, non so nulla.
Mi sono limitato a copiare: da «Il grande intrigo», un libro del giornalista economico Davide Giacalone, distribuito da Libero.
Non chiedano a me, i magistrati.
Non so niente di Tronchetti, né di Tavaroli lo spione che intercettava, e che aveva da parte 14 milioni di euro (provenienti dalla società più indebitata dell?universo).
Se vogliono indagare, li rimando al libro di Giacalone, è tutto scritto lì.
Arrestino lui, semmai, se vogliono indagare.
Io non c?entro.
In altre parole, tutti gli organi dovrebbero essere ingranditi!
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Messaggioda dags1972 » ven set 22, 2006 10:12 am

lo avrei letto...ma BLONDET è merda
tanti saluti e buone salite a tutti
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Messaggioda tclimb_2 » ven set 22, 2006 10:16 am

dags1972 ha scritto:lo avrei letto...ma BLONDET è merda


concordo sulla merda, ma va letto comunque.
In altre parole, tutti gli organi dovrebbero essere ingranditi!
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Messaggioda dags1972 » ven set 22, 2006 10:19 am

tclimb_2 ha scritto:
dags1972 ha scritto:lo avrei letto...ma BLONDET è merda


concordo sulla merda, ma va letto comunque.


proverò....
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Messaggioda MarcoS » ven set 22, 2006 10:35 am

se è vera anche solo la metà di questo (e onestamente non mi stupirebbe troppo...) c'è da continuare a piangere....

In altri Paesi, ciò si chiama aggiotaggio e insider trading, e porta in galera.
In Italia no, quando governa D?Alema.


quando governa CHIUNQUE, purtroppo...
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Messaggioda tclimb_2 » ven set 22, 2006 10:38 am

MarcoS ha scritto:se è vera anche solo la metà di questo (e onestamente non mi stupirebbe troppo...) c'è da continuare a piangere....

In altri Paesi, ciò si chiama aggiotaggio e insider trading, e porta in galera.
In Italia no, quando governa D?Alema.


quando governa CHIUNQUE, purtroppo...


blondet e' chiaramente di parte
In altre parole, tutti gli organi dovrebbero essere ingranditi!
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Messaggioda dags1972 » ven set 22, 2006 10:41 am

dags1972 ha scritto:
tclimb_2 ha scritto:
dags1972 ha scritto:lo avrei letto...ma BLONDET è merda


concordo sulla merda, ma va letto comunque.


proverò....


ecco perchè si legge non è farina del suo sacco
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Messaggioda claudio1949 » ven set 22, 2006 10:47 am

Noi italiani siamo strani.
Adoriamo fare i dietrologhi, i complottardi, vediamo spie, cia, kgb e mossad dietro ogni cosa. Le ricostruzioni ardite e fantasiose sono più efficaci del Viagra.

Mentre ci comportiamo così, intanto qualcuno ce lo infila nel didietro, senza tante fanfare.

Prendete la Telecom.

Per decenni e decenni noi popolo bue abbiamo sopportato le angherie da monopolio della Teti, della Sip etc etc. e infine della Telecom.
Bollette spaziali per finanziare cosa se non le pensioni dei "telefonici" che neanche in Bankitalia se le sognavano.
Ci hanno fatto fatto pagare a peso d'oro, bimestre dopo bimestre, quel mucchietto di bakelite o plasticaccia dell'apprecchio fisso.
Ci hanno fatto pagare platino per la "seconda spina".
Ci hanno imposto la "tariffa urbana a tempo", mentre altrove (a Hong Kong) le urbane erano completamente gratis (ah, la Cina !!!).
Ci hanno fattturato servizi inesistenti o mai comprati, o se comprati mai erogati per loro colpa ma lo stesso fatturati ...
Ci hanno rotto i coglioni con "una telefonata allunga la vita" e oggi non è possibile parlare con il più sfessato vicecapoufficio della Telecom ...
Non ci hanno mai reso praticamente possibile controllare la nostra effettiva spesa telefonica.
Insomma,

come utenti ci hanno depredato per anni e anni.

E ci preoccupiamo dell'Oak Fund?
Ma anche se fosse, del Freedom House Fund?

La galera non serve per quattro spioni, ma per tutti i manager Stet e Telecom dal 1970 in poi, comprese le Autorità di controllo.

Continuiamo a dilettarci con la dietrologia del c***o, mentre questi continuano a fotterci ...
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Messaggioda dags1972 » ven set 22, 2006 11:07 am

claudio1949 ha scritto:Noi italiani siamo strani.
Adoriamo fare i dietrologhi, i complottardi, vediamo spie, cia, kgb e mossad dietro ogni cosa. Le ricostruzioni ardite e fantasiose sono più efficaci del Viagra.

Mentre ci comportiamo così, intanto qualcuno ce lo infila nel didietro, senza tante fanfare.

Prendete la Telecom.

Per decenni e decenni noi popolo bue abbiamo sopportato le angherie da monopolio della Teti, della Sip etc etc. e infine della Telecom.
Bollette spaziali per finanziare cosa se non le pensioni dei "telefonici" che neanche in Bankitalia se le sognavano.
Ci hanno fatto fatto pagare a peso d'oro, bimestre dopo bimestre, quel mucchietto di bakelite o plasticaccia dell'apprecchio fisso.
Ci hanno fatto pagare platino per la "seconda spina".
Ci hanno imposto la "tariffa urbana a tempo", mentre altrove (a Hong Kong) le urbane erano completamente gratis (ah, la Cina !!!).
Ci hanno fattturato servizi inesistenti o mai comprati, o se comprati mai erogati per loro colpa ma lo stesso fatturati ...
Ci hanno rotto i coglioni con "una telefonata allunga la vita" e oggi non è possibile parlare con il più sfessato vicecapoufficio della Telecom ...
Non ci hanno mai reso praticamente possibile controllare la nostra effettiva spesa telefonica.
Insomma,

come utenti ci hanno depredato per anni e anni.

E ci preoccupiamo dell'Oak Fund?
Ma anche se fosse, del Freedom House Fund?

La galera non serve per quattro spioni, ma per tutti i manager Stet e Telecom dal 1970 in poi, comprese le Autorità di controllo.

Continuiamo a dilettarci con la dietrologia del c***o, mentre questi continuano a fotterci ...


dietrologia che è pari al tuo qualunquismo scusa eh

(poi mio padre è pensionato Telecom ... non mi sembra che sia d'oro...










poi magari mi sbaglio ed eredito una fortuna)
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Messaggioda claudio1949 » ven set 22, 2006 11:58 am

dags1972 ha scritto:dietrologia che è pari al tuo qualunquismo scusa eh

(poi mio padre è pensionato Telecom ... non mi sembra che sia d'oro...










poi magari mi sbaglio ed eredito una fortuna)


Azz ... depredato e qualunquista ...
che sfiga ...
Allora è meglio la dietrologia. Così è più indolore.
Un po' come il destino cinico e baro.

:lol:
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Messaggioda dags1972 » ven set 22, 2006 12:03 pm

claudio1949 ha scritto:
dags1972 ha scritto:dietrologia che è pari al tuo qualunquismo scusa eh

(poi mio padre è pensionato Telecom ... non mi sembra che sia d'oro...










poi magari mi sbaglio ed eredito una fortuna)


Azz ... depredato e qualunquista ...
che sfiga ...
Allora è meglio la dietrologia. Così è più indolore.
Un po' come il destino cinico e baro.

:lol:


non dimenticare la perfida albione che rende i discorsi più europei
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Messaggioda claudio1949 » ven set 22, 2006 12:08 pm

dags1972 ha scritto:non dimenticare la perfida albione che rende i discorsi più europei


Urca, quasi quasi me ne dimenticavo.
Eh, si vede, con l'età ...
Eppoi certe cose non le insegnano più come una volta.
Come le stagioni.
Che non sono più le stesse.

Buon weekend a tutti!
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Messaggioda dags1972 » ven set 22, 2006 12:16 pm

claudio1949 ha scritto:
dags1972 ha scritto:non dimenticare la perfida albione che rende i discorsi più europei


Urca, quasi quasi me ne dimenticavo.
Eh, si vede, con l'età ...
Eppoi certe cose non le insegnano più come una volta.
Come le stagioni.
Che non sono più le stesse.

Buon weekend a tutti!


li fermeremo sul bagnasciuga
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Messaggioda claudio1949 » ven set 22, 2006 12:20 pm

dags1972 ha scritto:li fermeremo sul bagnasciuga


E sai che sforzo.
Con tutti gli stabilimenti che ci hanno costruito sopra ...
Piuttosto, il pericolo è giallo.
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Messaggioda dags1972 » ven set 22, 2006 12:22 pm

claudio1949 ha scritto:
dags1972 ha scritto:li fermeremo sul bagnasciuga


E sai che sforzo.
Con tutti gli stabilimenti che ci hanno costruito sopra ...
Piuttosto, il pericolo è giallo.


sono tutti UGUALI sti gialli
tanti saluti e buone salite a tutti
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Messaggioda vito » ven set 22, 2006 13:36 pm

claudio1949 ha scritto:Prendete la Telecom.

Per decenni e decenni noi popolo bue abbiamo sopportato le angherie da monopolio della Teti, della Sip etc etc. e infine della Telecom.
Bollette spaziali per finanziare cosa se non le pensioni dei "telefonici" che neanche in Bankitalia se le sognavano.
Ci hanno fatto fatto pagare a peso d'oro, bimestre dopo bimestre, quel mucchietto di bakelite o plasticaccia dell'apprecchio fisso.
Ci hanno fatto pagare platino per la "seconda spina".
Ci hanno imposto la "tariffa urbana a tempo", mentre altrove (a Hong Kong) le urbane erano completamente gratis (ah, la Cina !!!).
Ci hanno fattturato servizi inesistenti o mai comprati, o se comprati mai erogati per loro colpa ma lo stesso fatturati ...
Ci hanno rotto i coglioni con "una telefonata allunga la vita" e oggi non è possibile parlare con il più sfessato vicecapoufficio della Telecom ...
Non ci hanno mai reso praticamente possibile controllare la nostra effettiva spesa telefonica.
Insomma,

come utenti ci hanno depredato per anni e anni.

.

Vero, purtroppo. Pero' a quei tempi qualsiasi problema avevi potevi recarti allo sportello e interloquire con qualcuno.
A quei tempi se avevi un guasto chiamavi e per il 94% dei casi era risolto in giornata, il 98% entro i 3 giorni lavorativi (tempi imposti dal regolamento di servizio); percentuali che avevo io nella zona che seguivo.
Ai tempi qualsiasi lavoro che dovevi fare a casa tua e che implicava qualcosa della rete SIp, chiamavi e usciva qualcuno (perche' la presenza suil territorio era capillare) a controllare e poi a far sistemare (aggratis).
Ai tempi se dovevi scavare per strada chiamavi un numero apposta e usciva la squadra aggratis a segnalarti dove stavano.
Ai tempi il dirigente SIP (ma doveva essere un dirigente di alto livello) gli davano ben la Thema base. Col tronchetto il porsche.
Ai tempi......fino al '97 (anno in cui tra l'altro me ne sono andato).
Poi hanno privatizzato.....minchia che parolone. Secondo loro doveva essere tutto piu' efficiente. E' talmente piu' efficiente che il guasto linea adesso lo riparano in 22 giorni lavorativi e prova a reclamare perche' sei stato 22 giorni senza telefono.
Gli armadi e le colonnine in strada sono ormai vecchi, vetusti e accessibili da tutti che il primo marocchino che passa si attacca e telefona, cambiarli ovviamente costa, meglio non farlo, tanto le linee vanno lo stesso: poca spesa tanto guadagno.
Se chiami all'187....lasciamo perdere
A chi scava in strada nessuno dice piu' dove sono i cavi, tanto se li tagliano (e succede piu' spesso di quanto crediate) pagano i danni (a Telecom, non ai clienti)....ecc. ecc.

Sono passati dal 97 ad oggi non so quanti padroni. Il primo della privatizzazione ebbe poi un culo incredibile: in quegli anni l'azienda finiva praticamente di convertire la tecnologia delle centrali da elettromeccanica a numerica, e siccome quest'ultima occupava meta' degli spazi occupati dalla vecchia, si trovarono in mano un sacco di immobili da vendere.
Immobili e centrali pagate in buona parte dallo stato.
Ma i soldi lo stato non li ha visti,se li sono intascati loro.

non so se e' meglio adesso o 10 anni fa, mi sa pero' la seconda.....
vito
 
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Re: telecom story

Messaggioda HappyFra » ven set 22, 2006 14:46 pm

tclimb_2 ha scritto:Maurizio Blondet
Fonte: www.effedieffe.com


Perché vi scandalizzate adesso per gli affari sporchi di Telecom?
La frode e il saccheggio sono stati compiuti già all?inizio, nella sua «privatizzazione».
Fu nel 1997, quando il governo Prodi mise sul mercato le azioni telefoniche in possesso del Tesoro. E vendette quelle azioni - cosa nostra, pagate da noi contribuenti in mezzo secolo - per una cifra minima: tant?è vero che si vide, in un anno, che Telecom valeva sul mercato cinque volte di più (più 514 %).
Insomma Prodi svendette un patrimonio nostro e dello Stato.
Un regalo per amici e privilegiati.

Vero è che l?enorme rialzo fu in parte dovuto ad altre frodi del governo.
Si proclamò che di Telecom si voleva fare una public company; i piccoli risparmiatori furono invitati a comprare da una campagna martellante (e infatti comprarono l?85%).
La fiducia dei risparmiatori fu artificialmente accresciuta dall?affermazione, emanata dal Tesoro, che la AT&T, il colosso USA delle telecomunicazioni, s?era precipitata a comprare ben il 2,4% della nostra Telecom: una presenza che aumentava il prestigio e dunque il valore di Telecom. Ebbene, era una menzogna.
Quel 2,4 % restò parcheggiato al Tesoro, fino a quando AT&T rese pubblico che non aveva mai pensato di comprare alcunchè.
Ministro del Tesoro era allora Ciampi, il padre della patria.
Direttore generale, Mario Draghi.
Al vertice di Telecom fu nominato l?immarcescibile, il sempre intoccabile Guido Rossi.
In realtà, il potere fu assegnato a un «nocciolo duro» di vari proprietari, ciascuno dei quali possedeva lo 0,5 %, lo 0,6 %: fra cui Ifil (Agnelli), i soliti capitalisti senza capitale.

Prima ancora della privatizzazione, il più bell?affare sporco di Telecom: nel ?97 compra il 29 % di Telekom Serbia, pagando a Milosevic 878 miliardi di lire.
Rivenderà questa quota a Telekom Serbia, cinque anni dopo (caduto Milosevic), per 378 miliardi: con una perdita del 57%.
Su questo delitto il Polo, Paolo Guzzanti in testa, faranno una così rumorosa «indagine», da pasticciare le cose in modo tale, che nulla si scoprirà e nessuno sarà condannato.
E' stata tutta una serie di affari schifosi, in pura perdita, a portare il debito Telecom a 40 miliardi di euro, il costo di tre finanziarie lacrime-e-sangue.
Nel 1997, quando il governo (Prodi) privatizza Telecom, ne ricava 11,8 miliardi di euro.
Lo Stato esce dalle telecomunicazioni, si proclama.
Ma nel 2001 ENEL - società pubblica - rientra nelle telecomunicazioni comprando Infostrada, una concorrente di Telecom, ma più piccola.
E per quale cifra? 11 miliardi di euro.
Ma che c?entra Infostrada, direte voi.
C?entra e spiega come avvenne il saccheggio.
Infostrada è, sostanzialmente, la vecchia rete telefonica interna delle Ferrovie dello Stato.
Il governo (Prodi) vendette questa preziosa infrastruttura, nostra e pagata da noi, ad Olivetti (De Benedetti) per 700 miliardi di lire, pagabili con comode rate in 14 anni.
E Olivetti la vendette subito alla tedesca Mannesman per 14 mila miliardi di lire, mica a rate, ma in unica soluzione.
Non è un bel regalo, un patrimonio nostro ceduto a un amico loro a un ventesimo del suo valore?
Nessuno fu incarcerato per questo.
Anzi, uno sì: Lorenzo Necci, onesto manager delle Ferrovie, cercò di opporsi.
Giuliano Amato e Massimo D?Alema gli consigliarono di non fare il difficile, di dare la rete a Olivetti senza tirare sul prezzo.
Necci non capì l?amichevole consiglio.

La magistratura lo incriminò subito dopo, le sue telefonate intercettate divennero di pubblico dominio, lo attendevano mesi di carcerazione preventiva.
Poi assolto.
D?Alema va al governo, e comincia il saccheggio firmato Colaninno.
Questo «capitano coraggioso» dalemiano s?è accaparrato Olivetti, e con questa dà la scalata a Telecom.
Con irregolarità mostruose: ma quando la Consob, con Spaventa a capo, vuol vederci chiaro, un colloquio a quattrocchi di D?Alema con Spaventa spaventa Spaventa (che non è un ardito, ed ha di fronte l?esempio di Necci).
Un caso soltanto: nell?offerta pubblica d?acquisto, Colaninno è costretto ad aumentare l?offerta, da 10 a 11,5 euro ad azione, perché il titolo in Borsa è salito.
Da quel momento ovviamente Colaninno ha estremo interesse che il titolo non salga più sul «libero mercato».
Che fa?
Si scopre che in quei giorni lui e soci vendono di soppiatto le azioni in loro possesso e di cui dichiarano al mercato di essere pronti a comprarne di più: per farne calare il corso.
I capitani coraggiosi realizzano tra l?altro una plusvalenza di 50 miliardi con questa vendita occulta, perché hanno approfittato del rialzo da loro stesso determinato con l?annuncio di voler acquistare a 11,5 anziché a 10.
In altri Paesi, ciò si chiama aggiotaggio e insider trading, e porta in galera.
In Italia no, quando governa D?Alema.
Colaninno si scusa, e finisce lì.
La scalata venne definita dal Financial Times «una rapina in pieno giorno».

Colaninno non ha soldi, ma amici e ingegno.
Controlla al 51 % una società fantasma, la Hopa, che controlla il 56 % di un?altra entità chiamata Bell, la quale controlla il 13,9 % di Olivetti, la quale a sua volta controlla il 70% di Tecnost, che controlla il 52 % di Telecom.
Fatti i conti, Colaninno e i suoi complici controllano Telecom detenendone l?1,5 %.
Saggia minuscola partecipazione: Telecom ha già 30 mila e passa miliardi di debiti, e deve pagare il debito con rate di 6,600 miliardi l?anno, un rateo mangia-profitti.
Qualche curiosità si appunta, in queste scatole cinesi, sulla Bell: non si sa chi ne siano i soci.
A garantire la trasparenza della Bell interviene direttamente il capo del governo, D?Alema.
Chissà perché.
Due giornalisti di Repubblica scoprono un perché possibile: tra i soci fondatori di Bell compare un capitalista collettivo chiamato Oak Fund, con sede alle Cayman.
Oak Fund significa, tradotto, Fond o Quercia, e risulta un fondo gestito in esenzione fiscale, in un paradiso vietato dalla legge italiana, da soci anonimi con quote al portatore.
Sarà a causa di questo Fondo Quercia che Marco Travaglio parlerà, a proposito dei nuovi comunisti, come di gente «entrata al governo con le pezze al culo e uscitane coi miliardi»?
Sarà per questo che, come testimoniò Colaninno, dopo la sua OPA il ministro Bersani gli telefonò gridandogli: «E vai!», esultante alla romagnola?
O che Prodi esalò un giorno: «Se avessi fatto io il 2 % di quel che sta facendo D?Alema per influenzare le decisioni di aziende quotate sui mercati sarei già crocifisso»?
Certo è che ci furono dei bei guadagni dai saccheggi di Colaninno.
Colaninno stesso ne è uscito, dopo il disastro da lui provocato, supermiliardario.
Ma non è il solo.
Prendiamo per esempio la SEAT, che gestisce la pubblicità.
Apparteneva a Telecom, e fu dismessa.
Anzi no: ne fu poi ricomprato da Tele com il 20 % (perché se la società committente possiede almen! o il 20 % della società cui affida la pubblicità, può farlo a trattativa privata evitando la gara d?appalto: in gara c?era il gruppo Fininvest, che di pubblcità s?intende un po?).

Chi acquistò SEAT (Comit - De Agostini ed altri, ammucchiati in una società chiamata «Otto») a 1.955 miliardi per il 61%, la rivende trenta mesi dopo a Colaninno, che ne acquista il 20 % a 7200 miliardi; poi un altro 17 % a 5 mila miliardi, e un altro 8 % per 5750 miliardi.
Insomma, una cosa acquistata a 1.955, viene venduta subito dopo a 16 mila e passa.
A fornire i soldi alla «Otto» per il fortunato acquisto è Dario Cossutta, figlio dell?Armando, alto dirigente della Banca Commerciale - che è anche socia della «Otto».
Ma gli altri soci, che dovrebbero pagare le imposte sulle plusvalenze dopo la splendida vendita al mille %, si trasformano prontamente in società lussemburghesi.
Chi sono i padroni?
Non si sa; tutta una catena di società anonime che finiscono in paradisi fiscali: si ignora chi abbia incassato la plusvalenza miracolosa senza pagare le tasse, in un?operazione voluta dal governo (Prodi) di allora.
Magari qualche partito?
Magari qualche gemello di un qualunque Oak Fund alle Cayman?
Non chiedete a me.
Vi ho raccontato solo quattro cose, delle molte che basterebbero per sbattere in galera l?intera sinistra di governo italiana, la grande saccheggiatrice del patrimonio pubblico con le «privatizzazioni».
Io, poi, non so nulla.
Mi sono limitato a copiare: da «Il grande intrigo», un libro del giornalista economico Davide Giacalone, distribuito da Libero.
Non chiedano a me, i magistrati.
Non so niente di Tronchetti, né di Tavaroli lo spione che intercettava, e che aveva da parte 14 milioni di euro (provenienti dalla società più indebitata dell?universo).
Se vogliono indagare, li rimando al libro di Giacalone, è tutto scritto lì.
Arrestino lui, semmai, se vogliono indagare.
Io non c?entro.



La vicenda Telecom è piena di porcherie, ma questo è il raglio di un asino, contraddittorio, fazioso all'inverosimile e anche condito da numerosi falsi. Adesso non ho né tempo né voglia di smontarlo, ma basta aver letto i giornali in modo attento per un po' per accorgersene.
Ogni problema complesso ammette almeno una soluzione semplice. Sbagliata.


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Re: telecom story

Messaggioda nevskij » ven set 22, 2006 15:06 pm

tclimb_2 ha scritto:Maurizio Blondet
Mi sono limitato a copiare: da «Il grande intrigo», un libro del giornalista economico Davide Giacalone, distribuito da Libero.


E' per caso un amico di Betulla?
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Messaggioda Siloga66 » ven set 22, 2006 21:51 pm

Bla, bla, bla.
Passano le mode ma in Germania la moda dei calzini con i sandali passerà mai.
Ma i tedeschi son fighi lo stesso.
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