il mondo ha un aspetto strano a guardarlo piedi in alto e testa in giù. no, questa volta non sono volata. ho semplicemente planato nel vuoto immenso che si spalanca sotto di me. come un acrobata del circo sono risalita su questi fili ondeggianti che legano tra loro i gradini delle mei staffe e ho iniziato a volteggiare. sono in mezzo a un tetto di roccia rossa, rossa come il cielo di questo tramonto. come un ragno dedito al suo lavoro senza distrazioni, senza altro a cui pensare ho tessuto la mia ragnatela tra un chiodo e un altro. lentamente ho guadagnato metri di cielo. vedo la cengia dalla quale sono partita e sulla quale è rimasto il mio maestro sciamano, unico collegamento tra me e la terra solida. non so più che animale sono. il mio corpo ricorda quello della specie uomo, il mio movimento invece è incerto, ondeggia tra un essere alato e un aracnide.... io i miei fili, le mie ali. cammino con i piedi sul soffitto di quello che per me, adesso, è tutto il mondo, ruoto su di me, volteggio. solo aria intorno, solo aria dentro.mi lascio scomporre da questo ondeggiamento che non voglio controllare. ho tempo per tornare indietro, per tornare un bipide con i piedi per terra e la testa sul collo. è la prima volta che abbandono la specie terrestre e mi trasformo in altro e la magia è assoluta, essenziale nella sua immediatezza. il cervello volteggia e i pensieri non scorrono in parole, no, anche loro sono linee di vento, correnti aeree che tracciano emozioni dentro di me, che oscillano, caldo, freddo, dentro, fuori. dov'è dentro? dov'è fuori? i miei confini giocano con lo spazio aereo, senza peso, senza forma. è tutta un'altra storia quella che si vive quissù. "adesso inizia a tornare" Dove? ah, già...tornare...
i piedi tornano sull'ultimo scalino, via l'auto sicura, sgancia la corda, recupera la staffa, recupera l'anima.....no, lei no, un pezzettino, un pezzetino solo lo lascio qui a ricordarmi che so anche essere un aquila....