cvigna ha scritto:Io spero che il tuo discorso sia riferito solo all'ambito delle competizioni ed al massimo a quei luoghi dove, sotto pendii potenzialmente pericolosi, corrono piste aperte al 'grande' pubblico pagante oppure delle vie di comunicazione.
Altrimenti non vedo davvero il senso di 'usare le mine' per bonificare i pendii......le montagne non sono un parco giochi e, dal basso della mia scarsa esperienza, penso che occorra imparare a conoscerne l'ambiente e a ripettarne le regole.....regole che sono dettate dalla natura.....elemento oggi a noi sempre più sconosciuto e incomprensibile, e forse per questo temuto, così da dover essere paradossalmente disinnescato dalla sua pricolosità con l'ausilio delle mine
Impariamo, e qui mi ci metto io in primis, a comprendere meglio l'ambiente montano e a rispettarlo di più.......ci siamo forse mai chiesti quanto costa in termini ambientali questa nostra 'procurata' sicurezza?
Giorni fa ad Alagna un responsabile della sicurezza mi spiegava come sono fatti alcuni di questi sistemi, quelli almeno fra i più usati oggi.....ebbene emettono delle sorte di 'cartucce', di proiettili di plastica che, bonifica dopo bonifica, restano ad imbrattare i pendii, che, giorno dopo girno, grazie all'azione dei cingoli dei gatti delle nevi, diventano un inquitante tutt'uno con il terreno, che, d'estate diventano parte integrante di un paesaggio montano sempre più degradato.
Quindi, lungi dall'avere una posizione 'integralista' che non sarei nemmeno in grado di ripettare con coerenza, mi sentirei solo di dire che, dove possibile è meglio limitare al massimo questi tipi di interventi, affidando la nostra sicurezza più che alle mine, ad una coltivata conoscenza e valutazione dell'ambiente in cui desideramo muoverci.
C.