Soccorso sulle Tre Cime

Area di discussione su argomenti di montagna in generale.

Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda Callaghan » ven set 13, 2019 10:31 am

scairanner ha scritto:
Callaghan ha scritto:
Keith ha scritto:Chiamiamolo allora "consumismo".
mmmhh... questa non è una qualità molto positiva...
che dici, Keith, cosa è che muove a dismisura l'umana specie, aggratis, se non la passione? cosa ha sempre accomunato qualsiasi alpinista, se non la passione? chi è colui che non farebbe qualcosa per la passione? chi sono i maggiori cacacazzi se non gli appassionati?

Keith ha scritto:Svizzero?
beh, conoscendo la tua passione per "i spit", ed avendo usato il francesismo intouchable, ed avendo parlato tu di arrampicata, l'unico personaggio odiatissimo a tal proposito dagli alpinistoni che ha assassinato tutto quel che c'era da assassinare è:
https://m.epictv.it/article/climbing/trident-du-tacul-les-intouchables-7b-guida-alla
lui.


Forse l'indizio giusto era nell'assassinio dell'impossibile, e la lingua più vicina al tedesco che al francese :wink:

grazie_ar_cazzo.
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda Keith » ven set 13, 2019 15:09 pm

Passione? Non ho capito un tubo, allora. Mi sembrava si parlasse di qualcosa di negativo.
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda Ziggomatic » ven set 13, 2019 16:58 pm

Keith ha scritto:Passione? Non ho capito un tubo, allora. Mi sembrava si parlasse di qualcosa di negativo.


Mi arrischio nell'esegesi dell'Ispettore.

Il cavallo di Troia sarebbe -per così dire - l'escamotage che mette in crisi il paradigma ultra-efficiente del pensiero economico.

Argomento molto complesso.
Troppo.
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda Callaghan » ven set 13, 2019 17:42 pm

Ziggomatic ha scritto:
Keith ha scritto:Passione? Non ho capito un tubo, allora. Mi sembrava si parlasse di qualcosa di negativo.


Mi arrischio nell'esegesi dell'Ispettore.

Il cavallo di Troia sarebbe -per così dire - l'escamotage che mette in crisi il paradigma ultra-efficiente del pensiero economico.

Argomento molto complesso.
Troppo.
Almeno per me.


uh, no.
chiedo scusa per la mia criptica scrittura. ed approfitto per chiarire.
il cavallo di troia è il modo con cui il paradigma economico ci utilizza e sfrutta (mi par dunque il contrario di quello che hai capito tu, Ziggo, ma son io che scrivo accazzo.)

quel che volevo dire è che questo simpatico pensiero economico è sbalorditivamente efficiente, e da tempi che noi non immaginiamo.
nel caso dell'alpinismo, secondo me, IMHO, sottolineo, la modalità con cui ha affrontato questo nuovo mercato, è stata quella di usare la cosa più semplice ed energetica che stimola ogni alpinista che si rispetti, la passione. "io farei di tutto per andare in montagna!", dice l'alpinista, ed il mercato risponde: "benissimo, io te lo concedo, anzi, ti agevolo!".
come detto da mikesangui, la colonizzazione della montagna l'han fatta gli alpinisti, noi (si fa per dire), ma quel che serviva al mercato era un esempio che tutti potessero seguire, in maniera da attivare prima (e facilitare poi) non solo la frequentazione della montagna, ma la nascita dell'offerta a corredo. in quanti dei nostri avi non si sono comprati la bici da corsa dopo gimondi e bartali?
nel mondo di oggi si chiama sponsorizzazione, addirittura con termini differenti a seconda della quantità e qualità (ambassador, testimonial, atleta, sarcazzo). un tempo, che non esisteva di fatto ancora nulla, la sponsorizzazione forse era ignota, ma la concessione, non solo economica, ma anche mediatica, è stata un buon modo.

chi non ricorda le interviste a bonatti di ritorno dal cervino fatte da un giovanissimo emiliofede? o le analoghe apparizioni/interviste/pubblicazioni del messner ai tempi che fu? a chi non è venuta voglia di buttarsi da qualche parte in montagna dopo?
e a questi due (esempio, eh), chiccazzo gli ha concesso di stare dove stavano, sui media, con gli zaini millet, con le camice messner a scacchi? e la fila (marca fila) chi non se la ricorda?
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda Ziggomatic » ven set 13, 2019 19:06 pm

In realtà Ispettore il tuo ragionamento era come sempre piuttosto chiaro. Si poteva anche essere incerti sulla metafora, ma il resto era limpido.
Che io abbia equivocato sul cavallo non cambia il senso della mia (debole) riflessione.
E infatti, ad un certo punto, parli di intuire i processi per provare a difendersi, del fatto che varrebbe la pena di discutere su questa roba qui.
E hai ragione.
Perché 'sta roba qui è IL Problema.
E qui, come dicevo prima, mi fermo:
troppo complesso, almeno per le mie scarne letture e le mie fragili meningi.
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda Callaghan » ven set 13, 2019 20:47 pm

Ziggomatic ha scritto:(...)
Perché 'sta roba qui è IL Problema.
E qui, come dicevo prima, mi fermo:
troppo complesso, almeno per le mie scarne letture e le mie fragili meningi.

minchia ziggo, non sai quanto sono contento che ci sia qualcuno che comprende la portata del problema.
tutti si impegnano a difendere diritti di categoria, di modalità, di cazzate colossali. e nessuno che riesce ad intuire che tutto, e proprio tutto, sta in un progetto complessivo, unitario, che si è materializzato tanto tempo fa con obbiettivi logici, perseguiti in tutti i modi possibili.
tutti contro tutti.
ma con il cülo sfondato.

ciao ziggo, mantieniti così.
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda Keith » sab set 14, 2019 12:18 pm

Anch'io credo di afferrare la portata del problema, comprendo a volte meno le vostre esposizioni. :-)
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda Vigorone » sab set 14, 2019 17:07 pm

Sono contento di non essere il solo a non capire tutto, e di essere in buona compagnia (ciao Keith).

Il mio più famoso omonimo (non io eh, sia chiaro) forse avrebbe etichettato queste discussioni come seghe mentali, e ci avrebbe invitato invece di chiacchierare a fare salite, in cerca della via "la pì dura la pì bela".

Comunque, a parte ciò, credo che ci siamo persi una frase scritta sopra dall'ottimo Giacomo Volpe, che secondo me deve essere tenuta presente nella discussione:

Casomai la società ha imbrigliato e confezionato in qualcosa di sicuro una cosa che sicura non è, illudendoci. E adesso al grido di sicurezza stanno passando un sacco di concetti che prima di questo inganno non ci saremmo nemmeno sognati di sentire (altro che accettare).


Nella famosa catena di supermarchet sportivi ad esempio la corsia "alpinismo" è proprio di fronte alla corsia "jogging", due attività che non solo non hanno nulla in comune ma che hanno anche un livello di pericolo e di rischio nettamente diversi.

Però la ggente non lo sa, perché nessuno glielo ha detto, e non basta più il buonsenso (verrebbe da chiedersi come mai), così come non basta più alle persone che arrivano sul Bianco con la skyway e vanno in infradito sul ghiacciaio. A questo punto, morto il buonsenso che porta a chiedertì "ohibò, quella distesa bianca che ho di fronte celerà mica qualche pericolo? proviamo a sentire se qualcuno me lo sa dire" diventano necessari i cartelli informativi.

E lo stesso sta accadendo in tante altre situazioni. Banalmente, domenica a Sea ho visto accanto a me, in piedi su uno spazio grosso come uno zerbino a svariate decine di metri da terra, giovanotti che apparivano nettamente impressionati e molto poco a proprio agio (per non infierire). Forse la frase "abitudine a stare in parete" è stata interpretata diversamente dalle persone.

Però oggi scalare fa figo, ai corsi c'è la coda per iscriversi (non solo a Milano, Ispettore) ma poi in giro per i monti purtroppamente agisce la selezione naturale, e chi non si fa abbastanza domande su quel che sta facendo ed è capace di trovare in fretta le risposte giuste ne paga le conseguenze. Oppure sempre più spesso ne pagano le conseguenze gli elicotteristi.
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda Callaghan » sab set 14, 2019 18:16 pm

(scusate la lunghezza).

vigos, le cose da capire, credimi, sono molto poche.

ciò che ha evidenziato il lupogiacomo non è un problema, ma semmai è una modalità con cui rendere gradevole la montagna. se tu rendi problema "la sicurezza", ti intestardisci su questo aspetto, perdi di vista il probblema vero. perchè quello su cui ti stai intestardendo non è una causa, ma l'effetto. ti stanno vendendo un prodotto, quello della sicurezza. il problema è chicazzo te lo sta vendendo. la sicurezza in sè non è un problema.

esempietto: a mezzogiorno di domani a lavoro emetti squassante peto e tropicalizzi le mutande. dici, vabbè. vai a casa, e metti le mutande a 60 gradi in lavatrice. il giorno dopo idem, ti incazzi un po', vai a casa e metti le mutande come ieri. le mutande vengono pulite, a 60, ma il giorno dopo ancora la scurengia è ancora li che ti aspetta. mutante ancora tropicalizzate. e rimetti tutto in lavatrice a 60.
diciamo che ti stai intestardento sull'effetto, ma la causa non l'hai ancora presa in considerazione. ragioni un po' e ti accorgi che è da 3 giorni che mangi al mattino il croissant della marca mingros, modello light, senza zuccheri aggiunti, tutto natural ogm-inside.
fai esperimento. non lo mangi. et voilà, alle 12 nessuno scurengione, niente mutande tropicalizzate. ottimo.
secondo esperimento di verifica. il giorno dopo la rimangi, et voilà, alle 12 mutande tropicalizzate. super. da domani croissant light di mingros vaffanculo.
hai vinto la tua battaglia? ni. sei arrivato vicino alla causa, ma non l'hai centrata proprio. nel senso che se il tuo vicino di scrivania compra pure lui mingros, tu domani a mezzogiorno di becchi lo scurengione del vicino.
la causa vera è mingros. perchècazzo deve fare cornetti scurengioni? a questa domanda rispondi tu, vigos?

ritornando fuori di metafora. ci lamentiamo che c'è troppa gente in montagna. ci lamentiamo delle ferrate nuove. ci lamentiamo che vendono sicurezza. ci lamentiamo dei spit. ci lamentiamo delle ciclabili nuove a piombo sul garda. tutti che si lamentano. sul blog di gogna c'è gente che si lamenta pure delle vacche alloctone, che rovinano la montagna perchè mangiano troppo (!) e da dove arrivano loro (scozia) il clima è diverso (!, le scie chimiche in confronto sono giochetti...). tutto rovina la montagna, bastardi, è un gomblotto. quindi andiamo a sradicare le ferrate, andiamo a menare i pirla che ci sono in giro per monti, andiamo a bruciare le vacche scozzesi. eccetera. bene. è questa la soluzione del problema? non credo. perchè se vai sul blog di pistellozzi, noto sub storico, uno che è sceso in tutte le profondità del mare, ti scriverà esattamente le stesse cose, trasmigrate all'elemento mare. poi vai sul sito di minghetti, dall'oltrepò pavese, e noti gli stessi accenti riportati alle collinette della val di nure.

io ho buttato lì la mia idea, dicendo che l'alpinismo è nato come mercato tanti anni fa, ed ha usato celebrità (leggi alpinisti famosi) per far diventare l'alpinismo un mercato florido. questi alpinisti, ignari (ma anche no) ci hanno scritto racconti, hanno fatto interviste, il loro nome era il modello di un pile, o di una pedula da montagna, ed i loro libri sono stati pubblicati da mondadori. hanno creato il mito ed il fascino, e ci sono riusciti.

e siccome l'alpinismo sta vicino alle montagne, floride sono diventate anche tutte le attività nei paesetti di montagna che avessero montagne da scalare. ovviamente stessa cosa è accaduto con sci, e quanto altro. ultimamente un successone con i trail. ci sta pure mia nonna con il numero 3500 al tor des geants la cui iscrizione costa come il mio materiale da arrampicata per i prossimi 5 anni circa.

quello che sto cercando di dire è che la montagna geografica è ne più nè meno territorio di conquista per chi vuole fare affari. la pianura l'hanno fottuta subito, a rota il mare, e con la montagna ci stanno arrivando adesso anche perchè i metodi con cui colonizzare i monti NON sono gli stessi con cui si colonizza la pianura. nel senso che il polo chimico lo mettono a marghera, e vaffanculo, tanto marghera fa cacare e chicazzo va lì in vacanza, le acciaierie a taranto e brescia, tanto fanno cacare idem, in montagna non si può mettere l'aziendone di produzione di massa, bisogna trovare altri modi. i più noti li conosciamo, sci a manetta. ed in effetti quando ero bimbo io, le gare di sci in tivvù passavano che era una bellezza, un pò meno quelle di pallavolo, e quindi io volevo diventare thoeni, e non un pallavolista, anche perchè non sapevo chicccazzo erano. i paesini di montagna, grazie alla pianura, si sono svuotati tutti, ma era un peccato lasciar lì tutta quella potenzialità inespressa. e quindi turismo. turismo che rende. sci facile, passeggiate faciline, bici faciline. restavano le montagna vere. allora dentro con l'extreme. e ci sono riusciti. alla grande. si dice completare l'offerta. per gli elicotteristi dai tempo al tempo, e pure quello diverrà un mercato florido. e garantito.

quello che alla fine voglio dirti, vigos, è che se sei contro, non sei contro la sicurezza in montagna o i spit, ma sei contro chi ha preparato tutto questo circo. e chi è stato? rispondi tu?

sono seghe?
può essere.
il motivo per cui io dico NOTAV è questo. sarebbe la prima azione dura contro un modo di pensare ed ormai un modo di essere, che sdogana tutto come necessario, inevitabile e funzionale, ma che in realtà è funzionale ad un solo apparato: quello economico. è un modo di dire: oltre ai soldi c'è altro. ma tant'è. siamo non solo fuori tempo massimo, siamo fottuti.

ciao vigos.
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda Keith » sab set 14, 2019 19:38 pm

Insomma, un lungo percorso a ostacoli per arrivare, nella seconda parte delle conclusioni, finalmente alla chiarezza.

Grazie Callaghan,
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda Ziggomatic » sab set 14, 2019 21:49 pm

Keith ha scritto:Insomma, un lungo percorso a ostacoli per arrivare, nella seconda parte delle conclusioni, finalmente alla chiarezza.

Grazie Callaghan,


Conta che in un'esposizione sintetica dell'argomento ti saresti perso la vivace metafora della scurengia tropicalizzante.
Io personalmente ci ho riso molto.
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda monaco » sab set 14, 2019 23:00 pm

anche io ci ho riso parecchio.
questo forum sara' moribondo ma ogni tanto le discussioni son delle perle
(vabbe', se la concorrenza su 'i webbe e' il blogghe der novo papa nero...si vince facile).

dico la mia.

per il soccorso...visto che sono uno dei sostenitori della teoria sul ``tirar la coda al leone e poi far di tutto per non farsi prendere'',
in principio, per me, non ci dovrebbe essere.
ci sei (sono) andato? mica te lo ha detto il dottore.
hai voluto giocare al cacciatore primitivo? gioca. punto.

poi mi ricordo:
che il soccorso e' nato da alpinisti per alpinisti
che il grosso degli interventi riguarda camminatori e fungaioli
che il costo sociale (non solo dell'ambulanza) di alcolismo/droghe/mangiare_accazzodicane/guidare_alla_sciumacher_de'poveri e' di gran lunga superiore a recuperare noialtri...

e allora mi dico, cosa rompo i cojoni io con `ste storie di etica e leone
e soprattutto, cosa rompono li cojoni vell'artri con costi/tessere/assicurazioni...!!!

forse la soluzione migliore e' quella franzosa (che mi tocca dire!)
il soccorso lo fa la gendarmerie, aggratisse e sempre.
pero' se e' procurato allarme mica ti fanno pagare, vai diretto davanti al giudice .
1) succede di rado ma succede
2) aggratisse una sega, lo pagano le tasse dei contribuenti...in parte il lauti introiti del turismo (mica e' gratis perche' sono buoni...e' gratis perche' e' funzionale al turismo)

a proposito del bel discorso dell'ispettore su sto capitale che c'ha fregato tutti.
vero.
la montagna altro non e' che un nuovo grande mercato, come tutto.

trail, indoor e la normale al bianco ne sono l'esempio principe:
attirano gente grazie alla montagna...che in montagna manco ci va !
(il 90% degli aspiranti montebianchisti lo vuol fare perche' fa figo parlarne alla pausa caffe', poi passa al crichet.
come quelli che ``quest'anno fo' il free-climbbe, l'anno prossimo volley''
o come i corsisti di milano...che fanno il corso cosi' li portano aggiro...ma aggiro da soli 'un ci vanno!)

anche dal lato dei ``giusti'' ci son caduti in tanti, magari in buona fede.
- la fabbrica di alpinisti per alpinisti (cassin, allain, chouinard, lowe, carrington, yates...)
- Rene' e Walter come cavalieri di un alpinismo pulito...pagato pero' da paris match ed epoca
- le imprese discrete di God with mustache in contapposizione al circo mediatico ed economico chamoniardo
(ma comunque ``supportate'' per poterle realizzare)
- La vie au bout des doigts che ha finalmente sdoganato l'arrampicata dalla lotta con l'alpe
(su cui Le blond c'ha campato una vita...e le aziende pure visto che il mercato si 'e decuplicato col climbbe ammani nude)
- i Paragot e gli altri parigini proletari, una bella emancipazione del dopo guerra ed un engagement per lo sport per tutti
(la creazione dell'UCPA...dove i figli degli operai potevano praticare sci, vela, alpinismo e quant'altro)...che ha allargato ancora di piu' il mercato...
- pure vell'artro di Patrick...che si rifiuto' di fare La vie e firmo il manifesto contro l'ingerenza delle aziende
(per poi crepare sulla via dell'orto, in un progetto del menga agli antipodi del suo alpinismo...sotto la pressione degli sponsor per farli tutti sti c***o di 82)
- ce ne sta 'na sfilza, praticamente tutti...diciamo che quelli che non hanno toccato un vaino, o non ne hanno fatti fare a terzi, sono le eccezioni

ma allora che si fa? si smette di tirar la coda al leone (per passione) perche' senno il mercato se ne approfitta?
oppure lo si fa ma non si dice nulla a nessuno?

io ho addirittura scritto un libro (mi danno un euro a copia...i vaini li fanno appunto i terzi) sui quei montarozzi invernali adatti alla bultaco 250...ho fatto male?
facendoli conoscere contribuiro' al loro sfruttamento commerciale?...o magari aggiungero' un minuscolo tassello a quello sviluppo alternativo/sostenibile che piano piano cresce in zona e che magari li salvera' dalle cave?
(cosa che, ahinoi, non avverra' :( )
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda Vigorone » lun set 16, 2019 10:16 am

Ammazza quanta roba. Potrei dire "tanta roba" se non fosse che è un'espressione "che non mi piace".

Una prima risposta secondo me la danno gogna, pistellozzi e minghetti. Se è vero che tre indizi fanno una prova, e che tutti e tre si lamentano che c'è troppa gente, forse c'è davvero troppa gente.

Ho controllato su uichipedia. Quando ho cominciato ad andare in montagna gli esseri umani erano poco più di quattro miliardi. Adesso sono poco meno di otto miliardi. Ovvero quasi il doppio. Per cui è ragionevole pensare che sui sentieri e sulle vie delle Tre Cime (ma anche nelle profondità marine care a pistellozzi, e tra i vigneti dell'oltrepò cari a minghetti) ci sia quasi il doppio di persone.

Se poi ci mettiamo che adesso la montagna è un mercato (ci ero abbastanza arrivato eh :wink: :oops: ), che fa fine e non impegna mettere sui socials le proprie avventure più o meno verticali, e tutte le cose che ho letto con dovizia di particolari qui sopra, il popolo camminante e rampicante, al pari di quello sub nuotante e vignoleggiante (altre due cose che fanno mercato, fanno fine e non impegnano) è ancor più aumentato.

Personalmente, quando 11 anni fa ho ripreso a scalare e ad andare in montagna, tra le cose che mi hanno colpito è stata la moltiplicazione dei marchi unita alla loro onnicomprensività. Ovvero quando ero gggiovane edelgrid edelvuais eccetera facevano corde. Punto. La deportiva borealis eccetera facevano scarpe. Punto. Iniziavano ad esserci marchi come salivua che facevano più cose - materiali e abbigliamento. cramp e crassin e anche grivello facevano materiali, ma si sapeva che alcune cose tipo i moschi glieli faceva una ditta specializzata in moschettoni. però tendenzialmente ogni marchio era specializzato in una cosa. adesso ogni marchio che si rispetti ti riveste dalla scarpa alla mutanda (magari saltando qualche pezzo di abbigliamento) e spesso anche dal casco all'imbrago passando per corde moschettoni salcazzi eccetera. Poi non importa se le corde sono in realtà fatte da una ditta specializzata (fai un contratto e vedrai) in corde, i moschettoni in una ditta specializzata in moschettoni, e così via. Basta che sopra ci sia lo stampino del caso. Abbiamo un casino di offerta in più, tutto si trova dappertutto, la qualità non è sempre alta (per certe cose un po' lo deve restare perché per fortuna ci sono le certificazioni dei DPI) ma fondamentalmente siamo pressati ad avere i friends ultraleggeri che sono più fighi di quelli della stessa marca ma meno leggeri, eccetera eccetera.

Dopo di che sono anche io nemico acerrimo del turbocapitalismo, naturalmente tranne quando questo mi permette di prendere le corde a due a due per poterle provare bene, di avere 5 o 6 paia di scarpette (ho perso il conto) perché comunque quelle un po' più vecchie le risuolo, quelle che uso in palestra non sempre vanno bene sulle straplacche e quelle da via sono meno strette di quelle da falesia e da budde. E quando mi permette di fare 200 km (AR eh sia chiaro) per andare in Orco a fare 4 tiri 4 con mio figlio. E così via.

Sulla TAV resto prudentemente bohtav, francamente assimilare a "montagna" la bassa valle di Susa dove passerà la linea all'aperto mi pare persino un po' azzardato, la vedrei più come una pianura Padana un po' più stretta. E comunque i flussi di camion per il traforo del Frejus negli ultimi 5 anni sono aumentati parecchio (dati numerici), secondo me i valsusini non fanno mica tanto un buon affare. Ometto infine considerazioni personali. Posto che non sono per nulla certo che spendendo tutti quei soldi il gioco valga la candela. E posto anche che i treni AV (che a me hanno fatto inca22are quando hanno fatto le linee AV perché sarebbe andato meglio usare i Pendolino sulla linea tradizionale) adesso viaggiano sempre pieni (venerdì ho fatto AR fino a Roma con le ginocchia in gola per cui ne ho evidenza).

oh, monaco, ma sei un pisano in trasferta???

PS le "mutande tropicalizzate" le riciclo in future discussioni
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda VYGER » lun set 16, 2019 10:59 am

Che topicone...

Purtroppo non ho tempo di scrivere.
Comunque:

1. Penso non ci sia nessun gomblotto per far diventare l'arrampicata un business, perché:

1.1 Nessun sistema di controllo è così raffinato da condurre micro-azioni sttategiche di questa portata su numeri così elevati di soggetti;
1.2 Come insegnava il vecchio Bateson, anche l'auto-nominato controllante è parte di un sistema costituito da sé più il controllato; e questo sistema, per definizione, non può essere controllato dal controllante.

2. Tuttavia l'arrampicata e l'alpinismo sono stati colonizzati; e la loro portata eversiva annullata; questo è avvenuto grazie a:

2.1 Processi di autoorganizzazione in cui hanno avuto parte alpinisten e klimber + aziende;
2.2 E soprattutto il sorgere di alpinismus e arrampicata all'interno dell'antico paradigma della techne (che presuppone il mondo come modificabile e conquistabile) che non può non far evolvere qualunque fenomeno al proprio interno in un quadro di sempre maggiore - pretesa - controllabilità; segno dell'appartenenza dell'alpinismus alla techne è l'attenzione al - per non dire la centralità del - numero (quota, grado); dal grado all'altro numero onnipervadente del paradigma tecnologico (la palanca) il passo è breve.

Tuttavia, e qui mi taccio, la techne è destinata a soccombere: la totale controllabilità è un incubo che si scoprirà tale quando il mondo farà valere le sue prerogative di contesto fondante e spazzerà via con un'azione decisa questo virus - l'umanità - che ha avuto l'ardire di provare a controllare ciò da cui è controllato.

Augh...
Non cesseremo di esplorare - E alla fine dell'esplorazione - Saremo al punto di partenza - Sapremo il luogo per la prima volta. T.S. Eliot
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda funkazzista » lun set 16, 2019 11:01 am

monaco ha scritto:[...]
forse la soluzione migliore e' quella franzosa (che mi tocca dire!)
il soccorso lo fa la gendarmerie, aggratisse e sempre.
pero' se e' procurato allarme mica ti fanno pagare, vai diretto davanti al giudice .
1) succede di rado ma succede
2) aggratisse una sega, lo pagano le tasse dei contribuenti...in parte il lauti introiti del turismo (mica e' gratis perche' sono buoni...e' gratis perche' e' funzionale al turismo)
[...]

Anch'io la penso così (vedere secondo intervento del topic).
Sì, lo so, la velocità della giustizia italica... :smt102

Sul mercato onnipresente e onnipotente purtroppo c'è poco da aggiungere...

Anche "noi" arrampicatori eravamo dei misfit, dormivamo all'addiaccio e facevamo dei lavoretti tanto per tirare avanti (quando andava bene), poi ci siamo trasformati prima in atleti sponsorizzati e poi in piccoli imprenditori (vedi ad es. i sudditi Geremia e Benedetto).
Andavamo in giro con furgoni scassati e bagnarole, poi siamo passati alle biemvù (vedi sempre i sudditi di cui sopra e il biondo francese) e adesso (premesso che, a scanso di equivoci, non mi permetto di fare i conti in tasca a nessuno e sono il primo ad apprezzare la vita all'aperto e la possibilità di spostarsi dove si vuole all'ultimo minuto) non riesco a non notare una certa contraddizione quando ci illudiamo di fare i barboni con dei furgoni che costano svariate decine di migliaia di € e andiamo in giro agghindati come fotomodelli di un catalogo...

Da alternativi che eravamo, ci ritroviamo trendy.

L'arrampicata era un'attività senza regole e senza limiti, ma quell'epoca è finita.
Si è perso il gusto dell'emarginazione, si è rientrati nei ranghi, bisogna pagare.

- Jérôme Jean-Charles

... l'assurdo ora è che quei [climber, ndf] disoccupati, che sembravano così inutili per la comunità, avendo perfezionato il loro talento sono finiti sulle pagine delle riviste e nelle pubblicità. Sono stati trasformati in eroi, hanno contribuito alla vendita dell'attrezzatura che i produttori fabbricavano. E così, senza volerlo, sono diventati elementi indispensabili del sistema da cui credevano di essere usciti.
- Paul Pritchard
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda Callaghan » lun set 16, 2019 11:56 am

monaco, sul soccorso alpino hai ragione, e come leggi, ho scritto cose molto simili. secondo me tra qualche anno, oltre alle polizze, fioccheranno i centri privati di soccorso. solo quello potrà succedere, temo.

bellissime parole, funcaz, quelle di pritchard, ottima sintesi del problema da me posto. grazie.
nessun gomblotto per far diventare l'arrampicata bisnes: lo è già. si metta comodo anche bateson, fottuto inglese, e che arriva dalla peggior genia in tal senso: le tasse le avrà dovute pagare no?

uno dei sensi della mia questione è riportato nella frase di pritchard: molti di quelli che si lamentano della troppa gente ovunque sono tra coloro che maggiormente hanno contribuito a portarcela, la gente. e quindi?
ad esempio (senza nessuna critica, eh): perché un raduno a sea? c'è bisogno di portarcele le persone, lì? perché? non possono decidere *autonomamente* di andarci?
ecco, a questa sequenza di domande, la risposta è obbligata, non si può sbagliare; nei sistemi ad un grado di libertà non si può fare altro che vibrare in una sola modalità, descritta da semplice equazione. questo stiamo facendo tutti da un bel po', santoni der blogghe nero compresi: vibriamo in una sola maniera come ci consente il sistema.

ad esempio, tanto per: qualcuno di voi ha idee astute che restino ovviamente nel sistema ad 1 grado di libertà che tanto vogliamo, a tal punto da parteciparci attivamente, su come ridare vita ai paesini delle alpi evitando quelle cose deprecabili tipo sci, alpinismo, trekking, bicicletta (leggi turismo di massa, volgarissimo e noioso), eccetera, per puntare su proposte *sostenibili*, *ecologiche*, *compatibili*?

tipo: a macugnaga, est del rosa, cazzosidovrebbe fare per ridare vita ad un luogo morto?
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda pisolo » lun set 16, 2019 12:07 pm

Il problema vero è che - come viene giustamente sottolineato - la stragrande maggioranza guarda il dito ma non la luna.
Ormai tutto - ma proprio tutto - della nostra vita viene commercializzato, ridotto a merce. E anche la montagna è ormai un prodotto da vendere. In queste logiche, sono certo che anche il soccorso alpino verrà ripensato, dovendo far fronte ad una frequentazione sempre più massiccia
da parte di un pubblico fruitore che, come suggerisce monaco, non è animato da una reale passione, ma dalla classica tecnica dell'induzione del desiderio verso un "prodotto" creato dai mezzi pubblicitari. Casi come quello degli Spagnoli (e mi spiace dirlo, se è andata come alcuni siti riportano, si trattava dei soliti sprovveduti di ferragosto) sono ottime occasioni affinché personaggi "solerti" trovino un chiavistello per far breccia nell'opinione pubblica; il Patriot Act è la madre di queste porcate. E visto il crescente aumento di interventi, e quindi di costi, la strada è ben preparata.
https://www.cnsas.it/2019/03/30/il-socc ... -montagna/

Naomi Klein docet; a distanza di anni il suo libro rimane uno dei pochi testi veramente da leggere se si vuole capire che aria tira, e tirerà per un bel pò.
Come opporsi? Difficile dirlo, in un periodo in cui perfino le correnti antagonistiche vengono masticate, digerite e riconfezionate in senso consumistico, e da esse si ricavano nuovi "prodotti" da vendere sul mercato.
Nel nostro piccolo si può fare l'unica cosa possibile: non aprire il portafogli. Niente centri commerciali, niente catene, niente firme. Tuttavia il soccorso è un "prodotto" che in caso di reale necessità è difficile non acquistare.
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda pisolo » lun set 16, 2019 12:13 pm

E per chi non crede che la pubblicità sia stata azionata decenni fa, segnalo che la collezione completa degli Epoca dedicati a Bonatti fa bella mostra nella mia collezione per un solo motivo: non perché io apprezzi Bonatti e li abbia recuperati a colpi di euro, ma per gentile dono di mia suocera, persona totalmente avulsa da tutto quanto è *montagna*/*esplorazione*/*attività outdoor*/*alpinismo*, ma comunque stregata dal battage che a suo tempo fu fatto.
Coincidenza? [cit Adam Kadmon] Forse si forse no.
Se anche lo sfruttamento pubblicitario non è partito subito, è innegabile che sia almeno stato utilizzato a posteriori.
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda gug » lun set 16, 2019 12:24 pm

monaco ha scritto:anche io ci ho riso parecchio.
questo forum sara' moribondo ma ogni tanto le discussioni son delle perle
(vabbe', se la concorrenza su 'i webbe e' il blogghe der novo papa nero...si vince facile).


Vero: ho pensato la stessa cosa.

Sul discorso dell'Ispettore, non posso che non essere d'accordo, visto la mia preoccupazione verso il consumismo e la dittatura del mercato che per sua natura si insinua in qualsiasi attività umana, snaturandola.
L'alpinismo poi sicuramente era fra le attività più facili da attaccare in quanto gli alpinisti non hanno mai avuto metodi di sostentamento alternativi alla pubblicità e questa è il vero cavallo di Troia in qualsiasi contesto.
Credo quindi che il nostro mondo stia semplicemente subendo dal sistema capitalistico e consumistico lo stesso tipo di attacco che subisce qualsiasi contesto della società umana e da tempo ci sono riflessioni molto interessanti sull'incompatibilità che c'è fra la società come la conosciamo e il capitalismo stesso: e credo che l'ultimo attacco eclatante sia quello operato per ragioni "ecologiche" e che sta usando il (presunto) cambiamento climatico per ragioni antropiche per convincerci che il sistema attuale può risolvere i problemi ambientali mantenendosi sostanzialmente uguale.

A parte questi piccoli spunti, un paradosso che però mi sento di segnalare è che sulle vie alpinistiche in montagna a me non sembra che la gente stia aumentando, e questo mi è stato confermato da fonti autorevoli: quindi si, aumentano i praticanti, ma sono praticanti o "mordi e fuggi" o praticanti che prediligono poi altri terreni.
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Re: Soccorso sulle Tre Cime

Messaggioda pisolo » lun set 16, 2019 12:43 pm

Callaghan ha scritto:ad esempio, tanto per: qualcuno di voi ha idee astute che restino ovviamente nel sistema ad 1 grado di libertà che tanto vogliamo, a tal punto da parteciparci attivamente, su come ridare vita ai paesini delle alpi evitando quelle cose deprecabili tipo sci, alpinismo, trekking, bicicletta (leggi turismo di massa, volgarissimo e noioso), eccetera, per puntare su proposte *sostenibili*, *ecologiche*, *compatibili*?

tipo: a macugnaga, est del rosa, cazzosidovrebbe fare per ridare vita ad un luogo morto?


Ci si può spremere il cervello quanto vuoi, per riqualificare in maniera sostenibile una valle morente; ma se ci mettiamo in quattro gatti di climber straccioni a pensarlo, ci viene in mente soltanto l'incentivo alle piccole aziende agricole locali, a percorsi naturalistici rispettosi dell'ambiente, e ai più fantasiosi qualcosa di meglio; ma finché non si è spinti da motivazioni volte alla *produzione di fatturato* a più non posso, non attirerai certo gli investitori che mettono la grana. Al manager che deve mostrare i risultati interessa il luna park col tornello, che è con quello che fa i soldi veri. I numeri delle multinazionali non sono quelli del paesino. Dopo tutte queste ovvietà, rimane il fatto che al cittadino comune allergico a questo nuovo corso, rimangono a disposizione poche e spuntate armi. Nella gente che conosco io e che frequenta la montagna *random* perché le foto su instagram vengon proprio bene, la spinta ad avere l'experience in quota viene fatta scattare nella banale maniera in uso ai centri commerciali: sovraesposizione alla pubblicità. 0 interesse, 0 approfondimento. Ad una platea del genere, cosa puoi proporre di "sostenibile"?


P.s: magari non c'entra, ma forse anche si: capita anche dalle Vs parti che una falesia venga data in gestione alle guide alpine che si occupano della riattrezzatura delle vie, portandoci poi i clienti?
(Nello specifico sto parlando di Rocca Pendice, territorio sottoposto al Parco dei Colli Euganei, dato in concessione al cai che a sua volta "subappalta" alle guide - non più come una volta che le guide operavano talora in netto contrasto col cai)
Se da un lato la cosa può avere i suoi aspetti positivi, le potenziali zone d'ombra mi inquietano non poco.
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