«Η Ελπίδα έρχεται»

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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda coniglio » gio lug 30, 2015 14:47 pm

Sbob ha scritto:Come dicevo, un periodi di crisi scatta la caccia all'untore. Ovviamente chi ha idee diverse dalle tue bla bla bla


ancora co' ste cazzate stai?
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda Sbob » gio lug 30, 2015 15:05 pm

Mi permetto di chiedere una cosa sul primo grafichino: se la colonnina delle banche italiane nel 2009 fosse stata alta cos'avremmo detto, che dall'operazione l'Italia ci ha guadagnato oppure che gli Italiani l'hanno preso nel gnau a favore delle banche italiane?

Sarebbe inoltre interessante sapere cosa e' successo nel mezzo tra il 2009 e il 2013. Se non erro gli investitori privati nel 2012 hanno subito un taglio del 50%. Che il debito si sia spostato nelle mani degli stati, mi pare abbastanza ovvio (chi presta soldi a un paese in fallimento?), piu' interessante vedere come ci si e' arrivati, e quanto ci hanno rimesso gli investitori.

Domanda numero 2: le banche italiane sono state fesse (non investendo in un paese dove c'era un'alta probabilita' di un salvataggio della BCE in caso di problemi), furbe (evitando il taglio) oppure solo prudenti (l'opzione di salvataggio era possibile, ma non certa)?

E ancora, se la BCE non fosse intervenuta e avessimo lasciato fallire la Grecia lasciando il cerino in mano alle banche, cosa sarebbe successo?
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda Sbob » gio lug 30, 2015 15:06 pm

coniglio ha scritto:
Sbob ha scritto:Come dicevo, un periodi di crisi scatta la caccia all'untore. Ovviamente chi ha idee diverse dalle tue bla bla bla


ancora co' ste cazzate stai?
basta te prego...

Gia'. Cazzate.
Difficile pero' obiettare ai vostri slogan senza essere accusati di essere troll, cagacazzo, culoparato, comprati, etc...
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda coniglio » gio lug 30, 2015 15:08 pm

tiè beccati questa, che ti calza a pennello.

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ps.
tu non obietti (in quanto non argomenti,al massimo riporti pedissequamente vulgate televisive).
tu, caghilaminchia.
sallo.
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda VYGER » gio lug 30, 2015 15:23 pm

Sbob ha scritto:Mi permetto di chiedere una cosa sul primo grafichino: se la colonnina delle banche italiane nel 2009 fosse stata alta cos'avremmo detto, che dall'operazione l'Italia ci ha guadagnato oppure che gli Italiani l'hanno preso nel gnau a favore delle banche italiane?


In questo caso alla fine, secondo le mie valutazioni, l'operazione si sarebbe conclusa in pari per lo Stato italiano nel suo complesso. Chiaro che, come al solito, ci avrebbero guadagnato i soliti. Ma, tramite politiche redistributive qualcosa sarebbe andato anche alle fasce meno abbienti della popolazione. Questo implica che ci sono poveri anche in Germania. Tuttavia vivono in condizioni meno ostili che in Italia.

Sarebbe inoltre interessante sapere cosa e' successo nel mezzo tra il 2009 e il 2013. Se non erro gli investitori privati nel 2012 hanno subito un taglio del 50%. Che il debito si sia spostato nelle mani degli stati, mi pare abbastanza ovvio (chi presta soldi a un paese in fallimento?), piu' interessante vedere come ci si e' arrivati, e quanto ci hanno rimesso gli investitori.


Per me questo non è un problema: l'investimento è un'operazione a rischio. È giusto che chi ha investito e ha sbagliato paghi. Bisognerebbe vedere lo storico della bilancia dei pagamenti [voce redditi] della Germania e delle altre nazioni per vedere quanto è pesato l'haircut. Non ho tempo di farlo. Ma credo di non sbagliarmi di molto ritenendo che chi aveva investito in Grecia si fosse adeguatamente coperto e alla fine non ne sia uscito così male.
Dovrei verificare...

Domanda numero 2: le banche italiane sono state fesse (non investendo in un paese dove c'era un'alta probabilita' di un salvataggio della BCE in caso di problemi), furbe (evitando il taglio) oppure solo prudenti (l'opzione di salvataggio era possibile, ma non certa)?


Non esprimo giudizi sugli investimenti delle banche italiane. Hanno asset allocation manager che prendono un mucchio di soldi per decidere come e dove investire.

E ancora, se la BCE non fosse intervenuta e avessimo lasciato fallire la Grecia lasciando il cerino in mano alle banche, cosa sarebbe successo?


A mio modo di vedere si sarebbe evitato di riversare soldi in un pozzo senza fondo. Il fallimento della Grecia arriverà l'anno prossimo [spero di no, ma temo che sarà così]. Un fallimento e un'uscita dall'Euro capitato 5 anni fa avrebbe trovato un Paese in condizioni migliori.
Quanto alle banche, siamo in un regime di libero mercato: o ti arrangi. O, se io, Stato, ti salvo, quantomeno compartecipo agli utili come comproprietario.

La mia opinione.
Fine.
Non cesseremo di esplorare - E alla fine dell'esplorazione - Saremo al punto di partenza - Sapremo il luogo per la prima volta. T.S. Eliot
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda Sbob » gio lug 30, 2015 16:19 pm

coniglio ha scritto:tu non obietti (in quanto non argomenti,al massimo riporti pedissequamente vulgate televisive).
tu, caghilaminchia.
sallo.

Questo si' che e' argomentare!

Chapeau!
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda Sbob » gio lug 30, 2015 16:32 pm

VYGER ha scritto:
Sarebbe inoltre interessante sapere cosa e' successo nel mezzo tra il 2009 e il 2013. Se non erro gli investitori privati nel 2012 hanno subito un taglio del 50%. Che il debito si sia spostato nelle mani degli stati, mi pare abbastanza ovvio (chi presta soldi a un paese in fallimento?), piu' interessante vedere come ci si e' arrivati, e quanto ci hanno rimesso gli investitori.


Per me questo non è un problema: l'investimento è un'operazione a rischio. È giusto che chi ha investito e ha sbagliato paghi. Bisognerebbe vedere lo storico della bilancia dei pagamenti [voce redditi] della Germania e delle altre nazioni per vedere quanto è pesato l'haircut. Non ho tempo di farlo. Ma credo di non sbagliarmi di molto ritenendo che chi aveva investito in Grecia si fosse adeguatamente coperto e alla fine non ne sia uscito così male.
Dovrei verificare...

Diciamo che se la Grecia pagava interessi alti ma non altissimi era perche' le banche ritenevano che eventuali fallimenti sarebbero stati probabilmente coperti dalla BCE.

Pero' la storia di come si e' passati dalla situazione 2009 a quella 2013 e' interessante per capire chi l'ha veramente presa nel culo. Una cosa e' se le banche hanno perso il loro capitale *e poi* la BCE ha prestato i soldi alla Grecia, un'altra e' se le banche hanno venduto i propri titoli avvelenati alla BCE.
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda VECCHIO » ven lug 31, 2015 8:50 am

Si dice sempre: se va bene va bene per tutti, se va male va male per tutti.
Ovvio chi più chi meno, ma le grandi strutture economiche non hanno mai dei grandi scompensi individuali.
Però lo "scemo" di turno magari fa danni enormi, ma nelle grandi strutture di solito è controllato.
E poi a nessuno conviene non avere più un cliente o dissanguarlo.
Prima si distruggeva un concorrente, ma ora in democrazia conviene allearsi e fare combutta.
Chi fa affari vuole solo fare affari e di solito bisogna essere in due.
Chi vuol solo "fregare" di solito dura poco.
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » mer ago 19, 2015 10:07 am

CVDi tedeschi si pappano un bel po' di aeroporti greci.

C'è un articolo interessante di tale Andrea Zhok su eunews, è lungo e non lo riporto. Chi ha un quarto d'ora di tempo vada a vederselo.

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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda Sbob » mer ago 19, 2015 12:33 pm

C'e' una cosa che non capisco in questo discorso: la troika ha chiesto principalmente tagli di bilancio, ma questo non impedisce a Tsipras di fare comunque azioni di recupero dell'evasione, riduzione dei privilegi degli oligarchi, miglioramento dell'efficienza della pubblica amministrazione.
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda MarcoS » ven set 04, 2015 17:15 pm

Interessante, e piuttosto plausibile, analisi su T. e le sue mosse durante i negoziati.
Se l'analisi è corretta, e di tutte le ipotesi lette fino ad ora è quella che ritengo più probabile, non è che la (triste) conferma di quanto pensassi del personaggio. Nonché di tutto un certo tipo di sinistra.
Auspico che quando sarà il momento questo genere di scenario verrà tenuto presente pure qua. No, non dai ********* del PD, da quelli, salvo improbabili sorprese, non ci si può aspettare nulla di decente, nemmeno in quel senso.

... La sua inversione di rotta a 180 gradi e l’accettazione di una versione molto peggiorata del memorandum d’intesa coi creditori, appena due giorni dopo aver clamorosamente vinto un referendum contro lo stesso referendum, hanno dato luogo a svariate interpretazioni.

Molte fra queste hanno carattere cospirazionista ovvero postulano oscure minacce provenienti dall’unione europea, o dai circoli dirigenti statunitensi, che avrebbero costretto il premier greco a invertire la rotta. Forse è invece possibile spiegare il tutto – o quantomeno una buona parte dell’insieme – a partire da ingredienti più semplici: le abitudini della politica greca, imbevuta di arrangioneria e corporativismo ancor più di quella italiana, la mediocrità delle attuali classi dirigenti e...


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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda Sbob » ven set 04, 2015 18:29 pm

Gridare "Troyka kakka" e' facile, mettere ordine tra i privilegi e l'evasione nel proprio paese e' molto piu' difficile, soprattutto quando di privilegi e evasione ci vive una buona quota del paese.
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda VECCHIO » ven set 04, 2015 19:48 pm

Sbob ha scritto:Gridare "Troyka kakka" e' facile, mettere ordine tra i privilegi e l'evasione nel proprio paese e' molto piu' difficile, soprattutto quando di privilegi e evasione ci vive una buona quota del paese.



Ecco, è iniziato il processo di santificazione di Tsipras......... non c'entri tu Sbob, tu lo sottolinei soltanto, forse senza accorgerti

Ecco perchè il potere è di pochi, la grande maggioranza della gente non ci arriva, non capisce la semplicità delle cose, vive nelle città fatte di specchi dove rimira tutto da varie angolature, compresi se stessi e resta abbagliata.
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » mar ott 13, 2015 11:39 am

Leggo un'intervista a Petros Markaris (eccellente giallista a mio modesto avviso) sul venerdì di Repubblica.

Alcune frasi interessanti:

"Non so come potrà gestire il futuro Tsipras (...) arriveranno tempi durissimi. Il memorandum formato a luglio in molte parti non è applicabile. Lo sanno anche coloro che lo hanno imposto (...) si è trattato di una punizione per Tsipras che ha creduto di poter dissentire (...) lo hanno punito. D'altronde quando si è soli contro tutti non si vince mai (...) ti dicono che puoi fare elezioni ma la politica sarà quella che decidono loro. Che Europa è questa? Io non ho neppure votato, stavolta. Lo trovavo inutile".

Amareggiati saluti
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda VECCHIO » mar ott 13, 2015 17:18 pm

tacchinosfavillantdgloria ha scritto:Leggo un'intervista a Petros Markaris (eccellente giallista a mio modesto avviso) sul venerdì di Repubblica.

Alcune frasi interessanti:

"Non so come potrà gestire il futuro Tsipras (...) arriveranno tempi durissimi. Il memorandum formato a luglio in molte parti non è applicabile. Lo sanno anche coloro che lo hanno imposto (...) si è trattato di una punizione per Tsipras che ha creduto di poter dissentire (...) lo hanno punito. D'altronde quando si è soli contro tutti non si vince mai (...) ti dicono che puoi fare elezioni ma la politica sarà quella che decidono loro. Che Europa è questa? Io non ho neppure votato, stavolta. Lo trovavo inutile".

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Ricordati che repubblica e lo scalfari hanno sempre tuonato con il berlusconi e ora lo scalfari pubblica il suo ultimo libro con einaudi........ vecchia casa del berlusca.
Non è l'europa, è la gente che per vivere felice sceglie di restare ignorante......... ma bisogna farla vivere.
Non sono quelli che tu chiami tutti, sono gli altri tutti, quelli ignoranti per scelta che non sono interessati a vincere e allora ai pochi lasciano fare quello che gira meglio e corrono loro dietro come pecorelle
Si dovrebbe ribaltare la visione della realtà, ma sarebbe un grandissimo sforzo culturale pericolosissimo per i vari berlusca, scalfari, tsipras............
Non bisogna amareggiarsi, bisogna capire e scegliere, mai credere in ciò che vien detto da troppa gente.
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » ven dic 04, 2015 8:42 am

02
DIC 2015
16.42
La crisi della Grecia si vede dai denti dei bambini

Karolina Tagaris, Reuters, Regno Unito
Era la prima volta da settimane che Anthoula Papazoi cucinava della carne. Aveva stufato il pezzo di manzo, regalato da un amico, a fuoco basso per tutta la mattinata. Ma lo stufato è rimasto lì, intatto, perché Papazoi si è dovuta preoccupare del dente di sua figlia Nikoleta, di 13 anni.

L’adolescente, lunghi capelli neri e unghie con smalto blu elettrico, è uscita dalla stanza da letto in pantaloncini e canottiera. Aveva dormito quasi tutto il giorno ed era in ritardo per un appuntamento, troppo a lungo rimandato, per un intervento di devitalizzazione a un dente.

“Abbiamo degli antidolorifici?”, ha chiesto frugando nell’armadietto della cucina. “Sto impazzendo”.

“No che non li abbiamo. Preparati per il dentista”, le ha risposto Papazoi.

“Abbiamo del latte?”, ha chiesto Nikoleta.

Poi ha tirato via lo scotch di carta che teneva chiusa la porta del frigo, ha rovistato dentro e ha afferrato un cartone di latte. In una grande tazza bianca ha mescolato il latte con la polvere di cioccolato e cinque cucchiai di zucchero, e si è spaparanzata su una sedia.

“Alzati e vai”, le ha ordinato sua madre.

In pochi i posti le ferite della crisi economica della Grecia sono più evidenti che nelle bocche dei suoi cittadini più giovani. Stando alla maggior parte degli indicatori sulla salute dentale, la Grecia è uno dei posti meno sani d’Europa. I greci di 16 anni o più con problemi dentali non curati erano il 10,6 per cento nel 2013, secondo l’agenzia statistica europea Eurostat. Il dato medio dell’Unione europea è del 7,9 per cento.

La mancanza di soldi ha spinto le famiglie a ridurre le visite dal dentista

I problemi dentali sono particolarmente acuti tra i bambini e gli adolescenti, secondo una recente indagine della Hellenic dental federation, un organismo di vigilanza. E la crisi economica ha peggiorato le cose. Tra il 2004 e il 2014, è rimasto senza cure per almeno un anno il 60 per cento di tutti i problemi dentali dei quindicenni, contro il 44 per cento registrato nei dieci anni tra il 1993 e il 2003. L’indagine ha rivelato che l’86,6 per cento dei bambini di cinque anni esaminati soffre di problemi dentali che non sono stati curati.

“I denti, purtroppo, sono considerati un lusso”, sostiene Niki Diamanti, una dentista che lavora all’ospedale Hatzikosta, uno dei due ospedali pubblici nella città nordoccidentale di Ioannina. “Se cinque anni fa la gente andava dal dentista una volta all’anno, adesso fa passare anche cinque anni”.

Nel caso della Grecia, la situazione è degna di nota perché i problemi non sono causati da cambiamenti nell’igiene orale quotidiana, affermano gli esperti. Piuttosto, i bambini e gli adolescenti hanno disturbi ai denti per motivi legati alla depressione economica del paese, che dura da sei anni.

Innanzitutto c’è il fatto che la mancanza di soldi ha spinto le famiglie a ridurre le visite dal dentista. Il reddito disponibile in Grecia diminuito di circa il 30 per cento dal 2009. Più di 1,2 milioni di greci, uno ogni quattro persone in età da lavoro, sono disoccupati. Il 40 per cento dei bambini vive in povertà, secondo l’Unicef, più che in paesi come Cile, Turchia e Messico.

Inoltre il sistema sanitario gratuito o convenzionato, finanziato dallo stato e al quale milioni di greci si sono affidati per decenni, si sta riducendo, in buona parte a causa dei tagli alla spesa pubblica richiesti in cambio dei 326 miliardi di euro di aiuti economici che la Grecia ha ricevuto dal 2010. Le spese mediche pro capite sono calate del 9 per cento all’anno tra il 2009 e il 2012.

Risultato: oltre l’8 per cento dei greci ha evitato di andare dal dentista nel 2013 perché non poteva permetterselo, ben oltre la media europea del 5,1 per cento, secondo Eurostat.

Una volontaria di Doctor of the world controlla i farmaci donati all’organizzazione, ad Atene, il 2 luglio 2015. - Louisa Gouliamaki, Afp Una volontaria di Doctor of the world controlla i farmaci donati all’organizzazione, ad Atene, il 2 luglio 2015. (Louisa Gouliamaki, Afp)
La crisi finanziaria ha anche determinato un aumento dei consumi di cibi economici e ricchi di zuccheri, sostengono i dentisti. Dopo essere scese per un paio d’anni, le vendite di snack zuccherati nei supermercati sono nuovamente salite nel 2013, secondo Euromonitor, un gruppo di ricerca sui beni di consumo.

I problemi dentali della Grecia potrebbero riservare altri problemi in futuro. Studi in tutto il mondo hanno individuati dei collegamenti tra la cattiva salute orale e patologie croniche come i disturbi cardiovascolari, la principale causa di morte del pianeta. Secondo vari studi medici, i problemi gengivali acuti hanno un legame con il diabete e i problemi all’arteria coronaria. Gli scienziati stanno ancora discutendo sul fatto se i problemi dentali siano causa attiva di altri problemi di salute o siano semplicemente legati a essi.

Da molto tempo medici e scienziati hanno stabilito un legame tra la salute dentale e lo sviluppo economico, in particolare perché esiste un legame tra il fatto di avere denti sani e l’accesso all’istruzione. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, i dolori derivanti da disturbi dentali, in molti paesi in via di sviluppo, tengono lontani i bambini dallo studio.

Paula Vassallo, presidente di un gruppo di pressione europeo che promuove la salute orale, sostiene che i bambini che soffrono di dolori ai denti spesso dormono e mangiano male, il che può influenzare negativamente il loro rendimento a scuola. I bambini con dolori dentali possono essere vittime di malnutrizione e avere bassi livelli di vitamina D, ha aggiunto.

I dentisti faticano a continuare a praticare la loro attività e molti ormai curano i pazienti gratuitamente

“Se soffri a quel modo, non puoi dormire, non puoi mangiare bene, non puoi parlare, non puoi essere attivo”, sostiene Vassallo, la cui Platform for better oral health in Europe (Piattaforma per una migliore igiene orale in Europa) riceve finanziamenti dalle aziende specializzate in cure odontoiatriche. “Gli effetti sulla Grecia saranno enormi, non solo in termini d’impatto economico, ma anche di salute, qualità della vita e possibilità di trovare un impiego delle persone”.

Nella famiglia Papazoi, Nikoleta non è l’unica ad avere avuto problemi. Elli, la figlia più grande di Anthoula Papazoi, che ha sedici anni, è dovuta correre in ospedale a causa del dolore derivante da un ascesso ai denti, salvo poi essere rimandata a casa perché non c’erano dentisti in servizio. Il primogenito di Papazoi, Christoforos, di 17 anni, si è fatto recentemente otturare un dente. E Anastasis, che ha cinque anni, ha evitato per un pelo una devitalizzazione.

Papazoi, che gestisce una piccola azienda assumendo personale di pulizia e infermiere, ha smesso di contribuire alla previdenza medica tre anni fa perché non poteva più permetterselo. Questo significa che anche lei, a 44 anni, si è unita ai circa 2,5 milioni di greci che non hanno accesso alla sanità pubblica, e oggi deve novecento euro a quattro diversi dentisti.

Le difficoltà della famiglia risultano evidenti dal contenuto del loro frigo. Cinque anni fa era pieno di formaggio, carne e verdure. Oggi ci sono un sedano, un po’ di zucca affettata e del burro fatto in casa, che i genitori di Papazoi le hanno mandato dal loro villaggio. La dieta della famiglia è ricca di carboidrati e zuccheri. La maggior parte dei giorni mangiano riso, pasta oppure, occasionalmente, lenticchie.

“Prima compravo sempre frutta ma oggi non è possibile: è troppo cara”, dice Papazoi. “Non avrei mai pensato di arrivare a questo punto: faticare da mattina e sera e non essere neppure in grado di mantenere i miei figli”.

Le persone si sono arrese

Diamanti, la dentista, osserva simili problemi quasi ogni giorno. Diamanti ha 42 anni e ha studiato ad Atene e in Gran Bretagna, prima di trasferirsi a Ioannina nel 2010 dopo essersi sposata.

Una dottoressa in un ospedale di Atene, l’8 luglio 2015. - Aris Messinis, Afp Una dottoressa in un ospedale di Atene, l’8 luglio 2015. (Aris Messinis, Afp)
All’epoca, la città da 112mila abitanti vicino al confine con l’Albania, era in difficoltà a causa del declino economico della Grecia. Capitale di una regione montagnosa del nordovest del paese, Ioannina ha un’ampia popolazione studentesca e produce formaggio feta e acqua sorgiva. Ma è una città povera. Il reddito pro capite nel 2012 era di appena 12mila euro, rispetto ai 15mila del 2008, e un terzo più basso di quello del resto della Grecia, secondo gli ultimi dati.

La crisi economica ha danneggiato i denti degli abitanti del luogo. La prefettura di Ioannina ha la più alta percentuale greca di bambini di cinque anni con carie, o gravi problemi dentali, secondo l’indagine della Hellenic dental federation.

“Le persone si sono arrese, dal punto di vista psicologico. Non si preoccupano più della loro salute, compresa quella orale”, afferma Yorgos Papazaharis, capo del sindacato odontoiatrico regionale.

Il risultato, sostiene, è che i dentisti faticano a continuare a praticare la loro attività. Secondo lui il costo delle cure dentali nella regione è calato del 35 per cento negli ultimi sei anni. Molti dentisti ormai curano gratuitamente i pazienti.

Al contempo, l’iva per beni di uso medico, come il cotone idrofilo o la garza, è salita dal 9 al 13 per cento durante la crisi. L’iva su altri materiali usati dai dentisti può arrivare al 23 per cento, a causa degli impegni presi dalla Grecia in cambio del salvataggio.

Il governo ha provato a correre ai ripari. Lo scorso anno, per esempio, ha offerto gratuitamente, ai cittadini senza assicurazione, medicine soggette a prescrizione e cure mediche, comprese quelle odontoiatriche, negli ospedali pubblici. E ad aprile il governo del primo ministro Alexis Tsipras ha eliminato la tassa di cinque euro per accedere agli ospedali pubblici. Ma i creditori internazionali del paese hanno ordinato al governo di reintrodurre la tassa o di trovare un’altra maniera di coprire il mancato guadagno.

Molte persone finiscono per fare lunghe file di fronte al pronto soccorso degli ospedali

Dal momento che molte persone non possono permettersi le cure private, Diamanti sostiene che attualmente si trova a ricevere fino a venti pazienti in un solo giorno. Gli studi privati fanno pagare dai trenta ai cinquanta euro per curare una carie, 150 per una devitalizzazione, e duecento per una capsula. Per i greci coperti dall’assicurazione medica nazionale, le cure in un ospedale pubblico sono molto più economiche.

Ma solo due dentisti su 199 a Ioannina accettano questo tipo di pazienti, il che significa che possono passare dei mesi prima di ottenere un appuntamento. Molte persone finiscono per fare lunghe file di fronte al pronto soccorso degli ospedali, oppure aspettano finché un dente è così cariato che deve essere estratto, afferma Diamanti.

Seduta dietro alla sua scrivania, si massaggia le mani e i polsi indolenziti. Le cause dei problemi ai denti sono anche culturali, secondo lei. “La gente in Epiro è cresciuta con l’idea che i dolci ci facciano stare meglio. Mettono il miele sui ciucci dei bambini”.

Oggi molti dei suoi pazienti non possono permettersi frutta e verdura, aggiunge, per cui ricorrono al cibo industriale. “Lo zucchero. Lo zucchero è il cibo dei poveri”.

La lotta di una famiglia

Nella sua cucina, con la pentola sui fornelli, Anthoula Papazoi racconta i suoi problemi di salute. Donna robusta dai capelli biondo rame e dalle unghie perfettamente curate, ha un problema respiratorio. Fatica a salire le scale che vanno al suo appartamento di due stanze in un quartiere di edifici bassi.

Con la sua piccola attività Papazoi solitamente guadagna fra i trenta e i sessanta euro al mese. Alcuni mesi non guadagna niente. Lo stato le versa un sussidio. Nel 2014, una famiglia con quattro o più figli riceveva 3.900 euro all’anno, che adesso sono stati ridotti a 2.400 euro. Papazoi sostiene di aver speso più della metà dei sussidi ricevuti l’anno scorso in tasse. Il resto se ne va con i duecento euro di affitto mensile che paga per il suo appartamento di settanta metri quadri. Papazoi afferma che le sue spese mensili possono arrivare a circa mille euro. Ha disdetto il suo contratto telefonico a casa e ha arretrati per centinaia di euro di bollette elettriche e dell’acqua.

Prima che Papazoi divorziasse, la sua famiglia non aveva problemi economici. Lei lavorava di giorno, faceva la spesa nel tardo pomeriggio e la sera preparava la cena. C’erano sempre abbastanza cibo e vestiti, dice, e i bambini ricevevano nuove scarpe quando ne avevano bisogno.

Le persone hanno smesso di sottoporsi a controlli medici per paura di scoprire problemi che non possono permettersi di curare

Adesso il corridoio del suo appartamento serve anche da ufficio, con scaffali pieni di libri, cartoni e una scrivania ingombra di pile di fogli e contenitori. Le pareti color mostarda del salotto, pieno di vasi con fiori di plastica, hanno cominciato a scrostarsi. Papazoi spiega che il suo ex marito, che non è stato possibile contattare per quest’articolo, non l’aiuta economicamente.

Le sue due figlie condividono una stanza, colma di scatole e vestiti. Anastasis e suo fratello maggiore Christoforos dormono in un letto a castello nella stanza della madre.

Papazoi prepara in casa il pane, usando la farina che le mandano i suoi genitori. Nonostante i figli lo chiedano con insistenza, è raro che possa permettersi di comprare del latte. Per compensare la mancata assunzione di calcio ricorre allo yogurt. A colazione, si concede il lusso di croissant al cioccolato.

Altri cento euro

Angelos Priovolos, che si è occupato dei denti di tre dei fratelli Papazoi, sostiene che i problemi della famiglia sono comuni. Le persone hanno smesso di sottoporsi a controlli medici per paura che i loro dentisti scoprano dei problemi che non possono permettersi di curare.

Una cosa del genere è successa l’anno scorso, quando Elli ha cominciato a lamentarsi del dolore a un molare con un ascesso. Inizialmente sua madre le ha detto di provare a far finta di niente. Ha dato alla figlia del paracetamolo e degli antinfiammatori. Quando sono finiti, Papazoi ha detto a Elli di fare degli sciacqui con lo tsipouro, un brandy greco.

Le notti erano diventate insostenibili. Papazoi ed Elli litigavano, svegliando Nikoleta. Sfinite, le due ragazze hanno passato la loro estate a dormire.

Un pomeriggio, quando il dolore di Elli è diventato insopportabile, Papazoi ha detto a Christoforos di portare sua sorella all’ospedale. Ma i ragazzi sono stati rimandati indietro perché non c’erano dentisti in servizio, racconta la donna.

“Elli mi ha chiamato e ha cominciato a urlarmi addosso, dicendomi che ero pazza e chiedendomi perché l’avessi mandata laggiù”, ricorda Papazoi. Disperata, ha mandato sua figlia da Priovolos, un dentista privato, che le ha fornite delle cure essenziali. In seguito, quando il gonfiore è diminuito, Elli si è fatta otturare il dente.

Quest’estate è toccato a Nikoleta. Un giorno, ad agosto, il suo palato e parte della gola hanno cominciato a gonfiarsi a causa d’un infezione dentale. Papazoi non ha perso tempo con l’ospedale e ha portato Nikoleta da uno specialista privato che ha aperto il dente e rimosso il pus. Costo: duecento euro, più un extra per rimuovere una cisti che si era formata su un altro dente. Priovolos sostiene che simili cisti solitamente si formano nelle persone di oltre sessant’anni.

La sera dell’appuntamento successivo di Nikoleta, mentre la famiglia aspettava il suo ritorno, Papazoi ha sbucciato delle pere che le erano state mandate da sua madre e la ha disposte su un piatto sul tavolo della cucina. Anastasis ha afferrato un dessert allo yogurt con fiocchi di cioccolato dal frigo. “Non compri mai quello che vogliamo”, ha scherzato Elli entrando in cucina, ignorando le pere.

La pentola è rimasta lì, fredda. Il cellulare di Papazoi ha cominciato a suonare. Era il dentista. La donna ha ascoltato e poi ha attaccato. “Altri cento euro”, ha detto prima di uscire dalla stanza.

(Traduzione di Federico Ferrone)

Questo articolo è stato pubblicato dall’agenzia di stampa Reuters.

GRECIA
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda PIEDENERO » ven feb 19, 2016 21:45 pm

Questo è una parte del testo della lettera inviata da uno dei principali sindacati della polizia ellenica, la Poasy, lettera resa pubblica dove viene annunciato che:

“…..non obbedirà agli ordini del Governo ma, al contrario, che si riserva di far scattare subito il mandato d’arresto immediato per componenti della Commissione Europea e della BCE che si troveranno sul suolo greco per il reato di ricatto, istigazione multipla a reato contro lo statuto nazionale e, alla sua abrogazione legislativa, violazione ed offesa della sovranita’ popolare mirata al bene comune del popolo greco, ecc..ecc…”



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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » sab feb 27, 2016 21:34 pm

Dopo le belle prove di solidarietà dell'Unione europea nei confronti della Grecia, adesso i cugini ellenici sono lasciati da soli a smazzarsi gli arrivi dei profughi.

D'altra parte, dice, avete voluto avere le coste e le isole vicine alla Turchia? Adesso arrangiatevi! :twisted:

Sì sì, proprio uno spettacolo edificante.

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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda PIEDENERO » mer apr 27, 2016 14:10 pm

..... tutto risolto!
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » dom mag 08, 2016 20:29 pm

Dal fatto quotidiano:

“I nostri partner hanno presentato una proposta-ultimatum alla riunione dell’Eurogruppo, prendendo di mira la democrazia greca e il popolo greco. Un ultimatum che va contro i principi e i valori fondanti dell’Europa. Questa sera il governo è stato convocato e ho proposto un referendum, in modo che il popolo greco possa decidere. La mia proposta è stata accettata all’unanimità”. Era il 27 giugno 2015. Il primo ministro greco Alexis Tsipras, dopo settimane di trattative con i creditori e davanti ai nuovi tagli e alle misure di austerity chieste come contropartita per lo sblocco di 7,2 miliardi di aiuti, aveva deciso di sparigliare le carte annunciando in diretta tv una consultazione popolare sul piano di Ue e troika. Al referendum, come è noto, hanno trionfato i no. Un esito calpestato però dall’accordo del 12 luglio, con cui il premier ellenico ha accettato un pacchetto di riforme durissime in cambio di un terzo piano di assistenza finanziaria da 86 miliardi destinato per la maggior parte al rifinanziamento del debito pregresso e alla ricapitalizzazione delle banche.

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A nove mesi di distanza siamo (quasi) al punto di partenza. Con la differenza che oggi il Paese è anche alle prese con l’emergenza migranti, che accanto al dramma dei rifugiati bloccati nei “campi” comporta per Atene pesanti ricadute economiche: dai costi per l’assistenza ai rischi per l’andamento della prossima stagione turistica. La situazione sociale resta drammatica, con il tasso di disoccupazione inchiodato al 25% e il settore sanitario vicino al collasso.

“Requisiti” i fondi di ospedali, scuole e Agenzia per l’occupazione – L’ultima notizia è che lo Stato ha di nuovo imposto a ospedali e scuole, oltre che al Parlamento, agli enti locali e all’Agenzia per l’occupazione, di trasferire i loro depositi nei forzieri della Bank of Greece. Secondo Reuters, nel mese di aprile sono stati “requisiti” circa 500 milioni di euro. Saranno utilizzati per coprire eventuali esigenze di liquidità – cioè per pagare stipendi pubblici e pensioni – in attesa che si concluda la prima “revisione” dei creditori sull’attuazione delle misure di austerità, che si doveva concludere lo scorso dicembre mentre è ancora in corso. “Un anno fa il governo ha svuotato i fondi pensione e messo le mani sui soldi dei gruppi statali e delle municipalità. Ora rompono il salvadanaio e si prendono la poca liquidità rimasta a ospedali, Parlamento e enti pubblici”, ha attaccato Kyriakos Mitsotakis, leader di Nea Demokratia, in forte ascesa e bestia nera di Tsipras. “Non imparano dagli errori che hanno già fatto del mal ai cittadini e portato il Paese sull’orlo del disastro. L’unico servizio che possono rendere al Paese è lasciarlo”.

A luglio nuova scadenza. E la troika vuole più tagli - In luglio Atene – altro deja vu – deve rimborsare 3,5 miliardi alla Bce. Ma per sbloccare la seconda tranche di aiuti del nuovo pacchetto (5,7 miliardi) i rappresentanti della troika e del Fondo europeo di stabilità pretendono di legare le mani al governo imponendo, nel caso in cui non rispettasse gli ambiziosi obiettivi di bilancio fissati di qui al 2018, misure lacrime e sangue aggiuntive che consentano di risparmiare altri 3 miliardi di euro. L’Eurogruppo di venerdì 22 aprile si è chiuso con la richiesta ufficiale di varare entro la fine di questa settimana un “pacchetto di contingenza“, molto simile alle nostre famigerate “clausole di salvaguardia” su Iva e accise: nuovi tagli e tasse che scatterebbero in modo automatico se i conti vanno in sofferenza. “Serve a dare certezze ai creditori”, ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici. D’accordo anche l’Fmi, secondo cui occorre “legiferare in anticipo” e il pacchetto di interventi deve essere “credibile e applicarsi automaticamente” se necessario.

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Creditori di nuovo in rotta sull’alleggerimento del debito – Per indorare la pillola, i partner europei hanno annunciato che si inizierà a discutere di come alleggerire il peso del debito, che è ancora al 176% del pil: il punto su cui i creditori si erano arenati l’estate scorsa. Quel che è sicuro è che non sarà un taglio tout court dei 337,6 miliardi di esposizione di Atene. Potrebbe trattarsi di un allungamento dei tempi di rimborso, di una riduzione dei tassi di interesse o della concessione di un lungo periodo di “grazia” durante il quale il Paese non dovrebbe pagare nulla. Senza aperture su questo fronte che rendano il debito sostenibile, del resto, il Fondo presieduto da Christine Lagarde non intende partecipare al piano di aiuti perché ritiene “irrealistico” che Atene possa mettere a segno un surplus primario (la differenza tra entrate e uscite) del 3,5% del pil dal 2018 in avanti. La Germania, ora come allora, non ne vuole sapere. Ma il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha anche ribadito che se l’Fmi non sarà della partita Berlino si tirerà indietro. E un intervento sul debito è conditio sine qua non dell’impegno del Fondo di Washington. La partita è aperta.

Gli analisti fanno notare che non è interesse di nessuno che si torni a parlare di Grexit della crisi greca mentre l’Europa è alle prese con l’incognita Brexit. Ma mercoledì 27 Schaeuble ha risposto con un secco no alla richiesta di Tsipras di indire un vertice straordinario dei leader dell’Ue sulla Grecia per “riaffermare quanto concordato ed evitare un nuovo ciclo di incertezza per l’Eurozona”. Secondo Schaeuble “i colloqui non hanno fatto molti progressi”. Non ci sono quindi le precondizioni richieste dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem per convocare i ministri delle Finanze dell’Eurozona.

Tsipras pronto al sì. Ma il ministro Tsakalotos rema contro – Tsipras, secondo indiscrezioni, era disposto a dire sì al pacchetto di contingenza, contando sul fatto che i tagli automatici alla fine si rivelassero non necessari. Ma il vero problema del premier, ulteriore deja vu, è interno: in Parlamento può contare su una maggioranza risicatissima (153 voti su 300) e il ministro dell’Economia gli sta mettendo i bastoni tra le ruote. Euclides Tsakalotos, successore di Yanis Varoufakis, ha messo infatti in chiaro che “nella legislazione greca non è possibile approvare delle misure di contingenza, cioè che entrano in vigore in un dato momento se una data cosa accade” e non intende cedere nemmeno alla richiesta dei creditori di ridurre ulteriormente la soglia di reddito sotto la quale non si pagano le tasse. Per il governo greco “è cruciale che l’intero pacchetto, riforme e debito, dia il chiaro segnale agli investitori greci e a quelli internazionali, ai cittadini greci e a quelli europei che la Grecia ha svoltato, che c’è una chiara strada per uscire dalla crisi, in modo che si possa tornare ad investire, a consumare“, ha spiegato Tsakalotos. Il cui nome compare tra i firmatari di un duro documento anti austerity preparato dalla corrente di Syriza “gruppo dei 53“.

La conta si farà a inizio maggio, quando è stato calendarizzato il voto parlamentare sulle nuove riforme del fisco e delle pensioni (quelle già previste dall’accordo di luglio): taglio degli assegni “supplementari”, aumento dell’aliquota Iva massima dal 23 al 24%, ritocco all’insù dell’Irpef e delle tasse sui giochi, tassa di solidarietà sui redditi oltre i 12mila euro.

Intanto il Pil cala e le privatizzazioni non decollano - Finora Atene ha incassato solo la prima tranche del terzo pacchetto di aiuti varato ufficialmente lo scorso agosto. Nel frattempo, i conti pubblici si sono stabilizzati. Il 2015 si è chiuso con un calo del pil dello 0,2% e per quest’anno l’Fmi prevede una contrazione dello 0,6%, ma per il 2017 è stimato un +2,7%. L’avanzo primario 2015 si è attestato allo 0,7% del pil, meglio dei target fissati nel piano di salvataggio. Lagarde ha però ventilato che quei numeri, diffusi da Eurostat, possano rivelarsi inattendibili: “Sono migliori di quello che pensavamo, di quello che pensavano tutte le istituzioni e anche di quello che pensavano le autorità greche. E, se sono esatti, avranno un impatto su tutti i nostri calcoli”, ha detto. Ma “abbiamo già visto in passato che la stessa Eurostat ha spesso rivisto i suoi numeri: il 2013 è stato un esempio emblematico, quando in aprile venne annunciato un 1,5% e poi è stato rivisto al ribasso due volte, per arrivare allo 0,5%”.

Le privatizzazioni intanto vanno a rilento, come prevedibile fin dall’inizio, rispetto ai 50 miliardi preventivati. A fronte dei quali la Grecia ha dovuto conferire a un fondo ad hoc un vasto pacchetto di beni pubblici destinati alla vendita. Finora di sicuro c’è solo che nelle casse di Atene entreranno 1,5 miliardi grazie alla vendita del porto del Pireo a Cosco Cina. Altri 1,2 miliardi sono arrivati da Berlino: il gestore aeroportuale tedesco Fraport si è infatti aggiudicato per quella cifra l’affitto e la gestione per 40 anni di 14 aeroporti regionali, tra cui i redditizi scali di Corfù, Kos, Rodi, Salonicco, Santorini e Zante.

Purtroppo non riesco più a postare la faccina che vomita...comunque avete capito.

Emetici saluti
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