Schizofrenia della gestione del covid

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Schizofrenia della gestione del covid

Messaggioda gug » mer gen 13, 2021 11:37 am

Da quando è cominciata questa pandemia a me, come penso a molti altri, aveva sempre stupito l'atteggiamento schizofrenico non solo delle persone comuni, visto che questo potrebbe essere più spiegabile, ma dei media, degli intellettuali in vista e naturalmente dei politici.
A Gennaio dicevano che "eravamo prontissimi", a Fine Febbraio si organizzavano "aperitivi contro la paura" e si inventava l'hashtag "Milano non si ferma", da metà Marzo invece tutto a un tratto la comunicazione cambiava ed era tutta rivolta a creare ansia e panico e tutti i politici non vedevano nessuna soluzione se non il lockdown più simile a degli arresti domiciliari che si sia mai visto. Persino se qualcuno correva da solo in campagna veniva additato come "colpevole" e inseguito coi cloni.
In estate poi via a incentivi a viaggiare e controlli allentati anche su assembramenti oggettivamente preoccupanti. Da Ottobre in poi nuovi incitamenti a lockdown, campi di prigionia e misure sempre più draconiane, ma poi a Dicembre incentivi agli acquisti rinnegati poi la settimana successiva quando stranamente si vedeva che la gente era uscita.
Insomma un casino che mi spiegavo con una gestione emotiva e poco competente della pandemia, diversa da quella rigorosa, ma più coerente proposta da esperti indipendenti come quelli di Pillole di Ottimismo su Facebook. In ongi caso mi sembrava ovvio che occorresse, come in tutte le cose della vita, ma in questo caso a maggior ragione, trovare il giusto compromesso fra esigenze opposte.

Ora invece questo video mi ha dato una chiave di interpretazione diversa: anche Montemagno nota le stesse schizofrenie che abbiamo notato tutti, anche lui alla fine dice che l'unico approccio è quello di trovare un compromesso, ma poi suggerisce che in questo caso il mainstream fa più fatica a trovarli perchè si trova a decidere su due totem assoluti della nostra società.
In questo caso la scelta è fra la crescita economica senza fine e senza limiti e la sicurezza assoluta: sono entrambe due idee che non mi hanno mai trovato d'accordo, me che negli ultimi decenni si sono progressivamente imposte come idee assolute che non era possibile mettere in discussione(e ne sappiamo qualcosa della seconda noi appassionati di alpinismo).
Ora siamo in una situazione in cui queste due idee sono totalmente contrapposte: per salvaguardare la crescita economica, o perlomeno non perdere troppo occorrerebbe prendere dei rischi sul lato pandemia, ma in questo caso si contraddice il dogma delle attività a sicurezza assoluta.
Quindi il sistema va completamente in tilt e non riesce a ragionare in termini di ricerca di compromesso fra due concetti che invece ha sempre ritenuto assoluti e inderogabili: assistiamo perciò a questi atteggiamenti che definirei quasi psicotici, quasi ossessivo compulsivi perchè la mentalità mainstream non trova il giusto mezzo, ma continua a oscillare fra i due assoluti a giorni alterni o per bande di tifoserie.
"montagne che varcai, dopo varcate, sì grande spazio d'in su voi non pare"

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Re: Schizofrenia della gestione del covid

Messaggioda scairanner » mer gen 13, 2021 14:06 pm

Volevo postare questo sfogo nell'altro topico, ma dato che mi riferirò alla comunicazione ai tempi del covid, credo che possa rientrare nell'argomento gestione ad cazzium.
Noto che chi ha una grande responsabilità nel direzionare le masse (termine con il quale intendo quegli individui che non sono in grado di gestire autonomamente decisioni comportamentali e necessitano di una guida che infonda certezze e sicurezza), i media e gli esperti, fa di tutto per complicare le cose. Entrambi comunicano in modo fuorviante e scorretto. Fuorviante quando, x fare un esempio tra i tanti, diffondono a man bassa il concetto che "il virus circola".
Balla colossale cazz_o!
Il virus se ne sbatte di circolare, se ne starebbe al calduccio se noi non lo eruttassimo ad altri individui molto vicini a noi, e avrebbe due sole possibilità: o morire da solo o assieme a chi lo ospita. Pensare che esso circoli deresponsabilizza il singolo (di cui sopra) dalle sue azioni e comportamenti, imputando al virus stesso la causa dei numerosi contagi, della serie è inutile che io singolo prenda provvedimenti, intanto lui circola lo stesso, se ne va a spasso tra la ggente, questo è ciò che la massa percepisce con una sorta di rassegnazione quando viene bombardata da messaggi di questo tipo.
Scorretto quando non spiegano esattamente, e intendo nei dettagli, come dobbiamo comportarci. Come se in un anno non ne avessero mai avuto sufficiente tempo a disposizione. Ok igienizzarsi le mani, ma perché non tutti lo fanno? È facoltativo sì o no? Ok mascherine, ma da quanti giorni la indossi? E quanto "tiene"? E il famoso metro di distanza? A parte il fatto che la misura è un compromesso al ribasso nata all'inizio per accontentare soprattutto chi opera nei settori della ristorazione (ricordo che ad inizio pandemia si parlava di 1.80 metri), ma nonostante ciò (l'ho già detto ma lo riscrivo perché a mio modesto avviso questa è la causa principale del continuo proliferare dei contagi), nessuno ha realmente idea di quanto lungo sia un metro (ammesso ma non concesso che la misura sia sufficiente): è molto di più di quanto molti esseri umani (evidentemente non solo noi italiani) possano immaginare. Lo sto osservando ormai da mesi. Mentre scrivo (sono da solo in pausa pranzo in un bar) di fronte a me ho due tavoli dove sono sedute tre persone per tavolo a distanza di non più di 50/60 cm. Contagio sicuro. Forse gli animali da questo punto di vista farebbero molto meglio di noi semplicemente seguendo il loro istinto, senza bisogno di restrizioni. 
Se solo gli esperti andassero in tutti i tiggì e i tolcsciò a mostrare con il metro in mano quanto si deve stare distanti mentre si parla senza mascherina, almeno farebbero una buona opera di servizio utile, invece di ripetere da mesi sempre lo stesso compitino: ma se continuando così non cambia nulla vuol dire che è inutile, che stai sbagliando qualcosa, che non serve un cazz_o ripetere le stesse cose nello stesso modo, che provino a cambiare modulo, ad usare la fantasia, a rendersi più credibili!
Scusate lo sfogo, ma tornare dopo un anno in zona rossa (eventualità molto probabile nell'immediato futuro) mi fa girare talmente i maroni che comincerò a cercare lavoro come drone. È arrivato il caffè.
-Come sarà la scalata di Adam Ondra nel 2030?
-Arrampicherò di certo. Spero di non scalare peggio di quanto non faccia ora...


-meno internet, più cabernet
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Re: Schizofrenia della gestione del covid

Messaggioda LucaB » gio gen 14, 2021 9:58 am

Assolutamente d'accordo
Purtroppo il motore principale nei paesi occidentali è che la gente non è abituata a prendere decisioni sulla base di un analisi personale di elementi oggettivi. Per la gran parte delle persone, le decisioni sono demandate all'autorità che stabilisce le regole. E' permesso? Si può fare. Non è permesso? Non si può fare. Invece in una situazione del genere ognuno dovrebbe stare con le antenne sempre ben dritte su quello che fa e quello che fanno gli altri, ed agire di conseguenza. Ci sono situazioni estremamente a rischio, permesse perché non se ne può fare a meno (e.g. andare a fare la spesa in un supermercato), in cui vedi gente distratta che in quel momento ha un calo di attenzione e si avvicina pericolosamente ad altri, ravanando nelle stesse cassette stando in piedi l'uno di fianco all'altro, e così via. Semplicemente perché è qualcosa che l'autorità consente quindi "è sicuro".
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