cambiare vita

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Re: cambiare vita

Messaggioda Steff » lun nov 26, 2018 14:25 pm

Una vietta da secondo, un trekking, solo per il puro piacere di stare in montagna e goderti l’aria e i paesaggi.


Ma per favore... quando per anni hai scalato a un certo livello mica è così facile gioire facendo un rumego o tirando i chiodi da secondo!
Qualsiasi cosa uno faccia il godimento che ne trae è direttamente proporzionale ai progressi che fa, il fatto è che più progredisci e più impegno ci vuole per progredire ulteriormente.
Vi ricordate l'entusiasmo dei primi tempi? Dove quasi ogni uscita per qualche verso era una riuscita? Si migliora velocemente all'inizio poi più piano, sempre più piano...e si comincia a conoscere il tarlo della frustrazione.
Se poi ci si mettono infortuni, impegni e quant'altro, si arriva a un punto in cui è sempre più difficile anche solo restare a livello, altro che progredire.
Sarebbe saggio allora riconoscere quando è arrivato il momento di non insistere ulteriormente ma di cominciare qualcos'altro dove ritrovare il piacere di imparare e di migliorarsi. Ma non tutti siamo saggi.
Gigi pensa di averlo trovato nella bici (condivido) e nel disegno (invidia). Bravo!
Vuoi mettere prendere la bici e pedalare alla scoperta di quello di bello (e goderti l’aria e i paesaggi :wink: ) che c'è fuori dalla tua porta di casa invece di farti il culo quadro guidando 200+200 km per fare malamente una via che qualche anno fa non avresti neanche preso in considerazione?
Abbandonare qualcosa che ha dato un senso alle nostre giornate per tanti anni non è facile e un po' di tristezza e qualche ripensamento sono inevitabili.
E poi... chi è senza rimpianti scagli il primo post :mrgreen:
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Re: cambiare vita

Messaggioda funkazzista » lun nov 26, 2018 15:04 pm

Georges Livanos ha scritto:L'aigle ne chasse pas les mouches disait l'un des compagnons de mon cher Tartarin. J'avais moi-même écrit un jour à Robert Paragot: Quand on a chassé le lion, le lapin c'est petit.

Il momento di smettere arriva comunque.
Ad ognuno sta capire se si continua perché è ancora gratificante, oppure solo per accanimento terapeutico.
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Re: cambiare vita

Messaggioda Kinobi » lun nov 26, 2018 15:18 pm

[quote="Steff"]...[quote]

Quando avrai tempi di recupero più lunghi e prendi 3/4 medicine o integratori al giorno per i dolori, mi dirai se ti basta un rumego e se ti ci si diverti lo stesso. Il suicidio non è contemplato però.
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Re: cambiare vita

Messaggioda pesa » lun nov 26, 2018 15:24 pm

visto che tanti si sono espressi, e visto che mi trovo pure io in una situazione in qualche modo simile (credo), aggiungo il mio:

è che con l'arrampicata, e soprattutto con l'arrampicata in montagna su vie non spittate (alpinismo?), c'è una dimensione in più, che andando in bicicletta (guardacaso pure io ho riscoperto labici da qualche mese...) non c'è:
è qualcosa di non facilmente definibile, ha a che fare con il pericolo, con l'ambiente ostile, con il rischio, con la fatica, la paura e il coraggio... dovendola dire con una parola, la più adatta forse è "avventura". che contiene anche quella certa idea di libertà cui Gigi all'inizio aveva fatto riferimento.

di 'sta roba qua, che in gran parte è indipendente dal grado ed è molto soggettiva, alcuni hanno un bisogno ancestrale. forse perchè con la civiltà abbiamo dichiairato guerra non solo alla natura intesa come mondo da dominare, ma anche alla nostra di natura, quella di animali da poco scesi dagli alberi e constretti, per vivere, a lottare fisicamente con gli altri animali e gli elementi. questa roba qui, dicevo, di cui abbiamo a volte bisogno perchè l'evoluzione ci aveva fatti adatti a quella vita, nella contemporaneità, non è che si trovi così facilmente. forse, in mare, navigandolo. ma non il giretto a motore la domenica. s'ha da prendere il largo e veleggiare pel mare grande...

la montagna, intesa come alpinismo, (qui ha ragione piedenero, non è l'ambiente montano il punto...) però è un palliativo. la necessità, a differenza dei nostri lontani antenati, non è oggettiva, è soggettiva. e può capitare di riconsocere a un certo punto questo limite. riconoscere l'illusione cui per tanto tempo si è deciso di credere, per quello che è: un'illusione. un sotterfugio, artificiale, in cui indugiamo per soddisfare il bisogno "intimo" che l'evolzuione ci ha ficcato in testa per farci adatti alla vita "animale". quelle esigenze però ora, nella civiltà, esistono solo nella testa di qualcuno. liberarsi da quelle ossessioni, può, e forse anche deve, in fondo, essere considerato come un passo avanti.

non è un discorso particolarmente originale, probabilmente (e nemmeno tanto comprensibile, forse...). nonostante queste considerazioni, dopo che mi spoglio dell'idea di andarmi a mettere nei guai su per i monti, per un po' provo un senso di disagio, come se fossi nudo...
Ultima modifica di pesa il lun nov 26, 2018 15:32 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: cambiare vita

Messaggioda il.bruno » lun nov 26, 2018 15:25 pm

Nel mio piccolo, qualche anno fa non c'era fine settimana che non facessi almeno una uscita in montagna, di scialpinismo (a discreti livelli), di escursionismo o di alpinismo/arrampicata (a livelli scarsi). Quando non riuscivo a farlo, fosse anche una mezza giornata sotto la pioggia salendo al Cornizzolo da solo in un fine settimana di maltempo che altro non concedeva, anche io riscontravo una frustrazione ed avevo qualcosa di simile a quell'ansia da prestazione che qualcuno ha descritto, per cui ad esempio, o facevo almeno tot metri di dislivello oppure mi pareva di aver buttato via il fine settimana.
Poi tra matrimonio, trasferta all'estero, panza che aumenta, sono andato in montagna sempre meno, e ho scoperto come dice Gigi che si può vivere bene anche senza il "dovere" di andare in montagna con quella frequenza. Sicuramente mi piacerebbe andare in montagna un po' più di quel che riesco a fare adesso, tuttavia non ho più l'ansia di doverci andare tutti i sabati e/o domeniche. Non rinnego quel periodo, anzi sono contento di aver fatto certe cose, che non so se riuscirò a tornare a fare, ma, semplicemente, è passato.
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Re: cambiare vita

Messaggioda il Duca » lun nov 26, 2018 16:10 pm

Steff, quello che dici tu dipende molto. Forse vale per l'attività agonistica dell'arrampicata in sé, ma qui mi sembra che si parli in senso più lato dell'andare in montagna.
Ultimamente sono anche io un po' in crisi:
Non ho più voglia di passare tutta settimana per capire dove andare nel weekend, consultando meteo e cercando di indovinare le condizioni migliori.
Non ho più la cattiveria di buttare tutto in secondo piano (qualsiasi altra cosa) per andare, sempre, comunque, a qualunque condizione.
Non ho lo stimolo per partire quando gli altri escono la sera, per bivaccare da solo al freddo, per non mollare mai.
Non ho più l'ossessione degli obbiettivi posti, che vanno assolutamente raggiunti entro la fine dell'anno
Non riesco più a godermela come facevo prima, quando riuscivo ad andare su vincendo ogni sfida con me stesso (e di conseguenza rischiando).
E quindi ho mollato un po'.

Però così sono riuscito a godermi la montagna in altro modo, ho riscoperto un'altra sua faccia.
L'ho abbandonata per un po', ma mi mancava. E allora ho imparato di nuovo ad apprezzarla con una passeggiata nel bosco, una ciaspolata per valli tranquille, una polenta in rifugio con gli amici (lo so che è super cajano :wink: ). Ho iniziato a vivere la montagna senza avere l'ansia del giorno dopo e della partenza alle 3 a c***o duro!

Non penso che questa cosa durerà, però gli ultimissimi mesi sono stati così. Meno "alpinismo" ma sempre montagna. Senza rimpianti.
Ed è sempre la montagna a regalarmi molto.
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Re: cambiare vita

Messaggioda PIEDENERO » lun nov 26, 2018 16:14 pm

ho la vaga impressione di aver finalmente capito cosa lega i frequentatori del forum :lol: :lol:

la nostalgia dei tempi che furono :mrgreen:


disillusi saluti

PDNR
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Re: cambiare vita

Messaggioda Steff » lun nov 26, 2018 16:17 pm

pesa ha scritto:è che con l'arrampicata...
... veleggiare pel mare grande...
...... è un palliativo. la necessità......
....liberarsi da quelle ossessioni....come se fossi nudo...


ehi pesa, sei il cugino del VECCHIO per caso? :wink:
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Re: cambiare vita

Messaggioda Steff » lun nov 26, 2018 16:29 pm

il Duca ha scritto: ...
Però così sono riuscito a godermi la montagna in altro modo, ho riscoperto un'altra sua faccia
....

Duca, se tu, come c'è scritto nel tuo profilo, tieni casa ai piedi delle Orobie, ti è facile trovare "altro" ma sempre in montagna.
Se tu, come c'è scritto nel profilo di Gigi, stai a Ravenna, credo che ti convenga senz'altro cercare nuove motivazioni sulle due ruote... 8)

dimenticavo: per Kinobi: non ho capito quella del suicidio.
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Re: cambiare vita

Messaggioda pesa » lun nov 26, 2018 16:40 pm

Steff ha scritto:
pesa ha scritto:è che con l'arrampicata...
... veleggiare pel mare grande...
...... è un palliativo. la necessità......
....liberarsi da quelle ossessioni....come se fossi nudo...


ehi pesa, sei il cugino del VECCHIO per caso? :wink:


dici perchè non si capisce niente di quel che ho scritto? :mrgreen:
altrimenti no, direi di no: lui è stato (è? era? buh) uno forte. io invece credo di non aver mai praticato altra attività per la quale fossi così poco dotato come per l'arrampicamento... :roll:
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Re: cambiare vita

Messaggioda Steff » lun nov 26, 2018 16:51 pm

per pesa: la prima che hai detto! :mrgreen:
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Re: cambiare vita

Messaggioda pesa » lun nov 26, 2018 19:15 pm

ah ecco, si si, in effeti :?
ma le intenzioni erano buone :mrgreen:
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Re: cambiare vita

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » lun nov 26, 2018 19:55 pm

Proverò a contribuire al dibbbattito con qualche mediocre considerazione.

Verosimilmente, nell'attività che più o meno accomuna noi eterogenei frequentatori di questo defunto forum, e che conveniamo di definire come "andare in montagna" (comprendendo in ciò il cosiddetto "alpinismo", l'arrampicata, l'escursionismo e chi più ne ha più ne metta) possiamo individuare diversi aspetti motivazionali, tutti più o meno citati nei precedenti posts:

1) la ricerca di "rischio" e avventura (che gli psicologi chiamerebbero sensation seeking)

2) il desiderio di confrontare, e "spostare in avanti" i propri limiti - ovvero la "competizione con sé stessi" (motivazione molto acclamata e popolare)

3) far vedere di avercelo più lungo - ovvero la competizione tout court (molto meno pubblicizzata ma probabilmente non meno rilevante)

4) il bisogno di contatto con la natura - la ricerca "estetica" della bellezza di certi ambienti ecc.

5) il benessere (fisico e mentale) derivante dall'attività motoria

Elementi questi, presenti in misura maggiore o minore nelle diverse tipologie dell'"andare in montagna". E più o meno "ricercati" in base alla personalità di ognuno, e anche alle diverse fasi della vita.

Tutto ciò per dire cosa? Boh.
L'unica considerazione, banalotta anzichenò, che mi sento di proferire, è che ognuno faccia quello che ha voglia di fare nel momento presente, senza farsi troppe paturnie e soprattutto senza dare giudizi sulle preferenze del prossimo (e altamente impipandosi dei commenti altrui).

Ciò detto, buone montagne ( :mrgreen: ) e buona plastica ( :P ) a tutti, vi salutò che devo andare al corso di qigong.

Oracolari saluti
TSdG
In nihil ab nihilo quam cito recidimus.

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Re: cambiare vita

Messaggioda gigiDR » lun nov 26, 2018 21:17 pm

Beh, vedo che ho sollevato un interessante e civile discussione
Per Danilo rispondo che non ho ancora capito se sono felice, sento un senso di vuoto quello si, ma anche di liberazione dalla "schiavitù" di dover cercare tutta la settimana gli obiettivi per il weekend, guardare meteo, condizioni, cercare soci (nota dolente, poi si finisce per trovare lo STRONZO che dopo aver passato 4 ore appeso con te sanguinante in attesa del soccorso non viene neanche a trovarti),
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Re: cambiare vita

Messaggioda monaco » lun nov 26, 2018 22:19 pm

funkazzista ha scritto:
Georges Livanos ha scritto:L'aigle ne chasse pas les mouches disait l'un des compagnons de mon cher Tartarin. J'avais moi-même écrit un jour à Robert Paragot: Quand on a chassé le lion, le lapin c'est petit.

Il momento di smettere arriva comunque.
Ad ognuno sta capire se si continua perché è ancora gratificante, oppure solo per accanimento terapeutico.


pesa ha scritto:...bisogno ancestrale...


PIEDENERO ha scritto: ...la nostalgia dei tempi che furono...


a parte che mi avete rubato le parole di bocca, citazioni comprese, trovo allo stesso tempo vero e falso quel che dite

me spiego

sostengo da sempre che una (almeno la mia) motivazione per andare in montagna (ma potrebbe essere l'alto mare aperto) sia un qualche gene di quando eravamo cacciatori.
un'enorme parte della popolazione (meno male) se ne sta bene bene nella zona confort 100% che ci garantisce la societa' moderna
una piccola parte ha il bisogno fisiologico di sentire il fiato del leone...
si badi bene, non e' una voglia/bisogno di giocare ala roulette russa, ma di tirare la coda al suddetto leone e far poi di tutto per non farsi mangiare (averne la pelle e' facoltativo)
poi la vita gira e magari il nostro lato piu' sociale diventa dominante. e magari lo spirito ancestrale si sopisce

il greco, della cui frase sul leone ho abusato in questi anni di vacche magre (sperando sian meno di sette!) forse non ha saputo trovare un'altro leone.
senza volermi minimamente paragonare a cotanto maestro, una decina di anni fa ho rischiato di smettere (e di fatto ho smesso con falesia/alpinismo roccioso fatti ad un certo livello). ho scoperto (e in parte gia' lo sapevo) che il grado mi interessava solo in minima parte, e che invece quel che ho sempre cercato era l'ingaggio (appunto il leone...). e anche con le dita malandate l'ingaggio si trova facile.
puo' essere ravando ramponi ai piedi su roccia slavata ricoperta di nevina o su improbabili colonne a sud. oppure come un fesso in rigidones sul VI+ d'annata accompagnato da un (ottimo) amico grasso con zaini tipo boyscout sulle sconsciute paretone degli ecrins

twight disse che le vie letali di ieri sono le vie moderne di oggi. questo grazie al miglioramento di tecnica, allenamento e salcazzi vari. ragion per cui per avere una "esperienza umana di pari livello" e' necessario fare un passo in piu' rispetto alla generazione precedente
bhe, se il fisico e' malandato si puo' anche fare un passo indietro...ad esperienza equivalente.

sulla nostalgia, inutile negare... in questo periodo la vita familiare e' preponderante (3 e 5 anni).
e sarebbe ipocrita dire che la mancanza di mondo verticale non mi faccia soffrire e che le piccole(issime!) dosi mi bastino
pero' la vita di prima (mono-tona) non la rimpiango neanche un po'!
confido di trovare un buon equilibrio quando i bimbi saranno un po' piu' grandi.

se puoi inizia a ronzare spesso la frasetta "non ne vale la pena". non c'e' nulla da fare. e' il raccoglitore che soppianta il cacciatore.
e in quel caso la bici regala giornate belle, piene e ottimizzate!
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Re: cambiare vita

Messaggioda funkazzista » lun nov 26, 2018 23:42 pm

monaco ha scritto:il greco [...] forse non ha saputo trovare un'altro leone.

Eh, il bello è che le prede sono soggettive... dopo aver cacciato il leone, a qualcuno, legittimamente, già la tigre sembra piccola, mentre altri, altrettanto legittimamente, ancora si divertono ad andar per quaglie... altroché lepri!
:wink:
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Re: cambiare vita

Messaggioda scairanner » mar nov 27, 2018 0:25 am

Steff ha scritto:
Una vietta da secondo, un trekking, solo per il puro piacere di stare in montagna e goderti l’aria e i paesaggi.


Ma per favore... quando per anni hai scalato a un certo livello mica è così facile gioire facendo un rumego o tirando i chiodi da secondo!
Qualsiasi cosa uno faccia il godimento che ne trae è direttamente proporzionale ai progressi che fa, il fatto è che più progredisci e più impegno ci vuole per progredire ulteriormente.
Vi ricordate l'entusiasmo dei primi tempi? Dove quasi ogni uscita per qualche verso era una riuscita? Si migliora velocemente all'inizio poi più piano, sempre più piano...e si comincia a conoscere il tarlo della frustrazione.
Se poi ci si mettono infortuni, impegni e quant'altro, si arriva a un punto in cui è sempre più difficile anche solo restare a livello, altro che progredire.
Sarebbe saggio allora riconoscere quando è arrivato il momento di non insistere ulteriormente ma di cominciare qualcos'altro dove ritrovare il piacere di imparare e di migliorarsi. Ma non tutti siamo saggi.


Cioè, fammi capire, la saggezza consiste non nell'accettare i propri limiti (derivanti dall'aver superato l'apice delle proprie possibilità fisiche), ma nell'aggirarli dedicandosi ad altro.
Dai, non ci credi nemmeno tu in quello che hai scritto :mrgreen:

tacchinosfavillantdgloria con condivisibile goglottamento ha scritto:Tutto ciò per dire cosa? Boh.
L'unica considerazione, banalotta anzichenò, che mi sento di proferire, è che ognuno faccia quello che ha voglia di fare nel momento presente, senza farsi troppe paturnie e soprattutto senza dare giudizi sulle preferenze del prossimo (e altamente impipandosi dei commenti altrui).
-Come sarà la scalata di Adam Ondra nel 2030?
-Arrampicherò di certo. Spero di non scalare peggio di quanto non faccia ora...


-meno internet, più cabernet
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Re: cambiare vita

Messaggioda Kinobi » mar nov 27, 2018 9:49 am

gigiDR ha scritto:(nota dolente, poi si finisce per trovare lo XXX che dopo aver passato 4 ore appeso con te sanguinante in attesa del soccorso non viene neanche a trovarti),

OT
Io cambierei il messaggio. Poi vedi te.
Fine OT
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Re: cambiare vita

Messaggioda monaco » mar nov 27, 2018 9:54 am

funkazzista ha scritto:
monaco ha scritto:il greco [...] forse non ha saputo trovare un'altro leone.

Eh, il bello è che le prede sono soggettive... dopo aver cacciato il leone, a qualcuno, legittimamente, già la tigre sembra piccola, mentre altri, altrettanto legittimamente, ancora si divertono ad andar per quaglie... altroché lepri!
:wink:


giustissimissimo!
a ognuno il proprio leone, lepre o quaglia...il discorso sul passo avanti o indietro e' proprio sul fatto che, se ti piace ``la caccia'', basta trovare una preda consona alle proprie capacita' del momento per sentirsi come i nostri avi ancestrali, come l'illustre tacchino ci insegna il termine ``avventura'' e' molto relativo :twisted: :lol: :D :wink:
...e mica e' obbligatorio, eh! ma non si poteva andare a `i mare???
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Re: cambiare vita

Messaggioda pesa » mar nov 27, 2018 11:01 am

sì, ma la questione originale era più sottile: diamo pure per scontate le faccende di caccia, lepri leoni etc.

non è solo il decadimento fisico, dovuto al tempo che passa o agli infortuni, che abbatte la voglia di andare a caccia. è proprio che a un certo punto può accadere (magari "grazie" a un infortunio), che di quella caccia scopri di poterne fare a meno. perchè ti rendi conto che in fondo era un po' una messa in scena. una infatuazione, che è più o meno sinonimo di innamoramento. etimologicamente, derivando da fatuus, fatuo significa "sciocco" . cioè, per infatuarsi, si deve essere disposti a credere che alcune cose, arbitrarie o deliberatamente false, siano verità solida e tangibile. bisogna essere sciocchi, per l'appunto. cosa questa, della quale prima o poi a qualunque alpinista capita di auto accusarsi: come caxxo si fa a essere così stupidi (per essermi messo in questa situazione demmerda!?!?).

quindi, per godere dell'alpinismo (così come per innamorarsi) l'atto preliminare è rendersi disponibili a credere ad alcune sciocchezze e falsità, spesso autogenerate. però se un giorno poi, per caso, ti capita di realizzare quanto sciocche e false esse siano, allora della voglia di andare a caccia potrebbe non rimanere più granchè...

interessante è anche osservare cosa succede il giorno dopo. dopo 20 anni che tiri la coda al leone, è inevitabile che tra le tante cose che senti di essere ci sia anche la qualifica di "tiratore di code di leoni". ora vedi come tutto sia nato dalla volonta esplicita di credere a una illusione, e capisci che liberarsene, cioè ristabilire un rapporto più maturo con la verità non possa che essere un bene. lo stesso però la mente, che è debole e dubita, soffrirà per il vuoto (che la natura sempre aborre) lasciato da ciò che per 20anni sei stato e che ora non sarai più.

molti a un certo punto della vita, tra l'adolescenza e i 20 anni, sognano con ricorrenza di perdere i denti. di solito non si avverte dolore, nel sogno, ma una cosa mista di tristezza maliconia e disperazione. secondo la psicoanalisi, la perdita dei denti (ci ha pure fatto un film tornatore, anni fa, film strano apprezzato da pochi credo...) simboelggia proprio il passaggio all'età adulta. quando si avverte che è ora di cambiare pelle, insomma. quandoi si smette di essere quel che si era stati fin lì, per diventare qualcosa di diverso, che ancora non si sa bene cosa sia. ma intanto si soffre per quella parte di se, intima (i denti, esplorati con la lingua, che tra gli organi dotati di sensibilità è quello più "Interiore"), che sta svanendo e già non è più...

morale: cari aspiranti ex-alpinisti, se sognate di perdere i denti, è tutto nella norma :mrgreen:
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