(Treil) ranning VS clàimbing

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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda Steff » lun ott 08, 2018 18:57 pm

dang ha scritto:Toh! 8O
E io che pensavo che tutti gli ex climber finissero col darsi alla mtb. 8O 8O 8O

presente
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda ciocco » lun ott 08, 2018 20:22 pm

VYGER ha scritto:
ciocco ha scritto:Poi nel 2004 ho scoperto l’arrampucata, prima le vie lingue poi dopo qualche anno la falesia.


8O

Le vie lingue?
Come funziona, questa cosa?

Ciocco, si scherza, eh?

:mrgreen:


Devi aprire la mente e uscire dai soliti schemi

8)

In realtà sono un povero vecchio rincoionito (ma non riCAIanito) e mezzo cecato...
Faccio il contadino, guido l'ape e il trattore
però sono romantico e ti parlo d'amore
e se verrai con me dal monumento di Baracca
oh babies... io t'infiammo la patacca!
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda #giacco# » lun ott 08, 2018 22:24 pm

Callaghan ha scritto:
@crodaiolo: già. nei vortici di fiabe si perde coscienza del proprio cammino. bravo, croda, parole sempre precise le tue.


il mistero si infittisce.
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda scairanner » lun ott 08, 2018 23:17 pm

dang ha scritto:Toh! 8O
E io che pensavo che tutti gli ex climber finissero col darsi alla mtb. 8O 8O 8O


Un amico si è dato allo skate, è talmente preso che è perfino andato in ferie in California per visitare uno di quei park enormi per lo skate :lol:
-Come sarà la scalata di Adam Ondra nel 2030?
-Arrampicherò di certo. Spero di non scalare peggio di quanto non faccia ora...


-meno internet, più cabernet
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda Danilo » mar ott 09, 2018 9:22 am

da wiki..

Il trail running è una specialità della corsa a piedi che si svolge in ambiente naturale, generalmente su sentieri, non importa se in montagna, deserto, bosco, pianura o collina, con tratti pavimentati o di asfalto limitati che al massimo e in ogni caso non devono eccedere il 20% del totale della lunghezza del percorso. Normalmente questa attività è caratterizzata da una considerevole lunghezza dei percorsi oltre che dal superamento di dislivelli importanti, tanto positivi che negativi.


:lol:
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda funkazzista » mar ott 09, 2018 9:28 am

scairanner ha scritto:
dang ha scritto:Toh! 8O
E io che pensavo che tutti gli ex climber finissero col darsi alla mtb. 8O 8O 8O


Un amico si è dato allo skate, è talmente preso che è perfino andato in ferie in California per visitare uno di quei park enormi per lo skate :lol:

Ma quanti hanni à il tuo amico?

Bello sport, eh, ma è lo sport urbano per eccellenza: senza manufatti umani, 'ndo vai?!?
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda scairanner » mar ott 09, 2018 10:00 am

funkazzista ha scritto:
scairanner ha scritto:
dang ha scritto:Toh! 8O
E io che pensavo che tutti gli ex climber finissero col darsi alla mtb. 8O 8O 8O


Un amico si è dato allo skate, è talmente preso che è perfino andato in ferie in California per visitare uno di quei park enormi per lo skate :lol:

Ma quanti hanni à il tuo amico?

Bello sport, eh, ma è lo sport urbano per eccellenza: senza manufatti umani, 'ndo vai?!?


Quasi come me (giovanissimo 8) )
Si è già frappato qua e là, ma insiste.
-Come sarà la scalata di Adam Ondra nel 2030?
-Arrampicherò di certo. Spero di non scalare peggio di quanto non faccia ora...


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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda coniglio » mar ott 09, 2018 15:56 pm

Callaghan ha scritto:
PIEDENERO ha scritto:(...)
niente discussioni infinite coi soci per mettersi d'accordo sul dove andare.
(...)


molto condivisibile, PIEDELERCIO.
la roccia è una attività ad enorme egoismo aggiunto.
nella mia vita, come già detto, ho praticato la monogamia alpinistica, ma questo non mi ha impedito di assistere alla mercificazione dell'amicizia per una lavaredo qualsiasi.
ho incrociato molte persone (molte) che, per loro impedimenti momentanei, si sono finte altro e mi hanno chiamato amico. poi, come d'incanto, sono scomparse, nuovamente dove interessava loro, generalmente in montagna, ma qualcuno anche nella loro falesia. opportunisti ottusi ed inconsapevoli.

non sto qui a sindacare cosa sia il trailranning, che pratico pochissimo, da solo: corro male, sono lentissimo, detesto la fatica bastarda. tuttavia comprendo benissimo che il ranning ha la prerogativa di non ingannare nessuno: si è soli, se si vuole, con se stessi. punto.

per questo motivo, anche io, un giorno, ho deciso che il materasso da buldering avrebbe fatto ottimamente al caso mio: solitudine, desiderio, avventura, adrenalina, infortuni, allenamento, solo, come condizione sufficiente alla pratica, ma anche in compagnia, occasionalmente. e del materasso mi sono innamorato. i massi sono dei boschi: prima o poi capita che la terra se li ripigli, e ritornino a quel silenzio originario in cui erano immersi. e quindi massi frequentati ritornano massi con il muschio, come se non fosse successo nulla.
so che può sembrare un discorso snob.
ma so anche che PIEDELERCIO capirà: nessuna telefonata, nessun album panini delle figurine, nessun celomanca, niente menzogne, niente fatica mentale, niente sovrastruttura, niente memoria.

ciao PIEDE, divertiti.


mi ci trovo. e molto. davvero. ho iniziato col boulder per "riprendermi" la mia scalata.
e inoltre dopo l'incidente, all'inizio del recupero
è stato avvilente constatare certe dinamiche (si, ingiuste...anche in ragione di quello che io avevo fatto tempo addietro per alcuni)
questa volta decisamente evidenti proprio perchè se ne è stati fuori per un po'.

se prima era un momento di grandi interrogativi
adesso, unitamente alla certezza di amare la pietra, vi è
l'altra certezza (altrettanto potente) di provare una profonda delusione
nei confronti di parte degli arrampicatori. per lo meno quelli
con cui ho avuto a che fare in questi termini.

ho riniziato a scalare e a rifrequentare gli ambienti di una volta.
se prima vi era l'entusiasmo a muovermi e a farmi ingenuamente considerare
chi scalava aprioristicamente una persona bella,
ora, dopo circa un anno di stop, vedo quel che prima era una sensazione:
vedo quanto l'ambiente sia arido
i rapporti evanescenti (neanche superficiali) ch spesso si intersecano
unicamente per convergenza di fini/circostanze transitorie.

non so.
non riesco a legarmi con chiunque. ci ho provato anche eh.
ma alla fine non mi divertivo e(detta terra terra) scalavo pure peggio.
io ho bisogno di stare insieme ad amici che (nel frattempo) fanno anche una cosa che amano.
ho bisogno di entusiasmo, sorrisi, ma anche motivazione.

poi però penso che forse è altrettanto vero che
l'arrampicata è solo un contenitore vuoto (oppure un'eco):
tutto dipende da quel che tu le dai. e non da quel che pretendi indietro senza proccuparti di cosa la riempi.
e allora sto zitto e cerco di fare dell'autocritica.
boh. chissà.

non so.
non mi dilungo.
è un periodo molto strano, molto bello ma alle volte molto triste perchè molto vuoto.
cioè, trovo il vuoto in ciò che pensavo traboccante.
però è magico poichè è pur sempre una finestra privilegiata sulle persone.

incrociamo le dita.
se mai smetterò di scalare
spero solo non sarà per mancanza di umanità.
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda Callaghan » mar ott 09, 2018 18:58 pm

coniglio ha scritto:(...)
poi però penso che forse è altrettanto vero che
l'arrampicata è solo un contenitore vuoto (oppure un'eco):
tutto dipende da quel che tu le dai. e non da quel che pretendi indietro senza proccuparti di cosa la riempi.
e allora sto zitto e cerco di fare dell'autocritica.
boh. chissà.
(...)


belle cose che scrivi.
contenitore vuoto.
un pò come il vivere.
poi lo si riempie, e, come dice crodaiolo, ogni tanto si riempie di talmente tante cose che si fa fatica a ricordare cosa. ma forse perchè la premura è la quantità. o l'azione del riempimento. oppure il beneficio che ci dà quando abitiamo quel contenitore.

nel mio caso, il beneficio è l'assenza dalla vita. quando scalo non ci sono.
e, nel mio caso, mi fa molto piacere non esserci.

farò fatica, credo, a smettere di arrampicare. dovrei trovare forse un motivo serio per esserci, nel vivere, e non la necessità di non esserci.

e spero che pure tu farai fatica a smettere di arrampicare, perchè te lo meriti, di arrampicare.

dai.
ciao coniglio.
ogni uomo dovrebbe conoscere i propri limiti
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda monaco » mer ott 10, 2018 11:12 am

l'arrampicata, l'aPPinismo, il ranning...sono semplici attivita' umane
divertissements per tossici sani (di corpo)...e contenitori sociali come mille altri

sta a noi metterci dentro belle persone

personalmente ho arrampicato con chiunque, pur di farlo...e alcune giornate si sono sciolte nel mare dei ricordi, senza sentirne la mancanza
ma ho anche incontrato tante belle persone, alcune sono i pilastri delle mie amicizie...ed e' con loro che ho condiviso le giornate piu' belle,
fossero a scalar massi, falesie FF, belle vie o tremendi bivacchi

la societa' dei climbers non e' meglio di quella orizzontale
ne quella dei montagnards
basta guardare come sono capaci di ridurre certi posti gli amanti della vildernesse
o certe piccole bassezze umane

ma quando si trovano persone normali, dove la norma e' quella ``giusta'', e non quella ``media'',
condividere in verticale da' un valore aggiunto al condividere ordinario
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda monaco » mer ott 10, 2018 11:27 am

come sono strane le diverse motivazioni che ci spingono ad arramicare, o a volerlo fare, nonostante le mille vicissitudini della vita

io ne sento il bisogno perche' mi fa sentire vivo...di mente e di corpo.
comme quella sensazione fantastica di giocare a indiani e cowboys da bimbetti...il corpo a mille, e la fantasia pure

capisco l'annientarsi, sia come fuga sociale che come fusione nella natura (sia un castagneto o la wandedenwanden)
provata raramente e non la mia, di me, motivazione

alle volte mi dico che sarebbe piu' facile decretare che ho smesso, anziche' farlo poco nella speranza di reincominciare un giorno, lontano, come ai tempi d'oro
ma, per ora, il bimbetto non si cheta
(i bimbetti menchemeno!)
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda giorgiolx » mer ott 10, 2018 12:19 pm

Steff ha scritto:
dang ha scritto:Toh! 8O
E io che pensavo che tutti gli ex climber finissero col darsi alla mtb. 8O 8O 8O

presente
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beh...non e' che te sei proprio una ex-climber :roll:
vado a uccidere il frigorifero che mi sta fissando

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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda Spartaco » mer ott 10, 2018 14:38 pm

hanno.il complesso di edipo.la montagna e.la madre.
ascolta.si fa sera.
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda monaco » mer ott 10, 2018 14:43 pm

lascia fare...sto rivivendo una seconda infanzia grazie a mio figlio.
una specie di fotocopia paterna...con tutto l'orgoglio riproduttivo E il terrore che comporta in quanto a future cazzate adolescenziali, post-adolescenziali, adulte...tra cui l'arrampicata e l'aPPInismo sono (quasi) il minore dei mali
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda dang » mer ott 10, 2018 19:50 pm

Callaghan ha scritto:
coniglio ha scritto:(...)
poi però penso che forse è altrettanto vero che
l'arrampicata è solo un contenitore vuoto (oppure un'eco):
tutto dipende da quel che tu le dai. e non da quel che pretendi indietro senza proccuparti di cosa la riempi.
e allora sto zitto e cerco di fare dell'autocritica.
boh. chissà.
(...)


belle cose che scrivi.
contenitore vuoto.
un pò come il vivere.
poi lo si riempie, e, come dice crodaiolo, ogni tanto si riempie di talmente tante cose che si fa fatica a ricordare cosa. ma forse perchè la premura è la quantità. o l'azione del riempimento. oppure il beneficio che ci dà quando abitiamo quel contenitore.

nel mio caso, il beneficio è l'assenza dalla vita. quando scalo non ci sono.
e, nel mio caso, mi fa molto piacere non esserci.

farò fatica, credo, a smettere di arrampicare. dovrei trovare forse un motivo serio per esserci, nel vivere, e non la necessità di non esserci.

e spero che pure tu farai fatica a smettere di arrampicare, perchè te lo meriti, di arrampicare.

dai.
ciao coniglio.


Un mio amico ha una figlia che da adolescente ha avuto un attacco di epilessia.
In quel frangente ci ha lasciato dieci anni di vita.
Nei mesi dopo ha pensato a tutto il tempo passato in montagna e non accanto a sua figlia, a tutti i momenti persi.

Non voglio avere di questi rimpianti in futuro: scalare richiede troppo tempo. Oppure devo continuare come fatto negli ultimi anni e
scalare nei soliti quattro posti provando i soliti tiri, che manco mi venivano piu' perche' avevo perso la motivazione e tutto il bello dello scalare.

Adesso con mezza giornata vedo posti bellissimi che non avevo mai guardato perche' non c'erano rocce li vicino.
Le bimbe crescono e vedo la possibilita' di tornare a scalare con loro per il puro piacere di muovermi sulla roccia e non per dare da bere alle mie ossessioni.
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda funkazzista » gio ott 11, 2018 14:05 pm

Guarda te cosa viene fuori da un topic aperto quasi per scherzo...
Il foro sarà anche morente, ma i forumisti sono vivi e vegeti :smt045
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda Callaghan » gio ott 11, 2018 18:57 pm

dang ha scritto:Un mio amico ha una figlia che da adolescente ha avuto un attacco di epilessia.
In quel frangente ci ha lasciato dieci anni di vita.
Nei mesi dopo ha pensato a tutto il tempo passato in montagna e non accanto a sua figlia, a tutti i momenti persi.

Non voglio avere di questi rimpianti in futuro: scalare richiede troppo tempo. Oppure devo continuare come fatto negli ultimi anni e
scalare nei soliti quattro posti provando i soliti tiri, che manco mi venivano piu' perche' avevo perso la motivazione e tutto il bello dello scalare.

Adesso con mezza giornata vedo posti bellissimi che non avevo mai guardato perche' non c'erano rocce li vicino.
Le bimbe crescono e vedo la possibilita' di tornare a scalare con loro per il puro piacere di muovermi sulla roccia e non per dare da bere alle mie ossessioni.


ciao sprang. capisco quel che dici, perfettamente.
e lo capisco talmente tanto che anche io rispetto alla gioventù, vado in bici, sia coi watt sottalculo, sia con la mia trazione animale.

ma non confondere ossessione con necessità; son cose ben diverse.

io ossessione della montagna l'ho sfiorata per contatto caiano e me ne sono liberato subito.
per il resto è sempre stata necessità, e rimarrà tale.

ma questo nulla toglie all'impegno: ho detto più volte che le cose serie sono altre, e sono totalmente d'accordo.
ma esistono necessità imprescindibili, e, per me, il metter mano sulla pietra mi fa stare in una condizione che mi è necessaria, ma non per questo è ossessiva. io sono e resto lucido, e non mi agito compulsivamente.

non credo di riuscirmi a spiegare: la pietra scalata mi da la possibilità di vivere senza pensare, e questo per quel che mi riguarda, lo ritengo una istanza per me necessaria poichè indipendentemente da cose serie o facete, purtroppo se c'è una cosa che non smetto mai di fare è pensare. e mi sono accorto invece che se non lo faccio, per un pò, le cose serie diventano più serie, e le facete più facete. tutto assume una prospettiva più abitabile.
ed essendo questa una necessità, voglio avere attorno solo persone che capiscano questa cosa, o quanto meno la percepiscano.

ciao sprang, non consumare la brianza con le tue gomme.
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda mikesangui » ven ott 12, 2018 14:48 pm

scairanner ha scritto:
paolocar88 ha scritto:Chissà perché la direzione è sempre:

Arrampicata ---> Trail

Raramente il contrario...


Mi stupirei del contrario.
Più invecchi e meno salcazzi vuoi avere.
Il treil è distensivo, rilassante se fatto entro certi limiti, poi comunque se ti prende diventa peggio dell'arrampicata.
Non hai bisogno di un compagno che ti faccia sicura, no gradi, no attrezzatura, no controllo reciproco nodi, se sei stanco torni indietro e non è resting, azzerare è impossibile, lavvista non esiste, no prese segnate, no spit dalla tenuta dubbia e last bat not list puoi mangiare più dolci :mrgreen:


detta così mi vien voglia di cambiare ... :-)
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda Vigorone » ven ott 12, 2018 17:26 pm

Ispettore, grazie perché riesci a dire esattamente quello che penso (e quello che vivo). :D :D :wink: :wink: :P :P

Callaghan ha scritto:ciao sprang. capisco quel che dici, perfettamente.
e lo capisco talmente tanto che anche io rispetto alla gioventù, vado in bici, sia coi watt sottalculo, sia con la mia trazione animale.

ma non confondere ossessione con necessità; son cose ben diverse.

io ossessione della montagna l'ho sfiorata per contatto caiano e me ne sono liberato subito.
per il resto è sempre stata necessità, e rimarrà tale.

ma questo nulla toglie all'impegno: ho detto più volte che le cose serie sono altre, e sono totalmente d'accordo.
ma esistono necessità imprescindibili, e, per me, il metter mano sulla pietra mi fa stare in una condizione che mi è necessaria, ma non per questo è ossessiva. io sono e resto lucido, e non mi agito compulsivamente.

non credo di riuscirmi a spiegare: la pietra scalata mi da la possibilità di vivere senza pensare, e questo per quel che mi riguarda, lo ritengo una istanza per me necessaria poichè indipendentemente da cose serie o facete, purtroppo se c'è una cosa che non smetto mai di fare è pensare. e mi sono accorto invece che se non lo faccio, per un pò, le cose serie diventano più serie, e le facete più facete. tutto assume una prospettiva più abitabile.
ed essendo questa una necessità, voglio avere attorno solo persone che capiscano questa cosa, o quanto meno la percepiscano.

ciao sprang, non consumare la brianza con le tue gomme.
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Re: (Treil) ranning VS clàimbing

Messaggioda gug » lun ott 15, 2018 14:36 pm

Di certo, anche se penso di non praticare davvero trail running ma piuttosto un escursionismo veloce e leggero, credo che questa attività mi piace molto e si coniugherebbe benissimo all'arrampicata.
Il problema naturalmente è il tempo: anche se l'escursionismo veloce ne richiede meno che l'arrampicata, comunque è un'attività che richiede spostamenti e tempi di percorrenza maggiori che la corsa e soprattutto non si può fare con ogni condizione di luce o di tempo come invece altre.
In alcune situazioni sono riuscito a farle convivere (ad esempi quando ero a Bassano e dietro casa avevo più di 1000 m di dislivello disponibili), mentre ora che di base sono nella campagna marchigiana e buona parte della settimana lavoro a Milano, mi è molto più difficile.
Certo le camminate veloci mi donano molta serenità, mi fanno bene e soprattutto le vivo senza l'ansia che invece spesso è associata per me all'arrampicata. Però il problema è che le soddisfazioni che ho a posteriori con l'arrampicata sono molto più intense: sospetto di essere ormai dipendente più dalla soddisfazione "a posteriori" che dal godimento dell'attività in se e questo al contrario di quello che avviene nel camminare in cui mi pare di riuscire a trarre maggior piacere nello svolgimento stesso.
In più il calo di prestazioni per poco allenamento in arrampicata è più impattante che nelle camminate (in un caso certe cose non le fai proprio, nell'altro le fai lo stesso con tempi diversi) e questo fa si che se devo sacrificare qualcosa lo faccio sul lato escursionistico :(
"montagne che varcai, dopo varcate, sì grande spazio d'in su voi non pare"

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