Un paese in lenta decomposizione

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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Sbob » lun set 24, 2018 14:56 pm

Prof che ha menato un alunno -> di solito finisce nel penale -> probabile licenziamento
Coma etilico durante la sua ora -> se dimostrato, finisce nel penale -> probabile licenziamento
Video che si fa i cazzi suoi -> video illegale -> non utilizzabile.

Ovviamente, il tutto con i tempi della giustizia italiana.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » mar set 25, 2018 10:46 am

In linea di massima, penso che la situazione della scuola italiana sia, mutatis mutandis, simile a quella della sanità. Ovvero un sistema sottofinanziato, con personale invecchiato causa blocco del turnover - con i conseguenti rischi di demotivazione, burnout e tutto quel che sappiamo. Ciò detto, non mi stanco di ricordare che il servizio sanitario nazionale è uno dei migliori del mondo per EFFICIENZA (le ultime valutazioni lo collocano al quarto posto a livello globale): questo vuol dire che il contribuente italiano spende relativamente poco rispetto a quanto riceve. Con buona pace delle chiacchiere sugli "sprechi" che abbondano nei bar sport della penisola, nonché nei discorsi dei politici paraculi che se ne servono per giustificare ulteriori tagli.
Quindi bene o male il sistema regge, nonostante le picconate: questo perché c'è tuttora molta gente, fra i lavoratori della sanità come della scuola, che si fa un mazzo tanto per mandare avanti la baracca. Il problema è che questa cosa non potrà andare avanti all'infinito, e se le cose non cambieranno prima o poi i nodi verranno drammaticamente al pettine.

Vedremo quello che succede, anche se fatico ad essere ottimista.

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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda il.bruno » mar set 25, 2018 10:53 am

Una differenza tra scuola e sanità è che nella sanità in molte regioni è ammesso che dei privati offrano il servizio pubblico sotto lo stesso sistema tariffario.
Nella scuola questo non avviene, quindi chi vuole tirare a campare lo fa con molta più tranquillità.
Che la scuola italiana non sia la quarta migliore al mondo nè come efficienza nè come risultati mi pare sotto gli occhi di tutti.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » mar set 25, 2018 11:33 am

Uhm, non sono un esperto di economia sanitaria, ma non saprei fino a che punto la "concorrenza" con il privato stimoli il SSN ad aumentare l'efficienza (proprio perché non si tratta di "concorrenza" in senso stretto).

Dubitativi saluti
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda il.bruno » mar set 25, 2018 13:03 pm

Se non è concorrenza, è almeno un riferimento di livello qualitativo.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda davidezambon1112 » mar set 25, 2018 17:04 pm

il.bruno ha scritto:Una differenza tra scuola e sanità è che nella sanità in molte regioni è ammesso che dei privati offrano il servizio pubblico sotto lo stesso sistema tariffario.
Nella scuola questo non avviene, quindi chi vuole tirare a campare lo fa con molta più tranquillità.
Che la scuola italiana non sia la quarta migliore al mondo nè come efficienza nè come risultati mi pare sotto gli occhi di tutti.

https://www.huffingtonpost.it/2014/05/0 ... 93633.html
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Sbob » mar set 25, 2018 18:10 pm

davidezambon1112 ha scritto:
il.bruno ha scritto:Una differenza tra scuola e sanità è che nella sanità in molte regioni è ammesso che dei privati offrano il servizio pubblico sotto lo stesso sistema tariffario.
Nella scuola questo non avviene, quindi chi vuole tirare a campare lo fa con molta più tranquillità.
Che la scuola italiana non sia la quarta migliore al mondo nè come efficienza nè come risultati mi pare sotto gli occhi di tutti.

https://www.huffingtonpost.it/2014/05/0 ... 93633.html

Il titolista poteva leggere l'articolo:
L'istituto di ricerca inglese The Economist Intelligence Unit ha stilato la prima classifica mondiale delle scuole perfette. Quaranta i paesi esaminati, dal Regno Unito all'Australia al Giappone. Per l'Italia un risultato così e così: si colloca solo venticinquesima

Titolo:
I 25 migliori sistemi scolastici del mondo. L'Italia fanalino di coda.

Se fossimo stati ventiquattresimi avrebbe titolato "I 24 migliori... " :lol:
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda davidezambon1112 » mar set 25, 2018 18:12 pm

Sbob ha scritto:
davidezambon1112 ha scritto:
il.bruno ha scritto:Una differenza tra scuola e sanità è che nella sanità in molte regioni è ammesso che dei privati offrano il servizio pubblico sotto lo stesso sistema tariffario.
Nella scuola questo non avviene, quindi chi vuole tirare a campare lo fa con molta più tranquillità.
Che la scuola italiana non sia la quarta migliore al mondo nè come efficienza nè come risultati mi pare sotto gli occhi di tutti.

https://www.huffingtonpost.it/2014/05/0 ... 93633.html

Il titolista poteva leggere l'articolo:
L'istituto di ricerca inglese The Economist Intelligence Unit ha stilato la prima classifica mondiale delle scuole perfette. Quaranta i paesi esaminati, dal Regno Unito all'Australia al Giappone. Per l'Italia un risultato così e così: si colloca solo venticinquesima

Titolo:
I 25 migliori sistemi scolastici del mondo. L'Italia fanalino di coda.

Se fossimo stati ventiquattresimi avrebbe titolato "I 24 migliori... " :lol:


Nessuno avrebbe letto quell'articolo...
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Sbob » mar set 25, 2018 18:14 pm

Concordo con il fatto che generalmente il ruolo dell'insegnante non sia riconosciuto. La cosa non mi stupisce molto, gia' vengono criticati i medici, che per mestiere ti salvano la pelle, figuriamoci gli insegnanti che per mestiere potrebbero bocciarti il figlio.

La nostra cultura non lo ammette. Potevamo accettarlo quando eravamo con le pezze al culo, male che vada rimaneva con le pezze al culo anche il figlio, se invece andava bene la scuola poteva essere un potente ascensore sociale.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » mar set 25, 2018 20:22 pm

Non vorrei aver capito male, ma mi sembra che fra le due classifiche ci sia una differenza fondamentale: in quella della sanità si valuta l'efficienza, quindi il fatto di spendere poco fa guadagnare punti, mentre in quella della scuola il sottofinanziamento, ribadisco, mi SEMBRA, è valutato negativamente.

Comparativi saluti
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Kinobi » ven gen 25, 2019 13:50 pm

OT
Squola italiana.

Ovviamente la colpa è della mancanza di fondi e del governo, non dei singoli paraculi di professori.

Oggi vado a parlare con la prof. Appuntamento fissato via web assieme ad altri 4 genitori.
Organizza il lavoro per andare dalla prof. Lasciato cellulare. 5 genitori in ferie o permesso visto che la disoccupazione è bassa da noi.
Arrivo nell'istituto, trovo la postazione della Prof ed attendo. Ho posizione 2 (uno davanti a me).
La Prof non arriva.
Educatamente attendiamo.
Dopo 25 minuti di attesa, chiediamo dove sta questa.
La bidella ci dice è ammalata e che doveva avvisarci la prof... intanto mi sta uscendo il fumo dalle orecchie. Gli dico "e togliere il nome dalla postazione o scrivere assente, quello non si poteva fare?"
La bidella asserisce che la bidella sotto ha provato a fermarci per avvisarci, ma non ci ha visto (falso).
Scendo e trovo una prof sul sito della bidella: gli domando e mi dice è ammalata e gli dico che siamo ad un istituto professionale e non in un campo di braccianti e che un Post it con scritto "assente" si poteva mettere. La prof sa che la collega sta male, ma se ne sbatte.
Poi vado dalla bidella che "avrebbe dovuto fermarci", che è seduta, sta mangiando uno yogurt ore 10,28, e gli spiego il problema e mi dice "ha ragione". Gli ripeto la tiritera del post-it. L'unica cosa che dice è "ha ragione". Spero il yogurt la mandi a cagare.

Che paese di sterco. La colpa è di Salvini, dei negri, dei 5S.
Fine OT
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda il Duca » ven gen 25, 2019 14:44 pm

Kinobi ha scritto:...


Guarda, ti quoto in pieno.
Io lavoro in un centro di formazione professionale (CFP), dunque una scuola che dipende dalla Regione Lombardia.
Siamo una cooperativa accreditata, che riceve finanziamenti dalla Regione la quale ci controlla chirurgicamente (giustamente); considera che lo scorso anno abbiamo avuto 8 ispezioni (tutte andate a buon fine).
I nostri finanziamenti sono meno della metà di quelli che riceve una qualunque scuola statale a parità di numero alunni, con la differenza che se c'è qualcosa fuori posto a noi ci multano e ci chiudono, lasciandoci quindi tutti a casa (visto che non siamo dipendenti pubblici). Questo è più che un incentivo a fare le cose fatte bene, con tutte le difficoltà che ci possono essere. E infatti, pur avendo un'utenza non proprio semplice, tutti i nostri alunni che finiscono la scuola lavorano, perché il mondo del lavoro riconosce la professionalità insegnata qui.

Quando sento cosa succede nelle scuole statali, senza che nessuno paghi mai niente perché è sempre colpa di qualcun'altro, mi viene davvero voglia di prendere in mano il lancia fiamme!
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda mfg » ven gen 25, 2019 16:01 pm

Infatti più è alta la tutela dei lavoratori più è alto il tasso di disoccupazione.....
Saluti
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda il Duca » ven gen 25, 2019 16:07 pm

Diciamo però che c'è una certa differenza tra tutela dei lavoratori (sacrosanta) e copertura dei fancazzisti.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda mfg » ven gen 25, 2019 16:17 pm

Certamente.
Ma leggendo il tuo posto nel quale dici che se non fate bene il vostro lavoro si chiude la baracca e questo crea una dinamica positiva il primo pensiero è stato quello.
Poi ovviamente a semplificare si sbaglia sempre....ma sicuramente avere dei benefici direttamente dalla qualità e quantità del propio lavoro aiuta a farlo bene anzi molto bene.
Saluti
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda il Duca » ven gen 25, 2019 16:43 pm

Il succo del mio discorso era un po' diverso.
Ci si continua a piangere addosso che nella scuola italiana ci sono pochi soldi.
Però il problema principale è che nella scuola italiana c'è troppa gente che non è lì per fare bene il proprio mestiere, ma per vivacchiare lamentandosi delle colpe altrui. Una docente che non segnala al genitore la propria assenza (come nel racconto di Kinobi), da noi verrebbe alzata da terra dal preside. Poi, per l'amore del cielo, capita a tutti di sbagliare. Capita anche che uno dei miei elettricisti per sbaglio fa saltare in aria il quadro elettrico, perché si è dimenticato di collegare il dispositivo, ma non per questo si salva da una bella lavata di capo.
Visto che la scuola (compresa quella dove lavoro io) viene pagata coi soldi versati dai cittadini (quindi anche con i miei), mi sembra più che giusto che chi beneficia di uno stipendio, debba rispondere del proprio lavoro (ragionamento che alla maggioranza degli insegnanti statali sembra assurdo).
Penso che ognuno di voi, nel proprio luogo di lavoro, sottostà a questa semplice legge, mi sembra normale.
Che poi i soldi siano veramente pochi rispetto a quelli che servono è tutto da vedere. Visto che noi riceviamo molto meno eppure forniamo aule decenti, laboratori professionali e laboratori informatici, abbiamo i docenti sotto lo stesso contratto delle altre scuole e paghiamo regolarmente l'affitto della struttura in cui siamo.

P.S. non è che io lavori in miniera sotto la frusta del padrone, ma se faccio una cazzata e commetto errori che portano la mia azienda a un disservizio, pago (giustamente) con una lettera di richiamo. Anche perché (giustamente) chi mi paga, mi paga per un certo tipo di servizio.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » ven gen 25, 2019 16:56 pm

Mah.
Io personalmente non sono d'accordo con una certa impostazione, cioè che si debba usare il bastone per ottenere che le persone lavorino bene. Ma sono abituato ad avere posizioni minoritarie quindi ne ne faccio una ragione (cit. uno che non mi sta simpatico).
Poi sulla questione scuola...nella famiglia mia e di mia moglie c'è pieno di insegnanti, dunque probabilmente non sono obiettivo. Però mi viene da dire
1) gli studenti che emigrano dall'Italia in altri paesi di solito ottengono buoni risultati, ciò che fa pensare che la preparazione non sia proprio pessima
2) sulle criticità della scuola italiana (che ci sono, ci mancherebbe) si potrebbero fare lunghi discorsi. Io personalmente dubito che si risolverebbero con più cazziatoni e lettere di richiamo. Magari pero mi sbaglio io...

Anacronistici saluti
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda pesa » ven gen 25, 2019 17:24 pm

e diciamo pure che a fronte della professoeressa del figlio di kinobi, ci sono in giro anche professori come questo qua:
https://www.globalist.it/news/2019/01/2 ... 36520.html

alle nostre latitutdini, fare il/la prof. sta diventando un mestiere sempre più eroico...
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Kinobi » ven gen 25, 2019 19:09 pm

@Tac: sono figlio di un preside e fratello di un docente universitario. A me non risulta quello che dici te. Gli studenti bravi che se ne vanno trovano lavoro bene, gli altri no. Se io mi comportassi come la prof con un mio cliente, assieme a tutti i paraculi che se ne sono sbattuti i maroni nel non coprirmi, perderemmo tutti il cliente che significa il lavoro.

@il Duca: non è un racconto, sono fatti.

@ mfg: se uno fa un lavoro, dovrebbe farlo bene. Se non gli va bene la mancanza di gratificazione o lo stipendio, alza le chiappe e se ne va. Easy. Probabilmente la paura di perdere lo staus quo aquisito tiene la gente rivettata alla sedia, di fatto, impendedo a gente più motivata e capace di prendere il suo posto = la tutela del lavoratore va a discapito dei più giovani, spesso più motivati, spesso più preparati. Detto tutto questo, la prima sanzione per la prof (ed in parte anche per gli altri fancazzisti, in particolare per la yogutara se effettivamente era il suo lavoro avvisare i genitori all'entrata) sarebbe di togliergli ferie per le ore che il contribuente (suo datore di lavoro) ha perso sua negligenza.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Kinobi » ven gen 25, 2019 19:18 pm

pesa ha scritto:e diciamo pure che a fronte della professoeressa del figlio di kinobi, ci sono in giro anche professori come questo qua:
https://www.globalist.it/news/2019/01/2 ... 36520.html

alle nostre latitutdini, fare il/la prof. sta diventando un mestiere sempre più eroico...


Vedi, certamente la professoressa ammalata avrà avuto i suoi motivi (malattia) per paccare tutti. Per "una partita IVA", paccare i clienti così, è duro da accettare perchè è impossibile a meno che tu non sia il padre eterno. Quando te lo fanno (seduti suu n posto inviolabile), ti rode il culo. Da climber, ti stra-rode il cuolo che potevo andare in falesia invece...
Non discuto la capacità della prof, magari fa il suo lavoro bene = didattica. Fare 5 SMS o 5 whats up non fa parte del bagaglio di un prof? . Da essere umano avere un appuntamento e paccare, è una cosa fastidiosa.
Però altre tre suoi colleghi, pur sapendo che non c'era e vedono li la gente in piedi, non fanno nulla?
Tutto ciò non c'entra nulla con il tuo esempio.
Qui non si discute di didatti, si discute di senso civico.
Pace
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