Un paese in lenta decomposizione

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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda steazzali » mer set 19, 2018 18:00 pm

mah..
ho insegnato per 4 anni in 2 scuole diverse, 2 anni a Vicenza e 2 anni a Cremona.
ho 2 bimbi a scuola, però sono piccoli e non fanno ancora statistica.

io ho sempre trovato strutture ottime, con addirittura surplus di tecnologia (ipad a ogni alunno , LIM in tutte le aule, laboratori in ordine ecc...)
docenti preparati e soprattutto disponibili, io ero il più scarso, sicuro.

alunni terrificanti, ma erano scuole complicate, dove arrivano gli alunni che altre scuole hanno bocciato, espulso, ecc....
un ex collega, prof di matematica mi ha raccontato recentemente che ha cambiato scuola e ora insegna in un liceo linguistico : "ogni tanto mentre scrivo alla lavagna mi volto di scatto credendo che gli alunni siano tutti fuggiti e invece sono semplicemente al loro posto , in silenzio" :mrgreen:

io avevo trovato problemi enormi con quasi tutti gli alunni meridionali e con alcuni stranieri : quasi tutti i marocchini (ma avevo il vantaggio di aver abitato a Casablanca per qualche mese da piccolo, alle prime lezioni quando facevano gli stronzi gli dicevo "keembo" e si zittivano stupefatti - vuol dire idiota - ) e con alcuni sinti, alcuni erano educatissimi, quelli che non lo erano erano degli sbandati totali.

non ho trovato situazione di impreparazione sistematica da parte dei docenti, inadeguatezza dei dirigenti, strutture fatiscenti, ecc....
tutto ero abbastanza in ordine, ma era molto difficile insegnare, il limite dell'attenzione di una classe era di qualche minuto, in ogni materia, con prof severi o accomodanti, con prof brillanti o noiosi, con professori esperti o giovani.

fra le cose significative : la dipendenza dai cellulari era motivo di scontro continuo, grana quasi insormontabile .
un bel guaio.

negli anni ho maturato una riflessione da 2 lire : c'è un notevole carico di richiesta di produttività scolastica fin dalle elementari, a voler essere pignoli fin dall'asilo. io fino ad analisi 2 non ho rotto i coglioni a nessuno , la maestra dell'asilo di mio figlio al primo colloquio mi ha detto che è un po' distratto... mio figlio non aveva ancora compiuto 3 anni :mrgreen: ,ma si fa per ridere eh, la maestra la adoro...

dicevo... c'è una richiesta di produttività scolastica molto precoce: alle elementari i bimbi fanno ore di compiti, alle medie di più, devono raggiungere gli obbiettivi, le unità formative si chiamano, arrivano a 17 anni ghisati dallo studio, due palle così, quando invece dovrebbero iniziare a studiare seriamente a quell'età, decidere cosa fare, decidere di farsi il culo sui libri, e invece non vedono l'ora di buttarli, i libri. perchè comuque , fuori quelli che ce la fanno hanno la faccia come dimaio :mrgreen:

c'è poca preparazione atletica nello studio, poca tattica.
non ho mica una soluzione eh, era solo per fare 3 parole ...
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Achille_piè_veloce » mer set 19, 2018 18:44 pm

steazzali ha scritto:arrivano a 17 anni ghisati dallo studio, due palle così, quando invece dovrebbero iniziare a studiare seriamente a quell'età, decidere cosa fare, decidere di farsi il culo sui libri, e invece non vedono l'ora di buttarli

bel tema sollevato.
diciamo che a me non pare sia una scuola che insegni ed educhi nell'età adolescenziale che è critica.
ma tanto adesso ci sarà l'alternanza scuola lavoro, che culo, così si diventa a far parte dell'ingranaggio "lavora-produci-consuma-muori" prima di accorgersene :lol:
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » mer set 19, 2018 21:45 pm

A me (che sono figlio, marito, genero nonchė amico di insegnanti) pare che alla scuola di facciano richieste poco ragionevoli.

Ci sono tromboni insopportabili alla Galimberti, che dall'alto delle loro privilegiatissime cattedre pontificano su tutto quello che dovrebbero fare e non fanno insegnanti che si arrabattano in scuole di frontiera, con ragazzi stranieri che a malapena sanno l'italiano, genitori bulli (cit.Mattarella), presidi sceriffi e chi più ne ha più ne metta.

Inoltre la scuola dovrebbe fare: educazione sessuale, educazione stradale, prevenzione delle dipendenze...a un certo punto si era anche detto che gli insegnanti devono accertarsi dell'adeguatezza dei pullmann delle gite scolastiche (mo' mia moglie dovrebbe improvvisarsi meccanico gommista ed elettrauto... :mrgreen: ).
Nei ritagli di tempo poi ci sarebbero anche i programmi "curricolari", ma quello è un dettaglio.

Non so, è un tema su cui si potrebbe discutere all'infinito. Cosa certa è che finché si continua a pretendere di fare le nozze coi fichi secchi i risultati non potranno essere entusiasmanti. E comunque mi spiace vedere le guerre fra poveri, fra dipendenti privati (sfruttatissimi), lavoratori del pubblico, sempre più vituperati e delegittimati, autonomi oberati eccetera.

Amareggiati saluti
TSdG
In nihil ab nihilo quam cito recidimus.

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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Kinobi » gio set 20, 2018 9:07 am

tacchinosfavillantdgloria ha scritto:...
Amareggiati saluti
TSdG


Sai quale è il problema, o i problemi?
Alcuni docenti sono vecchi, demotivati ed inadeguati. Magari alcuni lustri fa erano buoni docenti, ora non lo so. Questi docenti andrebbero messi ad altre mansioni tipo bidelli o licenziati (magari a stipendio minore). E' quello che si farebbe in natura e si fa in paesi civili. I giovani che sono forti tirano la baracca, i vecchi fanno mansioni umili (tipo i posteggiatori che trovi in Germania, ruolo di norma riservato a laureati giovani in Italia).
In natura ci sono due cose certe: la mamma e la morte e null'altro. Quando si diventa statale, si ottiene una terza cosa: il posto fisso inviolabile. Non bisogna nascondersi dietro un dito, alcuni docenti andrebbero licenziati senza ammortizzatori sociali. Tutta la categoria ne beneficerebbe.
La mia esperienza con i docenti è di una grande supponenza e superiorità. Non so bene chi si credano di essere. Alle volte parlano con un genitore laureato come se fosse un deficiente, ma magari il genitore ha Economia e Commercio a Cà Foscari, mentre il Prof ha Economia Aziendale a Catanzaro... Basterebbe instaurare una graduatoria di merito.
Infine: il mondo del lavoro è cambiato. Questo dovrebbe valere per tutti, Prof inclusi. Non credo che un prof di lettere diventi un buon meccanico, però della mia professione sono stato costretto pena "allontanamento" a:
Passare da guidare una macchina ad un furgone. Allestire show rooms e visual merchandising (vetrinista). Curare e montaggio illuminazione, incluso posa fili e collegamenti,. Usare in maniera professionale 4 gestionali diversi. Alto livello di uso di Excel. Test di tessuti... ecc ecc.
Ciò significa che se il lavoro evolve, anche il lavoratore dovrebbe evolversi: se non gli va bene, ebbene, dovrebbe cercare un lavoro diverso.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Sbob » gio set 20, 2018 9:29 am

Il posto fisso inviolabile esiste anche nelle grandi aziende. La richiesta di mansioni improprie non e' un problema di adattamento degli insegnanti, ma di svalutazione della loro attivita' "core".

In quanto a supponenza, i tuoi commenti sugli insegnanti non mi sembra che depongano a tuo favore :twisted:
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda il.bruno » gio set 20, 2018 9:55 am

con la differenza che gli stipendi nelle grandi aziende private non li paghiamo noi.

in generale, bisognerebbe investire di più nella scuola. anche alzare gli stipendi degli insegnanti, in modo che non diventi un rifugio di chi altra occupazione non trova da fare nella vita, ma sia una professione attraente per persone più qualificate.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda pesa » gio set 20, 2018 10:18 am

il.bruno ha scritto:con la differenza che gli stipendi nelle grandi aziende private non li paghiamo noi.

in generale, bisognerebbe investire di più nella scuola. anche alzare gli stipendi degli insegnanti, in modo che non diventi un rifugio di chi altra occupazione non trova da fare nella vita, ma sia una professione attraente per persone più qualificate.


naturalmente, è così. tenendo presente però che non è sempre solo questione di soldi.
c'è innanzi tutto una questione culturale&sociale: la scuola deve essere avvertita come uno dei 2-3 pilastri fondamentali. l'atteggiamento dei genitori nei confronti della scuola e degli insegnanti non può essere di delegittimazione. pena il depotenziamento, agli occhi dei figli studenti, dell'autorità della istituzione scolastica. con tutto quel che inevitabilmente ne conseguirà.

inoltre, esistono in giro pel mondo studi ed "esperimenti" pedagogici volti al miglioramento dei metodi di insegnamento. su questo fronte, al di là delle lavagne lettroniche, da noi si è fatto poco o niente. non servono necessariamente più soldi, basterebbero organizzazione e intelligenza. e naturalmente la volontà di spendersi per qualcosa che darà i suoi frutti non domani, ma tra una generazione...
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Kinobi » gio set 20, 2018 13:13 pm

Sbob ha scritto:Il posto fisso inviolabile esiste anche nelle grandi aziende. La richiesta di mansioni improprie non e' un problema di adattamento degli insegnanti, ma di svalutazione della loro attivita' "core".

In quanto a supponenza, i tuoi commenti sugli insegnanti non mi sembra che depongano a tuo favore :twisted:


Ci sono milioni di persone che non lavorano nelle grande aziende. Per quelli non esiste Il posto fisso inviolabile. La differenza, è che nel pubblico è il contribuente che paga obbligatoriamente, mentre per il privato hai una (difficile) possibilità di scelta.

Non credo si tratti di attività "core". Credo si tratti di voglia di lavorare e supponenza dettata soprattutto dal fatto, che qualsiasi cosa capiti, loro stanno dove sono qualsiasi cosa accada, e gli altri s'inculano. A cui si aggiunge l'inviolabile certezza che anche se non sei più all'altezza della tua professione, hai la certezza che nessuno potrà mai toccarti.

Però non so da quanto tempo Sbob non vai più a parlare con i professori, o vedi le squole italiane. Posso dirti che mi sono trovato la mia prof di informatica che insegnava a mio figlio la stessa materia. Non ti dico il ricordo che ho della prof, ma francamente in una materia in rapida evoluzione, sono rimasto stupito.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Kinobi » gio set 20, 2018 13:15 pm

il.bruno ha scritto:con la differenza che gli stipendi nelle grandi aziende private non li paghiamo noi.

in generale, bisognerebbe investire di più nella scuola. anche alzare gli stipendi degli insegnanti, in modo che non diventi un rifugio di chi altra occupazione non trova da fare nella vita, ma sia una professione attraente per persone più qualificate.


Lo stipendio dovrebbe essere correlato ai meriti. Ci dovrebbe essere la meritocrazia. Ovvero il contrario delle conquiste moderne dei sindacati.
Posso anche aggiungere che per rendere il posto più appetibile ai migliori (e non solo per gli sfigati con le eccezioni che confermano la regola), anche cambiare l'ambiente di lavoro aiuterebbe: alcuni ragazzi oggi sono effettivamente difficili da gestire e no si sa come gestirli.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Achille_piè_veloce » gio set 20, 2018 13:26 pm

Kinobi ha scritto:
il.bruno ha scritto:con la differenza che gli stipendi nelle grandi aziende private non li paghiamo noi.

in generale, bisognerebbe investire di più nella scuola. anche alzare gli stipendi degli insegnanti, in modo che non diventi un rifugio di chi altra occupazione non trova da fare nella vita, ma sia una professione attraente per persone più qualificate.


Lo stipendio dovrebbe essere correlato ai meriti. Ci dovrebbe essere la meritocrazia. Ovvero il contrario delle conquiste moderne dei sindacati.
Posso anche aggiungere che per rendere il posto più appetibile ai migliori (e non solo per gli sfigati con le eccezioni che confermano la regola), anche cambiare l'ambiente di lavoro aiuterebbe: alcuni ragazzi oggi sono effettivamente difficili da gestire e no si sa come gestirli.

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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda il.bruno » gio set 20, 2018 14:51 pm

Achille_piè_veloce ha scritto:
Kinobi ha scritto:
il.bruno ha scritto:con la differenza che gli stipendi nelle grandi aziende private non li paghiamo noi.

in generale, bisognerebbe investire di più nella scuola. anche alzare gli stipendi degli insegnanti, in modo che non diventi un rifugio di chi altra occupazione non trova da fare nella vita, ma sia una professione attraente per persone più qualificate.


Lo stipendio dovrebbe essere correlato ai meriti. Ci dovrebbe essere la meritocrazia. Ovvero il contrario delle conquiste moderne dei sindacati.
Posso anche aggiungere che per rendere il posto più appetibile ai migliori (e non solo per gli sfigati con le eccezioni che confermano la regola), anche cambiare l'ambiente di lavoro aiuterebbe: alcuni ragazzi oggi sono effettivamente difficili da gestire e no si sa come gestirli.

occhio quando si stabilisce cosa costituisce merito

concordo con Kinobi.
certamente occorre misurare correttamente il merito e non è semplice. se poi gli insegnanti si oppongono a prescindere ad una misurazione del merito (come ho spesso avuto la senzazione che succeda, dal dibattito pubblico su questi temi), diventa ancora più difficile.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda grip » gio set 20, 2018 15:34 pm

il.bruno ha scritto:
Achille_piè_veloce ha scritto:
Kinobi ha scritto:
il.bruno ha scritto:con la differenza che gli stipendi nelle grandi aziende private non li paghiamo noi.

in generale, bisognerebbe investire di più nella scuola. anche alzare gli stipendi degli insegnanti, in modo che non diventi un rifugio di chi altra occupazione non trova da fare nella vita, ma sia una professione attraente per persone più qualificate.


Lo stipendio dovrebbe essere correlato ai meriti. Ci dovrebbe essere la meritocrazia. Ovvero il contrario delle conquiste moderne dei sindacati.
Posso anche aggiungere che per rendere il posto più appetibile ai migliori (e non solo per gli sfigati con le eccezioni che confermano la regola), anche cambiare l'ambiente di lavoro aiuterebbe: alcuni ragazzi oggi sono effettivamente difficili da gestire e no si sa come gestirli.

occhio quando si stabilisce cosa costituisce merito

concordo con Kinobi.
certamente occorre misurare correttamente il merito e non è semplice. se poi gli insegnanti si oppongono a prescindere ad una misurazione del merito (come ho spesso avuto la senzazione che succeda, dal dibattito pubblico su questi temi), diventa ancora più difficile.




Un titolare d'azienda calcola il merito del propio capo linea ( linea di 20/30 dipendenti) ...calcolando alla sera paia prodotte e qualità' del prodotto.

esamino agli studenti da parte dell'istituto prima della fine del quadrimestre e valuti sia loro che il loro docente......

se la media e' sotto la sufficienza.....beh forse anche colpa dell'insegnante...

comunque io ho insegnato tecnica calzaturiera a spot per 3 sabati a delle ragazze( 22 ragazze tra i 16 e 17 anni) del quarto anno in una scuola di moda e modelleria in modo gratuito......alla fine della terza lezione presentazione lavori fatti....e mi hanno pure preparato un vassoio di pasticcini e bottiglia per ringraziarmi :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

quando mi son presentato loro ha detto :"buongiorno ragazze saro' il vs tutor per 3 sabati ed ho la terza media".!! mi han subito voluto bene e capito che ok studiare ma bisogna VOLER fare !! per emergere :lol: :lol:
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda priabonese » gio set 20, 2018 15:38 pm

.
Ultima modifica di priabonese il gio gen 31, 2019 17:57 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda grip » gio set 20, 2018 16:07 pm

priabonese ha scritto:Alla fine, come temevo, da un post che, numeri alla mano, parlava del fatto che l'Italia è il paese che tra le altre cose investe meno nell'istruzione rispetto la media UE/OCSE, si è finiti come costume di questo paese, alla caccia alle streghe. E prima che mi si dica, "da quanto non hai a che fare con un professore", è da circa le 740 di mattina che sono qui, a scuola (non come studente :mrgreen: ). Per fortuna nella realtà in cui vivo (semi periferia di un capoluogo del "ricco" nord-est), l'alleanza scuola-famiglia sta reggendo bene, in attesa che gli indicatori del merito ci consiglino di trovarci un altro mestiere :mrgreen:


beh dai stai lavorando sodo :mrgreen: :mrgreen:
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Keith » gio set 20, 2018 16:38 pm

Viva i professori, abbasso i genitori!
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda grip » gio set 20, 2018 17:19 pm

Keith ha scritto:Viva i professori, abbasso i genitori!


w professoresse e le mamme degli studenti :mrgreen:
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Kinobi » gio set 20, 2018 20:12 pm

priabonese ha scritto:Alla fine, come temevo, da un post che, numeri alla mano, parlava del fatto che l'Italia è il paese che tra le altre cose investe meno nell'istruzione rispetto la media UE/OCSE, si è finiti come costume di questo paese, alla caccia alle streghe. E prima che mi si dica, "da quanto non hai a che fare con un professore", è da circa le 740 di mattina che sono qui, a scuola (non come studente :mrgreen: ). Per fortuna nella realtà in cui vivo (semi periferia di un capoluogo del "ricco" nord-est), l'alleanza scuola-famiglia sta reggendo bene, in attesa che gli indicatori del merito ci consiglino di trovarci un altro mestiere :mrgreen:


Io ho letto il rapporto. Non so se tu lo hai letto bene.
Tra le altre cose c'è scritto:

"...che il sistema scolastico italiano, dalla primaria all’università, non funziona affatto bene, è organizzato e pianificato in modo troppo centralizzato e ha il corpo docente più anziano e tra i meno pagati al mondo.
...
SUCCEDE POI che gli italiani vadano sempre più all’estero per laurearsi: +36% negli ultimi tre anni, mentre il numero di studenti stranieri iscritti all’università in Italia è aumentato solo del 12% perché, secondo il rapporto, le competenze trasmesse dall’università non sembrano quelle ricercate dalle imprese.

Evidentemente un motivo c’è. Rivelano gli studiosi dell’Ocse che gli insegnanti italiani continuano a essere tra i più anziani nel panorama internazionale (il 58% ha più di 50 anni). E i loro stipendi sono inferiori alla media dei 36 paesi aderenti all’organizzazione (mentre il divario tra la retribuzione degli insegnanti e quella dei dirigenti scolastici è il più elevato). Al top della carriera, il salario di un docente raggiunge tra il 79% (scuola primaria) e l’86% (scuola pre-primaria) della media Ocse a un analogo livello. Di contro, le ore di insegnamento nette vanno dalle 945 della pre-primaria alle 626 della scuola secondaria, sotto le medie Ocse (1.029 nella pre-primaria, 701 per la secondaria inferiore e 655 per la superiore). E le classi sono leggermente meno numerose della media. Da notare che il corpo docente è composto per la grande maggioranza da donne.
...
Gilda Maussier"


Quello che leggo, oltre al resto è che:
-Prof vecchi
- Prof che lavorano meno dei colleghi europei più pagati (e te credo, lavorano di più).
- università (Prof?) che non formano docenti secondo le richeiste del mercato del lavoro.
Si, è vero, si spara sul mucchio :mrgreen: bersaglio ampio e facile da centrare perchè molto grande.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda scairanner » gio set 20, 2018 20:55 pm

Kinobi ha scritto:
priabonese ha scritto:Alla fine, come temevo, da un post che, numeri alla mano, parlava del fatto che l'Italia è il paese che tra le altre cose investe meno nell'istruzione rispetto la media UE/OCSE, si è finiti come costume di questo paese, alla caccia alle streghe. E prima che mi si dica, "da quanto non hai a che fare con un professore", è da circa le 740 di mattina che sono qui, a scuola (non come studente :mrgreen: ). Per fortuna nella realtà in cui vivo (semi periferia di un capoluogo del "ricco" nord-est), l'alleanza scuola-famiglia sta reggendo bene, in attesa che gli indicatori del merito ci consiglino di trovarci un altro mestiere :mrgreen:


Io ho letto il rapporto. Non so se tu lo hai letto bene.
Tra le altre cose c'è scritto:

"...che il sistema scolastico italiano, dalla primaria all’università, non funziona affatto bene, è organizzato e pianificato in modo troppo centralizzato e ha il corpo docente più anziano e tra i meno pagati al mondo.
...
SUCCEDE POI che gli italiani vadano sempre più all’estero per laurearsi: +36% negli ultimi tre anni, mentre il numero di studenti stranieri iscritti all’università in Italia è aumentato solo del 12% perché, secondo il rapporto, le competenze trasmesse dall’università non sembrano quelle ricercate dalle imprese.

Evidentemente un motivo c’è. Rivelano gli studiosi dell’Ocse che gli insegnanti italiani continuano a essere tra i più anziani nel panorama internazionale (il 58% ha più di 50 anni). E i loro stipendi sono inferiori alla media dei 36 paesi aderenti all’organizzazione (mentre il divario tra la retribuzione degli insegnanti e quella dei dirigenti scolastici è il più elevato). Al top della carriera, il salario di un docente raggiunge tra il 79% (scuola primaria) e l’86% (scuola pre-primaria) della media Ocse a un analogo livello. Di contro, le ore di insegnamento nette vanno dalle 945 della pre-primaria alle 626 della scuola secondaria, sotto le medie Ocse (1.029 nella pre-primaria, 701 per la secondaria inferiore e 655 per la superiore). E le classi sono leggermente meno numerose della media. Da notare che il corpo docente è composto per la grande maggioranza da donne.
...
Gilda Maussier"


Quello che leggo, oltre al resto è che:
-Prof vecchi
- Prof che lavorano meno dei colleghi europei più pagati (e te credo, lavorano di più).
- università (Prof?) che non formano docenti secondo le richeiste del mercato del lavoro.
Si, è vero, si spara sul mucchio :mrgreen: bersaglio ampio e facile da centrare perchè molto grande.


Le ore di insegnamento nette sono un dato parziale, sarebbe più corretto comparare il tempo dedicato complessivamente a tutte quelle attività
inerenti all'insegnamento, che variano di molto in base alla materia insegnata (anche di infinito, che è il rapporto tra chi si lascia il lavoro alla spalle una volta uscito dall'aula e chi se lo porta fin dopo cena).
In ogni caso discorsi inutili, perchè come si evince dal rapporto, mancano i dati dell'Italia (vai a pag. 7 di 17).
Posso solo assicurarti che essendo strettissimo parente di un'insegnante, e vedendo tutti i giorni quante ore dedica a questo lavoro, chi pulisce le scale dei condomini, con la terza media (e non parlo di birra), guadagna sicuramente di più, di lei e di moltissimi altri che, contrariamente a quanto pensi tu, si dedicano anima e corpo a questo lavoro.

https://www.oecd-ilibrary.org/docserver/eag-2018-31-en.pdf?expires=1537470228&id=id&accname=guest&checksum=ABC00EE957194EF30D5882161DA5A0DB
-Come sarà la scalata di Adam Ondra nel 2030?
-Arrampicherò di certo. Spero di non scalare peggio di quanto non faccia ora...


-meno internet, più cabernet
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda priabonese » gio set 20, 2018 21:38 pm

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Ultima modifica di priabonese il gio gen 31, 2019 17:58 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: Un paese in lenta decomposizione

Messaggioda Kinobi » gio set 20, 2018 23:06 pm

priabonese ha scritto:Finchè sono sparate a salve, non fanno nemmeno il solletico le tue :mrgreen:

Parto da lontano (puoi anche omettere questa parte). Da una parte vedo molta supponenza nelle tue parole, come ti hanno fatto notare anche in questo topic. In mille messaggi letti tra qui (e ci aggiungo FV) penso di non aver mail letto un'ammissione, anche lieve, di errore. Il tuo è sempre il verbo, che si parli di kN, montagna, fighe, sanità, scuola, diopatriafamiglia. Di fronte a testimonianze di chi nel mondo della scuola ci vive e lavora (penso al messaggio di steazzali, a quello della moglie - se ho inteso giusto- dell'utente tacchino... io non mi ci metto, sono un modesto) non hai battuto un ciglio. L'esperienza tua, che tra l'altro non ho nemmeno contestato nella sostanza circoscritta al tuo specifico caso familiare, è rappresentativa di tutto il mondo scolastico. Dall'altro il solito livore, come se a lavorare e a fare sacrifici ci fossi solo tu, da buon veneto che versa 3000 euro a cranio allo stato centrale (ma gliene avanzano comunque 1000, neonati compresi, all'anno da investire alle slot machine ... http://www.veneziatoday.it/attualita/ve ... nette.html ... ci finanziavamo un altro Mose, senza mettere al gabbio Galan :D ). Con i soliti neanche tanto velati riferimenti sprezzanti ai meridionali e, nell'ultimo tuo sottolineato, anche alle donne: ho inteso male?

Non ti conosco di persona, quindi valuto solamente delle parole scritte su di uno schermo, e quindi, sinceramente ti chiedo scusa nel caso avessi frainteso.

Venendo alla sostanza,

-Prof vecchi
- Prof che lavorano meno dei colleghi europei più pagati (e te credo, lavorano di più).
- università (Prof?) che non formano docenti secondo le richeiste del mercato del lavoro.


non ci vedi in questo che hai riportato, la mancanza di investimenti che le statistiche riportano. Quello 0.7% in meno del PIL, tradotto in schei, sono un paio di decine di miliardi di euro (l'anno) che lo stato ha omesso di investire nel corso degli anni. Sai quanti giovani professori da inserire e formare, per un fisiologico turnover, si potrebbero assumere con una parte di quelle cifre. E fare aggiornamento e formazione a quelli di ruolo. Comprare attrezzature per laboratori e attività extrascolastiche, LIM nelle classi (avercene alle medie inferiori...) e via discorrendo.

Il dato delle ore lavorate è, poi, il solito dato fuorviante (come quando si dice che lavoriamo meno dei tedeschi... eh come no!): se la scuola, che come cita il rapporto che tu hai letto bene, è male organizzata, questo comporta che a parità di ore lavorate il servizio offerto è meno efficiente, ma per renderlo adeguato, come fa la quasi totalità dei colleghi con cui ho lavorato in questi anni (evidentemente non nelle scuole dei tuoi figli, ad occhio sto un paio di province più a west) si smazza -lavorativamente parlando- extraorario.

L'ultimo punto -università (Prof?) che non formano docenti secondo le richeiste del mercato del lavoro- intendevi dire laureati o docenti? Attualmente, se intendevi il reclutamento degli insegnati- secondo quanto stabilito dalla Buona Scuola (governo Renzi) a fine percorso universitario (che sia filologia antica o fisica quantistica), prolunghi gli studi di 6/12 mesi per acquisire dei crediti psico-antro-pedagogici e poi ti fai 3 anni (di cui uno a 400 euro al mese...) di formazione e inserimento graduale nel mondo della scuola (il cosiddetto FIT). Ma il nuovo ministro ha fatto capire (non emanando ancora nulla) che il FIT cambierà modalità di organizzazione, ma è un gran dire tutto e il contrario di tutto al momento, nonostante le promesse elettorali dei gialloverdi (e dei due concorsi previsti nel 2018, decretati dalla -nientepopodimeno- ministra Fedeli, nel 2018, ... nemmeno l'ombranè quest'anno nè probabilmente il prossimo: a voglia svecchiare!) E sai perchè? Perchè costano! Meglio andare avanti con i precari, con contratti di 9 mesi, assunti e licenziati, senza possibilità di continuità didattica, ogni anno. E parliamo di oltre un quarto del totale del corpo docenti alle medie inferiori, e superiori, tra cui il 90% su sostegno e alte percentuali (30/40%) nelle materie scientifiche.

Per concludere ci metto del mio partendo da una considerazione (che condivido) dell'utente tacchino, quando ha scritto che alla scuola ormai, di fronte ad una evidente crisi della famiglia e della comunità (vi ricordare il campetto sotto casa e l'oratorio... io ci crebbi) è demandato tutto un insieme di responsabilità (educazione all'affettività, sessuale, civica... del livello di pressione degli pneumatici e delle condizioni psicofisiche dell'autista del pulmino, e non è uno scherzo) che finiscono con il depauperare l'attività curricolare. Senza contare tutto il sostegno che diamo alle famiglie in difficoltà, sotto il profilo educativo, psicologico (anche economico alle volte). Un anno ho avuto in prima superiore un ragazzino affetto da sindrome di Asperger senza sostegno per un anno intero, perchè la famiglia non si era premunita di farlo visitare e quindi senza certificazione non c'è assegnazione da parte del Provveditorato. Non so se sapete di cosa si tratta, all'epoca anch'io non ne sapevo nulla, quanto pensate che sia riuscito ad essere efficace quell'anno nel mio insegnamento?

Ultima cosa detta dall'utente pesa sulla preparazione pedagogica dell'insegnante. E' evidente che non siamo preparati, siamo tutti laureati nella nostra materia, ma l'esperienza ce la siamo fatta, nel bene e nel male, senza una preparazione specifica sulla pedagogia e sulla metodologia didattica. Ma da monte (presidi, coordinamento dei presidi, ambiti territoriali, provveditori... MIUR no, quello è un posto che non penso nemmeno esista sulla faccia della terra) non arriva quasi nulla, molti corsi ce li autofinanziamo di tasca nostra (ma sono comunque insufficienti) o frequentiamo -volontariamente- corsi certificati on-line, con tutti i limiti della cosa. I presidi poi sono tutti reggenti (in Veneto media di due scuole, magari a 50 km di distanza, per Dirigente); di fatto figure evanescenti, che non puoi nemmeno più minacciare lo studente di mandarlo in ufficio dal Preside perchè tanto sanno meglio di te i giorni in cui è presente o meno :lol:
I programmi vetusti e questi sì, slegati dalle necessità dell'attuale mondo del lavoro. Ci sono testi di Algebra, per studenti del bienno all'Itis per fare un esempio (anche di case editrici famose), dove faccio fatica io a capire cosa c'è scritto, e magari in classe hai un terzo di ragazzi con genitori stranieri, e un paio di dislessici e discalculici... Quest'anno per nostra iniziativa del dipartimento di matematica, stiamo provando a sperimentare l'insegnamento della materia seguendo le direttive pedagogiche che utilizzano da anni nel sistema finlandese (affine ai quesiti richieste nelle tecniche del problem solving e nei cosiddetti problemi di realtà, che poi sono le competenze che ci penalizzano molto nei famigerati test Invalsi o PISA), ma è una cosa partita da noi, ristretta ad un indirizzo solo nella scuola, che ci ha visto trovarci da fine agosto spontaneamente per molti giorni nello scrivere gli obiettivi formativi. E non abbiamo avuto spinte nè incentivi da parte di nessuno...

Ho scritto troppo, e già me ne pento. Spero kinobi tu abbia intravisto il senso di queste mie parole e la luna che ci sta dietro il tuo dito puntato contro. Te lo dico in sincerità e amicizia (virtuale, per quello che può valere). Ciao.


Ho quotato in toto il tuo post.

Se usi la funzione cerca con il mio nick, troverai che sono uno dei pochi (oserei dire l'unico pronto a essere smentito), ad aver più volte detto la parola "scusa". Visto che hai tirato dentro i "meridionali", ti sei dimenticato di dire che rimpiango Gheddafi, in realtà non dissi così, ma magari qualche altro utente può correggere. Hai detto meridionali senza però citare il contesto. Magari, visto che lo ricordi, mettici un copia incolla.
Ho fatto un refuso tra studente e docente. Sono certo che hai compreso lo stesso il significato. Scusa.
Scrivi "tutto il mondo scolastico", ma in realtà dimentichi di dire che spesso uso la parola "alcuni". A volte sottolineata.
Sulle "donne" hai inteso ciò che volevi, i quanto è stato riportato il paragrafo intero senza modifiche con tanto di firma sotto di un'altra persona. Non fare fatica a cercare su post vecchi: si, penso che le donne in Italia siano avvantaggiate ad andare in pensione prima degli uomini pur avendo una vita prevista maggiore.
E' vero che lo stato ha diminuito il PIL del 0,7%, ma non vedo altri settori eccetto forse i mitici F35 ed i salvataggi delle banche, dove ci sia stato un calo inferiore di investimenti.

Permettimi: hai ragione.
Avresti avuto più ragione ammettendo che le mele marcie nella squola sono tante, e la percezione (almeno da parte mia, ma non mi pare di essere l'unico in questo tread) è che sono tantissime. Sono certo che capisci la differenza tra realtà e percezione.
Ti avrei dato ancora più ragione se avessi anche citato una volta (una sola) che i docenti sono i più vecchi nell'OCSE. E che quelli giovani come steazzali invece, come hai fatto capire, sono precari o come li vuoi chiamare.
Ti avrei fatto una standing ovation se avessi fatto notare che scrissi "Posso anche aggiungere che per rendere il posto più appetibile ai migliori (e non solo per gli sfigati con le eccezioni che confermano la regola), anche cambiare l'ambiente di lavoro aiuterebbe: alcuni ragazzi oggi sono effettivamente difficili da gestire e nom si sa come gestirli.". Il che significa che l'ambiente di lavoro è più complesso, esattaemnte come dici te "E' evidente che non siamo preparati, siamo tutti laureati nella nostra materia, ma l'esperienza ce la siamo fatta, nel bene e nel male, senza una preparazione specifica sulla pedagogia e sulla metodologia didattica. "
Boato della folla se avessi fatto sponda a "Alcuni docenti sono vecchi, demotivati ed inadeguati. Magari alcuni lustri fa erano buoni docenti, ora non lo so. Questi docenti andrebbero messi ad altre mansioni tipo bidelli o licenziati (magari a stipendio minore). E' quello che si farebbe in natura e si fa in paesi civili. I giovani che sono forti tirano la baracca, i vecchi fanno mansioni umili (tipo i posteggiatori che trovi in Germania, ruolo di norma riservato a laureati giovani in Italia)."



In poche parole, mantengo la mia opinione. E non cerco dati oggettivi per difenderla. Non vedo un decimo di parola di critica al corpo docente nella tua risposta, il che mi fa riflettere tanto quanto la mia (secondo te) mai "un'ammissione, anche lieve, di errore. Il tuo è sempre il verbo"
Concludo: ad ascoltare te, sono orgoglioso di un corpo docente di cui il 58% over 50 anni, completamente dedito alla causa, mal pagato e che si porta il lavora a casa. Sono forti, arriveranno a quota 100 in un batter d'occhio.

Buona notte.
E

PS: tieni conto che ho 49 anni, tra sei mesi 50. E ho delegato il 60% del mio lavoro ad un'altre persona (con annesso salario). Il mio "reality check", lo ho fatto.
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