Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

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Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda climbalone » sab giu 30, 2018 19:29 pm

...
Scusate, lo sfogo di un momento.
È che la gente dovrebbe fare il suo mestiere.
Chi legifera decide quando la gente può andare in pensione.
Chi amministra il fondo dovrebbe limitarsi ad applicare le leggi e stare zitto, soprattutto se il suo parere non è stato richiesto.
I soldi che sono nelle sue casse non sono suoi, sono NOSTRI.
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda Kinobi » lun lug 02, 2018 7:40 am

Domanda: tu sai come funziona bene famoso "contributivo"?
Se non lo sai, ricordati questo detto "beati gli ultimi se i primi ga creanxa"!

Per cui, dovrebbero amministrare molto meglio i soldi nostri togliendo i diritti acquisiti di tantissimi.

Ciao,
E
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda climbalone » mer lug 04, 2018 13:58 pm

1) Disoccupazione giovanile al 30%.
2) Con "quota 100" un milione di vecchi andrebbero in pensione.
Se uno non sa fare 1+2 secondo me devono sostituirlo.
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda Sbob » mer lug 04, 2018 14:44 pm

Il tecnico dà pareri tecnici. Il legislatore sceglie, in funzione dei vincoli tecnici, la soluzione che meglio si adatta alla sua visione etica.
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda Sbob » mer lug 04, 2018 14:44 pm

climbalone ha scritto:1) Disoccupazione giovanile al 30%.
2) Con "quota 100" un milione di vecchi andrebbero in pensione.
Se uno non sa fare 1+2 secondo me devono sostituirlo.

Meno male che basta fare 1+2 :roll:
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda sergio-ex63-ora36 » mer lug 04, 2018 16:07 pm

climbalone ha scritto:1) Disoccupazione giovanile al 30%.
2) Con "quota 100" un milione di vecchi andrebbero in pensione.
Se uno non sa fare 1+2 secondo me devono sostituirlo.


prima di mandare in pensione dovrebbero anche far fare un corso di moltiplicazione dei pani e dei pesci
(oppure dire esplicitamente che la quota cento vale con ricalcolo del quantum completamente contributivo...)...

io i miei figli (uno dei quali si sta già barcamenando in lavori saltuari...) voglio continuare a guardarli in faccia senza sapere di averli fregati...
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda il.bruno » mer lug 04, 2018 16:41 pm

con quota 100 un milione di persone vanno in pensione, quindi:
oggi su quel milione di persone, abbiamo un milione di stipendi e contributi (alti) pagati, e zero pensioni.
domani con la quota 100 abbiamo forse un milione di stipendi e contributi (bassi) pagati, e un milione di pensioni da pagare.

sicuro che il saldo sia favorevole?
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » mer lug 04, 2018 18:44 pm

Io non sono economista, faccio un discorso che riguarda il mio ambito.

Nel servizio sanitario nazionale l'età media (dei medici, ma anche di altri operatori) è altissima.

La politica seguita finora è stata: blocco il più possibile del turnover, e ritardare l'età pensionabile del personale in servizio.

Risultato: professionisti sempre più vecchi e stressati, giovani disoccupati, sottoccupati o quando va bene precari. Per non parlare dell'astuta politica di restringere gli accessi alla facoltà di medicina e soprattutto alle scuole di specialità, in modo tale che anche volendo sarà impossibile sostituire chi alla fine, magari anche a 70 anni, andrà in pensione.

Senza contare i giovani che per avere qualche minima possibilità di carriera scelgono di andare all'estero, in modo tale che l'investimento (ingente) fatto dalla collettività per formarli, sarà "goduto" da altri paesi, più lungimiranti.

Non so se questo avrà effetti virtuosi sui conti pubblici. Dubito fortemente che sarà positivo per l'utenza.

Poco incoraggianti saluti
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda Callaghan » mer lug 04, 2018 21:23 pm

a quello che dice saggiamente il tacchinoarrosto, si aggiuga il fatto che un quarto netto di quei medici vecchi e stressati, che fanno i turni in pronta reperibilità al sabato (una puttana_ta tipicamente italiana, per evitare che il medico faccia regolare turno, evitando così sia di pagarlo, e sia di vederlo assente per le successive 36 ore per recuperare la notte), dicevo, un quarto di quei medici se ne sono già andati dalla pubblica amministrazione per affollare i vari istituti privati, ma convenzionati, dove guadagnano di più e con un orizzonte di guadagno "a paziente", senza fare turni di notte, e senza lavorare il sabato e la domenica, e lo fanno, il lavoro, con una qualità certamente inferiore e con mezzi infinitamente più scarsi.

ma si sa, il medico privato, più si paga, e più si è contenti, poichè lui si che è bravo, altrimenti starebbe in ospedale. senza sapere che magari la strumentazione per diagnostica l'hanno comprata al mercato di novegro.

tutto questo OT, ma magari neanche tanto, in una prospettiva "d'insieme", o, come direbbe qualche pirla, di "complotto".

ciao tacchinello.
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda crodaiolo » mer lug 04, 2018 21:45 pm

non troppo a malincuore mi tocca quotare il tacchinallaghan maître à penser
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare
...
alla fine, è solamente un gioco
a cui a volte tendiamo a dare troppa importanza.
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda Sbob » gio lug 05, 2018 0:39 am

Il problema della sanità è il mancato ricambio, non il mancato pensionamento.

In ogni caso, i conti devono tornare: se vogliamo andare in pensione prima dobbiamo pagare più contributi o prendere meno pensione, tertium non datur.
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda sergio-ex63-ora36 » gio lug 05, 2018 12:24 pm

tacchinosfavillantdgloria ha scritto:Io non sono economista, faccio un discorso che riguarda il mio ambito.

Nel servizio sanitario nazionale l'età media (dei medici, ma anche di altri operatori) è altissima.

La politica seguita finora è stata: blocco il più possibile del turnover, e ritardare l'età pensionabile del personale in servizio.

Risultato: professionisti sempre più vecchi e stressati, giovani disoccupati, sottoccupati o quando va bene precari. Per non parlare dell'astuta politica di restringere gli accessi alla facoltà di medicina e soprattutto alle scuole di specialità, in modo tale che anche volendo sarà impossibile sostituire chi alla fine, magari anche a 70 anni, andrà in pensione.

Senza contare i giovani che per avere qualche minima possibilità di carriera scelgono di andare all'estero, in modo tale che l'investimento (ingente) fatto dalla collettività per formarli, sarà "goduto" da altri paesi, più lungimiranti.

Non so se questo avrà effetti virtuosi sui conti pubblici. Dubito fortemente che sarà positivo per l'utenza.

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Beh mio cugino (vero :mrgreen: ) medico a Borgo Trento è andato in pensione l'anno scorso a 64 anni...non mi pare che nessuno lo abbia incatenato sul posto...conosco anche giovani che vanno all'estero (policlinico universitario di Innsbruck ) per laurearsi in medicina e tornare a lavorare in Italia...tenendo poi conto che negli ospedali di montagna i medici italiani pare proprio (malgrado i ponti d'oro...) non vogliano venirci...sta carriera, meritiamo proprio tutti il nobel?

e comunque è vero che noi vecchi dobbiamo andare in pensione perchè non rendiamo più un c@@@o ma non possiamo pretendere che ci paghino contributi che NON abbiamo versato...è un "furto" nei confronti delle nuove generazioni...tutti i baby pensionati per me stan rubando tanto quanto i fruitori dei famosi vitalizi...
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » gio lug 05, 2018 16:33 pm

I medici non vanno nelle zone considerate "disagiate" (io peraltro a lavorare in val di Fassa ci andrei di corsa, è la moglie che non vuole... :| ) perché, essendo pochi, possono scegliere. Qualche anno fa uno pur di lavorare accettava il primo posto libero, anche lontano da casa (magari poi dopo qualche anno si avvicinava). Oggi, come si diceva, gli specialisti che escono dalle scuole sono insufficienti a coprire quelli che vanno via (in pensione, nel privato o altro), quindi hanno la possibilità di scegliere i posti più comodi per loro.

Logistici saluti
TSdG

PS io dubito proprio che mi faranno andare in pensione a 64 anni...ci farei la firma subito :mrgreen:

Improbabili ri-saluti
T.
Ultima modifica di tacchinosfavillantdgloria il gio lug 05, 2018 20:33 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda PIEDENERO » gio lug 05, 2018 20:19 pm

1. CARO BOERI, GLI IMMIGRATI NON FANNO LAVORI CHE NON VOGLIAMO FARE, FANNO LAVORI CHE NON VOGLIAMO FARE A DETERMINATE CONDIZIONI, OVVERO DI SFRUTTAMENTO

Mirko Celii, ricercatore dell'Università di Udine, sulla sua pagina Facebook

Sulle pensioni:

- la pensione che riceveremo corrisponderà ai contributi che avremo versato, non a quelli che verseranno gli immigrati "per noi".



- le pensioni riscosse dai pensionati attuali sono "pagate" dai lavoratori attuali, a prescindere dal loro paese di origine.

- non è detto che il sistema pensionistico debba essere in pareggio, come non è in pareggio quello sanitario o quello dell'istruzione. Si potrebbe benissimo aumentare una tassa sui grandi patrimoni per avere pensioni dignitose per tutti

- il sistema pensionistico italiano non è mai stato in pericolo, né durante la crisi dal 2005 al 2011, né nelle proiezioni future del 2011, prima che arrivasse la Fornero [ fonte: report annuale della commissione europea http://ec.europa.eu/…/european_ec…/2012/pdf/ee-2012-8_en.pdf ]

E' diventato sempre meno sostenibile DOPO l'austerità di Monti e Fornero, dato che sono crollati PIL, occupazione, consumi ed entrate.

- avendo un 25-30% di italiani che non lavora o lavora poche ore a settimana, non è necessario importare altra manodopera per sostenere il sistema pensionistico, se non per sottopagarla.

Di fatti abbiamo disoccupati che si suicidano e immigrati che muoiono lavorando in nero 12 ore sotto il sole pagati 3 euro l'ora.

- gli immigrati che contribuiscono al 8-9% del PIL non "ci regalano" un bel niente, versano i contributi ora e li riprenderanno quando sarà il momento, come è giusto che sia.



- se ciò non dovesse accadere, non ci sarebbe un c***o di cui gioire, gli staremmo rubando la pensione, ci dovremmo anzi vergognare e dovremmo fare in modo che ciò non accada.

- gli immigrati, in particolare quelli provenienti da paesi molto poveri, lavorano spesso per salari inferiori a quelli medi del paese che li accoglie, quindi versano anche meno contributi a parità di lavoro rispetto ad un italiano.

- gli immigrati, ancora più degli italiani, tendono ad essere pagati in nero perché ancora più ricattabili. Ovviamente non è colpa loro, ma nostra, ma anche in questo caso non contribuiscono positivamente al bilancio pensionistico.

- gli immigrati non fanno lavori che non vogliamo fare, fanno lavori che non vogliamo fare a DETERMINATE CONDIZIONI, ovvero di sfruttamento, perché non hanno scelta e perché per loro pochi spiccioli di euro corrispondono a una discreta somma nei loro paesi di origine.

- tutto quello di ciò sopra vale OVVIAMENTE anche per gli italiani che emigravano e che continuano ad emigrare ancora oggi. Di fatti quando andiamo a Londra a lavare i piatti o a Berlino a vendere gelati, non "paghiamo le pensioni" a inglesi e tedeschi.



- il problema dell'Italia non è l'immigrazione come sostengono quelli al governo, ma l'emigrazione. Tuttavia non possiamo pensare di compensare le uscite, di giovani spesso molto qualificati, formati a spese della collettività, semplicemente con le entrate di poveracci molto poco istruiti (non è colpa loro, ovviamente).

- un altro problema dell'Italia è la bassa natalità, che non è dovuta all'infertilità improvvisa degli italiani ma alle condizione incerte su lavoro e futuro. Anche in questo caso, non è pensabile di compensare semplicemente facendo entrare immigrati, che una volta qui, vivendo nelle stesse condizioni, avranno difficoltà a mettere su famiglia come gli italiani e gli immigrati che ci sono già, ed a quel punto avremo bisogno di ancora più immigrati.



Non è ovviamente per me, un problema etnico, ma se il secchio è bucato lasciare il rubinetto aperto non è la soluzione migliore.

A meno che non vogliate davvero 30 anni di Salvini, come a quanto pare sogna Boeri data la quantità di buffonate che dice.



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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda Kinobi » ven lug 06, 2018 13:21 pm

PIEDENERO ha scritto:1. CARO BOERI, GLI IMMIGRATI NON FANNO LAVORI CHE NON VOGLIAMO FARE, FANNO LAVORI CHE NON VOGLIAMO FARE A DETERMINATE CONDIZIONI, OVVERO DI SFRUTTAMENTO

Mirko Celii, ricercatore dell'Università di Udine, sulla sua pagina Facebook

Sulle pensioni:

- la pensione che riceveremo corrisponderà ai contributi che avremo versato, non a quelli che verseranno gli immigrati "per noi".
...
- il sistema pensionistico italiano non è mai stato in pericolo, né durante la crisi dal 2005 al 2011, né nelle proiezioni future del 2011, prima che arrivasse la Fornero [ fonte: report annuale della commissione europea http://ec.europa.eu/…/european_ec…/2012/pdf/ee-2012-8_en.pdf ]
...

- gli immigrati che contribuiscono al 8-9% del PIL non "ci regalano" un bel niente, versano i contributi ora e li riprenderanno quando sarà il momento, come è giusto che sia.
...


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Penso questo sia una pallaro.
Caccia balle.

La pensione che riceveremo corrisponderà ai contributi che avremo versato come NAZIONE, divisi per la popolazione aventi i requisiti. Per cui è un "contributivo" "alla romana". Tu puoi pagare tanto, ma se gli altri non pagano, alla fine la prendi 'ngulo pure te.
Il sistema pensionistico italiano non è mai stato in pericolo, ma non è in equilibrio infatti attinge ad ampie mani alle fiscalità generale che è fatta per altri scopi. Questo da quando è stata fusione tra i fondi "privato" ed i famigerati "statali".
Gli immigrati che contribuiscono al 8-9% del PIL non "ci regalano" un bel niente, versano i contributi ora e li riprenderanno quando sarà il momento, come è giusto che sia. Peccato che si sia dimenticato di dire, che se non fanno i 20 anni minimo di contributivo, non possono ricongiurgela da nessuna parte. Per cui se l'immigrato dopo 15 anni torna a casa, la prende 'ngulo.

Infine: il muratore macedone prende lo stesso stipendio del muratore italiano. Questo almeno alle mie latitudini. Per cui, vero che l'italiano non lo vuole fare, ma non si parla di sfruttamento. Anzi. C'è penuria di manopera per tanti lavori (anche ben pagati) ed eccesso di manodopera in lavori a paga similare che gli italiani vorrebbero fare...
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » ven lug 06, 2018 13:48 pm

Senza contare che gli immigrati che vengono a lavorare da noi depauperano il loro paese, portando qui la loro forza lavoro, mentre i costi della loro formazione (scuole ecc.) sono state a carico dei paesi (poveri) d'origine.

La stesso che succede quando i nostri giovani vanno a lavorare in paesi messi meglio di noi.

(Domanda: vi siete mai chiesti chi si occuperà dei vecchi in Moldavia, o in Ucraina, considerato quante donne da quei paesi vengono a fare le "badanti" ai nostri anziani?)

Demografici saluti
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda climbalone » ven lug 06, 2018 15:52 pm

sergio-ex63-ora36 ha scritto:...
e comunque è vero che noi vecchi dobbiamo andare in pensione perchè non rendiamo più un c@@@o ma non possiamo pretendere che ci paghino contributi che NON abbiamo versato...è un "furto" nei confronti delle nuove generazioni...tutti i baby pensionati per me stan rubando tanto quanto i fruitori dei famosi vitalizi...

Giusto, ma io non voglio contributi che non ho versato, solo li vorrei a partire dai 64 anni di età, non dai 68.
Faccessero il calcolo, risulterà un mensile sostanzialmente più ridotto, ma me li diano.
Rivoglio solo indietro i miei soldi, niente di più, prima di essere decrepito. E voglio liberare opportunità di lavoro per i ggiovani. Insomma tifo per "quota 100", per il mio bene e quello di tutta la nazione,
:D
E insisto che sarebbe meglio cambiare il cane da guardia: parla troppo e parla sbagliato.
:evil:
P.S. Io rendo ancora molto.
Non economicamente, eh.
:D
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda Sbob » ven lug 06, 2018 19:34 pm

Con il sistema pensionistico non hai indietro *I tuoi* soldi. Quello succede con i fondi pensione, dove tu versi, accumuli un capitale, e alla fine te lo riprendi.

Il sistema pensionistico invece funziona a redistribuzione: l'INPS prende soldi dai contributi dei lavoratori e li redistribuisce ai pensionati.
A meno di iniezione di fondi esterni dalle tasse (che poi fanno in altro modo lo stesso lavoro) il sistema deve essere in pari.

La differenza tra retributivo e contributivo e' solo che nel primo caso la distribuzione e' fatta in proporzione all'ultimo stipendio preso, con il secondo in proporzione dei contributi versati.


A regime, probabilmente non sara' un problema avere un contributivo dove puoi andare in pensione quando vuoi, eventualmente prendendo una miseria, ma nel breve termine andare in pensione prima vuol dire costringere i lavoratori attuali a pagare piu' contributi o piu' tasse per pagarti la pensione (non per prenderla loro).
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda Sbob » ven lug 06, 2018 19:38 pm

Kinobi ha scritto:- gli immigrati che contribuiscono al 8-9% del PIL non "ci regalano" un bel niente, versano i contributi ora e li riprenderanno quando sarà il momento, come è giusto che sia.

Il sistema e' a redistribuzione, per cui per funzionare ha bisogno di una percentuale alta di persone in eta' lavorativa. Gli immigrati ci "regalano" un abbassamento dell'eta' media.
In piu' come ha fatto notare il tacchino, ci regalano gli anni di studi fatti a spese di altri.
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Re: Pensioni, e il cane da guardia del malloppo

Messaggioda climbalone » sab lug 07, 2018 0:03 am

Sbob ha scritto:Con il sistema pensionistico non hai indietro *I tuoi* soldi.
...
La differenza tra retributivo e contributivo e' solo che nel primo caso la distribuzione e' fatta in proporzione all'ultimo stipendio preso, con il secondo in proporzione dei contributi versati.
...

Cioè non ho indietro i miei soldi, ma una somma equivalente ai miei soldi. Sofismi. Le due cose si equivalgono. Da ingegnere, per me è uguale. Quindi ripeto: voglio indietro i MIEI soldi, prima di essere morto o decrepito.
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