Fake news e i cani da guardia del potere

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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda Sbob » mer gen 17, 2018 15:16 pm

scairanner ha scritto:
Sbob ha scritto:
scairanner ha scritto:Vista la mal parata

Sei tu che hai spostato il discorso su quello che la gente commenta a proposito di un titolo (non articolo), da cui hai dedotto che il titolo (non l'articolo) è ingannevole.
ecco così va bene.

Il titolo corretto (tra i tanti che potevano fare) esiste già e l'ho già postato.
Ciao.

Non cambiare i post degli altri. Puoi credere quello che vuoi, ma non hai dimostrato una fava, come ti ho detto.
Se fraintendimento c'e' stato, e' colpa dei messaggi mandati da Giggino e i suoi fratelli.

E poi anche il titolo che hai postato lascerebbe intendere che i 4 vaccini debbano diventare veramente obbligatori, cosa che e' falsa se ritorniamo, come dice Giggi, alla situazione pre-Lorenzin.

Un chiara feik nius!


(certo che con tutte le cazzate che girano sul web, prendersela per quel titolo e' veramente ridicolo!)
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda PIEDENERO » sab gen 20, 2018 8:53 am

DI MARCO TRAVAGLIO

ilfattoquotidiano.it

L’invito è ufficiale, anzi ufficialissimo: “Domani 18 gennaio alle ore 17.00, presso il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC) al Polo Tuscolano in Via Tuscolana 1548, alla presenza del Ministro dell’Interno Marco Minniti e del Capo della Polizia Franco Gabrielli, verrà presentato il nuovo servizio di segnalazione istantanea contro le fake news. Ti aspettiamo”. Quel “ti aspettiamo” ha un che di vagamente inquietante, tipo quando ballavo in discoteca con una tipa che mi piaceva e un coetaneo più robusto di me (ci voleva poco) mi diceva “ti aspetto fuori”.

In effetti l’idea che a decidere quali news sono fake, cioè false, siano il Viminale e la Polizia di Franco Gabrielli detto Nazareno, cioè il governo, allarma un po’. Riporta alla mente il ministero della Verità di George Orwell in 1984, che fra l’altro spacciava fake news a tutto spiano, le più pericolose e imperiture perché consacrate dal timbro dell’ufficialità, dall’ipse dixit dell’autorità. Il ministero aveva sede in una mega-piramide bianca che recava sulla facciata gli slogan “La guerra è pace”, “La libertà è schiavitù” e “L’ignoranza è forza”. E aveva il compito di riscrivere secondo i dettami e la “neolingua” della propaganda governativa tutto ciò che la contraddiceva: romanzi, cronache, statistiche, libri di storia.

È anche il sogno del nostro pericolante e tremebondo regimetto, in vista delle elezioni che potrebbero spazzarlo via dalla faccia della terra. Dunque che faranno le nostre forze dell’ordine? Disperderanno le fake news, o presunte tali, con gli idranti? Le calpesteranno con plotoni di carabinieri a cavallo? Caricheranno gli autori con agenti in tenuta antisommossa armati di manganello? Niente paura. Siamo in Italia, dove ogni dramma diventa melodramma e ogni tragedia si muta in farsa. Infatti la mirabolante guerra alle fake news sarà affidata a una decina di appuntati chiusi in un commissariato. I quali, nei ritagli di tempo fra una denuncia di furto, una di documenti smarriti e una di gattini scomparsi, raccoglieranno le segnalazioni dai privati che si sentiranno offesi dal tal sito, blog, social network; dopodiché dovranno rivolgersi al server per convincerlo a cancellare tutto e, se quello opporrà resistenza, chiameranno un pm perché indaghi sull’eventuale contenuto diffamatorio del messaggio incriminato ed eventualmente sequestri il corpo del reato (la fake news) o l’arma del delitto (il sito o la pagina facebook, twitter, instagram ecc.). Già, perché è dato per scontato che le fake news siano un’esclusiva della Rete.

Invece i tg e i giornali sono dei pozzi di scienza e verità, scevri come sono da conflitti d’interessi e da intenti propagandistici. Lo dice il 10 gennaio lo stesso sito della Polizia: “ATTENZIONE!! Fake news. È tempo di campagna elettorale e, come spesso purtroppo accade, assistiamo ad un’impennata nella diffusione di fake news via internet e social network… la ben nota e poco edificante attività di creazione a tavolino, e successiva diffusione, di notizie prive di fondamento, relative a fatti o personaggi di pubblico interesse, al solo scopo di condizionare fraudolentemente l’opinione pubblica. L’ultimo esempio, in ordine di tempo, ha interessato la Presidente della Camera, Laura Boldrini” e te pareva: “ai suoi danni è circolata su whatsapp la bufala virale secondo cui un ragazzo di 22 anni senza adeguate referenze professionali, presunto nipote della Presidente, sarebbe stato assunto a Palazzo Chigi”. La classica bufala a cui credono poche migliaia di gonzi, mai ripresa da giornali o tg, dunque innocua.

Invece contro le balle dei giornaloni, che di solito si muovono a testuggine, ripresi poi da tutti i tg, nulla è previsto perché per lorsignori il problema non esiste: e ci mancherebbe, visto che giornaloni e tg li controllano loro e spacciano solo le fake news che vogliono loro. La madre di tutte le fake news dell’ultimo quarto di secolo la raccontano gli ex pm Caselli e Lo Forte nel libro La verità sul processo Andreotti (ed. Laterza): la falsa assoluzione, annunciata a reti ed edicole unificate, del sette volte premier, dichiarato colpevole in appello e in Cassazione di associazione per delinquere con Cosa Nostra fino alla primavera del 1980, reato “commesso” ma prescritto poco prima della sentenza. Fecero tutto le tv e i giornaloni. E tutt’oggi milioni di italiani non sanno come finì il processo del secolo, anzi peggio: sono convinti dell’opposto della verità.

C’è poi un altro trascurabile dettaglio: che si fa se le fake news le raccontano direttamente i politici? La polizia irrompe negli studi televisivi per imbavagliarli e ristabilire ipso facto la verità? L’altra sera abbiamo tanto sperato che ciò avvenisse a Matrix, mentre B. sparava le sue cifre mirabolanti sulla flat tax che aumenta il gettito (uahahah), sulla lotta all’evasione (parola di un pregiudicato per frode) e sulla sua prossima abolizione dell’Imu sulle prime case (abolita due anni fa). Se poi la guerra alle fake news fosse retroattiva, non vorremmo essere nei panni di Renzi che, tra un “Enrico stai sereno” e un “Se vince il No lascio la politica”, dovrebbe subire il sequestro della lingua a vita. Infine ci sarebbero le fake news sulle fake news, tipo le balle senza prove sul mandante Putin, per nascondere le vere interferenze straniere nelle elezioni italiane: quelle degli americani e dei governi europei, ma anche della Ue (ultimo esemplare: il commissario Moscovici, lo stesso Nostradamus che nel 2016 vaticinò l’apocalisse “populista” in caso di No al referendum). Ma di questo si occuperà senz’altro la “Task force europea contro le fake news” istituita da Juncker al quarto whisky e composta da 39 “esperti”, fra cui Gianni Riotta. Quindi tranquilli, siamo in buone mani.



Link: https://www.ilfattoquotidiano.it/premiu ... la-verita/

18.01.2018
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda Sbob » lun gen 22, 2018 16:55 pm

Immagino che quando parla di balle dei giornaloni si riferisca a tutti tranne il suo :lol:

(per i pignoli: per "suo" intendo quello per cui scrive abitualmente. Sai mai.)
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda MarcoS » ven gen 26, 2018 16:45 pm

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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda VYGER » dom feb 18, 2018 10:35 am

Riporto anche qui un'analisi molto interessante trovata su La Repubblica.
Credo vada conosciuta.
Le proiezioni sono fake o sono warning?
Quanto un futuro previsto attrae o distoglie?

Immigrazione, perché "aiutarli a casa loro" non è la soluzione


I 3 miliardi destinati allo sviluppo dei Paesi africani rischiano di sortire l'effetto opposto di quello sperato. Migliorare le condizioni di sviluppo, nel breve periodo, può portare a un aumento delle migrazioni. Secondo l'economista Clemens, per incidere davvero, gli aiuti dovrebbero continuare per molti anni. La soluzione: regolare i flussi e investire nell'integrazione in Europa

di MAURIZIO RICCI

Non li fermeremo sul bagnasciuga (libico). Ma neanche li convinceremo a restare a casa loro, aiutando le loro economie a svilupparsi. Nella logica perversa e crudele del sottosviluppo e della emigrazione, più crescita significa, infatti, più e non meno migranti. Non tutti gli 800 milioni di lavoratori che l'Africa subsahariana produrrà entro il 2050 sbarcheranno in Europa, ma molti sì. E l'Europa tutti pensionati, niente bambini, del resto, ne ha bisogno. Meglio convincersi fin d'ora che le risorse è più opportuno impiegarle per gestire flussi inevitabili e garantire benefici reciproci ai migranti e ai paesi che li accolgono.

C'è una differenza fondamentale, infatti, fra i 3 miliardi di euro che l'Unione europea ha destinato a Erdogan, perché fermi le ondate migratorie dal Medio Oriente, e i 3 miliardi di euro appena destinati ad aiuti economici per i paesi africani.

I soldi servono a Erdogan per fare il poliziotto e il carceriere, fermando i migranti, imprigionandoli, respingendoli con i metodi che ritiene più adatti. Quelli per i governi africani servono ad alimentare opportunità di sviluppo e di occupazione, fornendo ai potenziali migranti alternative per restare a casa. Il metodo Erdogan è crudele e inaccettabile, sotto il profilo etico e democratico. Il metodo scelto con il fondo europeo per l'Africa è umanitario e solidale, pienamente in linea con i valori fondanti della Ue. Il problema è che il primo, almeno a breve termine, funziona e ha fermato, per ora, i migranti. Il secondo, purtroppo no e l'esperienza storica dice che risulterà in un aumento dei migranti.

Può sorprendere, ma il punto è semplice: non sono i poveri, i poverissimi, i disperati ad emigrare, sono quelli che hanno qualche risorsa e l'immaginazione necessarie per tentare l'avventura. Tutto è relativo e le definizioni vanno applicate al contesto cui si applicano: chiarito questo, a migrare sono quelle che, nel contesto africano, possiamo chiamare le classi medie emergenti. Più sviluppo, più reddito, più classi medie, più migranti.

Michael Clemens, che ha steso un rapporto per il Center for Global Development di Washington, spiega che, fino a quando un paese non arriva ad un reddito annuo pro capite equivalente a 10 mila dollari l'anno, la crescita economica, dicono le serie storiche di dati, non incide sulla tendenza ad emigrare. E' una soglia alta. Ai ritmi attuali di sviluppo, il 20 per cento dei paesi più poveri al mondo la raggiungerebbe nel 2198. Se gli aiuti riuscissero (assai improbabile) a raddoppiare questo ritmo, la soglia verrebbe toccata nel 2097. In altre parole, gli aiuti allo sviluppo inciderebbero davvero se fossero molto consistenti e proiettati su più generazioni.

Ottomila dollari a testa è – oggi – il reddito annuo in Marocco o in Ucraina. In Nigeria sono 6 mila. In Eritrea, 1.441. Ma i flussi non seguono la classifica dei redditi. Clemens registra che i paesi con un reddito pro capite fra i 5 e i 10 mila dollari l'anno hanno tassi di emigrazione tre volte superiori a quelli che stanno sotto i 2 mila dollari. A sorpresa, paesi con tassi di disoccupazione giovanile sopra il 90 per cento hanno meno facilmente migranti di quelli che non superano il 70 per cento.

Come mai? Si può dire che, per avere speranza, bisogna avere almeno qualcosa in mano. Dal punto di vista di una famiglia africana intrappolata nel ciclo del sottosviluppo, l'emigrazione è una forma di assicurazione, perché diversifica i redditi e le opportunità. E, insieme, un investimento, con un alto costo iniziale, ma che può fornire un flusso di benefici futuri. Tutto questo richiede un minimo di risorse. Una maggiore crescita, aumentando queste risorse, fa crescere, almeno nel breve-medio periodo, la spinta ad emigrare. I corollari sono indigeribili: minore mortalità infantile, nel breve periodo, significa una maggiore pressione demografica.

Ecco perché la politica europea sui migranti non può pensare di chiudere semplicemente i rubinetti. Alla lunga, lo sviluppo fermerà i flussi. Per ora, ragiona Clemens, meglio regolarli, destinando i soldi ad approntare percorsi di formazione professionale e integrazione che attutiscano lo choc (bilaterale) delle migrazioni e le rendano un fattore di sviluppo anche per l'Europa.


Qui:http://www.repubblica.it/economia/rubriche/eurobarometro/2018/02/17/news/il_boomerang_dell_aiutiamoli_a_casa_loro_-189028991/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P10-S2.2-T1

Vado a vedere Evak che vince la cena di domani...

:mrgreen:
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda MarcoS » dom feb 18, 2018 15:32 pm

Repubblica... :roll: la Pravda era più affidabile.

Rispetto a quanto affrontato in maniera un po' sommaria nel temino la faccenda africana è un filino più complessa e con numerosi attori coinvolti, europei inclusi.

Quanto ai valori fondanti dell'EU, come no. Tipo quelli visti all'opera con successo in grecia. Ma che i mora tuti.
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda Achille_piè_veloce » dom feb 18, 2018 18:35 pm

VYGER ha scritto:[...]


A proposito di Turchia ed Edrogan.

Turchia, all’ergastolo lo stato di diritto

Una sentenza atlantica e crudele contro sei giornalisti turchi, resa possibile dall'omertà di Europa e Nato che hanno fatto di Erdogan il loro cane da guardia, in Siria come nei campi profughi. Un do ut des che il rilascio del reporter Yucel palesa

Tommaso Di Francesco

Una sentenza atlantica e crudele quella del tribunale di Istanbul che ieri ha condannato all’ergastolo aggravato sei giornalisti e accademici turchi, tra cui i fratelli Ahmet e Mehmet Altan e la reporter veterana Nazli Ilicak, accusati di aver tentato di «rimuovere l’ordine costituzionale» (parliamo del fallito golpe militare del luglio 2016), sostenendo la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Accuse insostenibili, si parla di «messaggi subliminali prima del colpo di stato».

Eppure Ahmet Altan, romanziere di valore, sarà – come lui stesso accusa – da oggi l’unico scrittore in galera dell’intera Europa. Sì, atlantica. Non troviamo aggettivi migliori.

Giacché considerare la Turchia del Sultano Erdogan una propaggine lontana e barbara della civiltà europea è pura menzogna. Erdogan è già, a modo nostro e suo, in Europa: è il nostro supermercato delle armi, di quelle italiane in particolare; e rappresenta il baluardo sud della Nato; oltre che essere attualmente, come “posto sicuro”, il campo profughi più grande e più affidabile che ci sia. Dove scarichiamo, con i migranti, la nostra coscienza pagando profumatamente miliardi di euro al governo di Ankara.

Al Sultano la coalizione degli Amici della Siria aveva poi affidato il lavoro di diventare il santuario (in addestramento e retroterra) dello jihadismo in ingresso nella guerra siriana per destabilizzare il Paese ormai ridotto in macerie e sentiero di rifugiati.

Can Dundar direttore del prestigioso quotidiano d’opposizione Cumhuriyet, è stato condannato a 5 anni e 10 mesi di prigione per violazione del segreto di Stato per avere pubblicato lo scoop sul passaggio di armi in Siria con annessi traffici di petrolio tutti diretti all’Isis quando, solo un anno e mezzo, fa governava mezza Siria e mezzo Iraq. Ora è dovuto fuggire in Germania dopo avere subito un attentato alla vita.

Ora poi è un via vai di carri armati turchi in Siria. Il membro della Nato, infatti, con i tank tedeschi Leopard accompagnati in buona armonia dalle milizie legate ad Al-Qaeda e a parte del cosiddetto Esercito Libero Siriano, sta massacrando nel silenzio del mondo i curdi siriani ad Afrin, proprio mentre in Turchia 176 città dell’Anatolia a maggioranza curda sono sotto coprifuoco e il leader dell’Hdp Demirtas è in carcere.

Eppure, dirà qualcuno, la giornata era cominciata bene. Ed è vero. La prima notizia turca di ieri infatti era stata la liberazione di Deniz Yucel, corrispondente di Die Welt, dopo un anno di prigione in attesa del processo per «propaganda del terrorismo». Merkel si è subito congratulata.

Ma nelle ore successive si è capito quale era il dare e avere che Erdogan si giocava: da una parte ha ottenuto proprio ieri il via libero di Trump a cacciare da Afrin in Siria i curdi che ancora la difendono e che ora vengono abbandonati dall’impossibile alleato, gli Stati uniti, che finora sembrava sostenerli; dall’altra la liberazione del giornalista turco-tedesco di Die Welt mirava e mira in verità ad ottenere nello scambio il silenzio-assenso europeo sulla cancellazione di fatto della libertà di stampa in Turchia.

Perché altri giornalisti in carcere rischiano la stessa condanna: secondo il database dello Stockholm Center for Freedom, aggiornato a ieri, in Turchia sono detenuti 208 giornalisti, 33 quelli già condannati e altri 140 i ricercati, su cui pesa un mandato d’arresto.

Siamo nel posto che tutti i governi europei chiamano «sicuro», ma dove lo stato di diritto viene semplicemente fatto a pezzi e i giornalisti e gli scrittori vengono condannati all’ergastolo. Svetta e vince dunque l’arroganza e l’impunità di Erdogan.

Quando sapremo che cosa davvero è accaduto dentro la Nato prima e dopo l’improbabile e a dir poco impreparato “colpo di stato militare” del luglio 2016, partito dalla super-base atlantica di Incirlik, scopriremo probabilmente che l’Unione europea al suo interno – al di là dei lamenti e delle chiacchiere sulla «democrazia in pericolo» che anche adesso si leveranno – ha attivamente seguito quel tentativo, per poi altrettanto attivamente prenderne le distanze una volta sconfitto. In fondo è tutto accaduto dentro l’Alleanza atlantica. Che c’è e destabilizza allegramente a Est e a Sud. Mentre l’Unione europea resta sempre più un angoscioso punto interrogativo.

https://ilmanifesto.it/turchia-allergastolo-lo-stato-di-diritto/
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda MarcoS » mer feb 28, 2018 17:46 pm

a proposito di debito pubblico, banche e altre cosette....

http://www.byoblu.com/post/minipost/le-falle-nel-sistema-alberto-micalizzi
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda Sbob » gio mar 01, 2018 13:15 pm

A proposito di feik nius, Alberto Micalizzi non è un’economista e ricercatore universitario in una delle più note università di economia italiane...

Era ricercatore alla Bocconi fino al 2011, quando e' stato sospeso perche' accusato di simpatiche truffe finanziarie:
http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/11_novembre_16/bocconi-ricercatore-alberto-micalizzi-sospeso-perquisizioni-madoff-1902192747571.shtml?refresh_ce-cp
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-05-21/truffa-600-milioni-danno-jp-morgan-e-snam-alberto-micalizzi-nuovo-arresto-il-madoff-bocconi-113459.shtml?uuid=AB8WmxJB
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda MarcoS » gio mar 01, 2018 14:22 pm

e quindi?

hai ascoltato quello che dice? entra nel merito e confuta.
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda Sbob » gio mar 01, 2018 15:20 pm

MarcoS ha scritto:e quindi?

Quindi, l'articolo comincia con una falsita': presenta un personaggio come "ricercatore universitario in una delle più note università di economia italiane" per dargli autorevolezza, quando invece da tale universita' ha ricevuto un sonoro calcinculo.

Per il resto, il mio tempo e' meglio speso scaccolandomi che non ascoltando le parole di un probabile truffatore per confutarle.
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda MarcoS » gio mar 01, 2018 16:20 pm

Sbob ha scritto:
MarcoS ha scritto:e quindi?

Quindi, l'articolo comincia con una falsita': presenta un personaggio come "ricercatore universitario in una delle più note università di economia italiane" per dargli autorevolezza, quando invece da tale universita' ha ricevuto un sonoro calcinculo.

Per il resto, il mio tempo e' meglio speso scaccolandomi che non ascoltando le parole di un probabile truffatore per confutarle.



male che ti fai fermare da piccolezze, ma non mi stupisce.

Immagino tu abbia un naso piuttosto grande, che necessita di altrettanto grandi cure. mi spiace per te.
Io invece sono fortunato, non ho problemi di naso e in più ste cose posso ascoltarmele mentre lavoro. Almeno mentre seguo alcuni lavori.


------------------
questo invece non ha avuto problemi e dice cose altrettanto interessanti.


https://www.youtube.com/watch?v=5yUUAlRx1Zk
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda Sbob » gio mar 01, 2018 16:55 pm

Chiamale piccolezze...

E' moda dei truffatori alla Wakefield quella di riciclarsi come baluardo contro i poteri forti?
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda MarcoS » gio mar 01, 2018 17:41 pm

continua così =D>
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda Sbob » gio mar 01, 2018 18:37 pm

Il fatto e' che se entro nel merito, nella migliore delle ipotesi mi tocca perdere un sacco di tempo a spalare quello che mi aspetto essere un sacco di belinate, per poi sentirmi da te commenti ironici sul voler sapere tutto.

Diciamo la verita': non ti interessa che io entri nel merito. Ne' ti interessa capire se quello che intervistano sia una persona degna di fiducia oppure un truffatore che mette insieme informazioni, apparentemente sensate, per rendersi popolare.
Hai la tua bella intervista che conferma le tue tesi, c'e' pure scritto che l'intervistato e' un ricercatore di "una nota università di economia", sei contento cosi'. Buon per te.

Certo, poi non venire a commentare lo spirito critico degli altri.

Secondo me la credibilita' dell'intervistato e' una componente fondamentale per prendere in considerazione un'intervista e perderci del tempo. Se un astrofisico vuole raccontarmi balle sul cosmo, stai tranquillo che ci riesce benissimo, e io trovero' il tutto assolutamente credibile: lui ha molte piu' competenze di me e ha tutti gli strumenti per fottermi.

Quindi, il livello zero per prendere in considerazione un'intervista e' supporre che l'intervistato sia persona in buona fede che esprime sinceramente la sua opinione. Il curriculum dell'intervistato non mi fa pensare questo.

Il livello meno uno e' evitare di postare su un thread sulle fake news un'intervista che comincia con un falso clamoroso...
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda MarcoS » gio mar 01, 2018 19:17 pm

bah, intanto non è che posto per te e se ti paiono monate o roba inaffidabile è sufficiente che ti esima dal leggere, guardare o commentare. Soprattutto se ti aspetti che siano belinate a prescindere.

Anyway, ho semplicemente messo dei link che riportano discorsi che a me sono sembrati interessanti, collimano abbastanza con altre cose che ho approfondito in altre sedi/momenti, sono visioni un po' differenti da quelle che si sentono comunemente e magari possono dare un po' da pensare ed essere di stimolo ad ulteriori approfondimenti da cui poi trarre eventuali conclusioni, non necessariamente a favore delle tesi esposte.

Quanto alla credibilità di qualcuno: vero - da un certo punto - però resta aperta la questione di chi dà la patente di credibilità a qualcuno, e in base a cosa. E non ci sono termini assoluti per questo. Abbiamo fulgidi esempi di personaggi accreditati universalmente come credibilissimi e apparentemente in buona fede dei quali si è poi dimostrato essere propalatori di falsità e stupidaggini sesquipedali.
A prescindere, prima sento/leggo. Poi decido e cerco di approfondire, anche roba che a prima vista non mi convince per nulla (ascoltai persino discorsi del renzi dei primi tempi, quando ero già praticamente certo che fosse quello che ha poi dimostrato di essere). Ma certamente posso gestirmi meglio di altri il tempo da dedicare a ste cose.
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda Sbob » gio mar 01, 2018 19:40 pm

Mi limito a far notare che l'articolo contiene una palese falsita' e che l'intervistato e' immischiato in faccende poco pulite. Magari la cosa non interessa a te, magari interessa a qualcun altro.

Per quanto riguarda la patente di credibilita': e' curioso che chi pubblica l'intervista si premuri di segnalare che l'intervistato e' ricercatore di una nota universita'. Se ritiene che essere ricercatore di tale universita' sia indice di credibilita', dovrebbe ritenere tale ricercatore inaffidabile, in quanto da tale universita' sospeso. Se al contrario non crede che tale universita' sia affidabile, non vedo perche' premurarsi di indicare il soggetto come ricercatore...

Il sospetto che il buon Byoblu stia giocando sporco un po' viene...
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda Achille_piè_veloce » mer mar 07, 2018 20:23 pm

La cosa da dire sul rapporto tra il mondo degli esperti, addetti ai lavori, giornalisti, e questi risultati elettorali non è la sciocchezza rituale sul “non avere capito cosa stava succedendo“, che si attacca a una variazione di tre o quattro punti percentuali rispetto a una previsione ampiamente fatta e proclamata sia del successo del M5S che di quello della Lega. Se una cosa come il M5S prende il 32 e non il 28-30 che avevi previsto, “non avevi capito cosa stava succedendo”, o lo avevi capito piuttosto bene? Ma accade sempre nel nostro sistema di informazione e analisi dei fenomeni che poiché basta poco per cambiare radicalmente le conseguenze (è la democrazia, ma anche il maggioritario del pensiero), a quel poco, dopo, seguano considerazioni epocali (nei titoli questo diventa “il paese del M5S” perché ha votato così un 5% di elettori che se avesse votato il PD avremmo scritto “il PD tiene”: figuriamoci fosse stato il 10%). Quindi la famosa “sorpresa” esiste, ma si riferisce a una quota del tutto esigua e minoritaria di voti imprevisti: il 90% degli italiani ha votato come ci si aspettava e si andava dicendo, qualunque “marea” c’era già.

No, la cosa da dire meno superficiale e facile è un’altra, direi, e riguarda tutto il 32% che vota M5S o tutto il 17% che vota Lega, mezza Italia che vota: ed è che dal sistema dell’informazione e degli esperti passa e attecchisce presso la maggioranza degli italiani la parte semplificata dei messaggi e non quella complessa delle analisi. Che “si fosse capito” che aria tirasse è inutile, se quella comprensione non è capace di generare un’informazione più completa ed efficace, anzi incentiva il voto di risentimento e sdegno. Quello di cui sono fatti i media italiani (giornali, programmi tv del pomeriggio, dichiarazioni di politici, eccetera, l’informazione) è testi e titoli: passano i titoli. Quello di cui sono fatti i media italiani è riflessioni accurate e sensazionalismo: passa il sensazionalismo. Quello di cui sono fatti i media italiani è immagine di progresso e terrorismo: passa il terrorismo. Quello di cui sono fatti i media italiani è spirito di convivenza e risentimento aizzato: passa il risentimento. Quello di cui sono fatti i media italiani è spiegazione dei fenomeni e litigio nei talk show: passa il litigio. Quello di cui sono fatti i media italiani è vero complesso e falso semplice: passa il falso.
Questa, direi, è la cosa che l’informazione non ha capito, ha finto di non avere capito, o ha capito benissimo: che l’informazione di qualità, accurata, capace di far capire le cose, non può essere solo una parte laterale di quello che fai, un alibi da mostrare di fronte alle accuse di terrorismo mediatico. Alla stragrande maggioranza degli elettori non arrivano quei messaggi lì: arrivano gli altri, direttamente dai media, o dalle loro ricadute nei bar, sui social network, negli uffici, nelle semplificazioni della tv sciatta. Perché non è vero che “tanta gente non si informa”: è vero che tanta gente – disabituata da decenni di media sciatti e cinici alla comprensione del mondo – registra solo le comunicazioni terroristiche, false, divisive e sobillatrici, delle quali sono complici tutti quanti, quelli che ora commentano l’inatteso 5%.

--https://www.wittgenstein.it/2018/03/05/quanto-vi-crediate-assolti/
Achille_piè_veloce
 
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda scairanner » sab mar 10, 2018 0:27 am

C'è del masochismo nei giornalai italiani, non hanno ancora capito un cazz_o di quello che è successo e insistono con la campagna elettorale e con queste fake boomerang.

Da questa mattina in Puglia politici e giornali hanno lanciato una nuova bufala: FIUMI di persone avrebbero preso d'assalto alcuni CAF e centri per l'impiego per richiedere il reddito di cittadinanza.

A lanciare l'allarme per primo il sindaco di Giovinazzo (BA) (che ha appoggiato il PD in campagna elettorale) che, commentando un articolo di una testata locale, ha parlato di "file davanti ai Caf della città". La notizia è stata poi ripresa da "La Repubblica" che ha raccontato di "RAFFICHE DI RICHIESTE" anche per "Porta Futuro" il centro per l'impiego di Bari.

UNA FOLLIA GENERALE CHE CI E' APPARSA QUANTOMENO "SOSPETTA" ad appena 4 giorni dal voto, con un Governo nemmeno insediatosi in attesa che si sblocchi la situazione tra le varie forze politiche e dunque nessuna possibilità di legiferare.

ABBIAMO DUNQUE DECISO DI ANDARE CONTROLLARE LA SITUAZIONE IN PRIMA PERSONA.

Dopo aver girato alcuni CAF senza scorgere neanche lontani tentativi di "assalti", abbiamo deciso di recarci direttamente a "Porta futuro".

Ingresso vuoto. Corridoi vuoti. (Dell'assalto e delle file interminabili mattutine, neanche un superstite)

All'ingresso alcuni addetti ci hanno subito spiegato che "in realtà noi non abbiamo visto quasi nessuno, questa notizia ha lasciato di stucco anche noi".

Ci hanno dunque fatto parlare con il direttore Franco Lacarra (per dovere di cronaca sottolineiamo essere il fratello del neoeletto deputato renziano MARCO LACARRA (PD)) che in maniera molto schietta e onesta ci ha confermato che rispetto agli articoli letti non vi era stato alcun "assalto" ma che è solo capitato, come gli capita sempre per qualsiasi provvedimento compresi quelli regionali, che alcune persone NEGLI ULTIMI 3 GIORNI si siano recate a chiedere informazioni generiche sul reddito di cittadinanza. Abbiamo dunque chiesto al direttore di riportare la realtà dei fatti specificando di come si sia trattato di un fenomeno assolutamente normale e quotidiano per loro.

Il direttore, d'accordo con noi, ha dunque richiesto al suo ufficio comunicazione di scrivere una smentita sul canale Facebook di Porta Futuro (qui => https://www.facebook.com/portafuturobar ... 1948304325).

Non sappiamo bene come sia potuto accadere ma solo pochi minuti dopo lo stesso direttore è stato contattato telefonicamente, davanti a noi, dallo staff del sindaco renziano ANTONIO DECARO (PD). Abbiamo ascoltato dunque il direttore costretto a "giustificarsi" spiegando che con questa smentita avrebbe voluto solo raccontare la verità dei fatti (a suo parere, testualmente, "una c***ata").

Nel frattempo, mentre eravamo ancora in loco, sono arrivati altri giornalisti del TG RAI, di Repubblica e pare che il direttore sia stato contattato anche dalla CNN.

Tutto quanto vi abbiamo raccontato sopra è cronaca, ora traete voi le vostre conclusioni.

Dal canto nostro, vorremmo solo dirvi una cosa: è evidente che la lezione di queste elezioni politiche a qualcuno non sia bastata. A questo punto vi preghiamo: se davvero avete così poca considerazione per l'intelligenza dei cittadini italiani continuate pure a diffondere falsi "scandali" e fake news, vorrà dire che alle prossime consultazioni elettorali il Movimento 5 Stelle volerà, da solo, oltre il 41%.

A riveder le stelle...
-Come sarà la scalata di Adam Ondra nel 2030?
-Arrampicherò di certo. Spero di non scalare peggio di quanto non faccia ora...


-meno internet, più cabernet
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Re: Fake news e i cani da guardia del potere

Messaggioda PIEDENERO » sab mar 10, 2018 8:58 am

e allora?
visto che anche la lega ha vinto le elezioni, anch'io sono andato al CAF per saper di quanto son diminuiti gli anni che mi mancano per andare in pensione :D
poi son tornato al lavoro e ho mandato a cagare il mio datore di lavoro. tanto, non può più licenziarmi!
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