«Η Ελπίδα έρχεται»

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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda VYGER » lun lug 13, 2015 21:21 pm

It is unlikely that Greece will be able to close its financing gaps from the markets on terms consistent with debt sustainability.

[...]

Even with concessional financing through 2018, debt would remain very high for decades and highly vulnerable to shocks


IFM, GREECE PRELIMINARY DRAFT DEBT SUSTAINABILITY ANALYSIS, 2015/06/25, p. 11

IFM è il Fondo Monetario Internazionale, qui: http://www.imf.org/external/pubs/ft/scr/2015/cr15165.pdf.

I prossimi, chiaramente, saranno prima la Spagna e poi noi.
Cfr. qui: http://intermarketandmore.finanza.com/crisi-grecia-passa-la-scandalosa-politica-di-salvataggio-tedesca-evitato-il-grexit-per-ora-73020.html?_ga=1.256218059.113288793.1417426955.

Sapevo, io, che la carriera da climber barbone sarebbe stata un bisniz in termini di karma...

:roll:
Non cesseremo di esplorare - E alla fine dell'esplorazione - Saremo al punto di partenza - Sapremo il luogo per la prima volta. T.S. Eliot
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda VECCHIO » lun lug 13, 2015 23:44 pm

tacchinosfavillantdgloria ha scritto:Ma ho capito bene, che nell'"accordo" sono stati imposti alla Grecia: rapporto deficit/pil 3%, debito al 60%, pareggio di bilancio?

Ora, come ho detto fin troppe volte, sono del tutto digiuno di economia: ma chi ne capisce qualcosa mi sciolga il dubbio: sono parametri realistici? E il fatto di perseguirli (senza ovviamente raggiungerli) farà del bene all'economia greca o le darà il colpo finale?

Così per sapere #-o

Incompetenti saluti
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l'importante è che il popolo che appoggia sempre la sinistra creda nella sinistra (il governo greco o italiano o altro) poi verrà sistemato tutto
la vita economica dell'umanità va sempre avanti e la regola europea (sempre da tutti disattesa) è 3% e 60%: il sogno da realizzare
alla peggio la sinistra al governo si alleerà con la destra, se qualche suo dissidente protesterà troppo
ma l'obiettivo ormai è raggiungibile (mettere in riga i lavativi), e ciò che si dice da giorni sono solo specchietti per le allodole (il popolo purtroppo)
(mi dispiace per il popolo che ne soffrirà già ha perso altri 10miliardi con le ultime sceneggiate politiche dei suoi leader)
d'altronde, se continua a ragionare come si ragiona qui nel forum, non ci sono proprio speranze, si fa sempre abbindolare, è troppo ignorante :roll: :roll: :roll:
è abituato al benessere dato da altri, non a guadagnarsi il proprio benessere impegnandosi :roll: :roll: :roll:

viva l'alpinismo =D> =D> =D>
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » mar lug 14, 2015 15:05 pm

Articolessa di Lucio Caracciolo per me condivisibile

La partita sul debito di Atene finisce con uno Stato sovrano in meno e un po’ di chiarezza in più sulla geopolitica dell’Eurozona: al centro la Germania, qualche gradino sotto la Francia, Italia non pervenuta.
di Lucio Caracciolo
CRISI FINANZA, EURO, GERMANIA, GRECIA, LIMES OGGI, UE, ALEXIS TSIPRAS, ANGELA MERKEL, EUROPA
La Grecia ha cessato di esistere come Stato indipendente.

Restano i greci. Chiamati a sopportare non solo devastanti sacrifici economici, ma anche l’umiliazione di vedersi trattati da minori cui è interdetta la gestione dei propri affari.

La patria potestà è affidata pro forma a Bruxelles e Francoforte, di fatto a Berlino. Padre severo, tentato dall’idea di disconoscere il pargolo. Infine convinto a sceneggiare, per ora, la finzione di una residua sovranità ellenica. Onde evitare che, con la dichiarazione di morte dello Stato messo sotto tutela, si materializzi l’implosione dell’euro. Ovvero dell’Unione Europea.

Scelta non spontanea, che molto deve alle materne insistenze di Obama e di Hollande, oltre che alle resistenze di Draghi di fronte all’enormità di rischiare la vita dell’euro e i paradigmi finanziari globali pur di sbarazzarsi della piccola ma incorreggibile Grecia.

Al parlamento di Atene il compito di tradurre in accettabile neogreco leggi scritte dagli eurocrati o direttamente dai burocrati nazionali tedeschi e francesi, che provvederanno a correggere eventuali refusi. Destino dei protettorati in maschera.

Per chi volesse ripercorrere la parabola della Grecia post-ottomana, il provvisorio esito della più aspra trattativa mai prodotta in quel laboratorio della negoziazione permanente che è l’Eurozona parrebbe l’ennesima replica di una storia infinita. La Grecia fallì la prima volta quando non era nata, nel pieno delle guerre di liberazione dal giogo turco. Anno 1826. Malgrado fosse affidata prima a un re bavarese poi a una dinastia danese – quanto di più “virtuoso” si possa immaginare stando alle correnti tassonomie nordeuropee – la giovane monarchia ellenica si indebitò fino al collo, costruendosi, fra bancarotte ripetute ed esosi “salvataggi”, rappresaglie e commissariamenti da parte delle potenze creditrici, una pessima fama finanziaria.

Quando il 2 gennaio 2001 la Grecia fu ammessa nell’Eurozona, gli ottimisti stimavano che battezzandola membro della famiglia degli eletti questa, finalmente responsabilizzata, avrebbe dismesso l’abitudine a vivere troppo al di sopra dei propri mezzi. I diplomatici tedeschi più illuminati giuravano sulla pedagogia dell’euro: la nuova moneta avrebbe trasformato lo spirito di un popolo. Le cicale sarebbero evolute in formiche.

Non è accaduto. Il dibattito sulla partizione delle colpe fra greci, tedeschi e altri europei impegnerà a lungo la storiografia. Le (ir)responsabilità elleniche sono palesi. Quelle altrui, prima coperte, sono emerse in questo atto della tragedia greca – altri, purtroppo, seguiranno. E si compendiano nel waterboarding cui Merkel e Schäuble, lei (apparentemente) con le buone lui (visibilmente) con le cattive, hanno sottoposto Tsipras.

Il quale Tsipras, pur di non dare ai tedeschi la soddisfazione di dimetterlo su due piedi, ha accettato di esibirsi in acrobatiche giravolte che l’hanno ridotto a figura patetica più che tragica. Rinviando la resa dei conti, ma a un prezzo che difficilmente un altro leader europeo avrebbe accettato. Nella certezza che i sacrifici sono solo all’inizio, perché la stolida austerità dei contabili nordici, travolta la sovranità dello Stato greco, attacca ora la qualità della vita quando non la sopravvivenza degli elleni – oligarchi e armatori a parte.

In questa partita si è meglio profilata la geopolitica dell’Eurozona. Al centro, la Germania, dominante ma non egemone, con attorno un ambiguo corteo nord- e mitteleuropeo, nel quale si sono stavolta segnalati per vocazione satellitare slovacchi e baltici.

Un paio di gradini sotto, la Francia, cui i tedeschi concedono, con rattenuta insofferenza, di apparire loro legittima associata. Stavolta Hollande ha però intuito che la volontà di Stati Uniti e Cina di scongiurare l’involuzione dell’eurocrisi in crisi mondiale avrebbe costretto la Germania a frenare all’ultima curva. In attesa, forse, di ripartire fra non molto per l’ultimo giro, quello che dovrebbe espellere l’ex Grecia dall’Eurozona.

Quanto all’Italia, ha evitato di esporsi. Primo, perché non avremmo potuto permettercelo, consci di percorrere un crinale sempre pericoloso. Secondo, perché quando in Europa il gioco si fa duro, noi non siamo abilitati a parteciparvi.

O forse non ci sentiamo di farlo. Eppure in questa come in altre crisi – qualcuno ricorda l’Ucraina? – abbiamo visto Vilnius e Bratislava in prima linea. Paradossi di un’Europa impazzita.

Articolo originariamente pubblicato su la Repubblica il 14/7/2015

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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda VECCHIO » mer lug 15, 2015 9:36 am

tacchinosfavillantdgloria ha scritto:Articolessa di Lucio Caracciolo per me condivisibile

La partita sul debito di Atene finisce con uno Stato sovrano in meno e un po’ di chiarezza in più sulla geopolitica dell’Eurozona: al centro la Germania, qualche gradino sotto la Francia, Italia non pervenuta.
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Restano i greci. Chiamati a sopportare non solo devastanti sacrifici economici, ma anche l’umiliazione di vedersi trattati da minori cui è interdetta la gestione dei propri affari.

La patria potestà è affidata pro forma a Bruxelles e Francoforte, di fatto a Berlino. Padre severo, tentato dall’idea di disconoscere il pargolo. Infine convinto a sceneggiare, per ora, la finzione di una residua sovranità ellenica. Onde evitare che, con la dichiarazione di morte dello Stato messo sotto tutela, si materializzi l’implosione dell’euro. Ovvero dell’Unione Europea.

Scelta non spontanea, che molto deve alle materne insistenze di Obama e di Hollande, oltre che alle resistenze di Draghi di fronte all’enormità di rischiare la vita dell’euro e i paradigmi finanziari globali pur di sbarazzarsi della piccola ma incorreggibile Grecia.

Al parlamento di Atene il compito di tradurre in accettabile neogreco leggi scritte dagli eurocrati o direttamente dai burocrati nazionali tedeschi e francesi, che provvederanno a correggere eventuali refusi. Destino dei protettorati in maschera.

Per chi volesse ripercorrere la parabola della Grecia post-ottomana, il provvisorio esito della più aspra trattativa mai prodotta in quel laboratorio della negoziazione permanente che è l’Eurozona parrebbe l’ennesima replica di una storia infinita. La Grecia fallì la prima volta quando non era nata, nel pieno delle guerre di liberazione dal giogo turco. Anno 1826. Malgrado fosse affidata prima a un re bavarese poi a una dinastia danese – quanto di più “virtuoso” si possa immaginare stando alle correnti tassonomie nordeuropee – la giovane monarchia ellenica si indebitò fino al collo, costruendosi, fra bancarotte ripetute ed esosi “salvataggi”, rappresaglie e commissariamenti da parte delle potenze creditrici, una pessima fama finanziaria.

Quando il 2 gennaio 2001 la Grecia fu ammessa nell’Eurozona, gli ottimisti stimavano che battezzandola membro della famiglia degli eletti questa, finalmente responsabilizzata, avrebbe dismesso l’abitudine a vivere troppo al di sopra dei propri mezzi. I diplomatici tedeschi più illuminati giuravano sulla pedagogia dell’euro: la nuova moneta avrebbe trasformato lo spirito di un popolo. Le cicale sarebbero evolute in formiche.

Non è accaduto. Il dibattito sulla partizione delle colpe fra greci, tedeschi e altri europei impegnerà a lungo la storiografia. Le (ir)responsabilità elleniche sono palesi. Quelle altrui, prima coperte, sono emerse in questo atto della tragedia greca – altri, purtroppo, seguiranno. E si compendiano nel waterboarding cui Merkel e Schäuble, lei (apparentemente) con le buone lui (visibilmente) con le cattive, hanno sottoposto Tsipras.

Il quale Tsipras, pur di non dare ai tedeschi la soddisfazione di dimetterlo su due piedi, ha accettato di esibirsi in acrobatiche giravolte che l’hanno ridotto a figura patetica più che tragica. Rinviando la resa dei conti, ma a un prezzo che difficilmente un altro leader europeo avrebbe accettato. Nella certezza che i sacrifici sono solo all’inizio, perché la stolida austerità dei contabili nordici, travolta la sovranità dello Stato greco, attacca ora la qualità della vita quando non la sopravvivenza degli elleni – oligarchi e armatori a parte.

In questa partita si è meglio profilata la geopolitica dell’Eurozona. Al centro, la Germania, dominante ma non egemone, con attorno un ambiguo corteo nord- e mitteleuropeo, nel quale si sono stavolta segnalati per vocazione satellitare slovacchi e baltici.

Un paio di gradini sotto, la Francia, cui i tedeschi concedono, con rattenuta insofferenza, di apparire loro legittima associata. Stavolta Hollande ha però intuito che la volontà di Stati Uniti e Cina di scongiurare l’involuzione dell’eurocrisi in crisi mondiale avrebbe costretto la Germania a frenare all’ultima curva. In attesa, forse, di ripartire fra non molto per l’ultimo giro, quello che dovrebbe espellere l’ex Grecia dall’Eurozona.

Quanto all’Italia, ha evitato di esporsi. Primo, perché non avremmo potuto permettercelo, consci di percorrere un crinale sempre pericoloso. Secondo, perché quando in Europa il gioco si fa duro, noi non siamo abilitati a parteciparvi.

O forse non ci sentiamo di farlo. Eppure in questa come in altre crisi – qualcuno ricorda l’Ucraina? – abbiamo visto Vilnius e Bratislava in prima linea. Paradossi di un’Europa impazzita.

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Spiega bene al popolo, difatti è di repubblica, crea consenso per continuare e per fare questo crea scenari fiabeschi, ci mette anche la pazzia perchè così non deve giustificare la propria ignoranza, ma può inventare a ruota libera tutte le stupidaggini che vuole.
Ma ci si rende conto che tutto ciò che si dice e si commenta da settimane non accade????
Non si pensa mai di sbagliare e non capire una mazza di ciò che accade ???
Forse ormai parliamo contro i muri, il gregge non capisce più e cade tranquillo nel precipizio.
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda MarcoS » mer lug 15, 2015 10:01 am

Come la vedono "i tedeschi", o almeno una certa parte. Una visione che per vari motivi non è in accordo con i desiderata dell'impero del caos (vedi anche le dichiarazioni FMI di stamattina) . Stiamo a vedere gli sviluppi.... :roll:

Schäubles Plan: Deutschland muss raus aus dieser Euro-Zone


http://www.maurizioblondet.it/schaubles-plan-deutschland-muss-raus-aus-dieser-euro-zone/
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda MarcoS » mer lug 15, 2015 10:56 am

MarcoS ha scritto:Come la vedono "i tedeschi", o almeno una certa parte. Una visione che per vari motivi non è in accordo con i desiderata dell'impero del caos (vedi anche le dichiarazioni FMI di stamattina) . Stiamo a vedere gli sviluppi.... :roll:

Schäubles Plan: Deutschland muss raus aus dieser Euro-Zone


http://www.maurizioblondet.it/schaubles-plan-deutschland-muss-raus-aus-dieser-euro-zone/


al tacchino ch un po' di post addietro chiedeva qualcosa tipo "ma la grecia potrà farcela?" , questo è quello che risponde la commare secca...

Dopo una premessa in cui si narra una breve storia degli accordi precedenti, si passa ad analizzare gli effetti di quanto successo nelle ultime due settimane, soprattutto in relazione alla chiusura del sistema bancario, voluta dalla BCE su spinta dell’Eurogruppo. Le conseguenze sono :

– un debito al 200% del PIL fra il 2016 ed il 2017;

– un debito al 170% del PIL nel 2022, contro il 142% precedentemente previsto ed il 110% delle previsioni del 2012;

– Il fabbisogno finanziario del paese sarà superiore al 15% del PIL ed in crescita nei prossimi anni.

Per riuscire a far fronte ai debiti la Grecia dovrebbe :

1) Avere avanzi primari superiori al 3,5% per decenni, cosa che ben pochi paesi (parole FMI) sono riusciti a fare. Le riforme delle pensioni sopno già in atto e ulteriori dure riforme incontreranno opposizioni politiche.

2) Che la crescita passi da essere ai livelli più bassi della zona euro a quelli più elevati. sarebbero necessarie proposte realizzabili per la crescita.

3) Che il sistema bancario riceva grosse iniezioni di liquidità, almeno per i prossimi 5 anni.

Lo FMI quindi raccomanda , come già detto, delle soluzioni alla Unione europea, essenzialmente un lungo periodo di grazia con postposizione delle richieste di 30 anni almeno, inclusi i prestiti degli ultimi pacchetti di aiuti. Il debito pubblico dovrà essere rifinanziato con tassi pari a quelli degli stati AAA del settore privato . Alternative possono essere l’haircut o trasferimenti fiscali dagli altri stati.

Cosa dire, in barba al parere di Tsipras, le condizioni dell’accordo, secondo il FMI, non secondo un radicale della sinistra o della destra greca, sono letteralmente impossibili. Poteva anche richiedee un intervento dell’alto comando Vulcaniano per salvare la Grecia, a questo punto, perchè sarebbe più semplicemente realizzabile. Però Tsipras ha preso questo impegno. Vedremo cosa succederà in futuro.


http://scenarieconomici.it/33909/

il che ci fa tornare al discorso del primo link...
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda PIEDENERO » mer lug 15, 2015 11:27 am

@tacchino
Ma un po' di autocritica sul ruolo della"sinistra" europeista e in generale sul ruolo della sinistra in Europa?
Per quel che penso di aver capito, VECCHIO ha ragione. Utilizzando il consenso del popolo, si sta rilevando, per chi non lo avesse ancora capito, il tramite per applicare le peggio cose.
Tsipras docet! Renzi docet! Podemos? Vedremo
Certo è che chi si oppone al " pensiero unico dominante" rischia una brutta fine. E Tsipras, se è stata reale la sua rivolta contro i potenti, ha avuto coraggio, bisogna darne atto. Ma le persone si giudicano dai fatti e i fatti parlano chiaro.
Un totale fallimento. Ovvio dico io, se non hai mai messo in discussione il grexit e quindi non sei andato fino in fondo, il bluff, sono andati a scoprirtelo e ora te la fanno pagare.
Lista Tsipras hahahahah, e tu ci credi ancora a questi?

Però vedremo, la tragicommedia greca non é ancora finita

Ciao
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » mer lug 15, 2015 12:09 pm

Se vecchio abbia ragione o no non saprei dire perché non capisco mai un tubo di quello che scrive :oops: (con Lucio Caracciolo si può anche non essere d'accordo, ci mancherebbe, ma tacciarlo di "ignoranza"sulle questioni geopolitiche mi pare un po' eccessivo).

La sinistra...si fanno molti sarcasmi su quella "radicale": brigata kalimera, Vendola, Ferrero, Fassina, Civati & c. Ora tutti dicono peste e corna di Tsipras, per alcuni un traditore del popolo che ha calato le braghe, per altri un populista irresponsabile che ha sfidato lo status quo... (Decidetevi, mi vien da dire). Per me resta uno che ci ha provato, in una situazione di rapporti di forza abbastanza improponibili. A quanto si vede adesso non gli è andata benissimo, però mi piacerebbe vedere i suoi critici al suo posto cos'avrebbero saputo fare di meglio.

Quello che certo si può dire è che la sinistra "responsabile e di governo" non ci fa una gran figura. I socialdemocratici tedeschi neanche da parlarne, peggio di così non sarebbe stato possibile. Renzi tanto rodomontesco in patria quanto impalpabile in Europa; forse Hollande ancora ancora flebilmente qualcosa ha detto, per pallido riflesso di grandeur transalpina. Il quadro complessivo comunque è quello che è.

Certo, mala tempora currunt. Ma come si dice, quando si presentano le difficoltà, lo stolto si ritira, il saggio si rallegra (mah!).

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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda al » mer lug 15, 2015 12:43 pm

Ragazzi, nel cocktail della vostro sinistrismo: 2/4 di filantropismo 1/4 di marxixmo, 1/4 di ribellismo anarcoide.

risultato: sbornia ideologica con conseguente mal di testa realistico.

La "sinistra" ormai è un luogo di villeggiatura di anime belle, poeti etc etc etc - spinelli, vendola ola ola ola -
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda PIEDENERO » mer lug 15, 2015 12:53 pm

al ha scritto:Ragazzi, nel cocktail della vostro sinistrismo: 2/4 di filantropismo 1/4 di marxixmo, 1/4 di ribellismo anarcoide.

risultato: sbornia ideologica con conseguente mal di testa realistico.

La "sinistra" ormai è un luogo di villeggiatura di anime belle, poeti etc etc etc - spinelli, vendola ola ola ola -
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda al » mer lug 15, 2015 13:04 pm

PIEDENERO ha scritto:
al ha scritto:Ragazzi, nel cocktail della vostro sinistrismo: 2/4 di filantropismo 1/4 di marxixmo, 1/4 di ribellismo anarcoide.

risultato: sbornia ideologica con conseguente mal di testa realistico.

La "sinistra" ormai è un luogo di villeggiatura di anime belle, poeti etc etc etc - spinelli, vendola ola ola ola -
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda MarcoS » mer lug 15, 2015 13:49 pm

tacchinosfavillantdgloria ha scritto:Se ....!).

Sempre dubbiosi saluti
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riguardo a T. come quisling, diciamo che - almeno leggendo le ultime dichiarazioni sue e di varoufakis - parrebbe che in effetti ci abbia provato e gli sia andata male. Questa sarebbe la migliore delle ipotesi, che denota però almeno ingenuità e un certo pressapochismo, diciamo, cose che di fronte a certi squali.... Quindi, nonostante l'avversione e la diffidenza istintive e viscerali che un certo genere di sinistra sono riuscite - mio malgrado - a farmi maturare nel corso del tempo, gli lascio il beneficio del dubbio. Anche perché è vero che in quelle condizioni, e di fronte ai suddetti squali sarebbe stata dura per chiunque*. Mettiamo nel conto anche gli interessi geopolitici dell'Impero, che ci metterebbe un attimo, se conveniente, a creare un'altra ucraina nell'egeo.

a questo proposito, reitero la "notiziona del giorno", che vedremo dove porta...
Notizie interessanti “trapelano” dal Fondo Monetario Internazionale.

Ma tu guarda che caso, la stampa casualmente viene a sapere che in un “riservatissimo” (NSA approved) rapporto interno dell’FMI c’è scritto l’ovvio. Ovvero che il debito greco è impagabile e che dunque deve essere tagliato-ristrutturato… cioè quello che la Merkel per questioni di politica interna (io credo che fosse per lei non ci sarebbero problemi) non può sostenere.

Ora, l’FMI è “leggermente” influenzato dagli Stati Uniti i quali oltre ad avere già le loro gatte da pelare con l’economia hanno anche il problema di tenere fuori Russia e Cina dal mediterraneo.

Dunque mi permette una lettura solo un pochino gombloddisda?

Cristine Lagarde, fino a poche settimane fa sosteneva che al massimo si poteva ristrutturare il debito greco in mano agli europei, ora scommetto che comincerà a sostenere che anche il debito in mano all’FMI può essere ristrutturato. E non mi stupirei neppure se lo stesso Tsipras fosse stato rassicurato sulla piega che avrebbero preso gli eventi.

Guardate che la Saga Avvincente: Grexit! (perchè alla fine li si andrà, magari tra qualche mese) è un kolossal con tanti protagonisti.

da RaiNews24

La situazione greca è molto peggiore di quanto si potesse immaginare. Secondo un rapporto riservato del Fondo monetario internazionale, ma conosciuto dai leader dell’Eurozona quando lunedì hanno concordato il terzo piano di salvataggio di Atene, i creditori Ue – riferisce il Financial Times – dovranno fare “molto di piu” di quanto finora previsto, ossia accettare di rinunciare a parte dei fondi dati alla Grecia in questi anni – un nuovo haircut (taglio) del debito che Atene ha con i partner – o consentire al governo ellenico di non pagare nulla per almeno 30 anni. I livelli attuali del debito di Atene – scrive il Fmi – sono “insostenibili”. Per l’istituto di Washington, inoltre, lo stesso piano di salvataggio (il terzo dal 2010) da 86 miliardi concordato all’Eurosummit due giorni fa è del tutto insufficiente….
Pensate sia finita?
Cioè che stanotte Atene approverà “tutto il pacco”?
E che la Germania accetterà una ristrutturazione anche nominale?
E che 6 Paralmenti Europei alla fine approveranno altri miliardi buttati nel cesso in Grecia?
“Io questo non credo“, direbbe un noto grande filosofo italiano contemporaneo.
http://www.rischiocalcolato.it/2015/07/e-la-geopolita-cara-frau-merkel-e-ora-il-debito-greco-lo-tagli-te-lo-chiede-obama.html


*Notare pure come il nostro caro leader toscano, oltre a non venire invitato ai colloqui, sapendo bene come è preso il paese e come "a nord" siamo considerati pure noi, abbia tenuto un profilo tutto sommato piuttosto basso durante tutta la vicenda. (Salvo scusarsi del proprio ritardo ad un summit in Addis Abeba, adducendo a motivo "l'essere stato occupato nel salvataggio dell'euro". Ma tanto quelli sono negri, non capiscono un'ostia, tipo tanti Taliani).
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda VECCHIO » mer lug 15, 2015 14:13 pm

provate a usare con un certo realismo (sopravvivere e doversi guadagnare la pagnotta) il vostro cervello e a non ascoltare gli esperti (che non sanno fare nulla se non gli esperti) i politici (che fanno i politici, cioè cercano consenso per se stessi), i capipopolo (che son sempre degli ignorantoni), vedrete che tutto diventa più chiaro, e si riesce a intuire molto di ciò che accadrà, magari dapprima si verifica solo a posteriori, poi si migliora, anche l'accordo con l'Iran è facile da comprendere (sciiti-sunniti, terrorismo-mercato, israele-palestina e compagnia...).
Comunque vince la Cina, è meno cazzeggiante.
certo che se ci si focalizza sempre sulle tette e sui culi............................ :lol: :lol: :lol:
però se son belli :roll: :roll: :roll: :roll:
ma la gazzetta è il quotidiano più letto e l'isola dei famosi la trasmissione più seguita #-o #-o #-o
quindi qui da noi le speranze sono poche
ma se si legge ciò che scrivono i grandi autori, anche moderni...........
però son più divertenti i vari giallisti, culturalisti o 5000 sfumaturisti
dai che la vita è bella

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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda MarcoS » mer lug 15, 2015 14:28 pm

VECCHIO ha scritto:Comunque vince la Cina, è meno cazzeggiante.


visti gli ultimi sviluppi in tema di finanza sorgerebbero alcuni dubbi anche in merito a questo...
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda VECCHIO » mer lug 15, 2015 16:42 pm

MarcoS ha scritto:
VECCHIO ha scritto:Comunque vince la Cina, è meno cazzeggiante.


visti gli ultimi sviluppi in tema di finanza sorgerebbero alcuni dubbi anche in merito a questo...


sei forse male informato delle robe cinesi ? o leggi rcs, repubblica&c. e altri specchietti per le allodole
il popolo gioca (spende) in borsa e è contento, alla peggio, se il popolo fa casino, la borsa viene chiusa dal partito unico (come le banche in grecia?)
il comitato centrale controlla tutto, (ma non lo nasconde come noi facciamo parlando di democrazia)
gli investimenti all'estero (fuori) cina sono continui in tutti i campi
ora è la prima economia mondiale, a parità di potere d'acquisto

1.500..000.000 abitanti, 700.000.000 urbanizzati, 500.000.000 campagnoli, resto minoranze da integrare da qualche parte: 600.000.000 stanno bene..................e prima c'era la miseria Mao, con gli amici, da buon imperatore cinese intelligente ha distrutto tutto, e poi gli altri intelligenti han ricostruito direi bene, han convinto molto bene il popolo, ma la loro cultura millenaria è cambiata di poco, si è solo modernizzata

dove noi andremo non lo so, non so se scompariremo o cambieremo, di sicuro così non va
però 20 anni fa qualcuno ha pensato, poi ha costruito e ora fotografa nettuno a 5 miliardi di chilometri da noi, il sole è a 150 milioni !!!!
qualcuno che pensa e fa, molto prima dei pirlotti, per ora c'è ancora, ma deve stare nascosto o almeno non si mette in mostra
gli altri, quelli che si fan vedere, contano di solito come una pitacca, ma questo serve per gestire il popolo che resta per sua volontà ignorante e ne gode più che mai di questi tempi, pensa di essere partecipe e contare molto :lol: :lol: :lol:
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda MarcoS » mer lug 15, 2015 17:57 pm

si, ciao, nostradamus.... :mrgreen:
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda VECCHIO » mer lug 15, 2015 18:51 pm

MarcoS ha scritto:si, ciao, nostradamus.... :mrgreen:


credi negli indovini ? auguri di prosperità !
se ti interessa ci sono anche gli I KING cinesi che indovinano i "mutamenti"
ma forse è meglio credere nella intelligenza e nella cultura, anche se sono quelle proprie, ma di sicuro è ottimo guardarsi in giro senza credere mai nelle cose facili e immediate: se un percorso non è faticoso e impegnativo non vale nulla.
Però chi è abituato a fare 3 difficilmante farà 4, mentre chi fa 100 facilmente farà 110.
Dipende quasi tutto da se stessi, non da altri, ormai l'accessibilità media è notevole.

La gioia duratura si trova solo con fatica..............viva l'alpinismo !!!
ciao
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda MarcoS » mer lug 15, 2015 22:18 pm



...............
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda VECCHIO » mer lug 15, 2015 22:58 pm

Comunque io spero sempre nelle rivoluzioni, però non quelle borghesi come quella francese.
Ma poi la vita economica dell'uomo le assorbe sempre, in 50 anni al massimo.................. le chiese insegnano bene questo.

MarcoS, perdonami non ce l'ho con te, ce l'ho con chi preferisce far parte di un gregge e pensa di divertirsi, ma si crea e crea sempre problemi fino a scoppiare.
Un mio libro cult da giovane era anche la vita semplice di ernst wiechert
Quindi sono sempre un po' in contraddizione e non son capace di uscirne.
Qui sparo a raffica, ma almeno cerco di sparare visioni diverse dai più.
ciao
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Re: «Η Ελπίδα έρχεται»

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » dom lug 19, 2015 16:47 pm

Provate a sostituire "Italia" con "Europa" e ditemi se non suona attuale.


www.youtube.com/watch?v=f_A7MyUXutg


Grande Pierangelo, sit tibi terra levis.

Cantautorali saluti
TSdG
In nihil ab nihilo quam cito recidimus.

http://www.sollevamenti.org
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