Dover sembrare

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Dover sembrare

Messaggioda ciocco » mar gen 25, 2022 21:11 pm

http://chegradofai.blogspot.com/2022/01 ... e.html?m=1

Premessa doverosa, questo topic non è farina del mio sacco.

Quanto scrive questo nostro amico da molti spunti di riflessione
Io che sono umanamente molto dozzinale mi sono trovato a riflettere,più che sui rapporti uomo donna, sul mio attuale rapporto con l’arrampicata.
Certo il fatto di essere infortunato e fermo ormai da quasi tre mesi, il non sapere quando, come, SE (anche se ne sono quasi certo) riprenderò sicuramente mi condiziona
Comunque
Mi sono accorto ultimamente che non sopportavo più questa arrampicata
Fatta di prestazioni, di egoismo… malata
Anno scorso stavo facendo un weekend a Piobbico
Il sabato provo una via al fosso dell’eremo.
Si fa sera e mi sento vicino a chiuderla
Domani la stampo 100%
Poi la sera due amici dicono che il giorno dopo sarebbero scesi al Furlo, lì a un tiro di schioppo.
Li raggiungo che tanto la via sarebbe stata li per un’altra volta, meglio passare una giornata in compagnia.
Uno dei due mi rivela che al mio posto non avrebbe fatto lo stesso…
Anche se so che l’arrampicata alla fine è uno sport fondamentalmente individuale dove ognuno insegue i suoi obiettivi la cosa mi colpisce.
Da allora ci rimugino su questa e altre cose.
Penso che questa lunga pausa forzata alla fine non sarà poi del tutto negativa
Voglio ripartire con un altro approccio e farò parecchia pulizia, la sto già facendo.
Sono bastati poco più di due mesi lontano dalla scena per aver già scremato il gruppo.
Stavolta più che mai non tutto il male è venuto per nuocere.
Non c’è sconfitta nel cuore di chi se ne sbatte il ca.zzo
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Re: Dover sembrare

Messaggioda coniglio » mer gen 26, 2022 12:25 pm

Spero vivamente che il topic non venga svaccato.
Ho attraversato vari momenti. Ho scalato duro. Ho raggiunto
Ottimi livelli (per me, per chi ero e per la vita che conducevo).
Anche adesso son soddisfatto ma sento che potrei fare di più.
Tuttavia non so se me la sento di forzare le situazioni esistenziali al momento
Già piuttosto provate dalle contingenze.

Ho provato da dopo l’infortunio e sino ad oggi
quel che si prova ad entrare in una stanza piena di fumo
(all’interno della quale c’eri anche tu fino a qualche ora prima).
Dividerei la situazione in due macroaree.

ESTERNA A SE’
Osservo relazioni umane puramente di facciata, senza sostanza, gente che nulla ha in comune
Se non addirittura reciprocamente non nutre stima dell’altro/i ma poi sistematicamente
Quasi tutti i weekend stanno insieme. Accomunati solo dal bisogno della dose di arrampicata.
Aver la fortuna di vivere in zone con un mare di roccia e ridursi a scalare ogni weekend
(e per i fortunati che possono anche infrasettiamanale) sempre nelle stesse due o tre falesie
E sempre sugli stessi due o tre tiri. Mi annoio c***o. Mi annoio a morte e mi passa la voglia di arrampicare, preferisco fare altro. Se avessi zone boulder vicino casa farei solo quello.
Ma non giudico eh. Solo non capisco perché non capisco.
Magari non miglioro per questo eh; a parte fare indoor con amici non faccio nulla.
Nulla. Solo correre. Se solo facessi una sessione (una!) di a secco al pan…vabè…
Cmq, divagazioni a parte, sono molto colpito da relazioni e situazioni o sterili o tossiche.
O magari sono solo stato sfortunato.
Le persone con cui mi divertivo tanto ad arrampicare (giornate fatte di gite, birre, risate e – anche – realizzazioni) hanno tutte smesso. Forse era bello proprio perché avevano una relazione sana e rilassata
con la scalata. Erano appartenenti alla “società civile” diciamo così. non erano climberzzz duri e puri.
Detto questo questa area mi interessa ma posso contrallarla fino ad un certo punto. voglio controllare me piuttosto.
E sempre con il rischio dietro l’angolo di giudicare.
Cosa che trovo orrenda quando mi trovo a farla. E mi faccio schifo.
…e in realtà la proiezione freudiana è sempre contemplabile. Magari sono una merda io.
Quindi l’unica cosa che posso fare è concentrare le mie attenzioni (o meta-attenzioni)
Sull’altra macro area.

INTERNA
E se il tossico schifoso fossi io in primis? Se fossi io quello che in realtà ha un rapporto del cavolo
Con la scalata? con se stesso. se fossi un invidioso rosicone dimmerda? un competitivo sterile e privo di personalità?
privo di equilibrio. un barbaro..
Sicuramente non è sano arrivare ogni weekend in completa crisi di astinenza e sottoporre
Te e i tuoi affetti a stress. È tutto bellissimo eh. Viaggiare, partire, svegliarsi presto.
Ma non è sostenibile. C’è sempre un nervosismo di fondo da schiavo salariato
Che deve far stare in poco più di due giorni tutto ciò che per lui conta:
arrampicata, famiglia, affetti, musica, riposo, lettura, amici.
Il risultato è che o fai tutto in maniera mediocre o lasci qualcosa indietro.
Ed è una sconfitta. In ogni caso.
Leggere negli occhi della tua compagna la stanchezza al mattino di doversi – anche quel giorno –
Preparare, prendere il piumino, prendere freddo: ti spezza il cuore, anche se lei ti dice di si
E sorride. Non è giusto.
Poi arrivano anche le giornate NO.
Quando non scali bene, quando non sei soddisfatto, quando sbagli falesia.
Ti dici che se potessi arrampicare anche i pomeriggi infrasettimanali forse non saresti così teso,
la prendersti meglio, ma purtroppo questo hai/sei e questo devi mettere in ordine.
Sbaglio un sacco e ho sono scandalosamente fortunato
Per un duplice motivo: da un lato ho persone che sanno quanto amo l’arrampicata
E dall’altro per non scalare mai e non allenarmi in nessun modo ancora faccio tiri che mi entusiasmano.
Sarei un ipocrita a dire il contrario, ma spesso i tiri duri/medio duri sono quelli esteticamente
Più belli anche e soprattutto a livello motorio.
poi ci sono i DEMONI. Che tutti abbiamo e che spesso arrivano a prenderti alla gola
Il non voler peggiorare, il non voler appenderti, il voler riuscire.
Essere forte, fare il tiro.come se da questo dipendesse la tua stessa costruzione identitaria.
Ripeto, non sono così, ma ogni tanto sale questa roba.
Mi spaventa, mi fa male, mi snatura.
I pericoli più grandi poi sento di correrli quando magari chiudi il tiro duro davanti ad altri.
magari pure principianti.che si meravigliano. Quando in realtà non cambia nulla.
Questa roba è veleno per un ex obeso bullizzato in cerca di pace interiore.
Anche se non lo vuoi, tu questa roba non avendola mai provata (appagamento edonistico, vanità)
Non sai come gestirla. Arriva la botta, sale…e finisce poi che la scambi per felicità.
E finisce, come in alcuni casi, che ti trovi a scalare (ma anche suonare, lavorare, correre, vivere)
Per quella botta lì. Ed ecco che la dinamica è a tutti gli effetti tossica.
L’ho visto accadere e in parte accadermi.

Per cui quello che voglio dire è – come spero per Te Ciocco, amico mio –
Menomale che ho avuto l’incidente. È tanto più dura ora.
Ma almeno non sono nella nebbia. O, come sopra, nel fumo.

Spero sia così.
Ho troppa paura di fare cazzate.
La mia famiglia, la mia compagna, i miei amici…e la mia arrampicata
Sono troppo importanti per me.
Non posso e non voglio fare cazzate.
E non voglio smarrirmi…chè ancora non mi son finito di trovare :D
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Re: Dover sembrare

Messaggioda coniglio » mer gen 26, 2022 12:25 pm

minchia raga scusate...pippotto time
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Re: Dover sembrare

Messaggioda Volo Felice » mer gen 26, 2022 15:55 pm

coniglio ha scritto:minchia raga scusate...pippotto time



Però !!!!! belle riflessioni !! Penso ci ritroviamo un pò tutti lì dentro o perlomeno ci siamo passati...
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Re: Dover sembrare

Messaggioda onoff » mer gen 26, 2022 16:18 pm

A voi non piace arrampicare. Nonostante diciate "quanto amo l'arrampicata".
No, a voi non piace. Piace raccontarvi che vi piace.
Smettete.
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Re: Dover sembrare

Messaggioda coniglio » mer gen 26, 2022 17:33 pm

onoff ha scritto:A voi non piace arrampicare. Nonostante diciate "quanto amo l'arrampicata".
No, a voi non piace. Piace raccontarvi che vi piace.
Smettete.


la riflessione è piuttosto interessante, potrebbe anche essere. e infatti è uno dei miei - tanti - timori
(oltre a quello di diventare un bulletto criticone che giudica il prossimo per quello che fa).
secondo te qual è il modo corretto di farsi piacere l'arrampicata?
o meglio, da cosa si desume oltre ogni ragionevole dubbio che a qualcuno l'arrampicata piace bene
(sul serio però, non come a noi fessi frustrati che non abbiamo ancora capito)?
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Re: Dover sembrare

Messaggioda ciocco » mer gen 26, 2022 19:45 pm

onoff ha scritto:A voi non piace arrampicare. Nonostante diciate "quanto amo l'arrampicata".
No, a voi non piace. Piace raccontarvi che vi piace.
Smettete.


L’unico dubbio che ho è che sia io che via via, nel corso degli anni abbia iniziato a viverla male.
In realtà quando sono in falesia con la mia famiglia sono l’uomo più felice del mondo.
Risolverò i dubbi, correggerò i difetti e la rotta se necessario.
Taglierò i rami secchi (che oltretutto è il mio mestiere)
In ogni caso nessuno mi dice e mi dirà di smettere
Ci ha provato il primo ortopedico e io ne ho scelto un altro.

Saluto :smt098 :smt006
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Re: Dover sembrare

Messaggioda onoff » gio gen 27, 2022 10:44 am

Un fiore in un fosso non consuma il tempo a sognare di essere un fiore di ciliegio o sentire invidia per una rosa. Fiorisce in libertà.
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Re: Dover sembrare

Messaggioda coniglio » gio gen 27, 2022 11:02 am

Sii sempre pronto a dire quello che pensi, e il vile ti eviterà (cit.)
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Re: Dover sembrare

Messaggioda teo89 » gio gen 27, 2022 13:59 pm

ciocco ha scritto:http://chegradofai.blogspot.com/2022/01/non-e-tanto-il-sapere-quanto-lapprendere.html?m=1

Premessa doverosa, questo topic non è farina del mio sacco.

Quanto scrive questo nostro amico da molti spunti di riflessione
Io che sono umanamente molto dozzinale mi sono trovato a riflettere,più che sui rapporti uomo donna, sul mio attuale rapporto con l’arrampicata.
Certo il fatto di essere infortunato e fermo ormai da quasi tre mesi, il non sapere quando, come, SE (anche se ne sono quasi certo) riprenderò sicuramente mi condiziona
Comunque
Mi sono accorto ultimamente che non sopportavo più questa arrampicata
Fatta di prestazioni, di egoismo… malata
Anno scorso stavo facendo un weekend a Piobbico
Il sabato provo una via al fosso dell’eremo.
Si fa sera e mi sento vicino a chiuderla
Domani la stampo 100%
Poi la sera due amici dicono che il giorno dopo sarebbero scesi al Furlo, lì a un tiro di schioppo.
Li raggiungo che tanto la via sarebbe stata li per un’altra volta, meglio passare una giornata in compagnia.
Uno dei due mi rivela che al mio posto non avrebbe fatto lo stesso…
Anche se so che l’arrampicata alla fine è uno sport fondamentalmente individuale dove ognuno insegue i suoi obiettivi la cosa mi colpisce.
Da allora ci rimugino su questa e altre cose.
Penso che questa lunga pausa forzata alla fine non sarà poi del tutto negativa
Voglio ripartire con un altro approccio e farò parecchia pulizia, la sto già facendo.
Sono bastati poco più di due mesi lontano dalla scena per aver già scremato il gruppo.
Stavolta più che mai non tutto il male è venuto per nuocere.


Anche io ogni tanto mi fermo a pensare alle relazioni che si creano grazie all'arrampicata e ho due correnti di pensiero a seconda dei momenti:

1] Quella "negativa" : con la maggior parte delle gente con cui arrampico potrei non avere nulla in comune se non l'arrampicata, fuori da quella probabilmente non ci saremmo mai parlati o conosciuti. Negli anni è "passata" tanta gente da qui, è con molti ho vissuto bei momenti, serate, allenamenti, weekend, settimane addirittura...e magari ora nemmeno so dove sono finiti perchè hanno preso altre strade ed io non avevo interesse o tempo per mantenere questi rapporti.

2] Quella "positiva": nonostante quanto scritto sopra è proprio grazie all'arrampicata se ho conosciuto tante persone incredibili, ed è grazie a lei se ogni persona mi ha lasciato qualcosa dentro, che possa essere una sbronza in palestra post-allenamento, l'assedio di una via insieme, una sicura fortunata, chiacchere sui progetti, un weekend all'avventura, l'essersi persi nel bosco alla ricerca di una fantomatica falesia, l'aver condiviso una settimana al campeggio di ceuse, un volo per la spagna, un traghetto per kalymnos, ore e ore di macchina, un'appartamento malconcio, una tenda piantata nella prima piazzola, una piatto di pasta sotto le stelle, un bagno nel fiume dopo 4gg senza doccia e potrei andare avanti per ore!

Credo che certe cose bisogna lasciarle "scorrere" ...un pò come il famoso flow di cui parlano i big, bisogna prendere quello che c'è di buono e andare avanti, senza forzare le cose.

Alla fine l'arrampicata ti mette a nudo, puoi avere una facciata da mostrare agli altri, forse anche illuderti...ma prima o poi finisce...per questo è importante l'onesta.
Mi piace arrampicare. di brutto
mi piace liberare. certo
mi piace spingermi al limite. a volte
mi piace fallire. no, ma fa parte del gioco e lo accetto come parte del processo
mi piace quando i nuovi arrivati pensato che sia forte. ovvio, l'ego è una brutta bestia
mi piace fare lo sbruffone con gli amici più scarsi e loro lo sanno
ma mi piace anche aiutarli, dargli consigli e motivarli e loro sanno anche questo

Sono stato anche troppo poetico, ma quando si parla di arrampicata è così.

Detto questo ...speriamo di vederci presto sotto qualche pezzo di roccia! :smt039
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Re: Dover sembrare

Messaggioda coniglio » gio gen 27, 2022 14:37 pm

bella teo.
belle parole.
condivido tuttissimo
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Re: Dover sembrare

Messaggioda gobbidimerda » gio gen 27, 2022 16:10 pm

Secondo me quello delle relazioni con coloro con i quali si scala è un falso problema.
E' per me evidente che parte delle persone con cui scalo le frequento principalmente perchè abbiamo questa passione in comune e che probabilmente non ci frequenteremmo se non la condividessimo. Ma non è un problema.
Faccio un parallelo.
La mia altra passione, come si evince dal mio nickname :lol: , è andare allo stadio, è dal 1984 che vado in curva a vedere il Toro. Parte delle persone con cui condivido questa passione sono veri amici, ma la maggior parte (e in quasi 40 anni di frequentazione sono decine) sono persone che frequento solo in curva e per il fatto che condividiamo questa cosa. Con decine di persone che non frequento fuori dallo stadio, quando ci incontriamo al chiosco fuori dalla curva nel prepartita, piuttosto che dentro o in una città dove siamo in trasferta o in un autogrill nel tragitto, ci abbracciamo, passiamo bellissimi momenti, sicuramente sinceri, non li considero per questo miei veri amici, ma in fondo gli voglio bene, sto bene con loro, mi fa stare bene passarci del tempo insieme.
Non mi sono però mai posto il problema se sia un rapporto falso od opportunistico, non lo vedo come un problema, così come non mi pongo il problema con chi mi alleno o con chi vado in falesia, alcuni sono veri amici, altri sono solo compagni di passione, ci sono pure andato in vacanze arrampicatorie con esponenti della seconda categoria.
Insomma, secondo me su questo argomento vi fate troppe seghe mentali :D
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Re: Dover sembrare

Messaggioda Kinobi » gio gen 27, 2022 22:04 pm

gobbidimerda ha scritto:non mi pongo il problema con chi mi alleno o con chi vado in falesia


Io no.
Infatti scalo con amici, e non assicuratori.
E se devo andare con un assicuratore, se ho anche altre cose da fare, faccio quest'ultime. Tipo pulire la catena alla moto, trave, pannello, tagliare l'erba, fare nulla. Insomma, ho sempre altro da fare. E ci sono stati tiri che non ho fatto per questo motivo (ed uno mi rode ancora, ma non è grave)
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Re: Dover sembrare

Messaggioda gobbidimerda » ven gen 28, 2022 8:48 am

Kinobi ha scritto:
gobbidimerda ha scritto:non mi pongo il problema con chi mi alleno o con chi vado in falesia


Io no.
Infatti scalo con amici, e non assicuratori.
E se devo andare con un assicuratore, se ho anche altre cose da fare, faccio quest'ultime. Tipo pulire la catena alla moto, trave, pannello, tagliare l'erba, fare nulla. Insomma, ho sempre altro da fare. E ci sono stati tiri che non ho fatto per questo motivo (ed uno mi rode ancora, ma non è grave)


Non intendo dire che metto un annuncio sulla bacheca della palestra e vado col primo che risponde.
Intendo dire che non vedo problemi a trascorrere una giornata di arrampicata con persone con cui sto bene anche se non le considero veri amici. Esempi: giornata in falesia con l'allenatore di mio figlio e un paio di suoi amici. Piacevolissima giornata. Oppure week end in Liguria con un paio di compagni di allenamento, scalato, magnato e bevuto, altrettanto piacevole.
Peraltro io non ho alcuna ansia da prestazione o ossessione arrampicatoria, mi piace andare in falesia per trascorrere la giornata in compagnia, se chiudo un tiro sono contento, se non lo chiudo sono contento lo stesso, mi capita magari di non andarci magari anche per un mese se ho altre cose da fare.
Non mi riconosco per niente nello scritto che è stato linkato, se uno arriva a un tale livello di ossessione mi sorge il dubbio che in realtà utilizzi la falesia come uno strumento per sfuggire ad altri problemi esistenziali che non riesce a risolvere o che non vuole affrontare.
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Re: Dover sembrare

Messaggioda funkazzista » ven gen 28, 2022 9:48 am

gobbidimerda ha scritto:[...] se uno arriva a un tale livello di ossessione mi sorge il dubbio che in realtà utilizzi la falesia come uno strumento per sfuggire ad altri problemi esistenziali che non riesce a risolvere o che non vuole affrontare.

E anche se così fosse, cosa ci sarebbe di male?
Se tu non hai "problemi esistenziali", buon per te.
A parte che l'arrampicata può anche essere uno strumento per gestire/risolvere i "problemi esistenziali"... o no?
(oltre che a crearsene di nuovi :mrgreen: ... com'è che diceva quello là? "ogni soluzione genera nuovi problemi"?)
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Re: Dover sembrare

Messaggioda gobbidimerda » ven gen 28, 2022 10:12 am

funkazzista ha scritto:
gobbidimerda ha scritto:[...] se uno arriva a un tale livello di ossessione mi sorge il dubbio che in realtà utilizzi la falesia come uno strumento per sfuggire ad altri problemi esistenziali che non riesce a risolvere o che non vuole affrontare.

E anche se così fosse, cosa ci sarebbe di male?
Se tu non hai "problemi esistenziali", buon per te.
A parte che l'arrampicata può anche essere uno strumento per gestire/risolvere i "problemi esistenziali"... o no?
(oltre che a crearsene di nuovi :mrgreen: ... com'è che diceva quello là? "ogni soluzione genera nuovi problemi"?)


Certo che ne ho e sono d'accordissimo sul fatto che arrampicare sia terapeutico, però se il rapporto che si ha con l'arrampicata diventa "il problema" allora la questione si complica.
Io ce l'ho un "quasi amico" :D con cui scalo che è totalmente ossessionato, metodo di allenamento come se dovesse andare alle olimpiadi (a 50 anni difficile che ti chiamino), dieta che dire ferrea è dire niente, alcol totalmente bandito, antepone l'arrampicata a qualsiasi cosa, magari lui è contento così, io ci vedo una totale mancanza di equilibrio esistenziale e una forzatura di sè stesso.
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Re: Dover sembrare

Messaggioda coniglio » ven gen 28, 2022 11:10 am

gobbidimerda ha scritto:
funkazzista ha scritto:
gobbidimerda ha scritto:[...] se uno arriva a un tale livello di ossessione mi sorge il dubbio che in realtà utilizzi la falesia come uno strumento per sfuggire ad altri problemi esistenziali che non riesce a risolvere o che non vuole affrontare.

E anche se così fosse, cosa ci sarebbe di male?
Se tu non hai "problemi esistenziali", buon per te.
A parte che l'arrampicata può anche essere uno strumento per gestire/risolvere i "problemi esistenziali"... o no?
(oltre che a crearsene di nuovi :mrgreen: ... com'è che diceva quello là? "ogni soluzione genera nuovi problemi"?)


Certo che ne ho e sono d'accordissimo sul fatto che arrampicare sia terapeutico, però se il rapporto che si ha con l'arrampicata diventa "il problema" allora la questione si complica.
Io ce l'ho un "quasi amico" :D con cui scalo che è totalmente ossessionato, metodo di allenamento come se dovesse andare alle olimpiadi (a 50 anni difficile che ti chiamino), dieta che dire ferrea è dire niente, alcol totalmente bandito, antepone l'arrampicata a qualsiasi cosa, magari lui è contento così, io ci vedo una totale mancanza di equilibrio esistenziale e una forzatura di sè stesso.


molto molto interessante.
io credo che lo scritto intendesse che una buona dose di colpe ce l'ha anche
una certa mascolinità tossica che danneggia (anche noi maschietti).

io credo, almeno nel mio caso, che con l'arrampicata il bilancio sia ancora in attivo.
risolve più problemi di quelli (pochi e per di più logistici) che genera.

il (non) rapporto con gli altri, le invidie, la competizione
probabilmente rientrano nella brillante formulazione : se il rapporto che si ha con l'arrampicata diventa "il problema" allora la questione si complica..
questo aspetto è decisamente una cosa che mi ha sempre interessato.
lo vedo piuttosto diffuso; con il lavoro, con la musica, con la vita, con i rapporti di coppia...
e mi viene da chiedere: da cosa può nascere, o fermentare?
in quale oscuro anfratto dell'animo questo mostro sonnecchia per poi risvegliarsi?
c'entra anche la mascolinità tossica?
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Re: Dover sembrare

Messaggioda wolf jak » ven gen 28, 2022 11:17 am

gobbidimerda ha scritto:
funkazzista ha scritto:
gobbidimerda ha scritto:[...] se uno arriva a un tale livello di ossessione mi sorge il dubbio che in realtà utilizzi la falesia come uno strumento per sfuggire ad altri problemi esistenziali che non riesce a risolvere o che non vuole affrontare.

E anche se così fosse, cosa ci sarebbe di male?
Se tu non hai "problemi esistenziali", buon per te.
A parte che l'arrampicata può anche essere uno strumento per gestire/risolvere i "problemi esistenziali"... o no?
(oltre che a crearsene di nuovi :mrgreen: ... com'è che diceva quello là? "ogni soluzione genera nuovi problemi"?)


Certo che ne ho e sono d'accordissimo sul fatto che arrampicare sia terapeutico, però se il rapporto che si ha con l'arrampicata diventa "il problema" allora la questione si complica.
Io ce l'ho un "quasi amico" :D con cui scalo che è totalmente ossessionato, metodo di allenamento come se dovesse andare alle olimpiadi (a 50 anni difficile che ti chiamino), dieta che dire ferrea è dire niente, alcol totalmente bandito, antepone l'arrampicata a qualsiasi cosa, magari lui è contento così, io ci vedo una totale mancanza di equilibrio esistenziale e una forzatura di sè stesso.


Tema interessante, difficile districarsi senza pestare qualche mer... perché si collegano aspirazioni di vita / frustrazioni / scelte alimentari /chi più ne ha più ne metta.

Tu dici del tuo amico mancanza di equilibrio, altri potrebbero dire che sta cercando di raggiungere la versione migliore di sé in arrampicata. E non credo occorra per forza essere dei campioni e/o dei professionisti per essere "autorizzati" (quantomeno moralmente) a farlo.
Anzi, ho finito giusto ieri "topo di falesia" di J. Moffatt e ti senti quasi in colpa se non cerchi di dare il 100% sempre :oops:

Per farla semplice, io non mi sbilancio nel creare categorie, ognuno fa fatica a trovare il proprio equilibrio, figurarsi individuare quello degli altri (almeno finché non si finisce nel patologico: disturbi alimentari o sociali, lì magari un aiuto se si riesce a darlo...con tatto ecc...).

Uno vuole vivere l'arrampicata cercando sempre quelle "farfalle nello stomaco" che piacciono a Jolly? (e quindi un po' di ansia da prestazione, ricerca del limite, numero di insuccessi >> numero di risultati) bene :)

Uno vuole vivere l'arrampicata come svago senza impegno? bene :D

Quello che un po' sta uscendo negli ultimi anni che mi piace poco è che queste due macro-categorie si critichino vicendevolmente: solo perché uno si trova bene in una dimensione, per lui equilibrata, non significa che lo stesso giudizio si applichi ad altri.

Anche perché, se uno ad esempio era un forte scalatore, magari piuttosto di scalare poco e male preferisce smettere (mio fratello fece così col piano quando non ebbe più tempo per esercitarsi come avrebbe voluto)


AGGIUNGO: ci sono "campioni di pensiero" citabili da entrambe le fazioni. Per un Moffatt che ho citato sopra, si può sempre giustapporre "i falliti" del grande G.P.M.
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Re: Dover sembrare

Messaggioda coniglio » ven gen 28, 2022 11:20 am

grande jack. sempre a fuoco, sempre equilibrato


ps. che libro quello. dovevo smagnesare per girare pagina ahahahah
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Re: Dover sembrare

Messaggioda wolf jak » ven gen 28, 2022 11:28 am

coniglio ha scritto:molto molto interessante.
io credo che lo scritto intendesse che una buona dose di colpe ce l'ha anche
una certa mascolinità tossica che danneggia (anche noi maschietti).

io credo, almeno nel mio caso, che con l'arrampicata il bilancio sia ancora in attivo.
risolve più problemi di quelli (pochi e per di più logistici) che genera.

il (non) rapporto con gli altri, le invidie, la competizione
probabilmente rientrano nella brillante formulazione : se il rapporto che si ha con l'arrampicata diventa "il problema" allora la questione si complica..
questo aspetto è decisamente una cosa che mi ha sempre interessato.
lo vedo piuttosto diffuso; con il lavoro, con la musica, con la vita, con i rapporti di coppia...
e mi viene da chiedere: da cosa può nascere, o fermentare?
in quale oscuro anfratto dell'animo questo mostro sonnecchia per poi risvegliarsi?
c'entra anche la mascolinità tossica?


se per mascolinità intendi quei meccanismi mentali tipicamente collegati a una immagine maschile stereotipata, allora probabilmente sì.
maschile e femminile sono per definizione tipico dell'uomo e tipico della donna... ma francamente trovo che invece in ogni individuo, in percentuali diverse, vi siano tali elementi.
E ci sono esempi lampanti nell'arrampicata: se agonismo, competizione, confronto, sono sempre state stereotipate come qualità maschili, esempi come Melissa La Neve ci mostrano che anche una donna può maturare certi atteggiamenti. Altri uomini (non a caso indicati come "aventi un buon rapporto con la loro parte femminile", "sensibili" o altro) rifuggono invece un certo tipo di atteggiamento stereotipato.

il mostro che sonnecchia forse non è tanto (o solo) mascolino, secondo me è lo squilibrio che annebbia e divora il resto... che però se porta al successo allora diventa "la qualità del campione che non ha subito le distrazioni della vita" (tanto per seguire una narrazione molto occidentale :mrgreen: )
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