il gergo del climber

Area di discussione a carattere generale sull'arrampicata.

Re: il gergo del climber

Messaggioda wolf jak » gio feb 13, 2020 19:08 pm

scairanner ha scritto:
wolf jak ha scritto:french free : arrampicata libera "aiutandosi" qua e là tirando un chiodo, o un friend...

talvolta (spesso?) tollerata e non sempre dichiarata su vie di un certo impegno globale (lunghi avvicinamenti e rientri, ambiente severo, ecc...), dove non si sta troppo a guardare all'etica perfetta avendo come scopo primario quello di uscire dalle difficoltà prima che giunga il buio...
Alla fine sono i passi in A0...


Si sentiva il bisogno di questo nuovo termine, era da un po' che non ne venivano cognati di nuovi nel mondo del friclaimbing


caro scai, qui mi caschi male :mrgreen: ... lo usavano gli inglesi già negli anni '70, come ci ricorda bat in un post qui nel forum che ora ti ripesco :mrgreen:
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Re: il gergo del climber

Messaggioda wolf jak » gio feb 13, 2020 19:10 pm

cit. :mrgreen:
viewtopic.php?f=27&t=40605&p=919220&hilit=french+free#p919220

batman il 7 gennaio 2010 sul topic Pete Livesey ha scritto:
Gavin Taylor ha scritto:
batman ha scritto:Mi dispiace costringere gli interessati a fare le altalene tra forum, ma mentre su FV posso inserire immagini direttamente .... Dunque ho postato il tutto "di là"

Grazie ancora per gli scan.

Quando ho cominciato in 1979 Pete Livesey era ancora un mito. Penso che era proprio lui (almeno in GB) che ha portato l'idea di un allenamento sistematico al' arrampicare, sfruttando sua esperienza in altri sport. Peccato, perché ha portato tutto verso un atteggiamento sempre più sportivo e meno anarchico.


Mah, dove e quando sia cominciata anche in GB la transizione dall'arrampicata più "trad" a quella più propriamente sportiva (allenamenti specifici inclusi) è una domanda cui non so rispondere, e dovrebbe pronunciarsi qualcuno ben più competente di me. Però ricordo che ancora nel 1975, quando lo abbiamo incontrato, Livesey era certamente il più forte in arrampicata (e riconosciuto come tale), ma non dava l'impressione di allenarsi in modo specifico. Intanto, beveva birra in quantità industriale, più o meno in linea con gli altri british della compagnia, da Boardman a Edwards, inclusa la sua compagna Jill Lawrence... e proprio davanti a un gran boccale di birra, alla nostra domanda su come si allenasse per fare quello che faceva, rispose semplicemente: "climbing".
Forse più in direzione dell'allenamento specifico per l'arrampicata è andato, negli anni immediatamente successivi, Ron Fawcett, e poi la generazione che è seguita.

Ah, e tanto per chiarire. Quando parliamo di arrampicata "sportiva" in GB alla fine degli anni settanta, dovrebbe essere chiaro che non c'entra niente l'arrampicata "sportiva" come la intendiamo adesso, qui da noi. Di "sportivo" c'era lo spirito, il livello delle difficoltà superate dai migliori, e una idea assai forte di cosa fosse da intendersi per "arrampicata libera" (gli inglesi sfottevano allegramente il concetto di "libera" che ancora si usava sul continente, e chiamavano con non celato disprezzo "french free" la pratica di tirarsi sui chiodi in voga nelle falesie francesi e altrove). Di spit, all'epoca, manco a parlarne, il gioco era comunque assolutamente "trad" e le protezioni.... eh eh 8) 8)
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Re: il gergo del climber

Messaggioda Achille_piè_veloce » gio feb 13, 2020 19:45 pm

scairanner ha scritto:
wolf jak ha scritto:french free : arrampicata libera "aiutandosi" qua e là tirando un chiodo, o un friend...

talvolta (spesso?) tollerata e non sempre dichiarata su vie di un certo impegno globale (lunghi avvicinamenti e rientri, ambiente severo, ecc...), dove non si sta troppo a guardare all'etica perfetta avendo come scopo primario quello di uscire dalle difficoltà prima che giunga il buio...
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Re: il gergo del climber

Messaggioda scairanner » gio feb 13, 2020 20:14 pm

wolf jak ha scritto:cit. :mrgreen:
viewtopic.php?f=27&t=40605&p=919220&hilit=french+free#p919220

batman il 7 gennaio 2010 sul topic Pete Livesey ha scritto:
Gavin Taylor ha scritto:
batman ha scritto:Mi dispiace costringere gli interessati a fare le altalene tra forum, ma mentre su FV posso inserire immagini direttamente .... Dunque ho postato il tutto "di là"

Grazie ancora per gli scan.

Quando ho cominciato in 1979 Pete Livesey era ancora un mito. Penso che era proprio lui (almeno in GB) che ha portato l'idea di un allenamento sistematico al' arrampicare, sfruttando sua esperienza in altri sport. Peccato, perché ha portato tutto verso un atteggiamento sempre più sportivo e meno anarchico.


Mah, dove e quando sia cominciata anche in GB la transizione dall'arrampicata più "trad" a quella più propriamente sportiva (allenamenti specifici inclusi) è una domanda cui non so rispondere, e dovrebbe pronunciarsi qualcuno ben più competente di me. Però ricordo che ancora nel 1975, quando lo abbiamo incontrato, Livesey era certamente il più forte in arrampicata (e riconosciuto come tale), ma non dava l'impressione di allenarsi in modo specifico. Intanto, beveva birra in quantità industriale, più o meno in linea con gli altri british della compagnia, da Boardman a Edwards, inclusa la sua compagna Jill Lawrence... e proprio davanti a un gran boccale di birra, alla nostra domanda su come si allenasse per fare quello che faceva, rispose semplicemente: "climbing".
Forse più in direzione dell'allenamento specifico per l'arrampicata è andato, negli anni immediatamente successivi, Ron Fawcett, e poi la generazione che è seguita.

Ah, e tanto per chiarire. Quando parliamo di arrampicata "sportiva" in GB alla fine degli anni settanta, dovrebbe essere chiaro che non c'entra niente l'arrampicata "sportiva" come la intendiamo adesso, qui da noi. Di "sportivo" c'era lo spirito, il livello delle difficoltà superate dai migliori, e una idea assai forte di cosa fosse da intendersi per "arrampicata libera" (gli inglesi sfottevano allegramente il concetto di "libera" che ancora si usava sul continente, e chiamavano con non celato disprezzo "french free" la pratica di tirarsi sui chiodi in voga nelle falesie francesi e altrove). Di spit, all'epoca, manco a parlarne, il gioco era comunque assolutamente "trad" e le protezioni.... eh eh 8) 8)


Allora sono felice, perchè se era scomparso dal gergo un motivo ci sarà stato :mrgreen:
-Come sarà la scalata di Adam Ondra nel 2030?
-Arrampicherò di certo. Spero di non scalare peggio di quanto non faccia ora...


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Re: il gergo del climber

Messaggioda scairanner » gio feb 13, 2020 20:18 pm

Achille_piè_veloce ha scritto:
scairanner ha scritto:
wolf jak ha scritto:french free : arrampicata libera "aiutandosi" qua e là tirando un chiodo, o un friend...

talvolta (spesso?) tollerata e non sempre dichiarata su vie di un certo impegno globale (lunghi avvicinamenti e rientri, ambiente severo, ecc...), dove non si sta troppo a guardare all'etica perfetta avendo come scopo primario quello di uscire dalle difficoltà prima che giunga il buio...
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Si sentiva il bisogno di questo nuovo termine, era da un po' che non ne venivano cognati di nuovi nel mondo del friclaimbing

tu quando eri giovane come la chiamavi?


non ho mai tirato chiodi, o libera o morte :lol: :lol:
a parte gli scherzi, la chiamavo col suo nome, azzero, che non c'era tutta questa enfasi di dichiarare cose non fatte, era più importante il nome della via da curriculum caiano, che non se eri passato in libera :mrgreen:
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Re: il gergo del climber

Messaggioda Callaghan » gio feb 13, 2020 23:59 pm

scairanner ha scritto:(...)non ho mai tirato chiodi, o libera o morte :lol: :lol:
a parte gli scherzi, la chiamavo col suo nome, azzero, che non c'era tutta questa enfasi di dichiarare cose non fatte, era più importante il nome della via da curriculum caiano, che non se eri passato in libera :mrgreen:

quanta verità e saggezza nelle parole del corridore sulle nuvole: vita vissuta vera nel sodalizio!

ricordo di vie famose con gradi dati al tavolo della birra, dopo; in genere settebi significava, più o meno, "ellamadonna, è difficilissimo", ed era quasi garantito che chi aveva dato quel grado mancopelcazzo era passato da lì scalando, ma nel più elegante azzero/auno/adue.
ma questo sembrava non interessare ai più, anzi, infastidiva, a volte. il nome della via, e degli apritori invece era risolutivo.
il famoso "sarà settebi" equivaleva all'analogo "sarà seibi" di una diecina di anni prima, ovviamente non in scala francese, ma in quella UIAA aperta, ovvero "sarà settimopiù" (strana la simmetria numerica, eh: settimopiù-ottavopiù, sempre un grado in là per definire "l'impossibile").

comunque il french free (che non si può sentire) credo equivalga al mitico "punto di riposo", ovvero quella roba per cui in un periodo oscuro dell'alpinismo se un tiro era settimopiù (...) e lo facevi scalando pulito da chiodo a chiodo, ma su ogni chiodo dormivi dieci minuti, era "libera con punto di riposo".
qualche bastardo che sa di più nel merito, parli ora o mai più.

ciao scacacazzer.
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Re: il gergo del climber

Messaggioda scairanner » ven feb 14, 2020 1:47 am

Callaghan ha scritto:
scairanner ha scritto:(...)non ho mai tirato chiodi, o libera o morte :lol: :lol:
a parte gli scherzi, la chiamavo col suo nome, azzero, che non c'era tutta questa enfasi di dichiarare cose non fatte, era più importante il nome della via da curriculum caiano, che non se eri passato in libera :mrgreen:

quanta verità e saggezza nelle parole del corridore sulle nuvole: vita vissuta vera nel sodalizio!

ricordo di vie famose con gradi dati al tavolo della birra, dopo; in genere settebi significava, più o meno, "ellamadonna, è difficilissimo", ed era quasi garantito che chi aveva dato quel grado mancopelcazzo era passato da lì scalando, ma nel più elegante azzero/auno/adue.
ma questo sembrava non interessare ai più, anzi, infastidiva, a volte. il nome della via, e degli apritori invece era risolutivo.
il famoso "sarà settebi" equivaleva all'analogo "sarà seibi" di una diecina di anni prima, ovviamente non in scala francese, ma in quella UIAA aperta, ovvero "sarà settimopiù" (strana la simmetria numerica, eh: settimopiù-ottavopiù, sempre un grado in là per definire "l'impossibile").

comunque il french free (che non si può sentire) credo equivalga al mitico "punto di riposo", ovvero quella roba per cui in un periodo oscuro dell'alpinismo se un tiro era settimopiù (...) e lo facevi scalando pulito da chiodo a chiodo, ma su ogni chiodo dormivi dieci minuti, era "libera con punto di riposo".
qualche bastardo che sa di più nel merito, parli ora o mai più.

ciao scacacazzer.


Bisogna anche dire, a questi sbarbatelli tipo achille ma anche wolf che in realtà alpinisticamente parlando è ancora un bimbo, che a fine anni '80 noi eravamo la nuova generazione, i vecchi caiani quarantenni di allora (ehi mica eravamo a Torino noi eh, che là erano all'avanguardia mondiale) manco sapevano cosa fosse un 6b o una rotpunkt, e i gradi francesi erano quelli alcoolici del Bordò. Quando il giovedì sera entravi in sede caianissima strapiena (ricordo ai giovinastri che il cellulare non è sempre esistito, casomai lo pensassero) nessuno sapeva cos'avevi fatto la domenica, e quando a domanda rispondevi "ehhh (lunga pausa)....roba dura...(altra pausa)...la co-stan-ti-ni a-pol-lo-nio" ben scandita perchè sentissero tutti, nessuno ti chiedeva se l'avevi fatta in libera (altro che libera, si mungevano anche i cordoni di scarpa penzolanti dalle fessure, quando c'erano). Però alle donne, anche quelle rampicanti, delle vie che facevi non gliene fotteva una mazza lo stesso, per cui alla fine si trattava di sceneggiate inutili :lol:

ciao cagallhan :mrgreen:
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Re: il gergo del climber

Messaggioda Callaghan » ven feb 14, 2020 11:18 am

scairanner ha scritto:Bisogna anche dire, a questi sbarbatelli tipo achille ma anche wolf che in realtà alpinisticamente parlando è ancora un bimbo, che a fine anni '80 noi eravamo la nuova generazione, i vecchi caiani quarantenni di allora (ehi mica eravamo a Torino noi eh, che là erano all'avanguardia mondiale) manco sapevano cosa fosse un 6b o una rotpunkt, e i gradi francesi erano quelli alcoolici del Bordò. Quando il giovedì sera entravi in sede caianissima strapiena (ricordo ai giovinastri che il cellulare non è sempre esistito, casomai lo pensassero) nessuno sapeva cos'avevi fatto la domenica, e quando a domanda rispondevi "ehhh (lunga pausa)....roba dura...(altra pausa)...la co-stan-ti-ni a-pol-lo-nio" ben scandita perchè sentissero tutti, nessuno ti chiedeva se l'avevi fatta in libera (altro che libera, si mungevano anche i cordoni di scarpa penzolanti dalle fessure, quando c'erano). Però alle donne, anche quelle rampicanti, delle vie che facevi non gliene fotteva una mazza lo stesso, per cui alla fine si trattava di sceneggiate inutili :lol:

ciao cagallhan :mrgreen:


vaccatroia, scazzmazzer, mi hai fatto commuovere.
nella mia sezione era come per la tua il giovedi, ed io lo chiamavo il mercato delle vacche. che tempi.
si arrivava lì verso le 20.30 e, a parte, appunto, le comunicazioni del pregresso, le impresone della domenica prima, ciò che a me lasciava sempre sbalordito era la contrattazione sul fine settimana a venire; quelli forti, in cerca di minchioni da trainare su vie per loro "impressionanti" dove al massimo avrebbero fatto pulito l'avvicinamento, arrivavano sempre dopo le 21.15, e quindi prima gli accordi erano totalmente provvisori, seppur già frenetici. ti accordavi con uno, qualche secondo dopo già ti stavi accordando con l'altro che aveva una proposta curricularmente più valida, e così via fino a che facevano ingresso i più forti.
e lì era paura e delirio a las vegas (cit).
la frenesia diventava iperbolica, gli accordi e le contrattazioni peggio di quelle di uollstriit, delusioni cocenti alternate a momenti sublimi.
alle 22.30 i più forti si erano assicurati almeno un socio per l'avventura del fine settimana, dico almeno perchè, come nei migliori rapporti d'amore, i forti restavano d'accordo con tre persone per 3 cose diverse, per poi decidere il venerdì sera, con la telefonata definitiva.
di queste 3 persone solo 1 avrebbe consumato un finesettimana da eroe, gli altri 2, mediamente persone succubi della personalità del forte, avrebbero comunque potuto godere un giorno intero con il sogno della loro avventura della vita, sancita dalla inutile e vuota stretta di mano del giovedì con quello forte, un po' come avere avuto un appuntamento con sindi crofor per mezz'ora, prima che lei poi ti scarichi, mezz'ora di onanismo estremo, mentale e fisico.
in quegli accordi ogni sentimento verso colui o coloro con i quali ci si accordava veniva totalmente inibito. una sola cosa contava: la via del sabato e della domenica. fascisti con ebrei, comunisti con riccastri che andavano in dolomiti con la bmw, straccioni con figoni, brutti con belli, antipatici con simpatici; tutto veniva sospeso, come in un mondo parallelo, e le coppie più improbabili si formavano, per poi lasciarsi, anche in malo modo, alla domenica sera, dopo che si era consumato l'alpinismo; il comune denominatore era comunque: quello mediamente forte con quello mediamente pippa.
le cordate forti con forti erano rare, e dedicate a degli accordi estremi, con obbiettivi particolarmente selettivi e voluti fortemente da entrambe (il progetto). chessoio, la vinatzer in marmolada, il filippppflammm, cagate di questo tipo. allora, temporaneamente, i forti si mettevano con i forti e deglutivano l'amaro calice del sottodimensionamento: uno dei due era il "il capo" (cit), l'altro no. magari "il capo" era quello che scalava peggio, ma di sicuro quello con il curriculum a fisarmonica.
e poi, il giovedì dopo, le pippe facevano ingresso nella sede gonfi come zampogne, pronti a raccontare l'episodio della domenica prima: "io ho fatto la taldonusdeo con amerigo maronno, ziocane che salita! dovevate vederlo, amerigo, passeggiava sulle staffe, un dio. mi ha perso 6 rinvii ed abbandonato 4 cordini miei sul tiro del naso, una emozione unica, i miei cordini per sempre sul naso!"

che tempi.

penso comunque che non sia cambiato un_cazzo: infatti "il capo" è restato "il capo" (sorrisone verde).

io ci ho partecipato per poco dato il mio carattere allergico alla mercificazione, e poi mi sono dato al bulde.

ciao ragazzo.
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Re: il gergo del climber

Messaggioda wolf jak » ven feb 14, 2020 12:21 pm

Ragazzi (notare la classica captatio benevolentiae in apertura :mrgreen: ) che spasso i vostri momenti amarcord :D

non sono mica così convinto che i tempi siano davvero cambiati. Ci si è aggiornati con i mezzi tecnologici a disposizione, e si è sicuramente perso il momento conviviale in sezione (ma dai vostri racconti non mi pare una gran perdita), ma certe dinamiche da quel che mi raccontano non sono del tutto perse. Ho ben presenti un paio di "forti" che si trascinano dietro "deboli" più o meno inconsapevoli sui loro progetti, ma la cosa dura poco...

io personalmente di persona non lo so: sono pippa, scalo (da ieri) con altre pippe a me simpatiche :lol:
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Re: il gergo del climber

Messaggioda Callaghan » ven feb 14, 2020 12:44 pm

wolf jak ha scritto:Ragazzi (notare la classica captatio benevolentiae in apertura :mrgreen: )

paraculo
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Re: il gergo del climber

Messaggioda wolf jak » ven feb 14, 2020 12:54 pm

Callaghan ha scritto:
wolf jak ha scritto:Ragazzi (notare la classica captatio benevolentiae in apertura :mrgreen: )

paraculo


:lol:
quello per certo, però mi è piaciuto davvero di leggere un po' di storia vissuta. Paraculo e cajano, che brutto ritratto di me viene fuori :lol:
aggiungo un'ulteriore considerazione: anche oggi, in sezione, non ti chiedono mai se sei passato in libera. O meglio, quasi mai. Se l'hanno fatta, e sono riusciti nella libera, allora magari chiedono :mrgreen: se non passarono in lbera, sorvolano :lol:
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Re: il gergo del climber

Messaggioda coniglio » ven feb 14, 2020 12:58 pm

bellissimo.
@Callaghan,. mi avevi già raccontato della mercificazione 1.0
scevra dal tecnologicamente assistito. per certi versi però doveva esser meglio (o peggio)
anche perchè lammerda che ti aveva tirato pacco il giovedì successivo doveva guardarti negli occhi
e dare spiegazioni/chiedere scusa. non c'erano schermi o emoticonon dietro cui trincerarsi.
oppure il decadimento dei valori era talmente ad uno stadio pornografico che si faceva bellamente finta di nulla?
...come se fosse tutto normale.
massimo rispetto, io sarei andato fuori di testa davanti a queste cose.
lo so che è normale, che è ancora così...ma checcivuoifare, sono uno smidollato dimmerda. e vecchio per giunta.
se mi capita di tirar pacco mi vergogno come un cane.
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Re: il gergo del climber

Messaggioda Vigorone » ven feb 14, 2020 13:36 pm

Callaghan ha scritto:vaccatroia, scazzmazzer, mi hai fatto commuovere.


Hai fatto anche tu la la co-stan-ti-ni a-pol-lo-nio ?? :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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Re: il gergo del climber

Messaggioda Vigorone » ven feb 14, 2020 13:36 pm

wolf jak ha scritto:io personalmente di persona non lo so: sono pippa, scalo (da ieri) con altre pippe a me simpatiche :lol:


Ti lovvo (alpinisticamente).
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Re: il gergo del climber

Messaggioda Vigorone » ven feb 14, 2020 13:39 pm

Bello sentire tutti questi bei ricordi e questi bei discorsi.

Posso dire che per fortuna che a me cazzomifrega di tirare i rinvii, e anche di fare le vie del curriculum a fisarmonica? Ho già abbastanza casini nella vita reale...
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Re: il gergo del climber

Messaggioda wolf jak » ven feb 14, 2020 14:07 pm

Vigorone ha scritto:
wolf jak ha scritto:io personalmente di persona non lo so: sono pippa, scalo (da ieri) con altre pippe a me simpatiche :lol:


Ti lovvo (alpinisticamente).


ricambio :smt007

ma ti confesso che a me rode ancora per quelle 2 volte che ho deciso di tirare un rinvio :oops:
(di quelli che tirano gli altri, francamente, non me ne curo) :lol:
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Re: il gergo del climber

Messaggioda Eionedvx » ven feb 14, 2020 14:11 pm

wolf jak ha scritto:
Vigorone ha scritto:
wolf jak ha scritto:io personalmente di persona non lo so: sono pippa, scalo (da ieri) con altre pippe a me simpatiche :lol:


Ti lovvo (alpinisticamente).


ricambio :smt007

ma ti confesso che a me rode ancora per quelle 2 volte che ho deciso di tirare un rinvio :oops:
(di quelli che tirano gli altri, francamente, non me ne curo) :lol:

Ma pure in via?

Io posso vantare un intera via azzerata. (cinque tiri 6c-6a-6b-5c e tipo 5b, mi sembra)
E con intera NON SCHERZO.
Sia benedetto il socio, perché quel giorno stavo davvero di merda.
Ultima modifica di Eionedvx il ven feb 14, 2020 14:11 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: il gergo del climber

Messaggioda Callaghan » ven feb 14, 2020 14:11 pm

wolf jak ha scritto:ma ti confesso che a me rode ancora per quelle 2 volte che ho deciso di tirare un rinvio :oops:
(di quelli che tirano gli altri, francamente, non me ne curo) :lol:

bravo giovane.
la libera è dentro di noi, la vetta è fuori.

ciao lupo.
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Re: il gergo del climber

Messaggioda Vigorone » ven feb 14, 2020 14:22 pm

wolf jak ha scritto:
Vigorone ha scritto:
wolf jak ha scritto:io personalmente di persona non lo so: sono pippa, scalo (da ieri) con altre pippe a me simpatiche :lol:


Ti lovvo (alpinisticamente).


ricambio :smt007

ma ti confesso che a me rode ancora per quelle 2 volte che ho deciso di tirare un rinvio :oops:
(di quelli che tirano gli altri, francamente, non me ne curo) :lol:


Anche a me, anche se le volte sono state molto più di due. Ma rapidamente me ne sono fatto una ragione.
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Re: il gergo del climber

Messaggioda monaco » ven feb 14, 2020 14:30 pm

minchia ispetto',
eppoi ce credo che c'hai 'l dente avvelenato coll'alpinismo (e l'alpinisti).
che cosa orrenda sto mercato delle vacche...e poi che tristezza ``i forti mai con i forti''

per fortuna l'anni d'oro del mio alpinismo (ben piu' recenti dei vostri :twisted: :mrgreen: :wink: ) sono stati a mille miglia da quello che tu e scai raccontate.
salite, tante, con amici...buoni!
rarissime salite con sconosciuti...in genere diventati ottimi amici
kilometri e kilometri verticali con un carissimo amico panzone, adattandomi io al suo livello...e non viceversa
(i rigidones fanno miracoli nel rendere vecchi sesti ancora sesti...e Darione da due ci si diverte pure e, sul raro tiro ``beyond the human capacities'', e' `r mago der prusicche...)
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