Ecco perchè gli italiani non vincono il Piolèt

Area di discussione su argomenti di montagna in generale.

Ecco perchè gli italiani non vincono il Piolèt

Messaggioda VECCHIO » ven ott 19, 2012 19:38 pm

Questa che vi riporto è la lunga traccia che ho usato per il mio intervento all'inizio del dibattito all'ultimo convegno nazionale della sezione accademica del cai, svoltosi sabato scorso a Breno.
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Vi saluto tutti.
Ho scalato negli anni settanta e dopo venti anni senza scalare ho ripreso circa otto anni fa, ormai sono vecchio per fare certe salite, ma mi piace comunque molto.
Parlerò di alpinismo saltando qua e là e farò alcune provocazioni forti e forse con un po' di verità.
Devo anche dire che io accetto e rispetto sempre chi si impegna, ma devo aggiungere che salire le montagne per le normali, magari con le corde fisse messe da altri, o salire le pareti chiodate con le canne da pesca, o predisporre tutto d'estate per l'inverno, non penso si debbano osannare come grandissime imprese.
Da quando ho ripreso ho visto che tante cose sono cambiate.
Ora ci sono le falesie, le pareti si stanno riempiendo di fix e si sale e scende anche dalle grandi pareti, esempi, per me spaventosi, di discese in doppia attrezzate sono la Marmolada, il Badile ed ora la Civetta.
Questo mi fa dire che ora la sicurezza serve per raccogliere adepti e quindi tessere.
Il cai ha deciso così agli inizi degli anni 80, è diventato lo sponsor principale del falso mito della sicurezza in montagna, col risultato che ora il termine alpinismo dà molto fastidio anche nel primo articolo del nostro statuto, si preferirebbe cambiarlo in turismo alpino, ed il soccorso alpino è in mano alla politica (ho visto ben tre squadre su una vetta che non sapevano dove dovessero fare il soccorso).
Un bell'esempio secondo me è stata la festa dei 50 anni del K2 finanziata dallo stato che è stata come una grande scampagnata sulle vie normali, quindi al livello più basso possibile dell'alpinismo himalaiano e c'era di tutto.
Noi salivamo l'abruzzi e gli spagnoli lo sperone dell'angelus, noi le normali all'Everest ed i russi la parete nord.
E noi in questo caso avevamo finanziamenti per quasi tre milioni !
Desio, invece di fare come Mazeaud, ha intrallazzato e provincializzato tutto e ora si continua spendendo alla grande in nome della ricerca, che altri hanno fatto e documentato decenni fa, noi però piazziamo ?motel? in alta quota.
Da noi ci sono tanti scalatori fortissimi che non riescono ad uscire dal loro piccolo, ma fortissimo guscio, perchè il nostro sistema non lo permette.
Vedo tanti che salgono delle bellissime pareti in giro per il mondo, ma di italiani ne vedo pochissimi.
Mi ricordo Rosso e alcuni che ora sono morti come Casarotto, Unterkirchner, per fare tre nomi, ma forse riesco a farne il nome di 9 italiani, mentre ho una lista lunghissima di stranieri.
Gli italiani erano sempre un po' dappertutto a scalare e curiosare e tanti segni li hanno lasciati.
Quando si discuteva sul tema da dare al convegno io ho proposto: Perchè gli italiani non vincono il piolet d'or' ?
Poi mi han detto che, tranne due, di italiani non ne vengono nemmeno selezionati da venti anni !
Ma come è possibile? Mi domando. Con la storia che abbiamo !
Al piolet c'è persino il premio Bonatti !
Abbiamo fortissimi rocciatori, fortissimi ghiacciatori, ma alpinisti globali non ne abbiamo proprio?
Uno di noi che va anche da solo mi ha detto che devo smetterla di pensarci e di rompere le balle, il tempo è una ruota e bisogna aspettare che ruoti.
Un giovane di 23 anni dice di essere molto più vecchio dei suoi amici francesi e spagnoli perché loro, più giovani, hanno già fatto esperienze extraeuropee; dice che non trova soci coetanei per le vie ingaggiose nelle Alpi; dice che deve andare con stranieri in spedizione per imparare perché qui da noi nessuno tramanda l'esperienza; dice che le Alpi sono quasi tutte addomesticate e dice che ora gli alpinisti stranieri vanno sui settemila come Cassin andava nelle Alpi.
Quando penso che House ha salito ormai tanti anni fa (6) il Nanga in stile alpino, ed il suo mito è Bonatti, i giapponesi ne combianano di cotte e di crude, i russi vanno sullo Jannu o sulla nord dell'Everest per dirne due, i francesi sono sempre dappertutto, gli sloveni son giovanissimi sempre, gli inglesi non la smettono mai di stupirci..... e noi cosa facciamo?
Per il misto, che è fondamentale per le grandi pareti, noi italiani abbiamo ripetuto la Bonatti al Cervino l'anno passato, dopo 47 anni, ma erano due bravi di noi, ?non vale?, mentre due elvetici l'hanno salita in poco più di 7 ore.
Noi però al campo base del Denali abbiamo dei friulani che vogliono andare in discesa a tentare la Cassin e stan lì a correggere tutti perchè dicono Càssin.
Ma vi ricordate che Bonatti e Mauri hanno salito il G4 nel 58 ?
Per fare un esempio, ancora la Cassin al Denali (mi dicono che Cassin nel 61 non era ancora un ragno il perché non lo so, però mi dicono che i ragni stan tornando alle loro origini) è stata ripetuta da 3 italiani nel 93 (32 anni) con 7 bivacchi e due anni fa da due altri (49 anni) con 6 bivacchi, ma senza ?omologazione? perché credo abbiano lanciato loro un fornelletto.
Ho detto noi nel 93, ma gli americani l'hanno fatta nel 92 in giornata e noi ancora nel 2010 in 6 giorni e gli inglesi quest'anno hanno fatto in meno di 90 ore la via a destra che è ritenuta la più difficile da quelle parti. Per fortuna che Fabio fa del grande alpinismo, ma lui ne parla poco.
Forse ha ragione il solitario, ma non capisco dove noi siamo finiti, dove è finito il nostro entusiasmo e la nostra voglia di avventure.
Ormai noi viviamo forse solo di immagine e spettacolo come Moro, però lui ha scalato tre normali in Himalaya d'inverno con i grandi sovietici, ma non ha mai scalato nulla nelle Alpi.
Come mai non esiste più una rivista italiana di alpinismo ?
Ho scritto per la nostra ?a 380 gradi? questo che vi riporto e che come ovvio non è stato pubblicato.
---Un po' dappertutto nel mondo una persona è definita un ?buon alpinista? se con regolarità abituale scala o scalava su tutti i terreni su vie attorno al TD ed è o era capace di affrontare senza problemi difficoltà tecniche attorno al 6a. Io non ho dati precisi a livello nazionale, ma se leggo sia a livello centrale che sezionale nel cai le composizioni dei consigli, delle commissioni, delle scuole, ma anche delle delegazioni del soccorso alpino, insomma se leggo i nomi dei capi, dei componenti delle strutture dirigenziali e di servizio del nostro sodalizio e direi un po' anche delle guide, vedo che la percentuale di ?buoni alpinisti? che ne fanno parte è molto bassa quasi ovunque, spesso inferiore all'un per cento. Mi sembra di poter dire che si sia persa in questi ultimi 30 anni molta competenza alpinistica.---
Chissà dove sono finite tante nostre scuole.
...... e Mick Fowler è presidente in GB e scala e gli americani fanno i piani alpinistici annuali disponibili a tutti...........

Siamo così, devo farmene una ragione.
Tutto questo discorso mi serve per continuare a stimolare i giovani che incontro.
Purtroppo loro sempre più spesso non sono interessati al nostro sodalizio, fanno gli affari loro e non ne parlano e l'alpinismo se ne va.... spero si riuniscano, spero vengano presentati qui, ma non hanno supporto, devono andare all'estero, anche solo per trovare informazioni.
Mi hanno detto: ?Se sono del caai posso accedere ai meeting internazionali !!!?
Loro vivono sempre più spesso una realtà comunitaria esterna.
Noi non abbiamo nemmeno un blog decente, aperto, attivo.
Ed allora mi domando: non è che anche noi del caai siamo ormai fuori dalla realtà alpinistica?
Mi domando se anche noi non sappiamo più cosa sia l'alpinismo: all?inizio credevo di saperlo, ora ho le idee molto confuse.
Cosa è capitato in Italia negli ultimi venti anni che ci ha portato a questo che io chiamo declino?

Per finire mi ripeto, comunque checché ne diciate, il piolet d'or un italiano non lo vince, ma nemmeno va in finale, non può vincerlo perché non viene nemmeno selezionato anche se è ben raccomandato, come in tutti nostri premi da est a ovest !
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E' forse iniziato un dibattito, partecipate, il futuro è dei giovani e bisogna fare qualcosa per loro.
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Guardate due ragazzini inglesi cosa hanno fatto in due giorni !
http://www.ukclimbing.com/articles/page.php?id=4790
E alla fine dell'articolo:
Tom Livingstone e Tom Ripley sono in debito con le seguenti organizzazioni, senza il cui supporto la spedizione non avrebbe avuto luogo.
Supporto finanziario: BMC, Mount Everest Foundation and Welsh Sports Association.

Per chi non lo sapesse BMC è il club dell'alpinismo inglese
....ALPINISTA......NO GUIDA....... questa mi scombussola
Scalare con gli esperti del cai... son sempre dei grossi guai...... questa mi piace
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Messaggioda n!z4th » ven ott 19, 2012 20:07 pm

Dunque, a chi dovrei chiedere,
qui,
per avere il finanziamento per una spedizione?



no dico, di idee ne ho anche io, non solo i due bocia inglesi.
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Messaggioda Il Profeta » ven ott 19, 2012 20:14 pm

Ma bisogna presentare un curriculum!!???
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Messaggioda adrianovskj » ven ott 19, 2012 20:52 pm

n!z4th ha scritto:Dunque, a chi dovrei chiedere,qui,
per avere il finanziamento per una spedizione?
no dico, di idee ne ho anche io, non solo i due bocia inglesi.


Vai da tutte le ditte di attrezzatura alpinistica che conosci e prova a convincerli che sei figo e che i soldi che spendono nella tua espedizione li ritornano.
Sei sei un bravo alpinista ma sopratutto oltre questo riesci a trasmetterlo e accattivare un bel po di gente tramite web blog salcazz diventa piu facile prendere un po di soldini di questi elementi.
Altrimenti trova il modo di accumulare la maggiore quantita di soldi (spaccia, parasita ai tuoi, boh...) rubando il minor tempo possibile per andare in montagna.
Sicuramente scrivere come facciamo su un forum aiuta poco.
Try again.
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Messaggioda n!z4th » ven ott 19, 2012 21:12 pm

adrianovskj ha scritto:
n!z4th ha scritto:Dunque, a chi dovrei chiedere,qui,
per avere il finanziamento per una spedizione?
no dico, di idee ne ho anche io, non solo i due bocia inglesi.


Vai da tutte le ditte di attrezzatura alpinistica che conosci e prova a convincerli che sei figo e che i soldi che spendono nella tua espedizione li ritornano.
Sei sei un bravo alpinista ma sopratutto oltre questo riesci a trasmetterlo e accattivare un bel po di gente tramite web blog salcazz diventa piu facile prendere un po di soldini di questi elementi.
Altrimenti trova il modo di accumulare la maggiore quantita di soldi (spaccia, parasita ai tuoi, boh...) rubando il minor tempo possibile per andare in montagna.
Sicuramente scrivere come facciamo su un forum aiuta poco.


e poi,
manca con chi andare,
lo sai
:roll:
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Messaggioda Roberto » ven ott 19, 2012 21:28 pm

Forse i giovani italiani vivono una realtà talmente lontana da fatica e rischio, doti necessarie per rivaleggiare con russi e inglesi alla Piolet, che anche i più capaci non hanno la forza e l' ambizione sufficente per ambire al premio.
Un tempo , il tempo di Bonatti o Casarotto, i giovani non erano distratti da troppe cose, spesso futili e superficiali, avevano ancora la determinazione, la forza di osare; ne avevano un bisogno vitale. Forse oggi questa voglia e scomparsa, assorbita da agi, comodità, cattiva cultura. I pochi che macinano pareti sul serio sono isolati.
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Messaggioda Pié » ven ott 19, 2012 21:38 pm

Interessante come provocazione ad un convegno dell'accademico, vedo che gli allenamenti forumistici della scorsa settimana hanno portato beneficio! :D
ma poi, ne è emerso un dibattito o è morto lì?
evviva la burtleina!
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Messaggioda mao65 » sab ott 20, 2012 9:53 am

provo a fare un'altra provocazione

purtroppo la verità è che l'alpinismo richiede sacrificio in parete e nella vita. le grandi aziende hanno interessi completamente diversi rispetto a quelli di pochi atleti che cercano l'impresa da piolet d'or. e' molto meglio vendere bastoncini e borracce per il nordic walking (ma cosa caspita è sto n w ? a me sembra andare in giro a piedi con dei bastoncini da montagna ma non suona così figo). credo comunque che anche una valanga di soldi non basti perchè se manca quel desiderio ardente che vedeva cassin inforcare la bici il sabato sera per andare ad un rifugio e aprire una via sulla grigna se il tempo lo concedeva non è più molto comune.
conosco ragazzi che con poche lire e zero sponsor (qualche materiale raccattato qua e la scrivendo innumerevoli lettere al aziende che paiono sorde) mettono assieme improbabili spedizioni in himalaya, ci vanno prendono sonore bastonate e fanno esperienza, ci ritornano e migliorano un poco e così via. passano tutto il loro tempo ad allenarsi sulle alpi e vivono con molto poco, facendo lavori anche umili che gli danno la possibilità di gestire il proprio tempo, di vivere ai piedi delle alpi in modo da essere sempre pronti quando le condizioni chiamano. si accontentano di vivere in montagna e non hanno telefonini costosi, si imbucano alle feste per scroccare qualche drink, spesso non hanno la macchina e hanno attrezzatura tenuta assieme con il nastro e il fil di ferro, però hanno un enorme spirito di sacrificio, un desiderio insaziabile forse rafforzato dai sacrifici che stanno facendo, hanno abbandonato tutto, anche gli affetti, in nome di un amore più grande quello per la montagna.
io ormai sono vecchio e quando avrei potuto non sono stato capace di fare le loro scelte o forse non ero così determinato però qualche rimpianto ce l'ho, perchè ho visto che tutte le sicurezze che la nostra società ci ha illuso esistessero vengono frantumate dalla realtà di ogni giorno. studia, posto fisso, pensione, niente è più falso e a maggior ragione oggi.
purtroppo di tutti questi ragazzi che conosco (e sono molti) c'è n'è soltanto uno che è italiano, tutti gli altri sono francesi, americani, inglesi, scandinavi, dell'est, ecc.
credo sia per questo che i piolet vanno a loro
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Messaggioda mao65 » sab ott 20, 2012 9:55 am

provo a fare un'altra provocazione

purtroppo la verità è che l'alpinismo richiede sacrificio in parete e nella vita. le grandi aziende hanno interessi completamente diversi rispetto a quelli di pochi atleti che cercano l'impresa da piolet d'or. e' molto meglio vendere bastoncini e borracce per il nordic walking (ma cosa caspita è sto n w ? a me sembra andare in giro a piedi con dei bastoncini da montagna ma non suona così figo). credo comunque che anche una valanga di soldi non basti perchè se manca quel desiderio ardente che vedeva cassin inforcare la bici il sabato sera per andare ad un rifugio e aprire una via sulla grigna se il tempo lo concedeva non è più molto comune.
conosco ragazzi che con poche lire e zero sponsor (qualche materiale raccattato qua e la scrivendo innumerevoli lettere al aziende che paiono sorde) mettono assieme improbabili spedizioni in himalaya, ci vanno prendono sonore bastonate e fanno esperienza, ci ritornano e migliorano un poco e così via. passano tutto il loro tempo ad allenarsi sulle alpi e vivono con molto poco, facendo lavori anche umili che gli danno la possibilità di gestire il proprio tempo, di vivere ai piedi delle alpi in modo da essere sempre pronti quando le condizioni chiamano. si accontentano di vivere in montagna e non hanno telefonini costosi, si imbucano alle feste per scroccare qualche drink, spesso non hanno la macchina e hanno attrezzatura tenuta assieme con il nastro e il fil di ferro, però hanno un enorme spirito di sacrificio, un desiderio insaziabile forse rafforzato dai sacrifici che stanno facendo, hanno abbandonato tutto, anche gli affetti, in nome di un amore più grande quello per la montagna.
io ormai sono vecchio e quando avrei potuto non sono stato capace di fare le loro scelte o forse non ero così determinato però qualche rimpianto ce l'ho, perchè ho visto che tutte le sicurezze che la nostra società ci ha illuso esistessero vengono frantumate dalla realtà di ogni giorno. studia, posto fisso, pensione, niente è più falso e a maggior ragione oggi.
purtroppo di tutti questi ragazzi che conosco (e sono molti) c'è n'è soltanto uno che è italiano, tutti gli altri sono francesi, americani, inglesi, scandinavi, dell'est, ecc.
credo sia per questo che i piolet vanno a loro
Ultima modifica di mao65 il sab ott 20, 2012 16:54 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda grip » sab ott 20, 2012 11:02 am

ma a chi giova tutto cio'??
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Messaggioda sergio-ex63-ora36 » sab ott 20, 2012 15:03 pm

Il Profeta ha scritto:Ma bisogna presentare un curriculum!!???


per partecipare a questa discussione...

per entrare nel caai...

per essere buoni alpinisti...

:?: :twisted:

i buoni alpinisti sono quelli che vanno in montagna con passione... :wink:
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Messaggioda sergio-ex63-ora36 » sab ott 20, 2012 15:10 pm

mao65 ha scritto:provo a fare un'altra provocazione

....hanno abbandonato tutto, anche gli affetti, in nome di un amore più grande quello per la montagna.
.....


guarda, non so se è una provocazione ma (per conto mio, ovviamente)
almeno la parte riportata è sicuramente una gran stronzata...

poi potrei dirti che anch'io: "...io ormai sono vecchio e quando avrei potuto non sono stato capace di fare le loro scelte o forse non ero così determinato però qualche rimpianto ce l'ho, perchè ho visto che tutte le sicurezze che la nostra società ci ha illuso esistessero vengono frantumate dalla realtà di ogni giorno. studia, posto fisso, pensione, niente è più falso e a maggior ragione oggi..."

comunque i rimpianti sono molto relativi...la vita mi ha dato comunque veramente tanto...ma per me il tanto sono le persone...anche in montagna...
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Messaggioda peppino » sab ott 20, 2012 16:03 pm

anche a me le interpretazioni morali lasciano sempre molto perplesso.
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Messaggioda Roberto » sab ott 20, 2012 16:32 pm

Per fare certe scelte alpinistiche occorre prima di tutto un grande egoismo, la voglia di mettersi in luce, far vedere quello che si è capaci di fare. Dimostrare agli altri (e a se stessi) le proprie qualità. Poi entrano in gioco la passione per la montagna, per l' alpinismo, il gesto, la sfida con se stessi e tutte quello che volete. Altrimenti non esisterebbero premi come la Piolet: il pubblico riconoscimento degli altri alle proprie capacità.
Viviamo in una società complessa e gli altri danno un significato alla proopria vita. Non occorre essere egocentrici o malati di protagonismo, è normale che il riconoscimento di chi ti sta intorno e condivide la tua passione, diventi il motore di scelte difficili e pericolose.
Forse i giovani alpinisti con le capacità di ambire ad un premio simile, oggi sono appagati da altro e non sentono quasta voglia di cercare l' eclatante in montagna.
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Messaggioda peppino » sab ott 20, 2012 16:52 pm

secondo me è una questione organizzativa finanZiaria politica.

anzi. testoni ambiziosi ed egocemntrici ce ne sono fin troppi fra i monti. e non fanno il bene dell 'alpinismo .
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Messaggioda mao65 » sab ott 20, 2012 18:21 pm

innanzitutto chiedo scusa per aver postato due volte lo stesso intervento.

@sergio-ex63...

rispetto la tua opinione se ritieni che io abbia detto una stronzata ma ho riportato quanto parecchi di quelli che conosco hanno sacrificato alla loro passione per la montagna.

per quanto mi riguarda, dico solo che non ho avuto la voglia, la determinazione o le palle per fare scelte diverse. detto questo, il rimpianto che posso avere non è per quello che non ho fatto o per quello che ho oggi (anzi sono felicissimo) ma per aver dato troppo credito a delle convinzioni sociali che fanno da lavaggio del cervello a tanti giovani in particolare nel nostro paese e averlo capito dopo parecchi anni.
pensa ad esempio al dissacratorio discorso di jobs e per contro ai dettami che vengono/venivano dispensati alle generazioni di giovani del nostro paese con il miraggio della laurea che ormai serve a poco, del posto fisso, del risparmietto in titoli, ecc. ecc. cosa che fortunatamente oggi sta cambiando.

@n!z4th puoi chiedere ma grano credo che ne riceverai ben poco. se vuoi qualche approfondire scrivimi pure in mp

@peppino
non penso si una interpretazione morale ma per quanto mi riguarda una constatazione di uno stato di fatto. poi ognuno decide come vuole.
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Messaggioda Roberto » sab ott 20, 2012 19:24 pm

Per dare l' idea della determinazione degli alpinisti di altri paesi, specie quelli dei paesi dell' est, posso raccontare un episodio che mi è accaduto nel 2003.
Eravamo in spedizione nell Himalaya indiano e al campo avanzato ci raggiunsero due ragazzi slovacchi: Ivan Stefansky e Dodo Kopold. La nostra spedizione era già di tipo "economico", ma al loro confronto sembravamo dei ricchi. Non avevano neppure una vera tenda, ma il telo impermeabile che copre il portledge. Per "montarlo" lo fissarono su que paletti incrociati e conficcati direttamente nel ghiaccio. Quindi niente absidi e niente catino, dormivano direttamente appoggiati sul ghiaccio (probabilmente avevano un' altro telo a proteggersi dall' umidità) e per cucinare erano obbligati ad uscire fuori. Ci furono vari giorni di mal tempo e tutti eravamo costretti a restare rintanati dentro, mentre fuori nevicava e faceva molto freddo. Noi uscivamo solo per i bisogni improrogabili, loro, a turno, sfidavano la bufera per scaldarsi un po di acqua o cucinarsi qualcosa di caldo.
Il mal tempo costrinse sia noi che loro a ritirarsi varie volte dalla parete, fino al punto che noi , finiti i giorni a disposizione, decidemmo di smontare il campo e scendere.
Ivan e Dodo, in una giornata di tempo buono, cambiarono obbiettivo e mollata l' idea della bigwall, presero di mira una coluar fantasma, formatosi a causa delle continue nevicate. Partiti all' una di notte, alle cinque del pomeriggio erano di ritorno, dopo una salita di una via nuova di oltre 800 metri con pendenze fino all' 85%.
Mentre noi smontavamo la tendina loro si riposavano dopo la scalata e ci spiegarono che nel loro paese c' era una serie A ed una B. A secondo delle salite che facevano avevano una borsa fino a 2000 euro (se non sbaglio).
Negli anni successivi i due hanno proseguito a fare scalate estreme, anche su degli 8000 e, a quanto mi hanno detto, uno dei due è morto durante una tentaivo non so su che montagna.
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Messaggioda peppino » dom ott 21, 2012 15:09 pm

...
Ultima modifica di peppino il dom ott 21, 2012 15:13 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda peppino » dom ott 21, 2012 15:11 pm

saper rinunciare è una delle qualità più difficili dell'alpinista esperto. almeno così mi si diceva.

rinunciare non è non avere palle. semmai il contrario

l'alpinismo superomista è spazzatura del passato .

o no?

almeno così mi si diceva ma certo tu hai incomparabilmente più esperienza di me
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Messaggioda North Face » dom ott 21, 2012 16:08 pm

n!z4th ha scritto:Dunque, a chi dovrei chiedere,
qui,
per avere il finanziamento per una spedizione?



no dico, di idee ne ho anche io, non solo i due bocia inglesi.


..ti ricordi quella sera quando ti dissi "cosa fare" e "cosa chiedere" ..?? A "chi chiedere" ce lo avevi davanti"...tu continua a non considerare quello che ti dico.... ne avevi davanti due, uno dei due era quello "mediaticamente" giusto, l'altro un po' meno... poi, fai quel xxxxx che ti pare.... :D :wink: :D
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