Perdersi sulla Bella Addormentata

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Perdersi sulla Bella Addormentata

Messaggioda climbalone » sab gen 26, 2019 12:26 pm

Spero che il signor Diego Rispoli, dal cui sito ho attinto questa foto non particolarmente bella ma indicativa, non si infastidisca.

Immagine

Vi è ritratta Punta Quinseina, una montagna del Canavese.
Il motivo per cui i locals la chiamano "Bella Dormiente" appare chiaro dalle indicazioni apposte sulla foto dal Rispoli.

La vedevo ogni giorno dal balcone ovest di casa mia a Ivrea, quando abitavo là.
Più passava il tempo, più me ne invaghivo, e più cresceva in me il desiderio di conoscerla.
:smt007

Era un fine settimana di metà anni '90. A causa di incombenze famigliari non potei partire prima di metà mattina, ma confidavo che, da buon runner, tra andata e ritorno mi ci sarebbero volute poche ore. Anzi, la salita lungo i "lunghi capelli", dove si svolgeva ogni anno una gara di corsa in montagna, poteva essere un ottimo allenamento. Tuta da ginnastica, scarpette da corsa, marsupio con barretta e borraccia, e via.
:smt026

Il punto di partenza era Santa Elisabetta, paesino posto sulle pendici orientali dei "capelli".
Seguendo il sentiero, dapprima salii verso la cresta, che raggiunsi in corrispondenza di un traliccio dell'alta tensione, dove svoltai a destra, per proseguire lungo la cresta stessa, verso la vetta. A mano a mano che salivo, la traccia di sentiero era sempre meno evidente, e i segni sempre più sbiaditi. Ma che importa, tanto è una cresta, basta seguirla all'insù!
8)

E sebbene le nubi si addensassero sulla cima, continuavo a non preoccuparmi.

All'arrivo in vetta, la nebbia era ormai così fitta che non si vedeva a trenta metri.
Che importa? Basta seguire il sentiero a ritroso, la traccia è labile ma sufficiente!
Tant'è vero che dopo un quarto d'ora la persi. E non avevo voglia di risalire.
Che importa? Basta seguire la cresta all'ingiù!
Scendevo tenendomi al centro della cresta, che però si appiattiva e allargava sempre più, e la nebbia fitta non aiutava.
Accidenti, ecco un bel salto di roccia...
#-o
A quel punto era chiaro che la cresta, verso il basso, si biforcava, e dovevo scegliere: a sinistra o a destra.
:?:
Il mio senso dell'orientamento (o del disorientamento?) mi diceva che ero sceso piuttosto a sinistra, e aggirai il burrone a destra.

Confidavo di trovare, presto, il traliccio che mi avrebbe indicato dove deviare a sinistra verso il punto di partenza.
Quando la vegetazione, al calare dell'altitudine, iniziò a farsi fitta, e del traliccio non avevo trovato traccia, capii che ero fuori strada.
8O

A quel tempo non possedevo un telefonino, né tantomeno un GPS. Non avevo con me la cartina, né una bussola.
Era pomeriggio inoltrato, in una giornata di fine ottobre, la luce ormai calava.
La nebbia, anche a quote più basse, non si diradava, quindi non avevo punti di riferimento.
Volevo scendere di quota, il più possibile. Non avevo vestiario adeguato per passare la notte all'addiaccio.
[-X

La vegetazione può essere un ostacolo molto fastidioso, e rendere molto lento e difficoltoso l'incedere.
Trovai il greto di un ruscello, che offriva un discreto varco tra i fitti rami, e seguendolo riuscii a scendere per un buon tratto.
Poi non ricordo bene perché dovetti abbandonarlo, credo si tuffasse in qualche cascatella.
Più sulla sinistra, una serie di rocce montonate presentavano un alternarsi di rampe e terrazzini. Scendendo di culo lungo le rampe, guadagnai altro terreno.

Imbruniva decisamente, urgeva scendere, non mi andava di dormire con i cinghiali.
Ma mi trovavo di nuovo nella vegetazione fitta, costellata di roveti, faticosi da aggirare.
Procedetti stoicamente attraversandoli, graffiandomi mani e caviglie, e rovinando la tuta.

E poi, in rapida sequenza...
Dei latrati!
Un tetto di ardesia!!
Una stradina sterrata!!!
\:D/

Atterrai sulla stradina, e proprio in quel mentre, passavano due "moutain-biker".
Io ero lercio e pieno di graffi. Probabilmente si chiesero da quale profonda caverna emergessi.
Spiegai la situazione, e chiesi indicazioni.

Mi trovavo vicino a Berchiotto, un paesino a sette chilometri da Santa Elisabetta!
Per fortuna avevo come me qualche soldo e una volta arrivato in paese, vinta la diffidenza del barista del luogo, potei telefonare a casa.

Sì lo so, quel giorno feci molti sbagli.
Colpa della Bella Dormiente, mi aveva un po' fatto perdere la testa, e si sa, l'uomo in certe occasioni si comporta un po' da cretino.
:mrgreen:

Immagine
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Re: Perdersi sulla Bella Addormentata

Messaggioda davidezambon1112 » sab gen 26, 2019 19:22 pm

#-o ... =D>
Ndemo vanti, che el sol magna e ore
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