se una sera d'estate un rocciatore...

Arrampicata e alpinismo su roccia in montagna

se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda crodaiolo » mer lug 26, 2017 22:04 pm

...nell'uscire in vetta alla pala di san martino dopo una classica salita di quarto grado
conta ventiquattro persone in pseudodivisa blu
ed una miriade di tende disposte a ventaglio intorno al bivacco,
alza gli occhi al cielo...
ed il suo sguardo incrocia un caxxo di drone ronzante sopra la testa :smt037

beh, sappiate che tutto ciò é possibile ed ha un nome : salewa get vertical 2017

il futuro é qui
dura é il farsene una ragione

:smt078
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare
...
alla fine, è solamente un gioco
a cui a volte tendiamo a dare troppa importanza.
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda funkazzista » mer lug 26, 2017 22:09 pm

Azzo!
Volevo farla anch'io, meno male che ho rimandato!
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda crodaiolo » mer lug 26, 2017 22:14 pm

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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda gigiDR » mer lug 26, 2017 22:23 pm

Cos'è l'alpine climbing?
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda scairanner » mer lug 26, 2017 22:28 pm

gigiDR ha scritto:Cos'è l'alpine climbing?


il contrario del sea climbing

Immagine

http://www.lignanosabbiadoro.it/it/esperienze/497-torre-di-arrampicata/
-Come sarà la scalata di Adam Ondra nel 2030?
-Arrampicherò di certo. Spero di non scalare peggio di quanto non faccia ora...


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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda priabonese » sab set 02, 2017 19:46 pm

Per non inquinare il topic aperto da Emanuele... hanno messo resinati sulle soste della normale di rientro? Vorrei capire, visto che avete lanciato il sasso. Oppure hanno anche piazzato protezioni fisse lungo i tiri, come mi è capitato di vedere scendendo dal Sass d'Ortiga?
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda crodaiolo » sab set 02, 2017 21:16 pm

priabonese ha scritto:Per non inquinare il topic aperto da Emanuele... hanno messo resinati sulle soste della normale di rientro? Vorrei capire, visto che avete lanciato il sasso. Oppure hanno anche piazzato protezioni fisse lungo i tiri, come mi è capitato di vedere scendendo dal Sass d'Ortiga?

la seconda che hai detto.
i suddetti resinati risultano di bell'aspetto
e mai troppo lontani gli uni dagli altri...

per l'opera di chiodatura si é approfittato dell'occasione fornita dalla posa in cima
del nuovissimo bivacco, a settembre 2016.

ah, non me l'ha detto un uccellino qualunque...
bensì le aquile stesse, presenti copiose in cima la sera in oggetto,
le stesse che molto gentilmente ci hanno offerto l'eventualità di pernottare in una delle tende
piazzate in cima, visto che il bivacco era già ampiamente occupato dall'entourage salewa...

a proposito vedo che finalmente sul web é presente un'impressionante (per animi ancora sensibili) testimonianza di quanto sopra :
evidentemente noi quattro non siamo risultati abbastanza fotogenici (un po.spiace)
ma se non altro i cloni non ronzavano per nulla.

https://m.youtube.com/watch?v=l_0skniMX1w

cit. "Alza il volume e goditi tutta l'adrenalina e lo spettacolo delle Dolomiti!"




https://m.youtube.com/watch?v=OdFXeXK0cY0
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda priabonese » sab set 02, 2017 21:37 pm

Grazie Crodaiolo, come temevo, stessa modus operandi visto sul Sass d'Ortiga... peccato, perchè era una normale che ci tenevo a fare, accompagnando un amico che la sogna da tempo. Il video non lo guardo nemmeno, per non rovinarmi la serata :evil: Per fortuna che le Pale sorgono anche in versante agordino: ci rifugeremo (resisteremo?) da quella parte... ciao :wink:
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda Keith » sab set 02, 2017 22:25 pm

Che tristezza. E queste guide alpine!
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda Callaghan » sab set 02, 2017 23:25 pm

Keith ha scritto:Che tristezza. E queste guide alpine!

tu sei una persona intelligente Keith, io un pò meno; per questo ti chiedo: non è un pò semplicistico e naif quello che affermi?

e tu crodaiolo, vuoi farmi credere che sotto ai satelliti (bianco) 20 anni fa non c'erano le stesse tende che ci sono adesso, ovvero mille, che pare di stare al cucco? quindi, senza polemica, cosa ti infastidisce? che non eri da solo? che c'era il drone? che han messo le resine sul quarto? che c'è troppa gente in montagna? che il gerri ha (anche lui) la maglia abibas di ordinanza?

ad entrambe: senza polemica alcuna. vi rispetto (lo sapete), ma voglio capire se state guardando il dito, la luna, se siete orbi, o se avete gli occhiali di essi vivono (carpenter).

ciao

editato: riporto il pensiero di Keith a come l'ha esternato.
Ultima modifica di Callaghan il dom set 03, 2017 15:23 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda crodaiolo » dom set 03, 2017 9:54 am

Callaghan ha scritto:
Keith ha scritto:Che tristezza. E queste guide alpine! Ci stanno rubando, omologando, snaturando la montagna.

tu sei una persona intelligente Keith, io un pò meno; per questo ti chiedo: non è un pò semplicistico e naif quello che affermi?

e tu crodaiolo, vuoi farmi credere che sotto ai satelliti (bianco) 20 anni fa non c'erano le stesse tende che ci sono adesso, ovvero mille, che pare di stare al cucco? quindi, senza polemica, cosa ti infastidisce? che non eri da solo? che c'era il drone? che han messo le resine sul quarto? che c'è troppa gente in montagna? che il gerri ha (anche lui) la maglia abibas di ordinanza?

ad entrambe: senza polemica alcuna. vi rispetto (lo sapete), ma voglio capire se state guardando il dito, la luna, se siete orbi, o se avete gli occhiali di essi vivono (carpenter).

ciao


eh, ispettore ficcante e sagace come sempre,
cihairaggionecihai!

il film di carpenter non lo conosco, vedrò di colmare il buco culturale... grazie per lo spunto.

per esclusione credo che la risposta sia il dito:
la luna che ricordavo qualcuno deve averla fatta sparire.
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda Keith » dom set 03, 2017 12:10 pm

In effetti, Callaghan, mi ero accorto anch'io della pesantezza della mia affermazione, e avevo già eliminato l'ultima frase. Non so come tu sia riuscito a quotarla, ma giustamente si arriva così al dito e alla luna.
E ti assicuro che guardo alla luna. Però non mi va di elencare tutti gli interventi che le guide alpine delle Pale di San Martino, su sollecitazione delle Aziende di Promozione Turistica, degli albergatori e dei rifugisti (al contempo guide alpine...), hanno praticato solo in quest'ultimo decennio nello stesso territorio. Sono tanti. Bollinatura in vernice degli avvicinamenti fuori dalle regole del Parco, trapanatura di clessidre artificiali lungo certe vie per permettere rapide discese in doppia che annichilendo le cime consentano un ritorno diretto al rifugio, pareti messe in cantiere con tanto di cartello alla base per opere di manutenzione, attrezzatura sistematica dei tratti di I e II grado, allungamento delle vie ferrate, eccetera.
L'alibi è subdolo e scontato: "Siamo noi che poi di notte dobbiamo rischiare per soccorrere la gente che si è messa nei guai!". E certo, se via via riduci l'autonomia alpinistica, in montagna ci si andrà con sempre minore consapevolezza...
Da quando ho pubblicato la mia ultima guida proprio sulle Pale, nel 2007, troppe cose sono cambiate sul terreno. E là dove io mi ero mosso cercando l'avventura, ora questa fortuna è compromessa. Si seguono gli infissi metallici. Sarà una luna diversa.

Ciò non sta succedendo soltanto nelle Pale, ma in diversi gruppi dolomitici del Trentino Alto Adige e del Bellunese. Il I grado, là dove io escursionista medio mi divertivo secondo le mie capacità naturalmente, ha da essere attrezzato! E' che alla Pala di San Martino ero affezionato. Mi comportò una giornata di emozioni continue soprattutto per le scelte nell'orientamento. Un labirinto, in cresta, di torri, adesso da sbrigare in un'oretta di plaisir.

Che, infine, tutte le guide alpine non siano tali, mi è ben presente. Ma se ho generalizzato è perché la tendenza dominante è quella. E non a caso uno come Michelazzi non è riuscito a entrare nella direzione. L'involuzione culturale nei confronti dell'ambiente mi preoccupa sempre di più.
Keith
 
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda Callaghan » dom set 03, 2017 17:42 pm

ringrazio croda e Keith per le circostanziate risposte.

la questione è dunque per me: ha senso parlare di involuzione culturale nei confronti dell'ambiente quando è in atto una colossale involuzione culturale (e basta)?
che senso ha fare la polvere sul tavolo della cucina quando in sala ci sono 500 maiali che cagano?

il discorso è complesso certo, e sarebbe bene parlarne più che scriverne.

quel che voglio dire è che oggi si fa fatica a pensare qualcosa che stia fuori dai soldi: la vita è sopravvivenza economica, si vive per lavorare; e ciò che non è lavoro, in realtà lo è ancora: si chiama pausa, riposo compensativo.
ma il sistemone odierno ha fatto anche di meglio: togliendo cultura toglie strumenti di conoscenza. e fornisce nuovi strumenti che non permettono di fatto di avvicinarsi al "reale", ma solamente di guardarlo da lontano, senza troppo coinvolgimento.

chi va in montagna oggi (la gran parte), è in riposo compensativo; ha cambiato solamente la scenografia ma il teatro resta quello.
e con la scenografia nuova stacca per un giorno.
non sarà mai la sua avventura, esplorazione, conoscenza, certo. ma gli faranno credere che lo sia, facendogli fare un volo radente con un aereo che il giorno dopo lo depositerà in ufficio. e lui, pensando di vivere "emozioni continue", in realtà si riposerà, perchè la gita in montagna, la gita al mare, la lettura di un libro, sarà a "lieto fine", senza nessuna conoscenza aggiunta.
solo un volo radente, senza impegno.

io come voi 2 arrivo da un tempo culturale diverso. un tempo dove c'erano i "dopolavoro", c'erano i gruppi di volontariato, c'era "altro", cacacazzi e CAI compresi.
volendo, in quei tempi, ci si riusciva pure ad appassionare a qualcosa, conoscendola e riconoscendola diversa.
si lavorava per vivere, e magari anche per tramandar conoscenza.
io ho vissuto il passaggio CAI da "corsi per insegnare qualcosa" a corsi per accompagnare qualcuno". ho vissuto il passaggio della ricerca scientifica "a medio termine" di 10 anni a "a medio termine" di 6 mesi.
e ho smesso (sia col CAI che con la ricerca).
ma avrei smesso comunque col CAI: oltre al cambiamento culturale in atto epocale, le dinamiche dei monti, partite per me come conoscenza libera, mi si erano poi rivelate in maniera diversa, quelle dei "falliti", con ruoli e gerarchie inutili, ed obbiettivi egoistici e celebrativi.

oggi invece parliamo di alieni, persone che possono avere una sola vita, che non scelgono loro, e che hanno a disposizione, in questa vita, qualche pausa.

li posso io dunque biasimare quelli che vanno sulle pale al minchia-day?
non lo so.

posso io biasimare i piloti dell'aereo che accompagnano i turisti a fare minchia-day sulle pale in tutta tranquillità?
non lo so.

so solamente che io non riesco egoisticamente, anarchicamente e stupidamente a rinunciare alla roccia. forse per abitudine della vita precedente, dove mi era concesso come mia scelta, forse perchè so che ora è tardi per fare altro. e forse anche perchè alla fine in questo buco di merda mi sono messo io con le mie stesse mani, con le opere ed i pensieri che ho scelto tempo fa, da "fallito".

se avessi i còglioni, ora bisognerebbe concentrarsi su altro, invece che cagareilcazzo sui modi di frequentare la montagna.
ora più che mai bisognerebbe mollare le menate e mettersi a lottare [cit per vecchi]. anche se è tardi.

alla fine motti aveva ragione, "falliti" in senso lato: incapaci prima, incapaci adesso. ed in questo senso la luna non è mai stata sulle pale, ora più che mai.

ciao

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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda Danilo » dom set 03, 2017 19:01 pm

Callaghan ha scritto:.....che il gerri ha (anche lui) la maglia abibas di ordinanza?.....



conosce.gerri
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda Keith » dom set 03, 2017 20:21 pm

Semplicemente: la montagna è stata la passione della mia vita e agli ultimi lembi rimasti selvaggi in alta quota tengo con tutto il cuore. Vederli ridursi sempre più mi rattrista. Non abbiamo altre "macchie bianche", sulle carte, in Italia.
Ancora, in montagna: non ci si può lamentare dei tacchi a spillo e delle infradito quando si fa di ogni per richiamare lassù proprio chi li indossa.
E infine: d'accordo, la lotta culturale dev'essere generale, a partire da se stessi e dalle cose ben più importanti.
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda cauboi » dom set 03, 2017 21:11 pm

Callaghan ha scritto:ringrazio croda e Keith per le circostanziate risposte.

la questione è dunque per me: ha senso parlare di involuzione culturale nei confronti dell'ambiente quando è in atto una colossale involuzione culturale (e basta)?
che senso ha fare la polvere sul tavolo della cucina quando in sala ci sono 500 maiali che cagano?

il discorso è complesso certo, e sarebbe bene parlarne più che scriverne.

quel che voglio dire è che oggi si fa fatica a pensare qualcosa che stia fuori dai soldi: la vita è sopravvivenza economica, si vive per lavorare; e ciò che non è lavoro, in realtà lo è ancora: si chiama pausa, riposo compensativo.
ma il sistemone odierno ha fatto anche di meglio: togliendo cultura toglie strumenti di conoscenza. e fornisce nuovi strumenti che non permettono di fatto di avvicinarsi al "reale", ma solamente di guardarlo da lontano, senza troppo coinvolgimento.

chi va in montagna oggi (la gran parte), è in riposo compensativo; ha cambiato solamente la scenografia ma il teatro resta quello.
e con la scenografia nuova stacca per un giorno.
non sarà mai la sua avventura, esplorazione, conoscenza, certo. ma gli faranno credere che lo sia, facendogli fare un volo radente con un aereo che il giorno dopo lo depositerà in ufficio. e lui, pensando di vivere "emozioni continue", in realtà si riposerà, perchè la gita in montagna, la gita al mare, la lettura di un libro, sarà a "lieto fine", senza nessuna conoscenza aggiunta.
solo un volo radente, senza impegno.

io come voi 2 arrivo da un tempo culturale diverso. un tempo dove c'erano i "dopolavoro", c'erano i gruppi di volontariato, c'era "altro", cacacazzi e CAI compresi.
volendo, in quei tempi, ci si riusciva pure ad appassionare a qualcosa, conoscendola e riconoscendola diversa.
si lavorava per vivere, e magari anche per tramandar conoscenza.
io ho vissuto il passaggio CAI da "corsi per insegnare qualcosa" a corsi per accompagnare qualcuno". ho vissuto il passaggio della ricerca scientifica "a medio termine" di 10 anni a "a medio termine" di 6 mesi.
e ho smesso (sia col CAI che con la ricerca).
ma avrei smesso comunque col CAI: oltre al cambiamento culturale in atto epocale, le dinamiche dei monti, partite per me come conoscenza libera, mi si erano poi rivelate in maniera diversa, quelle dei "falliti", con ruoli e gerarchie inutili, ed obbiettivi egoistici e celebrativi.

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non lo so.

posso io biasimare i piloti dell'aereo che accompagnano i turisti a fare minchia-day sulle pale in tutta tranquillità?
non lo so.

so solamente che io non riesco egoisticamente, anarchicamente e stupidamente a rinunciare alla roccia. forse per abitudine della vita precedente, dove mi era concesso come mia scelta, forse perchè so che ora è tardi per fare altro. e forse anche perchè alla fine in questo buco di merda mi sono messo io con le mie stesse mani, con le opere ed i pensieri che ho scelto tempo fa, da "fallito".

se avessi i còglioni, ora bisognerebbe concentrarsi su altro, invece che cagareilcazzo sui modi di frequentare la montagna.
ora più che mai bisognerebbe mollare le menate e mettersi a lottare [cit per vecchi]. anche se è tardi.

alla fine motti aveva ragione, "falliti" in senso lato: incapaci prima, incapaci adesso. ed in questo senso la luna non è mai stata sulle pale, ora più che mai.

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Ispettore sono giovane, molto ma quello che hai scritto è verissimo e sentito.
Lo salverò sul pc per ricordarmi come bisogna vivere davvero le cose!
Grazie!
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda #giacco# » dom set 03, 2017 22:14 pm

Callaghan ha scritto:ringrazio croda e Keith per le circostanziate risposte.

la questione è dunque per me: ha senso parlare di involuzione culturale nei confronti dell'ambiente quando è in atto una colossale involuzione culturale (e basta)?
che senso ha fare la polvere sul tavolo della cucina quando in sala ci sono 500 maiali che cagano?

il discorso è complesso certo, e sarebbe bene parlarne più che scriverne.

quel che voglio dire è che oggi si fa fatica a pensare qualcosa che stia fuori dai soldi: la vita è sopravvivenza economica, si vive per lavorare; e ciò che non è lavoro, in realtà lo è ancora: si chiama pausa, riposo compensativo.
ma il sistemone odierno ha fatto anche di meglio: togliendo cultura toglie strumenti di conoscenza. e fornisce nuovi strumenti che non permettono di fatto di avvicinarsi al "reale", ma solamente di guardarlo da lontano, senza troppo coinvolgimento.

chi va in montagna oggi (la gran parte), è in riposo compensativo; ha cambiato solamente la scenografia ma il teatro resta quello.
e con la scenografia nuova stacca per un giorno.
non sarà mai la sua avventura, esplorazione, conoscenza, certo. ma gli faranno credere che lo sia, facendogli fare un volo radente con un aereo che il giorno dopo lo depositerà in ufficio. e lui, pensando di vivere "emozioni continue", in realtà si riposerà, perchè la gita in montagna, la gita al mare, la lettura di un libro, sarà a "lieto fine", senza nessuna conoscenza aggiunta.
solo un volo radente, senza impegno.

io come voi 2 arrivo da un tempo culturale diverso. un tempo dove c'erano i "dopolavoro", c'erano i gruppi di volontariato, c'era "altro", cacacazzi e CAI compresi.
volendo, in quei tempi, ci si riusciva pure ad appassionare a qualcosa, conoscendola e riconoscendola diversa.
si lavorava per vivere, e magari anche per tramandar conoscenza.
io ho vissuto il passaggio CAI da "corsi per insegnare qualcosa" a corsi per accompagnare qualcuno". ho vissuto il passaggio della ricerca scientifica "a medio termine" di 10 anni a "a medio termine" di 6 mesi.
e ho smesso (sia col CAI che con la ricerca).
ma avrei smesso comunque col CAI: oltre al cambiamento culturale in atto epocale, le dinamiche dei monti, partite per me come conoscenza libera, mi si erano poi rivelate in maniera diversa, quelle dei "falliti", con ruoli e gerarchie inutili, ed obbiettivi egoistici e celebrativi.

oggi invece parliamo di alieni, persone che possono avere una sola vita, che non scelgono loro, e che hanno a disposizione, in questa vita, qualche pausa.

li posso io dunque biasimare quelli che vanno sulle pale al minchia-day?
non lo so.

posso io biasimare i piloti dell'aereo che accompagnano i turisti a fare minchia-day sulle pale in tutta tranquillità?
non lo so.

so solamente che io non riesco egoisticamente, anarchicamente e stupidamente a rinunciare alla roccia. forse per abitudine della vita precedente, dove mi era concesso come mia scelta, forse perchè so che ora è tardi per fare altro. e forse anche perchè alla fine in questo buco di merda mi sono messo io con le mie stesse mani, con le opere ed i pensieri che ho scelto tempo fa, da "fallito".

se avessi i còglioni, ora bisognerebbe concentrarsi su altro, invece che cagareilcazzo sui modi di frequentare la montagna.
ora più che mai bisognerebbe mollare le menate e mettersi a lottare [cit per vecchi]. anche se è tardi.

alla fine motti aveva ragione, "falliti" in senso lato: incapaci prima, incapaci adesso. ed in questo senso la luna non è mai stata sulle pale, ora più che mai.

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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda PIEDENERO » dom set 03, 2017 22:20 pm

Callaghan ha scritto:.....



Si, sei proprio uno stronzo.
Sei stronzo perché sornione, buttavo l'occhio sullo smartphone per gustarmi l'ennesima discussione spit si spit no e invece mi hai dato una botta allo stomaco rovistando nella coscienza.
Sei stronzo perché mi hai rovinato una tranquilla e finalmente fresca domenica.
Sei stronzo sai, anche perché fai parte di quella insulsa generazione nata negli anni 60 che ha visto un mondo, ne ha goduto i frutti e ora se ne sta lì seduta inerme e frustrata, dietro una tastiera ad osservarne la lenta fine. Almeno loro, i giovani, quel mondo non l'hanno mai visto e tu non glielo hai neanche mai spigato come era, perché per te era più importante andare a praticare l' attività più inutile del mondo.
Sei stronzo soprattutto perché sai molto bene che te l'hanno messo nel di dietro così bene, che non ci puoi fare niente, perché hai una fottuta paura che ti fottano anche quel poco che ti è rimasto e al quale sei attaccato con le unghie. Il vero motivo per il quale non puoi rinunciare alla roccia è che hai bisogno della tua settimanale dose di oppiaceo che ti aiuti a sopportare tutto questo.

un.po.spiace.
no.te lo.meriti
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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda scairanner » dom set 03, 2017 22:37 pm

A proposito di Pale, ma è legale un cartello del genere?

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Re: se una sera d'estate un rocciatore...

Messaggioda wolf jak » dom set 03, 2017 23:14 pm

scairanner ha scritto:A proposito di Pale, ma è legale un cartello del genere?

Immagine


Quando sono andato a farla con mio fratello gli ho mostrato il cartello e ci siamo fatti una bella risata :lol:

Stavo anche pensando di portarmelo a casa come souvenir :mrgreen:


(Detto questo, per rispondere alla tua domanda, non mi viene in mente al volo una denuncia seria, ma magari con un po' di fantasia qualcosa salta fuori...)
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