Tagli alla sanità...tanto per cambiare

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Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » dom mar 01, 2015 8:47 am

Dal sito del Fatto quotidiano:

L'intesa preliminare raggiunta con gli enti locali prevede l'azzeramento dei 2,3 miliardi di aumento del fondo sanitario previsti per il 2015 e ulteriori sforbiciate per un totale di 5,2 miliardi. Secondo l'Anaao l'esecutivo "non ha una voce in agenda per il diritto alla salute dei cittadini"
di F. Q. | 27 febbraio 2015 COMMENTI

Più informazioni su: Assistenza Sanitaria, Conferenza Stato Regioni, Legge di Stabilità, Regioni, Salute, Sanità Pubblica, Sistema Sanitario Nazionale, Tagli Spesa Pubblica
Il governo e le Regioni “continuano a tagliare e a smantellare la sanità pubblica”. Così il sindacato della dirigenza medica Anaao ha commentato l’intesa preliminare raggiunta giovedì in Conferenza Stato-Regioni sulla riduzione dei fondi per il servizio sanitario nazionale, ritenuta inevitabile in seguito alla sforbiciata da oltre 4 miliardi prevista dalla legge di Stabilità a cui si sommano tagli per 1,2 miliardi “ereditati” da manovre precedenti. Per un totale di 5,2 miliardi di euro. L’accordo di ieri, che entro fine marzo dovrà tradursi in una lista dettagliata di settori in cui ridurre le uscite, prevede l’azzeramento dell’aumento del fondo sanitario che era previsto per il 2015, pari a 2,3 miliardi, e un taglio di 285 milioni al fondo per l’edilizia sanitaria. Altri 802 milioni arriveranno dall’utilizzo delle risorse per il patto verticale incentivato e 750 milioni dalla riduzione del fondo Sviluppo e coesione, già decurtato di 1 miliardo dalle precedenti manovra finanziarie. Mancano ancora all’appello 364 milioni la cui copertura dovrà essere individuata nelle prossime settimane.

“Nessuna sorpresa”, commentano i sanitari, “nessuna #lasvoltabuona per la sanità, il copione è lo stesso di sempre. Troppa spesa? E allora si programmano tagli alla sanità. Via i 2 miliardi di aumento del Fondo sanitario nazionale previsti per il 2015 dal Patto della salute, che proprio sulla capacità di garantire un livello certo di finanziamento del Ssn nel triennio aveva fatto la base del rilancio della sanità pubblica. Una ennesima delusione, sempre per chi ci aveva creduto”.

“Sembra che tutto sia in movimento”, si legge nel comunicato dell’Anaao. “La riforma del mercato del lavoro e della giustizia sono approvate, la riforma della Pa è alle fasi finali, si prepara la rivoluzione della scuola e della Rai, si promette una Italia finalmente più moderna ed europea. Solo la sanità è dimenticata, o meglio è presa in considerazione solo quando è urgente fare cassa. Il governo non ha una voce in agenda per il diritto alla salute dei cittadini italiani, sempre che questo diritto esista ancora. Le Regioni sono ormai istituzioni avvilite e incapaci di trovare una soluzione che metta insieme bilanci e bisogni. Il ministro della Salute ci assicura in televisione che i malati in attesa per giorni nei pronto soccorso non dipendono tanto dai tagli ai posti letto e dai vuoti dei servizi territoriali, quanto dal picco influenzale“.

E ancora, “i medici e i sanitari sono schiacciati da condizioni di lavoro sempre più difficili e i cittadini si scoprono diversi per sede, residenza e luogo nascita. Al governo e alle Regioni i cittadini italiani e tutti gli operatori che si impegnano tra mille difficoltà a garantire il diritto alla salute chiederanno il conto dei disagi e dei disservizi che la loro politica continuerà a provocare”.

Il tutto ovviamente va a sommarsi a tutti i tagli effettuati dai governi precedenti...

Sforbiciati saluti
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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda coniglio » dom mar 01, 2015 9:41 am

l'talia cambia verso, la volta buona ecc.
ma anche:
non c'era alternativa e ce lo chiede l'europa
qb. da spruzzare a piacere qua e là.

+tweet
- diritti


per una serie di motivi ne ho girati abbastanza di ospedali (nord e sud - senza distinzione)
l'ultima la settmana scorsa.sempre mio padre.
e se non fosse per il miracolo quotidiano del personale...
a voi va un grazie di cuore.
ma la situazione presto arriverà al collasso.


un giorno - magari di persona - ti racconterò.
alè.
consumate merce. sopportate il mondo.
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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda uli » dom mar 01, 2015 13:14 pm

ma l'intramoenia rimane... :roll:
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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda Luca A. » dom mar 01, 2015 16:15 pm

Non so più se credere a quello che scrivono i giornali. Non so più se credere a promesse e dichiarazioni di intenti.
So che negli ospedali pubblici le cose -dove funzionano- funzionano ormai (come dice anche coniglio) solo perché c'è una parte (non tutti, ma una parte sì) dei dipendenti che si fa in quattro e in otto. Chi per laico senso del dovere civico, chi per carità cristiana, chi per semplice pietà dei pazienti poveri cristi. (Chi anche magari perché meglio stare due ore in più in reparto che due ore in più a casa col marito/moglie :mrgreen: ).
L'ho provato in veste di malato/ ricoverato (e anche io come coniglio posso solo dire bene delle persone che mi hanno curato, tagliato, cucito, bucato, lavato, nutrito, tenuto su di morale); lo provo tutti i giorni con rabbia e sconcerto sulla mia pelle di marito di medico ospedaliero.
Normale, normalissimo di questi tempi per un medico essere "in ferie", ma stare regolarmente in reparto (senza "timbrare") perché altrimenti i colleghi non ce la fanno. Normale, normalissimo lavorare 13 ore filate al giorno per tutta la settimana, buttando giù solo qualche caffè perché non si riesce a infilare il tempo di una pausa-pranzo. (E sono esempi con nomi, cognomi e facce di medici che non fanno intramoenia).
E' una modalità che non può durare a lungo. Qualche annetto forse, ma non molti. Presto vien giù tutto, altro che crollomiti.
"Quando saremo vecchi,
mi guiderai ai nostri antichi attacchi
e staremo lì a guardare in su".
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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » dom mar 01, 2015 23:12 pm

uli ha scritto:ma l'intramoenia rimane... :roll:


In effetti, ci sono parecchi medici ospedalieri che, dopo aver finito il loro orario (e l'eventuale, anzi frequente, straordinario), invece di andare a tirare prese di plastica come faccio io, preferiscono restare in ambulatorio per altre ore e continuare a visitare pazienti in regime di libera professione.
Che lo facciano per passione, o per attaccamento alla pecunia, sta di fatto che questo permette sia di alleggerire il carico del lavoro "ordinario", sia di avere entrate extra per le Asl. Di per sé, non la vedo come una cosa sbagliata.

Peraltro, quanto più gli organici verranno ridotti all'osso dai tagli, tanto più tenderanno ad allungarsi le liste di attesa e si apriranno spazi per il privato, nelle sue diverse forme.

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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda uli » lun mar 02, 2015 11:17 am

tacchinosfavillantdgloria ha scritto:
uli ha scritto:ma l'intramoenia rimane... :roll:


In effetti, ci sono parecchi medici ospedalieri che, dopo aver finito il loro orario (e l'eventuale, anzi frequente, straordinario), invece di andare a tirare prese di plastica come faccio io, preferiscono restare in ambulatorio per altre ore e continuare a visitare pazienti in regime di libera professione.
Che lo facciano per passione, o per attaccamento alla pecunia, sta di fatto che questo permette sia di alleggerire il carico del lavoro "ordinario", sia di avere entrate extra per le Asl. Di per sé, non la vedo come una cosa sbagliata.

Peraltro, quanto più gli organici verranno ridotti all'osso dai tagli, tanto più tenderanno ad allungarsi le liste di attesa e si apriranno spazi per il privato, nelle sue diverse forme.

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ti sfuggono MOLTI dettagli

1) alla quasi totalita' dei dipendenti pubblici (alcune gilde sono provilegiate) e' fatto ESPLICITO DIVIETO di avere un altro lavoro reddito in accordo con la GIUSTA argomentazione che l'impegno/energia/risorse per il lavoro a stipendio garantito verrebbero subordinate a quelli per il lavoro extra e il cui gettito dipende dalla "performance"

anche solo per il fatto che uno che lavora nel tempo libero si presenta al lavoro piu' stanco di uno che riposa

nelle aziende private credo valga la stessa cosa: mai sentito parlare di dipendenti doppiolavoristi, il doppiolavorismo e'/era *tipicamente* una PIAGA del settore pubblico che e' stata (per la gran parte) resa impossibili o difficile da una giusta legislazione

TRANNE ALCUNE GILDE DI PRIVILEGIATI!!! :evil:

2) che ingenuo che sei, e' se mai il contrario: si stimola l'allungamento delle liste di attesa per avere piu' clienti privati (su richiesta posso anche portarti esempi *personali*)

3) in un *sano* contesto economico la libera professione, che comporta guadagni piu' elevati comporta anche un "rischio d'impresa" (mettere su una baracca (acquaistando le attrezzature = investiento) dove lavorare e mantenerla) cosa che agli intramoenioti e' chiaramante risparmiata

figo fare la libera professione prendendone i vantaggi ma senza assumersi nessun rischio

guarda, comunque la vuoi rigirare e' una cosa DA VOMITO un abominio, un aberrazione e fintanto che i medici pubblici continueranno a sostenerla non saranno mai interlocutori credibili

e non e' un caso che taglino tutto ma non gli taglino la possibilita' di arricchirsi sulla disperazione e sulle paure della gente che loro stessi (leggi il sistema cucito su misura sulla loro categoria) contribuiscono a mantenere alte

con questo non voglio generalizzare a tutta la classe dei medici pubblici (mi sono capitati anche *RARI* casi di persone oltre ogni aspettativa: in particolare durante la mia recente donazione di midollo), parlo esplicitamente dell'intramoenia... e di chi lo difende!!!
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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda grip » lun mar 02, 2015 11:41 am

se tagliano haime' non tagliano mai nei luoghi e le persone giuste!!!
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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda sergio-ex63-ora36 » lun mar 02, 2015 13:03 pm

tacchinosfavillantdgloria ha scritto:
uli ha scritto:ma l'intramoenia rimane... :roll:


In effetti, ci sono parecchi medici ospedalieri che, dopo aver finito il loro orario (e l'eventuale, anzi frequente, straordinario), invece di andare a tirare prese di plastica come faccio io, preferiscono restare in ambulatorio per altre ore e continuare a visitare pazienti in regime di libera professione.
Che lo facciano per passione, o per attaccamento alla pecunia, sta di fatto che questo permette sia di alleggerire il carico del lavoro "ordinario", sia di avere entrate extra per le Asl. Di per sé, non la vedo come una cosa sbagliata.

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Se fanno tutte ste ore extra si vede che l'orario da dipendenti non era così drammatico... :roll:


mia figlia gioca a pallavolo e serve la visita medico sportiva...non c'era verso, neanche alle calende greche, di averla con il cup...intramoenia ancora il giorno dopo...60 euro...

da medico sportivo libero professionista nel suo ambulatorio 30 euro...quando gli ho detto che era minore 25...fatturati...

insomma...
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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » lun mar 02, 2015 15:15 pm

A parte che mi sembra un po' paradossale fare la parte di quello che difende la libera professione, visto che personalmente non la faccio.

Comunque, termini come "abominio, aberrazione, arricchirsi sulla disperazione 8O "mi sembrano quanto meno sopra le righe. Io sono un convinto sostenitore del pubblico, dipendesse da me vorrei che il servizio sanitario nazionale fosse sempre gratuito, universalistico, e dotato di risorse sufficienti a dare risposte a tutti senza dover rivolgersi al privato; però da qui a dare certi giudizi sulla libera professione - che è vecchia quanto la medicina - ce ne corre.

Rispetto al discorso del "rischio d'impresa", ribadisco che sull'intramoenia c'è un guadagno delle Asl, e quindi del pubblico; non vedo quali sarebbero i vantaggi (per i pazienti e la collettività) se queste visite venissero fatte in ambulatori esterni.

Sul discorso degli orari: esiste un contratto che definisce un orario. Questo orario, chiunque nel ramo te lo può confermare, viene sistematicamente "sforato", in misura maggiore o minore in funzione delle carenze di organico dei servizi. Siamo d'accordo sul fatto che il lavoro del medico (come quello delle altre professioni d'aiuto) è diverso da quello del travet fantozziano che sta pronto a scattare col cappotto e il cartellino in mano alle cinque del pomeriggio: è d'altronde vero che lo "straordinario", per definizione, dovrebbe essere riservato a casi particolari di urgenza, e non una prassi abituale per coprire la mancanza di assunzioni.
Detto questo, se uno decide di lavorare otto (o nove o dieci) ore in orario di servizio, e fermarsi poi per altre due (o tre o quattro), per la libera professione, scelta sua, che non mi sento di sindacare.

Comunque il discorso è abbastanza off topic, rispetto alla questione del taglio delle risorse che invece mi sembra un problema che ci riguarda tutti, operatori e cittadini (che poi anche gli operatori sono cittadini).

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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda Sbob » lun mar 02, 2015 16:46 pm

La questione vera della doppia professione pubblica/privata e' che crea degli orribili conflitti d'interesse.
Il medico che ha il suo studio privato ha interesse a far funzionare bene l'ospedale pubblico?
Certo, ci sono tante brave persone che operano secondo etica e coscienza, ma un sistema in cui chi crea code interminabili ci guadagna e' destinato a fallire.

Chi lavora in un'azienda puo' spesso fare anche un secondo lavoro, ma il primo vincolo che ti viene posto e' che NON puoi lavorare per la concorrenza.
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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda Kinobi » lun mar 02, 2015 18:42 pm

I miei two cents sono che, essendo un contribuente che dichiara un reddito non alla fame, mi trovo sempre addietro in liste d'attesa e menate varie.
La volta che sono andato a farmi gli esami del sangue, c'erano tre bottoni:
femene incinta
veci pensionati
altri.

Dopo tre ore, toccò a me. In tre ore riflettei sul senso della vita di essere un contribuente ancora lavoratore. Vederti il pensionato passarti davanti perchè "gho da 'nadar a farghe da magnar a me fio" ti fa alzare la pressione

Devo perciò di fatto andare sempre a pagamento.

Sono perciò soddisfatto che taglino le spese che fanno per gli altri.
Visto che le tagliano, spererei mi abbassassero l'IRPEF.
Amen
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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » lun mar 02, 2015 20:16 pm

Sbob ha scritto:La questione vera della doppia professione pubblica/privata e' che crea degli orribili conflitti d'interesse.
Il medico che ha il suo studio privato ha interesse a far funzionare bene l'ospedale pubblico?
Certo, ci sono tante brave persone che operano secondo etica e coscienza, ma un sistema in cui chi crea code interminabili ci guadagna e' destinato a fallire.

Chi lavora in un'azienda puo' spesso fare anche un secondo lavoro, ma il primo vincolo che ti viene posto e' che NON puoi lavorare per la concorrenza.


Beh, qui si parlava di intramoenia: dove il professionista NON lavora "per la concorrenza", ma versa buona parte dei soldi che incassa all'azienda sanitaria di cui è dipendente.
Le situazioni da film di Alberto Sordi, dove il primario a mezzogiorno finisce il suo orario in ospedale e si fionda in clinica privata a fare i schei, sono (per fortuna) passate di moda da un po' di tempo. Almeno per quello che ho visto io nella mia limitata (ma neanche troppo) esperienza.

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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » lun mar 02, 2015 20:26 pm

Kinobi ha scritto:I miei two cents sono che, essendo un contribuente che dichiara un reddito non alla fame, mi trovo sempre addietro in liste d'attesa e menate varie.
La volta che sono andato a farmi gli esami del sangue, c'erano tre bottoni:
femene incinta
veci pensionati
altri.

Dopo tre ore, toccò a me. In tre ore riflettei sul senso della vita di essere un contribuente ancora lavoratore. Vederti il pensionato passarti davanti perchè "gho da 'nadar a farghe da magnar a me fio" ti fa alzare la pressione

Devo perciò di fatto andare sempre a pagamento.

Sono perciò soddisfatto che taglino le spese che fanno per gli altri.
Visto che le tagliano, spererei mi abbassassero l'IRPEF.
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È vero che gli anziani "consumano" gran parte della spesa sanitaria nazionale.

Anch'io contribuisco a questa spesa, in percentuale piuttosto consistente del mio reddito. Per ora, ne ho usufruito pochissimo: non essendomi, per mia fortuna, mai ammalato seriamente.

Francamente spero di continuare a pagare le tasse rimanendo "in credito". Ma sono consapevole che, se ci va bene, sia io che tu diventeremo vecchi e allora avremo molte occasioni di "rifarci".

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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda Kinobi » lun mar 02, 2015 20:36 pm

tacchinosfavillantdgloria ha scritto:Francamente spero di continuare a pagare le tasse rimanendo "in credito". Ma sono consapevole che, se ci va bene, sia io che tu diventeremo vecchi e allora avremo molte occasioni di "rifarci".

Solidali saluti
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... i pensionati cinquantenni che hanno lavorato meno di noi, ci seppelliranno.
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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda Sbob » lun mar 02, 2015 20:39 pm

tacchinosfavillantdgloria ha scritto:
Sbob ha scritto:La questione vera della doppia professione pubblica/privata e' che crea degli orribili conflitti d'interesse.
Il medico che ha il suo studio privato ha interesse a far funzionare bene l'ospedale pubblico?
Certo, ci sono tante brave persone che operano secondo etica e coscienza, ma un sistema in cui chi crea code interminabili ci guadagna e' destinato a fallire.

Chi lavora in un'azienda puo' spesso fare anche un secondo lavoro, ma il primo vincolo che ti viene posto e' che NON puoi lavorare per la concorrenza.


Beh, qui si parlava di intramoenia: dove il professionista NON lavora "per la concorrenza", ma versa buona parte dei soldi che incassa all'azienda sanitaria di cui è dipendente.

Il sistema intramoenia ha un po' migliorato le cose rispetto alla giungla precedente, ma rimane sempre una forma di concorrenza.
Anche se versa una quota all'azienda sanitaria, serve lo stesso bacino d'utenza e ha piu' interesse a fornire la prestazione privata che quella pubblica.

Diciamo che all'italiana si e' deciso, non potendo vietare, di tenere sotto controllo quello che comunque e' un male.
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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda grip » mar mar 03, 2015 8:05 am

Kinobi ha scritto:I miei two cents sono che, essendo un contribuente che dichiara un reddito non alla fame, mi trovo sempre addietro in liste d'attesa e menate varie.
La volta che sono andato a farmi gli esami del sangue, c'erano tre bottoni:
femene incinta
veci pensionati
altri.

Dopo tre ore, toccò a me. In tre ore riflettei sul senso della vita di essere un contribuente ancora lavoratore. Vederti il pensionato passarti davanti perchè "gho da 'nadar a farghe da magnar a me fio" ti fa alzare la pressione

Devo perciò di fatto andare sempre a pagamento.

Sono perciò soddisfatto che taglino le spese che fanno per gli altri.
Visto che le tagliano, spererei mi abbassassero l'IRPEF.
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io vado sempre a pagamento......di andare alle 7.30 per le analisi ed uscirne alle 9.30 non ha senso....il ticket comunque lo devo pagare....meglio che pago 30 anziché' 15 e in 20 minuti son fuori dalle balle...lo so non e' giusto ma e' così'!!

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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda Luca A. » mar mar 03, 2015 10:08 am

Kinobi ha scritto:I miei two cents sono che, essendo un contribuente che dichiara un reddito non alla fame, mi trovo sempre addietro in liste d'attesa e menate varie.
La volta che sono andato a farmi gli esami del sangue, c'erano tre bottoni:
femene incinta
veci pensionati
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Dopo tre ore, toccò a me. In tre ore riflettei sul senso della vita di essere un contribuente ancora lavoratore. Vederti il pensionato passarti davanti perchè "gho da 'nadar a farghe da magnar a me fio" ti fa alzare la pressione

Devo perciò di fatto andare sempre a pagamento.

Sono perciò soddisfatto che taglino le spese che fanno per gli altri.
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Amen
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Caro Emanuele,
essendo io ufficialmente un malato oncologico (sia pure forse statisticamente in diritto di potermi ritenere quasi guarito - mi spiace non trovare da mettere qui un emoticon che si tocca dappertutto) sono discreto frequentatore di trafile ospedaliere, centri prelievi e simili. Quando vado a farmi gli esami devo subire anche io le code di cui il 90% è costituito da ultrasettantenni dall'aspetto non troppo malato, che godono come ricci, ma sul serio, a passare il tempo dell'attesa brontolando, lamentandosi di tutto e di tutti, del ticket, dell'infermiera che non è abbastanza veloce, della troppa gente, del tempo che si perde, delle mezze stagioni che non ci sono più, eccetera. Devo dire che più di aghi e siringhe mi disturba dover sopportare questa lamentosità compiaciuta, petulante e autoindotta (in massima parte ingiustificata, perché io trovo invece che le infermiere siano sufficientemente brave, le impiegate abbastanza gentili, i tempi abbastanza accettabili e le mezze stagioni tutto sommato ancora percepibili).
Condivido quindi il tuo istintivo fastidio.

Non condivido però le tue conclusioni della serie: "io qualche soldino ce l'ho, mi arrangio, pago io e non rompetemi; tagliate pure, tanto non tocca a me".
A parte il cinismo, il ragionamento regge poco, perché prima o poi tocca a tutti (anche a chi pensa di potersi arrangiare) qualche sfiga grossa che non potresti mai pagarti (o almeno tocca a tutti di invecchiare sul serio).

Un mio carissimo amico (imprenditore ben piantato) ha avuto un figlio nato con trauma da parto e restato disabile grave. Mi racconta che un giorno ha fatto il conto di quanto il bambino è costato al SSN nei suoi primi dieci anni di vita, tra ricoveri in centri superspecializzati, interventi d'avanguardia, farmaci, esami specialistici, fisioterapie, logoterapie, di tutto e di più. La cifra che è risultata era tale da superare il valore della sua azienda.
Possiamo dire che tu ed io insieme abbiamo pagato una parte delle cure avute dal piccolo Simone, e che nessuna piccola riserva di privati schèi o danèe del papà imprenditore brianzolo avrebbe potuto pagare.
Stessa cosa per altro amico (lui però povero) curato per tanti anni di reni, poi dializzato per altri anni, infine trapiantato, guarito (quel pazzo adesso va in montagna di notte perché di giorno non ha tempo) tutto gratis, con spese complessive nemmeno quantificabili (quanto vale un rene?).

Se hai un guaio davvero grosso, se ti serve un rene nuovo, se passi sei mesi in una terapia intensiva, se hai una malattia cronica di quille toste... hai voglia a vendere spit per pagare di tasca tua. O fai parte di una società solidale, o sei morto.
Pago la mia IRPEF volentieri anche per chi ha bisogno adesso, e so che se domani avrò bisogno io qualcosa di grosso, che non potrei mai pagare, l'avrò anche io gratis perché tanti -che per il momento stanno benino- hanno dato il loro cent.
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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda Alan84 » mar mar 03, 2015 15:46 pm

Luca A. ha scritto:
Kinobi ha scritto:I miei two cents sono che, essendo un contribuente che dichiara un reddito non alla fame, mi trovo sempre addietro in liste d'attesa e menate varie.
La volta che sono andato a farmi gli esami del sangue, c'erano tre bottoni:
femene incinta
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Dopo tre ore, toccò a me. In tre ore riflettei sul senso della vita di essere un contribuente ancora lavoratore. Vederti il pensionato passarti davanti perchè "gho da 'nadar a farghe da magnar a me fio" ti fa alzare la pressione

Devo perciò di fatto andare sempre a pagamento.

Sono perciò soddisfatto che taglino le spese che fanno per gli altri.
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Caro Emanuele,
essendo io ufficialmente un malato oncologico (sia pure forse statisticamente in diritto di potermi ritenere quasi guarito - mi spiace non trovare da mettere qui un emoticon che si tocca dappertutto) sono discreto frequentatore di trafile ospedaliere, centri prelievi e simili. Quando vado a farmi gli esami devo subire anche io le code di cui il 90% è costituito da ultrasettantenni dall'aspetto non troppo malato, che godono come ricci, ma sul serio, a passare il tempo dell'attesa brontolando, lamentandosi di tutto e di tutti, del ticket, dell'infermiera che non è abbastanza veloce, della troppa gente, del tempo che si perde, delle mezze stagioni che non ci sono più, eccetera. Devo dire che più di aghi e siringhe mi disturba dover sopportare questa lamentosità compiaciuta, petulante e autoindotta (in massima parte ingiustificata, perché io trovo invece che le infermiere siano sufficientemente brave, le impiegate abbastanza gentili, i tempi abbastanza accettabili e le mezze stagioni tutto sommato ancora percepibili).
Condivido quindi il tuo istintivo fastidio.

Non condivido però le tue conclusioni della serie: "io qualche soldino ce l'ho, mi arrangio, pago io e non rompetemi; tagliate pure, tanto non tocca a me".
A parte il cinismo, il ragionamento regge poco, perché prima o poi tocca a tutti (anche a chi pensa di potersi arrangiare) qualche sfiga grossa che non potresti mai pagarti (o almeno tocca a tutti di invecchiare sul serio).

Un mio carissimo amico (imprenditore ben piantato) ha avuto un figlio nato con trauma da parto e restato disabile grave. Mi racconta che un giorno ha fatto il conto di quanto il bambino è costato al SSN nei suoi primi dieci anni di vita, tra ricoveri in centri superspecializzati, interventi d'avanguardia, farmaci, esami specialistici, fisioterapie, logoterapie, di tutto e di più. La cifra che è risultata era tale da superare il valore della sua azienda.
Possiamo dire che tu ed io insieme abbiamo pagato una parte delle cure avute dal piccolo Simone, e che nessuna piccola riserva di privati schèi o danèe del papà imprenditore brianzolo avrebbe potuto pagare.
Stessa cosa per altro amico (lui però povero) curato per tanti anni di reni, poi dializzato per altri anni, infine trapiantato, guarito (quel pazzo adesso va in montagna di notte perché di giorno non ha tempo) tutto gratis, con spese complessive nemmeno quantificabili (quanto vale un rene?).

Se hai un guaio davvero grosso, se ti serve un rene nuovo, se passi sei mesi in una terapia intensiva, se hai una malattia cronica di quille toste... hai voglia a vendere spit per pagare di tasca tua. O fai parte di una società solidale, o sei morto.
Pago la mia IRPEF volentieri anche per chi ha bisogno adesso, e so che se domani avrò bisogno io qualcosa di grosso, che non potrei mai pagare, l'avrò anche io gratis perché tanti -che per il momento stanno benino- hanno dato il loro cent.


Ciao a tutti, io non posso che essere completamente daccordo con Luca.

Sono un ragazzo di 30 anni, da 15 anni ho subito un doppio trapianto d'organi per una malattia che non ho scelto io, ma che ho incontrato "geneticamente"
Per mandare avanti la mia vita senza avere il rischio di rigettare gli organi devo prendere dei medicinali, che vi assicuro non sono economici.
Non riuscirei in un paese come questo (con pressione fiscale altissima per il dipendente, ma altrettanta anche per l'imprenditore), a pagarmi i medicinali mensilmente, lo farei se potessi, perchè questo significherebbe non essere più dipendente dalle ricette mediche, ma sopratutto avere molti più soldi :) .... ma purtroppo non è così...

"Quanto vale un rene?" si domanda Luca, io ti posso rispondere, se non sbaglio lessi ai tempi (avevo 15 anni) 150.000euro solo per il rene, per il Fegato non sò...
Pago le tasse, mi sento responsabile e sensibilizzato a farlo, perchè capisco che c'è tanta gente come me che è nella mia stessa situazione, ma mi spavento se un giorno tutto questo possa finire....
Non riesco a immaginare una vita in cui devo spendere più di 800 euro al mese per pagarmi i farmaci che mi dovrebbero proteggere dai miei anticorpi!!! (Nella situazione in cui sono ora sarebbero circa 800euro, se solo mi aumetassero il dosaggio, i prezzi mensili schizzano in alto)
Questo è solo per i farmaci, poi ci sono gli esami del sangue 1 volta ogni 6 mesi, TAC, Radiografie che richiedono i medici.

Ho imparato che il prezzo della salute è impagabile, che solo se ci passi dentro lo capisci, solo se TU hai avuto qualcosa, non un parente o un'amico..... per questo io sono a favore della sanità pubblica, ma se gestita con metodo, cosa che in Italia.........
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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda tacchinosfavillantdgloria » mar mar 03, 2015 18:33 pm

Forse ho già citato questo articolo (dal sito del corriere):

Siamo più poveri, investiamo meno in sanità, ma viviamo di più e meglio di altri. Così il nostro servizio sanitario si può fregiare del titolo di terzo più efficiente del mondo. A sostenerlo è la multinazionale americana dei media Bloomberg nella sua classifica annuale. Soltanto Singapore (medaglia d’oro) e Hong Kong (argento) battono il bronzo meritato dalla nostra sanità. Dal quarto al sesto posto: Giappone, Corea del Sud e Australia. La classifica che stila Bloomberg si basa sull’analisi dei dati forniti da Banca mondiale, Fondo monetario internazionale (Fmi) e Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Terzi al mondo e primi in Europa. La Francia si posiziona ottava, il Regno Unito decimo, mentre gli Stati Uniti arrancano nelle retrovie, al 44° posto. Il ranking di Bloomberg ha considerato i 51 Paesi con popolazione superiore ai 5 milioni, con un Pil di almeno 5mila dollari americani e con un’aspettativa di vita che supera i 70 anni. Risaltano negativamente la performance della Russia, relegata in ultima posizione, e quella della Germania, che non va oltre il 23° posto. I parametri utilizzati per elaborare la classifica sono: aspettativa di vita; costo del sistema sanitario in percentuale sul Pil; costo del sistema sanitario pro-capite; variazione dell’aspettativa di vita rispetto al 2013 (in anni); variazione del costo della sanità pro capite; variazione del Pil pro-capite; inflazione.

Naturalmente tutto è migliorabile, ci sono certamente sacche di corruzione e inefficienza che vanno affrontate; però l'impressione è che la situazione reale, complessiva della sanità italiana sia migliore della percezione che molti ne hanno.
Quello che volevo sostenere aprendo questo topic è che, in molti casi, il sistema è già stato messo sotto pressione e si è tagliato tutto quello che si poteva tagliare - a volte anche di più. Se si vuole intervenire con una spending review fatta bene (ovvero che non sia un eufemismo per "tagli lineari"), si potranno trovare margini per risparmiare da qualche parte, ma questi soldi andrebbero reinvestiti sempre nel SSN, nei settori dove c'è bisogno, per dare servizi migliori alla cittadinanza. E non semplicemente per "fare cassa".

Ragionieristici saluti
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Una sola cosa conta: imparare ad essere perdenti. (Cioran)

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Re: Tagli alla sanità...tanto per cambiare

Messaggioda Kinobi » mar mar 03, 2015 19:43 pm

Luca A. ha scritto:...


Delle persone della mia famiglia, fanno ampio, ed enorme uso del sistema sanitario. Che contribuiscono a pagare o hanno pagato.
So bene cosa intendi.
Nulla toglie al concetto di base che ho espresso nel mio "two cents", che ti consiglio di rileggere, parola per parola, e trovare il significato, parola per parola, che avevo espresso. Forse è diverso, da quello che hai inteso.

...

Sono un contribuente in Italia.
Il quale, perchè contribuente, ha anche la polizza cure mediche, infortuni, e caso morte. Tre polizze. Non si sa mai.
Ebbene a me da estremo fastidio, forse è veniale, che mi passino davanti con ogni casso di motivo, persone che non lavorano e che c'hanno perciò tutto il tempo di aspettare il loro turno. O non hanno mai lavorato nella loro vita (lasciando stare i casi come il tuo o quelli di altri molto più sfortunati di noi).

Come ho scritto nel mio messaggio, io (come altri lavoratori) mi trovo a dover (ho appunto usato la parola dover) ad andare appunto a pagamento. Per motivi di tempo. Che se abbiamo un lavoro, siamo appunto, lavoratori.

E' paradossale che chi ha ancora da lavorare, debba dare il posto ad un pensionato. E' una vergogna. Il pensionato c'ha un casso da fare, ed è tutto da dimostrare che abbia pagato per il servizio cui usufriusce quando (e se) ha lavorato. Eppure ha più diritti di chi deve lavorare: ti passa appunto davanti.

Partendo dal pressupposto che ho solo che doveri, ed i pochi diritti che ho, faccio pure fatica a goderli, non mi dispiace affatto che taglio le spese che gli altri possono godere, mentre io, di fatto, no. E' come quello in cassa integrazioine che ti sfotte che non vai a scalare con lui.

Ciao,
E

PS: dopo circa 25 donazioni AVIS (senza mai aver usufruito del permesso pagato una volta, ne di una sacca di sangue altrui) ho smesso di donare sangue quando mi era palese che non rendevano obbligatorio la donazione a tutti, incluso quelli che invece il sangue degli altri, lo ricevono, ma di donarlo non se ne parla. Ho smesso di andarci che mi dava fastidio, e soprattutto mi abbassava l'emoglobina e cadere su un tiro con il fiatone, mi dava fastidio. Ammetto che se creperò dissanguato alla 26 sacca, me ne farò una ragione. Spero di aver espresso correttamente il mio pensiero.
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