Messner?

Arrampicata e alpinismo su roccia in montagna

Messaggioda Uppier » lun nov 04, 2013 19:47 pm

VYGER ha scritto:
giudirel ha scritto:
VYGER ha scritto:Grande alpinista, eh?


Si dai. Lo è stato. Forse dire il più grande è un po' enfatico. Ognuno ha i suoi preferiti. A me è sempre sembrato grandissimo il Riccardo di Lecco... però è una questione di gusti.
Messner di persona, a dichiarazioni, come ho detto all'inizio lo trovo greve come la sua pettinatura. Troppo perentorio, troppo tetesco... sono sensazioni personali.
Poi forse il Messner che preferisco è quello dei primi anni in Dolomiti, delle solitarione, ecc. Forse perchè quelle pareti le ho viste e salite e perchè mi è chiaro cosa volesse dire fare quele robe lì.
In Himalaya son stato solo a fare il merendone, inciampo nei ramponi, di alta quota non capisco una cippa... intorno agli 8000 c'è un gran troiaio che mi piace poco, ci vuole il grano, gli sponsor e le pippe.
Non è che esci di casa col tuo zaino e vai... libero come l'aria, che è quello che mi piace.

Il capo (Gogna) è stato bravo e tosto ma si è dato una calmata quasi subito. Ha preferito giocare con noi del circo a divertirsi ad arrampicare al sole. Quando io l'ho conosciuto e frequentato si era già rotto le balle ed era più interessato ad inventare l'arrampicata degli anni '80. Bello no?


Chiarisco.
Davvero considero Messner un alpinista con le contropalle.
Io conosco alcune delle sue salite dolomitiche, sul cui livello e sulla cui bellezza davvero non si può discutere.
In scarponi da solo sulle placconate della Marmolada di Rocca... E in alto, sul vago spigolo fessurato terminale...
Beh, avercene.
Invece l'himalaysmo non mi ha mai attirato. Però ha spostato avanti il livello anche là.

Come uomo di comunicazione e di cultura inevitabilmente si è dovuto adattare a compromessi, che possono non piacere [e a me personalmente non piacciono].
Il problema - di non facile soluzione - è che in montagna, per guadagnarsi da vivere, l'agricoltura non funziona più, l'artigianato old style tira solo per il turismo e l'industria solo se micro e di alta qualità.
Credo che Messner abbia sposato quella linea di sviluppo delle terre alte che passa per il raffrorzamento dei flussi turistici.
Montagne di plastica [rigorosamente in pet, da cui @evizzima].
Ci sono altri modi - sostenibili - per pensare future economie di montagna che garantiscano ai locali di viverci e siano rispettose del contesto naturale e culturale?
Non lo so.
Certo che lo spostarsi dell'economia globale verso la creazione di un mercato internazionale [con conseguente aumento degli squilibri interni ai Paesi] e gli scompensi ambientali legati all'eccesso di popolazione mondiale, ai processi di progressiva urbanizzazione, alla riduzione della copertura nevosa in alto non mi fanno presagire niente di particolarmente interessante per il futuro.
A fronte delle altoatesine montagne da cartolina, ho in mente l'abbandono antropico quasi totale delle zone dalle quali provengo [Carnia].
Credo che il futuro sarà questo.
Poi come Messner possa conciliare dentro di sé l'alpinismo di rinuncia con la linea di sviluppo che propugna...
Boh...
Forse è inevitabile che con l'età l'adesione ai personali, ferrei principi morali sposato in gioventù si allenti.

Alla fine forse Gogna si è divertito e si sta divertendo di più.
I miei confusi 2 cent.

PS - Spero di tornare ad arrampicare anch'io, prima o poi.


"Ci sono altri modi - sostenibili - per pensare future economie di montagna che garantiscano ai locali di viverci e siano rispettose del contesto naturale e culturale?"

Mi risulta che le valli dolomitiche siano gia' abbastanza ricche; piu' l'alto adige e meno il bellunese.
Ma perche' le dolomiti sono state nominate patrimonio UNESCO? Lo scopo e' la loro conservazione o il loro sfruttamento turistico?
Le dolomiti erano gia' favolose nonche' molto frequentate turisticamente senza il bisogno di alcun riconoscimento ufficiale.
Comunque, delle contraddizioni di Messner non sono stato il solo ad accorgersene. Messner dichiara di non volere infrastrutture in alta montagna e dopo qualche hanno vi costruisce musei. Un tipo lo definisce "faccendiere".
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Messaggioda undertaker777 » mar nov 05, 2013 0:29 am

dopo qualche hanno vi costruisce i musei è il TOP :lol: :lol: :lol: :lol:



Numerosi parchi naturali proteggono questa particolare natura e vari comitati ad hoc si sono impegnati nel proporre le Dolomiti come Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, tentativo coronato da successo il 26 giugno 2009, quando a Siviglia i ventuno componenti del World Heritage Committee hanno deciso all'unanimità di includere le Dolomiti nell'elenco dei patrimoni naturali.[6][7][8] La candidatura era stata inizialmente avanzata nel 2004 dal Ministero dei Beni Culturali ma era stata bocciata dall'UNESCO nel maggio 2006. Successivamente il gruppo di lavoro UNESCO del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, coordinato dal prof. Pier Luigi Petrillo, ha ripresentato i due dossier di candidatura, avviando, contestualmente, un intenso negoziato con i 165 paesi membri della Convenzione e i 37 paesi membri del Comitato. A conclusione del negoziato, durato due anni e mezzo, l'Autorità indipendente di valutazione delle candidature naturalistiche, l'IUCN, ha espresso parere favorevole avverso la candidatura. Da ultimo, a Siviglia, nel giugno 2009, la squadra coordinata dal prof. Petrillo ha condotto gli ultimi finali negoziati ottenendo il riconoscimento dell'UNESCO che "certifica" l'unicità, nel mondo, delle Dolomiti.


cmq che arrivi l'ultimo peerla, a dire che non serviva tutelare le dolomiti, anche questo fa' molto ridere :smt003 :smt044 :smt033
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Messaggioda gug » mar nov 05, 2013 9:51 am

undertaker777 ha scritto:dopo qualche hanno vi costruisce i musei è il TOP :lol: :lol: :lol: :lol:


E' vero, ma magari è il correttore automatico dell'ipad che di solito fa impazzire! :lol:
"montagne che varcai, dopo varcate, sì grande spazio d'in su voi non pare"

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Messaggioda Uppier » mar nov 05, 2013 10:26 am

undertaker777 ha scritto:dopo qualche hanno vi costruisce i musei è il TOP :lol: :lol: :lol: :lol:



Numerosi parchi naturali proteggono questa particolare natura e vari comitati ad hoc si sono impegnati nel proporre le Dolomiti come Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, tentativo coronato da successo il 26 giugno 2009, quando a Siviglia i ventuno componenti del World Heritage Committee hanno deciso all'unanimità di includere le Dolomiti nell'elenco dei patrimoni naturali.[6][7][8] La candidatura era stata inizialmente avanzata nel 2004 dal Ministero dei Beni Culturali ma era stata bocciata dall'UNESCO nel maggio 2006. Successivamente il gruppo di lavoro UNESCO del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, coordinato dal prof. Pier Luigi Petrillo, ha ripresentato i due dossier di candidatura, avviando, contestualmente, un intenso negoziato con i 165 paesi membri della Convenzione e i 37 paesi membri del Comitato. A conclusione del negoziato, durato due anni e mezzo, l'Autorità indipendente di valutazione delle candidature naturalistiche, l'IUCN, ha espresso parere favorevole avverso la candidatura. Da ultimo, a Siviglia, nel giugno 2009, la squadra coordinata dal prof. Petrillo ha condotto gli ultimi finali negoziati ottenendo il riconoscimento dell'UNESCO che "certifica" l'unicità, nel mondo, delle Dolomiti.


cmq che arrivi l'ultimo peerla, a dire che non serviva tutelare le dolomiti, anche questo fa' molto ridere :smt003 :smt044 :smt033


Sono il peerla. Io, evidentemente, penso lo si capisca leggendo quello che dico, sono per la tutela nel senso di "cosi' come sono". Mi sono chiesto e ho chiesto a voi, competenti perche' conoscete in generale cosa vuol dire paesaggio incontaminato delle dolomiti, se lo sviluppo che ha intrapreso Messner sia coerente con l'idea di tutela.

In teoria un sito UNESCO diventa patrimonio intangibile. Per tutela si intende mantenere le dolomiti cosi' come sono? significa portarle all'attenzione del mondo per farle vedere al mondo? Se vai a vedere l'elenco dei siti UNESCO trovi anche citta' come Rio de Janeiro, Rabat, Verona o Mantova e Sabbioneta in Italia. Intendiamoci, luoghi belli, ma anche difficile parlare di intangibilita'. Le vigne del Piemonte si sono candidate a patrimonio UNESCO! Secondo me i siti UNESCO sono diventati vademecum per il turista.

Un sito UNESCO ha eccesso a fondi internazionali e maggiori possibilita' di ricevere quelli nazionali.
I soldi servono alle Dolomiti o a chi li gestisce? Quindi se aumenteranno i flussi turistici in dolomiti, cosa succedera'? Gia' ora non mi sembra di vedere lande deserte nelle valli dolomitiche e in alcuni casi nemmeno in quota. Se Messner parte con colate di cemento museali sulle vette delle montagne, per quanto confezionate da fior di architetti, stiamo tutelando o sfruttando?
Basta capirci.

Cito queste frasi di John Hurd, presidente del comitato di consulenza dell?Icomos e direttore della conservazione per il Global Heritage Fund:
"Hurd ammette tuttavia che il processo di selezione è ormai troppo politicizzato, e le lobby premono per la classificazione dei siti anche contro il parere degli esperti, spesso con l?unica motivazione di fare soldi grazie al turismo.
Susan MacDonald, direttore dei progetti di settore al Getty Conservation Institute di Los Angeles, è d?accordo: «Il comitato di consulenza è più politicizzato rispetto a un tempo. Piuttosto che esperti del patrimonio, i suoi rappresentanti spesso sono amministratori locali». Senza dubbio ci sono stati anche casi di corruzione: un esempio per tutti è quello di politici malesiani in combutta con i costruttori di un resort nel Gunung Mulu National Park." E' una opinione.
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Messaggioda alberto60 » mar nov 05, 2013 11:13 am

Unesco, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Commissione Europea, Onu, ect. , ect. , le varie facce/maschere che nascondono una stessa medaglia??......
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Messaggioda undertaker777 » mar nov 05, 2013 15:20 pm

a candidatura rielaborata, a seguito delle precisazioni richieste dall'Unesco l'estate scorsa che avevano comportato un differimento della decisione, prevede il rispetto di due criteri, quello relativo al paesaggio e all'estetica (quindi le bellezze naturali) e quello riferito a geologia e geomorfologia delle Dolomiti. "Le Dolomiti hanno il potenziale per rispondere ai requisiti richiesti", sottolinea Durnwalder. I siti sono stati perfezionati e accorpati passando da 13 a 9: in Alto Adige la tutela investe i quattro parchi naturali dolomitici - quindi Puez-Odle, Dolomiti di Sesto, Fanes-Sennes-Braies e Sciliar-Catinaccio compreso il Latemar - e la parte del Bletterbach di Aldino. Per ogni area viene individuata una cosiddetta "zona cuore" (quella sottoposta alla tutela Unesco vera e propria) a cui si affianca una zona tampone. Come spiega Artur Kammerer, direttore dell'Ufficio provinciale Parchi naturali, che ha lavorato alla rielaborazione del dossier, la superficie complessiva dell'area dolomitica dichiarata patrimonio dell'umanità, in caso di accoglimento della candidatura, si aggira sui 135mila ettari tra Alto Adige, Trentino, Veneto e Friuli. Per il Bletterbach la tutela riguarda 270 degli 819 ettari del sito in Bassa Atesina.
Nella richiesta da inviare a Parigi viene esplicitata in forma concreta la collaborazione tra le cinque Province, regolata da uno specifico statuto che disciplina l'impegno per la conservazione delle Dolomiti. Nell'apposito Comitato Dolomiti/Unesco ogni Provincia conta un rappresentante, quello altoatesino è l'assessore provinciale all'Ambiente Michl Laimer. A febbraio a Parigi viene avviato dall'Unesco l'esame formale della documentazione, seguirà in estate il parere specialistico dell'Istituto scientifico dopo una serie di sopralluoghi sulle Dolomiti. Il parere finale è atteso per la primavera 2009, seguito in estate dal pronunciamento ufficiale del Comitato Unesco sulla candidatura. "Sono fiducioso sull'esito della pratica, che porterebbe alle Dolomiti un riconocimento di livello mondiale ma anche un prezioso stimolo aggiuntivo per la necessaria sensibilizzazione della popolazione verso la conservazione di questo patrimonio naturale", conclude Durnwalder.



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Messaggioda undertaker777 » mar nov 05, 2013 22:36 pm

Passi dolomitici: una chiusura a tempo?
La proposta è della Fondazione Unesco e di Messner.


E si parla anche di ampliare l?area tutelata al Sella e al Sassolungo


CIBIANA. Si va verso la chiusura temporanea dei passi dolomitici.

Firmato? Fondazione Dolomiti Unesco.

D?accordo anche Reinhold Messner.

Giusto una settimana fa, dai 2186 metri del monte Rite, in comune di Cibiana, l?alpinista ?re degli ottomila? aveva attaccato in maniera piuttosto convinta e pesante la gestione della Fondazione Dolomiti Unesco.

?Sanno solo chiacchierare? aveva detto; mentre lui stesso, contemporaneamente, annunciava l?apertura a Cibiana dell?archivio delle Dolomiti Unesco, fra l?altro in collaborazione con la Fondazione Angelini.

Solo il giorno prima, Elmar Pichler Rolle aveva assunto la responsabilità in prima persona del coordinamento della Fondazione; e, alla lettura de ?Il Corriere delle Alpi?, l?assessore provinciale di Bolzano aveva fatto un bel salto sulla sedia.

Da Messner non si sarebbe aspettato mai un attacco così pesante. Ed ha chiesto immediatamente un incontro con l?interessato.

Messner, si sa, non è mai stato tenero con la Fondazione, ritenendola, in verità, un carrozzone, seppur nobile e pieno di uomini di buona volontà.

«Le Dolomiti sono un valore troppo importante per la nostra terra», è andato a dire Pichler Rolle a Messnner.

Il risultato del testa a testa? «Durante l'incontro abbiamo constatato di avere molte opinioni in comune». Pichler Rolle e Messner, infatti, si sono trovati in sintonia per quanto riguarda l'idea di ampliare l'area posta sotto tutela sino ad includere il Sassolungo e il Sella, e l'assessore a natura e paesaggio ha illustrato quali saranno i prossimi passi da attuare in questo senso da parte di Provincia e Comuni.

Messner, inoltre, ha appoggiato la proposta di Pichler Rolle di chiudere al traffico, per qualche ora alla settimana, i passi dolomitici. «Sarebbe l'occasione per venire incontro a ciclisti ed escursionisti», ha aggiunto Pichler Rolle, il quale sosterrà l'iniziativa anche in qualità di presidente della Fondazione Dolomiti Unesco.

Durante l'incontro, infine, l'assessore provinciale bolzanino ha sottolineato l'importanza di dare vita ad una forte strategia di comunicazione per proporre al meglio il "marchio" Dolomiti Unesco. «In quest'ottica», ha concluso, «Reinhold Messner sarebbe il miglior ambasciatore possibile.

La Fondazione riceve molte proposte riguardanti filmati e pubblicazioni, ma il nostro obiettivo è quello di fare un decisivo salto di qualità lavorando ad un'idea comune proprio assieme a Messner».

Ma Messner, si sa, è restio ad una promozione delle Dolomiti con marchi che lascino intendere quasi una forma di commercializzazione.


Intanto ha invitato l?altoatesino Pichler Rolle a visitare il ?museo fra le nuvole? del monte Rite, che non ha avuto il piacere, in questi anni, di accogliere i rappresentanti bellunesi della Fondazione.

D?altro canto, fu il presidente Durnwalder a portare, a suo tempo, Angela Merkel a Cibiana.

16 giugno 2013


http://michilcosta.wordpress.com/2011/06/07/attacco-di-messner-e-sat-passi-dolomitici-chiusi/

IMHO, prima di chiacchiere sparate a vanvera contro messner, sulle questioni ambientali, non sarebbe sbagliato informarsi un pelino :roll:

ovviamente yuppi non è mai salito su funivie, seggiovie, ed in nessun modo inquina l'ambiente montano...
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Messaggioda Uppier » mer nov 06, 2013 11:14 am

undertaker777 ha scritto:
Passi dolomitici: una chiusura a tempo?
La proposta è della Fondazione Unesco e di Messner.


E si parla anche di ampliare l?area tutelata al Sella e al Sassolungo


CIBIANA. Si va verso la chiusura temporanea dei passi dolomitici.

Firmato? Fondazione Dolomiti Unesco.

D?accordo anche Reinhold Messner.

Giusto una settimana fa, dai 2186 metri del monte Rite, in comune di Cibiana, l?alpinista ?re degli ottomila? aveva attaccato in maniera piuttosto convinta e pesante la gestione della Fondazione Dolomiti Unesco.

?Sanno solo chiacchierare? aveva detto; mentre lui stesso, contemporaneamente, annunciava l?apertura a Cibiana dell?archivio delle Dolomiti Unesco, fra l?altro in collaborazione con la Fondazione Angelini.

Solo il giorno prima, Elmar Pichler Rolle aveva assunto la responsabilità in prima persona del coordinamento della Fondazione; e, alla lettura de ?Il Corriere delle Alpi?, l?assessore provinciale di Bolzano aveva fatto un bel salto sulla sedia.

Da Messner non si sarebbe aspettato mai un attacco così pesante. Ed ha chiesto immediatamente un incontro con l?interessato.

Messner, si sa, non è mai stato tenero con la Fondazione, ritenendola, in verità, un carrozzone, seppur nobile e pieno di uomini di buona volontà.

«Le Dolomiti sono un valore troppo importante per la nostra terra», è andato a dire Pichler Rolle a Messnner.

Il risultato del testa a testa? «Durante l'incontro abbiamo constatato di avere molte opinioni in comune». Pichler Rolle e Messner, infatti, si sono trovati in sintonia per quanto riguarda l'idea di ampliare l'area posta sotto tutela sino ad includere il Sassolungo e il Sella, e l'assessore a natura e paesaggio ha illustrato quali saranno i prossimi passi da attuare in questo senso da parte di Provincia e Comuni.

Messner, inoltre, ha appoggiato la proposta di Pichler Rolle di chiudere al traffico, per qualche ora alla settimana, i passi dolomitici. «Sarebbe l'occasione per venire incontro a ciclisti ed escursionisti», ha aggiunto Pichler Rolle, il quale sosterrà l'iniziativa anche in qualità di presidente della Fondazione Dolomiti Unesco.

Durante l'incontro, infine, l'assessore provinciale bolzanino ha sottolineato l'importanza di dare vita ad una forte strategia di comunicazione per proporre al meglio il "marchio" Dolomiti Unesco. «In quest'ottica», ha concluso, «Reinhold Messner sarebbe il miglior ambasciatore possibile.

La Fondazione riceve molte proposte riguardanti filmati e pubblicazioni, ma il nostro obiettivo è quello di fare un decisivo salto di qualità lavorando ad un'idea comune proprio assieme a Messner».

Ma Messner, si sa, è restio ad una promozione delle Dolomiti con marchi che lascino intendere quasi una forma di commercializzazione.


Intanto ha invitato l?altoatesino Pichler Rolle a visitare il ?museo fra le nuvole? del monte Rite, che non ha avuto il piacere, in questi anni, di accogliere i rappresentanti bellunesi della Fondazione.

D?altro canto, fu il presidente Durnwalder a portare, a suo tempo, Angela Merkel a Cibiana.

16 giugno 2013


http://michilcosta.wordpress.com/2011/06/07/attacco-di-messner-e-sat-passi-dolomitici-chiusi/

IMHO, prima di chiacchiere sparate a vanvera contro messner, sulle questioni ambientali, non sarebbe sbagliato informarsi un pelino :roll:

ovviamente yuppi non è mai salito su funivie, seggiovie, ed in nessun modo inquina l'ambiente montano...


Io non voglio dare addosso ad alcuno e spararla. Ho esposto fatti e valutazioni, che non sto a ripetere ancora, chiedendo poi la vostra opinione di persone competenti, poiche' molti di voi frequentano certamente le dolomiti ed in particolare gli ambienti piu' pregiati.

Le dichiarazioni e l'impegno di Messner rispetto a vari aspetti della conservazione della montagna e a un corretto rapporto con essa sono stati pubblicamente sostenuti e ampiamente noti a tutti e a me compreso, le funivie la chiusura dei passi.....Io ho aggiunto altri pezzi della storia.

Con le parole si possono dire tante cose, ma poi queste vanno confrontate con i fatti, che inevitabilmente fanno porre delle domande. Questo e' il destino di un personaggio pubblico che si vuol fare anche portavoce di un "ambiente", come Messner e' diventato.

Dici: "Ma Messner, si sa, è restio ad una promozione delle Dolomiti con marchi che lascino intendere quasi una forma di commercializzazione."
Se si sa che e' cosi', come mai invece e' cosa'? http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/ ... l-1.899174.

La mia domanda fondamentale e': dove si vuole arrivare, dove vuole arrivare Messner con le sue attivita' e dove vogliamo arrivare noi.
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Messaggioda undertaker777 » mer nov 06, 2013 14:40 pm

messner apre un paio di luoghi che raccolgono storia e tradizioni dolomitiche, con limitazioni al traffico motorizzato; chiede di dare un drastico taglio al traffico e alle gare di moto su e giu' dai passi


ma per qualcuno stà svendendo il patrimonio unesco, vuole alimentare il magnamagna, vuole gonfiarsi le tasche trasformando tutto in un parco giochi per miliardi di persone paganti....


se vuole ridurre il traffico, vuole esattamente il contrario, IMHO, questa presa di posizione è una cagata universale
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Messaggioda VECCHIO » sab nov 09, 2013 8:48 am

Qualche montagna delle Dolomiti è diventata di patrimonio mondiale... e ci rimarrà se gli abitanti e soci rispetteranno delle condizioni.
Qualcuno, Gogna, Bonaldo ed altri, qualche anno fa avevano proposto, per me con molta fantasia fantasiosa, di far diventare l'alpinismo patrimonio dell'umanità.

Noi italiani siam capaci di tutto, basta che non ci mettano delle regole, o ci dicano di assumerci la responsabilità di ciò che diciamo o facciamo.
Quindi perchè ci meravigliamo o ci scandalizziamo ?
Ci facciamo male con le nostre mani e diamo la colpa sempre agli altri.... e così i furbi da noi fanno sempre affari.
....ALPINISTA......NO GUIDA....... questa mi scombussola
Scalare con gli esperti del cai... son sempre dei grossi guai...... questa mi piace
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Messaggioda #giacco# » dom nov 10, 2013 15:54 pm

:!:





certi passi dei libri di Messner, sembra di leggere Vecchio










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Re: La copia e' migliore dell'originale?

Messaggioda #giacco# » dom nov 10, 2013 16:02 pm

Luca A. ha scritto:[color=darkblue]
Però osservo che la museificazione delle dolomiti è già NEI FATTI, prima e indipendentemente dalla costruzione di "musei" in senso stretto.
E' già nei fatti che la stragrande maggioranza delle malghe nell'ultimo trentennio siano state trasformate in pseudo agriturismi (dove tengono paioli di rame non più usati ma bene in vista; due mucche e quattro galline per la gioia degli ospiti e per ricreare odori e illusioni): museo di una malga vera che non esiste più.
E' già nei fatti che una gran parte dei prati falciati lo siano solo perché remunerati da apposite sovvenzioni regionali/provinciali (e spesso ho visto grandi mucchi di erba falciata messa a marcire perché chi l'ha falciata non sa che farsene, quando un tempo era oro), al solo scopo di mantenere/ricreare artificialmente/musivamente un certo tipo di uso del territorio che di fatto non sta più in piedi di suo. Museo dei tempi in cui lo sfalcio dei prati era parte fondamentale di una civiltà agro-pastorale in quota, che non c'è più.
E' già nei fatti che nei negozi delle località dolomitiche si vendano prodotti alimentari pseudo-tipici ben confezionati con look "di montagna" ma che di fatto sono prodotti altrove: museo di quelle piccolissime produzioni di nicchia che in contesto dolomitico non sono più praticate e che comunque essendo di pura sussistenza non sarebbero sufficienti nemmeno all'1% della sproporzionata richiesta attuale.


impeccabile



invece ...
(Come del resto accade anche altrove: la Valsassina continua a produrre taleggi e stracchini in enorme quantità ma chi ha visto mucche a Pasturo o Introbio?; In qualunque "locale tipico" della Val d'Aosta ti propongono per dessert frutti di bosco di cui non un grammo viene prodotto in valle; il lardo d'Arnad... dove sono tutti quei maiali?).


OT
no guarda in val sassina hanno le vacche, (diverse piccole stalle familiari, qualcuna un po' più grossa), molti le pascolano in alpe, e tengono bene i pascoli senza sovvenzioni.
taleggio in valle se ne fa. ho vissuto da quelle parti un paio d'anni e mi son venuti i calcoli al fegato, da tanto taleggio. prendevo la bici da lecco e andavo a introbio a comprarlo in stalla, ma il pedale non bastava a bruciare il grasso introito. :lol:
poi chiaro che la produzione/consumo locale è infima rispetto al totale, il taleggio dei supermercati lo fanno in pianura padana, o in valsassina con il formaggio olandese.

fineOT, era un momento di nostalgia
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Messaggioda Max Z. » lun nov 18, 2013 23:44 pm

Leggendo (in parte) questo thread mi sono chiesto:


- maronn.. quante seghe mentali si fa la gente (me compreso)

- c'è gente che considera un museo in cima al monte Rite o al plan de corones (poco più che 2 colline in mezzo a montagne fantastiche) siano uno scempio per le dolomiti. Cioè in zone dove hanno fatto piste ed impianti da sci dovunque, funivie in cima a montagne come marmolada e tofane, dove il traffico nei passi a volte sembra quello della tangenziale est, un museo mezzo sotterrato in cima AL MONTE RITE e AL PLAN DE CORONES... boh..de gustibus (forse, come me, saranno rimasti delusi dai contenuti dopo aver speso i soldi del biglietto..)

- Messner ha aperto in marmolada, sulle placche, da solo (credo che il secondo che l'ha fatto sia stato Giordani, ma potrei sbagliarmi), ha fatto (anche se c'è chi non ci crede) un passaggio di 8° in apertura del pilastro di mezzo, ha salito l'Everest senza ossigeno quando non si pensava fosse possibile, e soprattutto è salito e senza ossigeno da solo, da nord senza nessun appoggio. Leggetevi QUEL capitolo dei suoi libri. Per me un'esperienza oltre i confini psicologici dell'uomo, paragonabile forse ad andare sulla luna e tornare (vivo).
In sostanza è stato un alpinista UNA SPANNA sopra agli altri per la sua epoca, poi (ma solo poi) ovviamente tanti hanno fatto lo stesso (e forse meglio).
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Re: Messner?

Messaggioda Uppier » mer mar 07, 2018 16:24 pm

Riprendo dopo anni questa mia da me indimenticata sollecitazione e vi chiedo: pensate che il mio timore fosse una stupidaggine ? Dopo quanto letto poco fa e visto in questi anni penso che non fosse cosi' assurdo porsi quelle domande. https://rep.repubblica.it/pwa/generale/ ... 10-S1.6-T2

La mia tesi e' che, data l'influenza che un personaggio noto come Messner poteva avere nell'affermazione di una cultura di reale e ragionevole conservazione degli ambienti montani e delle dolomiti, piu' che costruire musei sulle vette delle montagne, Messner avrebbe dovuto affermare che l'alta montagna non deve essere oggetto di sfruttamento turistico-economico. Al contrario, il messaggio comunicato da Messner e' che si puo' fare tutto e non c'e' piu' limite. L'alta montagna deve essere frequentata da amanti della montagna che ne accettano e ne apprezzano l'armonia, la diversita' naturale e la distanza dai riti mondani e non da orde di consumatori inconsapevoli. Tra l'altro, di luoghi d'alta quota raggiungibili con funivie o addirittura in auto, ce ne sono gia'. Perche' voler trasformare tutto in baraccone?

Messner con la sua operazione industriale http://www.messner-mountain-museum.it/it/ ha contribuito a dare sostegno ai processi di sfruttamento turistico in ambienti bisognosi di protezione, che inevitabilmente dopo la proclamazione delle Dolomiti a "Patrimonio dell'Umanita'" (atto, veramente idiota) si son trasformati in fabbriche. Le Dolomiti eran gia' preservate, e quindi la proclamazione non poteva che determinare un cambiamento di regime peggiorativo rsipetto all'idea di conservazione. Leggete qui https://www.nuovocadore.it/2011/02/20/d ... in-cadore/ . E questa? Addirittura la SAT che sgrida la Fondazione UNESCO per la sua latitanza (hahaha) http://www.ildolomiti.it/ambiente/la-sa ... tto-niente . Un'altra scoppola all'UNESCO da parte di chi ha a cuore l'ambiente della montagna https://www.lifegate.it/persone/stile-d ... iti-unesco. Le Dolomiti in questa nuova fase non potevano che diventare una scenografia da fiere.

Se si volevano preservare fino in fondo le Dolomiti si doveva eventualmente operare con leggi speciali ad hoc e finita li. La proclamazione si e' trasformata solo in un enorme spot pubblicitario di livello mondiale e non poteva che dare come risultato un incremento degli investimenti e degli arrivi e quindi dello sfruttamento: altro che protezione! Sono talmente protette le Dolomiti, che si assiste ad continuo ampliamento delle aree sciabili, andando a manomettere sempre piu' ambienti naturali pregiati, come se le piste presenti fino all'anno prima non fossero mai abbastanza. Patrimonio dell'Umanita' e le opere di Messner sono due azioni entro lo stesso solco.
Guardate quanto e' "protezionista" la fondazione Unesco. Ovviamente il titolo del corso proposto e' una farsa. Se mantieni e non sviluppi non hai bisogno di rendere sostenibile. Sono loro stessi a promuovere la pressione sui territori e lo sfruttamento economico!!!!http://www.dolomitiunesco.info/turismo-sostenibile-unimont/ Ma non ci sono abbastanza case, alberghi, , piste, seggiovie, attivita' turistiche....in Dolomiti? La verita' e' che vogliono aumentare l'offerta dopo aver stimolato la domanda, i volponi!!!

Perche' Messner ha svolto il ruolo di pioniere dei profanatori piuttosto che quello di responsabile e ragionevole protezionista? Era forse un bisognoso? Per interesse, semplice. Si tratta di incassare qualche milione all'anno o no. Insomma soldi, soldi, soldi e soldi,......il grande alpinista.

Col denaro si compra tutto vero? Bene, allora vendetevi al miglior offerente.
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Re: Messner?

Messaggioda emanuele » mer mar 07, 2018 23:42 pm

Messner è davvero stato uno dei protagonisti dello sfruttamento dell'ambiente montano, ma , dopo la lettura del libro sulla storia dell'alpinismo fassano di Dante Colli, ho capito che di montanari(guide, maestri di sci, ecc.) che non vedano la montagna come una vacca da mungere, ce ne sono ben pochi!
A poche decine di metri dall'attacco della via Preuss alla Punta Grohmann c'è un impianto a fune con tonnellate di acciaio e cemento e così in centinaia di posti simili in tutte le montagne.
Ettore Castiglioni, alpinista leggendario, è ricordato con una via ferrata orribile alla Bocchetta dei Due Denti, vicino a Cima Susat.
In Piccole Dolomiti-Pasubio l'inizio del sentiero di guerra delle gallerie è stato cementato come un bunker per i cannoni di Navarone!!
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Re: Messner?

Messaggioda Nosense » dom mar 11, 2018 21:28 pm

Se qualcuno non ha mai usato un impianto a fune si faccia avanti.
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Re: Messner?

Messaggioda Chiodonellaroccia » lun mar 12, 2018 11:15 am

Ha appoggiato la campagna elettorale della Boschi a bolzano . ma lei non è toscana ... 8O 8O 8O
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